31 dic 2009

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Auguri

Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni. Che il nuovo anno possa realizzare i vostri. Buon 2010 a tutte e a tutti.
Redazione Avversa

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29 dic 2009

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No alle Discariche del Parco Nazionale del Vesuvio

Il 30 dicembre in piazza del Plebiscito a Napoli ore 15.00 si terrà una manifestazione per dire no alle Discariche del Parco Nazionale del Vesuvio, al "Sistema" delle discariche ed al sordo autoritarismo del Commissariato di Governo.

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22 dic 2009

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Testamento biologico: si parte da Parete

Fonte: Comunicato stampa
Il Coordinamento Agro Aversano di Sinistra Ecologia e Libertà plaude e si complimenta di cuore col Consiglio comunale di Parete che ha approvato pochi giorni fa (con un solo astenuto) il Registro comunale dei Testamenti biologici.

E la nostra gioia è resa ancora più grande dal fatto che tale atto amministrativo di suprema civiltà laica ed umanitaria è stato prodotto su proposta ed impulso del consigliere comunale Marco Monaco, aderente e militante di Sinistra Ecologia e Libertà, nonché co-fondatore e dirigente del Centro Studi e Documentazione “Carlo Rosselli”.

Il testamento biologico (propriamente definito “dichiarazione anticipata di trattamento”) consiste nella manifestazione della volontà da parte di una persona in condizioni di lucidità mentale circa le terapie che intende o non intende accettare nell'eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali e che impediscano una normale vita di relazione.

In questa ed altre battaglie di Civiltà e di autoresponsabilizzazione sociale ed individuale, Sinistra Ecologia e Libertà intende cimentarsi incessantemente a fronte della pericolosissima ventata di oscurantismo ed integralismo medioevale che sta spirando sul nostro Paese.

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21 dic 2009

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Tombolata WWF

Lunedì 21 Dicembre, alle ore 20:00, presso il salone parrocchiale della Chiesa di Sant'Eufemia (Carinaro - CE) si terrà la tradizionale tombolata di fine anno. L’iniziativa, rivolta sia ai soci che non, nasce come opportunità di autofinanziamento dell'associazione di volontariato e si “differenzia” per la messa in palio dei premi che i partecipanti porteranno direttamente da casa. Un modo per riutilizzare ed allungare la vita di oggetti come libri già letti, cd, dvd, agende dell'anno nuovo etc.

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17 dic 2009

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Concerto di Natale con la "Gerardo Di Lella Big Band"

Fonte: Comunicato stampa di Mario Francese
Concerto di Natale su Rai Due con la Big Band di Gerardo Di Lella, insieme a ben otto cantanti di grido.
Ad annunciarlo è lo stesso musicista e direttore d'orchestra aversano-casalucese (ma da anni trapiantato a Roma) che conferma lo show-evento in onda sulla seconda rete Tv nazionale la sera del 24 dicembre, vigilia del Natale, alle ore 21 circa. Con l'orchestra di Di Lella (composta da 23 elementi) accompagnerà le esibizioni delle ormai celebri cantanti italiane Dolcenera, Malika Ayane, Irene Fornaciari (bella e brava figlia del mitico Zucchero) e Noemy, nonchè quattro autentiche "star" della musica internazionale quali lo statunitense Eddy Floyd (voce della mitica "Blues Brothers Band"), gli spagnoli Jarabe De Palo (gruppo-cult di rock latino, già collaboratore di Alanis Morissette, Jovanotti e Celia Cruz), la brasiliana Rosalia De Souza (una delle maggiori interpreti dell'incontro tra samba, bossa nova e jazz, nonchè partner artistica del dj e produttore Nicola Conte) ed il britannico Gary Go (talentuosissimo cantante ed autore popo-rock che aprirà la prossima tournèe estiva per il rientro dei grandi Take That). Un altro bel colpo messo a segno, dunque, dal nostro Maestro Gerardo Di Lella che consolida così il suo alto e maturo livello artistico nazionale ed internazionale ormai versatile sia col jazz che col pop e la musica leggera.

Nato nel 1964 a Casaluce (ma praticamente cresciuto nella vicina Aversa) Di Lella, si diploma in pianoforte con il M° Paolo Spagnolo, e successivamente in Musica Jazz. Studia composizione con i Maestri Aladino Di Martino ed Ysang Yun, arrangiamento con il M° Bruno Tommaso e musica per film con il M° Ennio Morricone presso l'Accademia Chigiana di Siena. In seguito si perfeziona in pianoforte con Enrico Pierannunzi, Franco D'Andrea, Mike Melillo, John Taylor.
Dal 1993 dirige una propria Orchestra partecipando ad importanti festival italiani e stranieri con autentici "numeri uno" del jazz internazionale di tutti i tempi tra i quali: Lee Konitz, Steve Grossmann, Benny Golson,Tony Scott, Randy Brecker, Bob Mintzer
Inoltre come pianista e compositore collabora con esponenti del "Gotha" del jazz contemporaneo italiano ed internazionale come Jeremy Pelt, Airto Moreira, Fawzi Chekili, Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Di Battista, Roberto Gatto, Tullio De Piscopo, Francesco Cafiso, Fabrizio Bosso e tantissimi altri.
Dal 2000 collabora stabilmente col M° Lino Quagliero (storico arrangiatore RAI) con il quale ha dato vita alla "Gerardo Di Lella/Lino Quagliero Big Band", attualmente molto attiva, come dicevamo, nell'accompagnamento di artisti pop, soul e di musica leggera di fama nazionale ed internazionale come Randy Crawford, Solomon Burke, Noa, Claudio Baglioni, Katia Ricciarelli, Biagio Antonacci, Edoardo Bennato, Peppino Di Capri, Cesare Cremonini, Albano Carrisi, Elio delle Storie Tese, Alexia, Jenny B., Fausto Leali, Johnny Dorelli, Niky Nicolai, Rossana Casale, Paola Cortellesi etc.
Ha composto musica espressamente per la RAI (Edizioni Raitrade) ed ha preso parte da solo o con gruppo o orchestra ad innumerevoli trasmissioni televisive e radiofoniche su reti nazionali e private tra le quali la più famosa rimane "Il mattatore" in cui accompagnò al piano il grande ed indimenticabile Vittorio Gassmann nella sua ultima apparizione in Tv.

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15 dic 2009

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WWF Aversa: Proiezione del film "The age of stupid"

Fonte: Comunicato WWF Aversa
Giovedì 17 dicembre, alle ore 20:30, presso il salone parrocchiale della chiesa di Sant’Eufemia di Carinaro, l’Associazione di volontariato "WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio" proietterà il film "The Age of Stupid". The Age of Stupid (L'Era degli Stupidi) comprende il periodo che va dall'ascesa dei motori a combustione interna fino al superamento del limite di 2 C° nella corsa al riscaldamento globale (all'incirca 1850 - 2020). Così è scritto in un libro di storia del futuro...
Il protagonista, Pete Postelethwite, è un anziano signore nel mondo devastato del 2055, guardando un archivio fotografico del 2008 si chiede "Perchè non abbiamo arrestato il cambiamento climatico quando ne avevamo la possibilità?"

Il film è sostenuto da Greenpeace e WWF per il suo messaggio coinvolgente in vista del Summit sul clima che si sta svolgendo a Copenhagen. Il clima che cambia è certamente un tema drammatico, e il nostro modo di vivere spesso è illogico e stupido, ma abbiamo l'occasione di fermarci in tempo, evitare gli effetti più drammatici e incontrollabili del riscaldamento globale e correggere le grandi storture della nostra epoca. Altrimenti la nostra sarà inevitabilmente ricordata come l’Era degli Stupidi, che sapevano e hanno fatto finta di niente.

Il film è in inglese con i sottotitoli in italiano. L'ingresso è gratuito.

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11 dic 2009

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E dopo il trionfo di "Jazz & Wine" si riparte alla grande!

Fonte: Comunicato stampa
Emozioni, grande musica, sapori tipici e soprattuto socialità per "ri-scoprire" ad Aversa i vantaggi, anche economici ed ecologici, del trasporto pubblico su ferro.
Sono state queste le cifre della "due giorni" jazzistico-enogastronomica di "Jazz & Wine" promossa, col patrocinio dell'Amministrazione comunale, giovedì e venerdì scorso presso la "hall" della stazione "Ippodromo" della metropolitana di Aversa dalla società Metrocampania Nordest in stretta collaborazione con l'Associazione Musicisti Aversani"Antonio Balsamo"; un connubbio, quello tra la grande azienda regionale di trasporti e il sodalizio musicale aversano, che "minaccia" di trasformarsi in una "accoppiata vincente" e duratura nel tempo.
Il più che lusinghiero successo di pubblico ottenuto, sia in termini di partecipazione che di gradimento, non era infatti scontato sol perchè l'ingresso alla manifestazione era libero; un benemerito dato, quest'ultimo, da non sottovalutare in ogni caso dati i tristi tempi di crisi economica.
Complici la presenza ed il prestigioso saluto del Premio Oscar Luis Bacalov e le chitarre del "mostruosamente" bravo Nico Di Battista, del sempre "innovativo nella tradizione" Antonio Onorato (accompagnato da una band vigorosissima e soprattutto dalle tastiere di un Joe Amoruso in stato di grazia), del sognante Francesco La Barbera (con il contrabbasso dell'inappuntabile "veterano" Dario Franco) e del trascinante "gipsy-jazzman" Max Puglia (col suo valente quartetto impreziosito dal percussionista e vocalista Savio Arato), gli amministratori e dirigenti della Metrocampania Nordest, tra i quali gli intervenuti ingegneri Racioppi e Iodice hanno piacevolmente dato atto della piena riuscita sia di questa iniziativa innovativa e letteralmente "underground", sia della relativa impeccabile organizzazione, prefigurando la sua estensione in forme varie come quella degli "Aperitivi in Jazz" da tenersi nello stesso sito della stazione a cadenza periodica nei giorni festivi.
Ed hanno dunque di che esultare i dirigenti dell'Associazione Musicisti Aversani "Antonio Balsamo" presieduta da Erika Balsamo (nel consiglio direttivo: Loreto Bisceglia, Carmine Di Rubba, Maurizio D'Ignazio, Mario Francese, Nicola Picone, Giuseppe Tamburrino, con la supervisione e direzione artistica del Maestro Enzo Anoldo) che però non si adagiano sugli allori; anzi v'è da dire che già da tempo stanno proficuamente preparando il terreno ed allacciando rapporti importanti in vista di obiettivi molto ambiziosi.
L'attività sociale della "Balsamo" (ufficialmente gemellata con la prestigiosa ed ormai nazionalmente nota Associazione "Bianca D'Aponte", presieduta da Gaetano D'Aponte) proseguirà dunque con il prossimo annuncio del programma 2009/2010 di eventi musicali, culturali e multimediali "a tema" che saranno compresi in vere e proprie rassegne cicliche non limitate alle sole dimensioni, partnership e "location" cittadine, ma estese anche al territorio provinciale, regionale ed interregionale.

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Un regalo per i diritti umani

Discriminazione, povertà, violenza, repressione, pena di morte, xenofobia e razzismo: a 61 anni dall'adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani, l'aspirazione a un mondo libero dalla paura e dal bisogno rimane incompiuta per milioni di persone. Amnesty International ha celebrato il 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani, il suo impegno affinché a ogni persona siano riconosciuti tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale. Ma per raggiungere questo obiettivo è fondamentale il sostegno di chi ha a cuore i diritti umani. Per questo nelle piazze italiane il 12 e 13 dicembre, in occasione delle Giornate Amnesty 2009, c'è la possibilità di acquistare un "regalo di Natale Amnesty" e difendere così i diritti umani.

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10 dic 2009

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Video lettera di Nichi Vendola

di Gabriele Vedova
I maggiori partiti del centro sinistra pugliese sembra abbiano deciso, su imbeccata del solito D'Alema, regista più o meno occulto di tante sconfitte della sinistra, di non ricandidare il presidente uscente della Regione Puglia Nichi Vendola. E' una scelta grave, operata dopo settimane in cui gli stessi "leader", che ora chiedono a
Nichi di fare un passo indietro, avevano pubblicamente assicurato il loro appoggio alla sua ricandidatura. E' una scelta grave, una vicenda nella quale, chi ha responsabilità di rappresentanza politica in puglia come a Roma, sceglie, forse per la prima volta in assoluto, di non ricandidare il presidente uscente, perdendo persino quel poco di credibilità personale, di "faccia", rimasta, sacrificata a questo punto sull'altare di un accordo NAZIONALE con l'UDC. Un accordo, si badi, non cercato sulla base di una necessaria convergenza programmatica per far fronte alla pericolosità delle destre (Vendola è stato in questo senso il primo a parlare della necessità di un allargamento del centro sinistra quasi un anno fa), bensì su un unico punto di partenza: il candidato non può essere Vendola.
Non può essere quel Vendola che, a proposito di moralità in politica, ha "dimesso" tutta la sua giunta alcuni mesi prima che iniziassero le indagini sui rapporti poco chiari di alcuni esponenti PD. Non può essere quel Vendola che ha "costretto" l'ILVA di Taranto a ridurre drasticamente le immissioni di diossina in atmosfera entro la fine del prossimo anno. Non può essere quel Vendola che ha fatto della Puglia la prima regione d'Italia come utilizzo di energie alternative. Non può essere quel Vendola che ha avuto il primo premio dalla comunità europea per la migliore legge regionale contro lo sfruttamento del precariato dei lavoratori immigrati nel settore agricolo.

Chissà, un motivo forse ci sarà di fronte a tanta determinazione contro Vendola...un motivo forse ci sarà se tutta la casta dei maggiori partiti si è schierata così fieramente contro questa ricandidatura....forse è giunta l'ora che la sinistra metta da parte i calcoli di bottega, la difesa del proprio orticello, le critiche strumentali espresse da chi "è sempre più a sinistra", sempre pronto a criticare pur non sporcandosi mai le mani....sarebbe ora che noi tutti, nonostante i tanti fallimenti che i personalismi e le miserie politiche a sinistra hanno contribuito a costruire, provassimo a difendere forse l'unica speranza rimasta a sinistra.

Questa video lettera è molto significativa e va fatta girare a tutti contatti che in qualche modo possono contribuire in Puglia a sostenere Vendola candidato presidente 2010. Va fatto non certo guardando ai progetti che tanti pseudo leader hanno provato a costruire all'ombra e con la faccia di Vendola. Al contrario. Soltanto per ciò che ha rappresentato Vendola e per ciò che può continuare a rappresentare...

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08 dic 2009

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Caserta. E i rifiuti tossici diventano fumarole

da www.ilmezzogiorno.net
Affiorano le conseguenze di oltre un decennio di sversamenti illegali, interramenti, rifiuti insabbiati nelle cavità del terreno e poi ricoperti. Dopo anni l’ambiente presenta il conto e così a Maddaloni, in provincia di Caserta, in una vasta area a ridosso della nuova tangenziale di Caserta che collega Capua con Maddaloni e l’autostrada Caserta-Salerno, sono spuntate le fumarole. Si trovano a ridosso di una zona agricola la cui frutta raccolta arriva sulle tavole degli italiani: parte per l’Ortomercato di Milano, per Fondi in provincia di Latina per essere distribuiti in tutta Italia.
Fumi che dal terreno aprono varchi e come un vulcano riversano nell’ambiente i loro veleni.
Ha ceduto il «sarcofago di terra» che, da quasi un ventennio, ha occultato alla vista i fusti di rifiuti tossici interrati e nascosti nell’ex-cava Moccia. Si sono aperte nuove vie di fuga per l’ immissione in atmosfera di fetide esalazioni di gas caustici. Materiale volatile pericoloso per chi lo respira. Sulla vicenda del cimitero dei veleni occultati si stanno muovendo, al riparo da giustificati allarmismi, la Guardia Forestale, i Noe, l’ex-Asl Ce1, la protezione civile del Comune di Maddaloni. Anche i sindaci Farina (Maddaloni) e Zitiello (San Marco Evangelista) hanno disposto le prime segnalazioni. Su tutto, fermare le immissioni in atmosfera. Esalazioni, che soprattutto all’alba e per le particolari condizioni di bassa pressione atmosferica, alimentano una nebbia irrespirabile. Poi c’è la preoccupazione per lo stato di degrado dei contenitori e la contaminazione di eventuali metalli pesanti.

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05 dic 2009

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Tutela della biodiversità agroalimentare dell'agro aversano

Riportiamo la relazione completa di Alessandro Gatto (Responsabile WWF) al convegno del 5 dicembre "I prodotti tipici di terra di lavoro" tenutosi presso l'istituto alberghiero di Aversa.
Premessa:
Biodiversità è il termine usato per indicare la varietà delle forme di vita, siano esse animali, vegetali, funghi o microrganismi (virus e batteri), presenti in tutti gli ecosistemi che troviamo sul nostro pianeta.
La biodiversità deve essere protetta sia per definizione e sia per le molteplici convenzioni internazionali che esistono in materia, in quanto grazie alla sua salvaguardia si riesce a proteggere, in definitiva, la specie che ci sta più a cuore: l’essere umano. Quindi la protezione della moltitudine di forme di vita (biodiversità appunto) riguarda direttamente la tutela del genere umano.

Inquadramento storico-ambientale:
L’agro aversano e l’area del basso corso del fiume Volturno costituiscono un unicum ecologico-geologico-ambientale. Ricordiamo che, prima del massiccio sfruttamento antropico, il territorio del medio-basso corso dei fiumi Clanio (antico fiume che fu canalizzato una decina di chilometri più a nord, intorno alla prima metà del 1600, negli attuali Regi Lagni) e Volturno era inserito in un sistema di paludi ed aree umide che prendevano il nome di Maremma Liternina. In pratica il mare, in epoche geologiche passate (Pleistocene: da 3 a 1,8 milioni di anni fa), si spingeva fino al territorio dove attualmente c'è la città di Capua, poi si è ridotto, col passare dei millenni, in conseguenza del sollevamento del massiccio flegreo e a causa degli apporti solidi trascinati dalle acque superficiali di scorrimento. Questo è il principale motivo dell'alta concentrazione di umidità che si registra nei suoli e nell'ambiente di tutta la piana del Volturno ed in particolar modo dell'agro aversano. La flora e la fauna tipica delle terre dell'agro aversano oggi sono quasi completamente scomparse, a causa della forte antropizzazione della zona. E' il caso di ricordare che in tutto il territorio denominato anticamente Maremma Liternina esistevano boschi misti di alberi che preferiscono vivere in ambienti umidi. Nelle paludi e negli acquitrini si sviluppava la tipica vegetazione idrofila ed igrofila costituita prevalentemente da piante acquatiche, giunchi e cannucce di palude ove trovava riparo una ricca biocenosi con al vertice della piramide alimentare varie specie di uccelli acquatici. Nelle zone meno umide vi erano pioppi neri e bianchi, salici bianchi, olmi, farnie e così via. Poi, laddove le caratteristiche di umidità divenivano via via più moderate, si potevano trovare lecci, pini e macchia mediterranea.

Situazione attuale:
Attualmente siamo di fronte al drammatico fenomeno del degrado dell’ambiente naturale e dell’ambiente agricolo dell’area aversana (l’agro aversano, è cosa nota a tutti, è estremamente inquinato, già da una ventina d’anni, da rifiuti urbani e speciali, sia non pericolosi, sia pericolosi) e della scomparsa di centinaia di specie vegetali ed animali. A tal proposito il WWF si pone come obiettivi, da un lato la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle problematiche agricole-ambientali, dall’altro l’avvio di progetti di bonifiche del territorio, anche attraverso l’adozione di tecniche agricole dedicate (ad esempio le colture “no food”, che possono avviare al contempo uno sviluppo agroeconomico ed una parziale bonifica grazie alle proprietà fitoestrattive degli inquinanti da parte di alcune specie vegetali) ed attraverso colture che prevedono l’abbandono o almeno una sostanziale diminuzione dell’uso di fitofarmaci di sintesi (agricoltura biologica e/o agricoltura a lotta integrata). L’azione di sensibilizzazione nei confronti degli operatori del comparto agricolo deve portare, innanzitutto, alla riscoperta dell’antico legame alla terra, privilegiando la coltura di più specie, con il progressivo abbandono delle pratiche monocolturali. Per quanto riguarda gli allevamenti di specie animali, vanno riscoperte e valorizzate le razze domestiche autoctone. Per ripristinare quell’antica armonia dell’uomo con la natura dell’agro aversano è necessario il recupero del paesaggio agricolo, cosiddetto “PAESAGGIO RURALE DELL’AGRO AVERSANO”.
Il paesaggio rurale dell’agro aversano può essere sintetizzato come un unico, grande contenitore dove natura, agricoltura, storia, cultura, tradizioni ed architettura si fondono in modo tale da ripristinare l’originario equilibrio naturale, e costituire esso stesso il valore aggiunto delle piccole economie locali.

Proposte di tutela:
Sebbene ci siano tantissime specie vegetali ed animali da trattare, in questa sede ci limiteremo, a titolo di esempio, ad approfondire la vite dell’asprinio di Aversa e del suo agro e la Bufala per la mozzarella, anch’essa tipica aversana e della terra cosiddetta “Maremma Liternina” o dei “Mazzoni”.
1. L’asprinio di Aversa: è un particolare tipo di vino che si ottiene da una vite che forma particolari vigneti, caratteristico delle terre dell’agro aversano. Certamente è una vite ed una pratica colturale di origini antiche, che alcuni autori dicono di essere di provenienza della Magna Grecia ed altri di provenienza della Francia al periodo di Carlo D’Angiò. Al momento non se ne conosce l’esatta provenienza. Questo vitigno fino ad oggi ha conservato, nei pochi esemplari sopravvissuti, tutte le caratteristiche di un tempo e presenta una peculiarità unica, legata sia al caratteristico sapore acre della sua uva, che alla forma e dimensione dei “FILARI” di viti alte fino a dieci metri. Le viti non venivano disposte su pali di legno o di cemento come si usa per tutti gli altri tipi di vigneti, ma si utilizzavano, prevalentemente, dei pioppi neri adulti disposti in fila (filari) e dove venivano tirati dei fili di ferro, tra un albero ed un altro adiacente, ove vi si appoggiava la vite. Il momento più interessante di questa coltura era quello della vendemmia. Verso la metà del mese di settembre i velignaturi (vendemmiatori) arrivavano nei campi con scale di legno altissime, trasportate a spalla in perfetto equilibrio verticale e cominciavano la raccolta dell’uva dalle estremità più alte delle viti. La vinificazione veniva eseguita in ambienti sotterranei, noti nell’agro aversano col nome di “GROTTE”, dove, a chiusura della vendemmia, il vino veniva lasciato a fermentare.
2. La bufala (o meglio il bufalo), la sua mozzarella e gli altri prodotti: Il bufalo, in Europa ed in Italia non è chiaro quando sia arrivato e/o se sia sempre esistito. Si sviluppano varie teorie, tra loro diverse, circa l’origine di questa specie animale in Italia ed in particolarmodo in Campania e nell’agro aversano. Sicuramente la presenza di paludi ed altre zone con acque stagnanti hanno favorito l’insediamento di questa specie che trova giovamento dalla presenza dell’acqua. Nella piana del basso Volturno e del Sele, il bufalo si diffonde con facilità e viene man mano allevato nelle cosiddette “PAGLIARE o PROCOI”. Tali allevamenti si sono protratti fino ai giorni nostri, rappresentando uno degli allevamenti più caratteristici ed originali. Ovviamente sono le bufale (le femmine) ad avere avuto sempre più attenzione vista l’importanza produttiva solo di esse. I maschi prevalentemente vengono eliminati perché non produttivi; ne vengono “salvati” solo alcuni esemplari da utilizzare per la riproduzione. Le bufale venivano comunque munte in presenza del figlio per favorire la “discesa” del latte e sicuramente questo è il metodo naturale più auspicabile per il prelievo del latte. Il latte bufalino ha sapore dolce, colore bianco opaco. Il pH oscilla tra 6,6 e 6,8. Il grasso è tra 6 ed il 9 %. Da questo latte si produce un formaggio fresco famosissimo in tutto il mondo denominato “MOZZARELLA”, nome legato alla particolare tipologia di lavorazione che comporta la mozzatura, appunto, della pasta filata del formaggio fresco. In pratica la pasta, dopo la cagliatura del latte, viene sottoposta ad un processo di filatura in acqua calda e, successivamente, modellata nelle forme tradizionali rotondeggianti.

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01 dic 2009

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Chi ha paura della rete?

Articolo tratto da L'Unità del 29 novembre 2009 (Luigi De Magistris)
La rete avvicina il fresco profumo della libertà.......
In queste settimane si sta discutendo in Europa di beni pubblici, di beni primari, di quelli tradizionali e di quelli nuovi. È venuto il momento di legiferare sulla Rete. Su Internet. Sulla comunicazione globale, su quella rete di connettività che realizza la libera circolazione delle idee, che offre informazione, che racconta fatti. C’è bisogno di diritti in questo settore. Il pluralismo delle opinioni, il confronto delle idee, la dialettica democratica che si sviluppa in Rete preoccupa i detentori del Potere. Difatti, quando le opinioni maturano, quando le informazioni corrette circolano, quando si discute in libertà, poi può accadere che i cittadini del globo maturino una coscienza critica, si formino un pensiero libero (e critico), producano dissenso ai regimi. Pratichino democrazia. Tutto questo preoccupa i detentori del pensiero unico, i formatori delle coscienze narcotizzate, i produttori delle menti normalizzate e confuse. La confusione è linfa per i detentori dell’informazione dell’oligopolio, la contaminazione è, invece, la linfa della democrazia. Discutere di Rete, significa anche fare politica e dire anche, il che non guasta, qualcosa di sinistra, guardando al futuro. Due sono le principali correnti di pensiero in Europa. Una, di impostazione liberale, secondo la quale la Rete è un diritto da esercitare senza costrizioni e limitazioni, senza interventi di tipo statuale. L’altra, di cultura socialista, secondo la quale l’accesso alla rete, ad internet e, quindi, alle informazioni, è un diritto di tutti da tutelare e, quindi, un dovere per lo Stato e per gli enti pubblici garantirne l’accesso a tutti. Un bene primario. Quest’ultima è la strada da perseguire. In Italia, invece, chi governa, come è noto, non tutela i beni pubblici (privatizzazione dell’acqua), men che mai gli interessi collettivi.

Chi governa non ha nemmeno una cultura liberale (nonostante si chiami partito del popolo delle libertà). Chi governa attua una terza via, quella del neoautoritarismo, del peronismo dell’opulenza. Mentre anche la Cina pensa alla Rete quale strumento per la crescita del Paese, il governo Berlusconi tenta di condizionare l’accesso pubblico ad internet. Ne segnala la sua intrinseca natura sovversiva, ne paventa i pericoli, intravede la presenza del diavolo tra gli internauti, dei mafiosi che possono infiltrarsi in facebook, per non parlare degli eversivi di twitter. Balle di regime. È chiaro che in internet c’è di tutto, ma è la democrazia della rete (e non la plutocrazia del regime berlusconiano) che fa la selezione. Quindi giù le mani dalla Rete e lottiamo per l’accesso gratuito ad internet per tutti e dappertutto. Hanno paura della Rete perché temono che attraverso le informazioni cresca il dissenso al regime e, quindi, giunga il suo crollo. C’è bisogno di una grande mobilitazione tra il popolo e nelle sedi istituzionali – a tutti i livelli- per la Rete pubblica. La Rete è un bene di (e per) tutti, è un mezzo per la realizzazione di forme più compiute di democrazia. La Rete avvicina il fresco profumo di libertà.

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29 nov 2009

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JAZZ & WINE: la musica e l'enogastronomia in stazione

Il jazz e la stazione di una metropolitana, due "luoghi" metaforici e fisici della contemporaneità, aperti, liberi, inclusivi la cui funzione è quella di "trasferire" persone, pensieri, concetti, emozioni e quindi favorire l'incontro e la comunicazione sociale a tutto tondo. Ma la contemporaneità ha bisogno anche di una tradizione comunitaria per essere meglio valorizzata; la tradizione dei "sapori" (e "saperi") locali, per esempio. Ecco, dunque, come nasce la kermesse "Jazz & Wine - la musica e l'enogastronomia in stazione" che da giovedì 3 a venerdì 4 dicembre prossimi, a partire dalle ore 19,30, presso la Hall della stazione "Ippodromo" in Viale Kennedy, allieterà gli spettatori, aversani e non, con ben quattro concerti di musica jazz (due per sera) accompagnati da degustazioni di vini e specialità gastronomiche locali e regionali.
"Contattati dalla società Metrocampania Nordest, la vera ideatrice-organizzatrice dell'evento - afferma Erika Balsamo, presidente dell'Associazione Musicisti Aversani "Antonio Balsamo" - abbiamo accettato subito e con grande entusiasmo di collaborare con essa all'allestimento di questa kermesse che sposa la buona musica ai prodotti tipici dei nostri territori nell'inconsueta ma affascinante cornice di una stazione della Metropolitana".
Ecco il calendario dei concerti: giovedì 3, "Max Puglia Quartet" e "Francesco La Barbera - Dario Franco Duo"; venerdì 4, "Nico Di Battista solo" e l' "Antonio Onorato - Joe Amoruso Project".
Un cartellone, dunque, di tutto rispetto tra nuove proposte, "vecchie glorie" ed almeno una "chicca" rappresentata dall'esibizione (per la prima volta ad Aversa) dell'autentico virtuoso e poliedrico Nico Di Battista, già chitarrista di Dulce Pontes e Solomon Burke, nonché collaboratore di giganti del jazz quali Lester Bowie e Don Moje ed autore-accompagnatore di Mina, Toquinho, Nino Buonocore, James Senese, Eduardo De Crescenzo, Tullio De Piscopo.
Essendo, poi, il programma tutto incentrato sulla chitarra jazz (in particolare quella acustica, tipica delle contaminazioni tra musica afro-americana e latino-mediterranea), l'Associazione Musicisti Aversani "Antonio Balsamo" ha voluto dedicare queste due serate alla prossima ricorrenza (nel 2010) del primo centenario della nascita del celebre chitarrista jazz di origini gitane Django Reinhardt per il quale lo stesso sodalizio musicale ha già previsto, tra le sue prossime proposte, uno specifico tributo.
Gli spettatori di "Jazz & Wine" potranno accompagnare le note col vino Novello abbinato alle castagne, vino Asprinio nonché mozzarella.
L'intera manifestazione è patrocinata dall'Assessorato comunale alla Cultura, Turismo e spettacolo e l'ingresso è, ovviamente, libero....fino a capienza posti e spazi!.

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No alla privatizzazione dell'acqua

Mercoledì 2 dicembre 2009 alle ore 17.00 presso la Sala multimediale del Consiglio Comunale di Napoli in Via Verdi, 35 si terrà l'incontro "No alla privatizzazione dell'acqua". Parteciperanno Antonella Cammardella, Bruno Miccio e Riccardo Realfonzo. Corrdinerà gli interventi Carlo Giordano.

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24 nov 2009

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NO-B DAY 5 DICEMBRE 2009

Per la partecipazione al NO-B DAY del 5 dicembre 2009, SeL Ecologia Napoli organizza un autobus con partenza da Piazza Garibaldi antistante Hotel Terminus, alle ore 10.
E' necessaria la prenotazione.
Info e prenotazione: 349.9818578 - 338.6502612 info@sinistracampana.org

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Al Lennie Tristano le note di Mark Sherman e Luigi Ruberti

Al via il secondo concerto della stagione del Lennie Tristano con il quintetto di Mark Sherman e Luigi Ruberti.
Sabato 5 dicembre nel salone delle feste dell’Hotel del Sole il prestigioso club aversano arriva così al suo secondo appuntamento invernale con una band straordinaria che mescola il sound dell’artista americano con le performance virtuose dei migliori musicisti italiani.
Protagonisti dell’esibizione le note del vibrafono di Sherman e del contrabbasso di Ruberti, in un ensemble che vede come protagonisti anche i compagni di viaggio del contrabbassista napoletano, il sax di Giuseppe di Colandrea, il pianoforte di Mimmo Napolitano e la batteria di Peppe La Pusata.
Grande è l’attesa in città per un evento che non mancherà di richiamare il pubblico campano delle grandi occasioni, dopo il successo lo scorso mese del trio latino degli Alta Madera, protagonisti insieme a Don Moye di un altro memorabile event che ha segnato il rilancio del club più importante della regione.
Il progetto di Ruberti e Sherman nasce dall’unione tra l’esperienza musicale del contrabbassista e quella del grande virtuoso americano, l’una indirizzata soprattutto verso la musica modale di ispirazione mediterranea, l’altra guidata dalla sperimentazione e dalla ricerca sonora continua, diretta verso percorsi sempre nuovi, che non hanno nemmeno disdegnato la musica classica e che amalgamano questa volta le note di uno dei vibrafonisti più quotati del mondo del jazz con quelle di uno dei più apprezzati bassisti italiani.
Con il grande virtuoso newyorkese, vincitore nel 2007, 2008 e 2009 del Rising Vibesin indetto da Downbeat e collaboratore di Joe Lovano e di Winton Marsalis, Ruberti ha lavorato durante la scorsa estate ad un disco ispirato alla musica di Bill Evans. Di prossima uscita, il lavoro viene presentato in esclusiva al Lennie Tristano e costituisce una importante tappa nella carriera del contrabbassista, che pone questo percorso musicale sotto il segno dell’internazionalismo e della contaminazione di stili.
Giocato più che sul contrasto, sull’integrazione delle voci strumentali, lo stile eclettico del quintetto diventa una nota caratteristica della formazione, memore delle sperimentazioni del vibrafonista e delle improvvisazioni degli altri componenti del gruppo, che concorrono a determinare la configurazione sonora dell’ insieme.
La cornice dell’Hotel del Sole, con le sue prelibatezze enogastronomiche, contribuisce a creare un’ aspettativa di big event nel pubblico cittadino, che non mancherà anche questa volta di affollare la sala predisposta al meglio perché tutti i palati siano soddisfatti.

MARK SHERMAN – LUIGI RUBERTI QUINTET

MARK SHERMAN vibrafono
LUIGI RUBERTI contrabbasso
GIUSEPPE DI COLANDREA sax
MIMMO NAPOLITANO pianoforte
PEPPE LA PUSATA batteria

Sabato 5 dicembre - Salone delle Feste dell’Hotel del Sole – Piazza Mazzini Aversa

Infoline: 328 8479115 349 8732513
Ufficio stampa: Nicola Di Santo 349 4010640


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23 nov 2009

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NIENTE REGALI ALLE MAFIE, I BENI CONFISCATI SONO COSA NOSTRA

Firma l'appello su http://www.libera.it/ o scarica i moduli, raccogli le firme e inviale a caserta@libera.it

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie.

Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell’impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. È facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati. Si rafforzi, piuttosto, l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S’introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie.

Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”.

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21 nov 2009

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Lello Ferrara presenta "Di nobili speranze"

Giovedì 3 Dicembre, alle ore 18.00, presso la Casa delle Arti, in Corso Sicilia a Succivo, sarà presentato il libro di Lello Ferrara "Di nobili speranze". La presentazione sarà replicata Venerdì 11 Dicembre, alle ore 18, presso il Manouche Bistrote, in Via Agapito Bellomo, 14 fraz. Puccianiello a Caserta. In entrambi gli eventi sarà presente l'autore.

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20 nov 2009

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Parcheggi e traffico ad Aversa: le proposte di Sinistra ecologia e libertà

Fonte: Comunicato stampa
Il circolo aversano di Sinistra Ecologia e Libertà ritiene che, in linea di principio, l'istituzione delle "strisce blu" per il parcheggio a pagamento varata dall'Amministrazione Ciaramella non sia del tutto campata in aria. Ma il vero ed al momento insormontabile problema delle "strisce blu" aversane nasce del fatto che esse sono state concepite senza una seria programmazione nel quadro di un generale riordino dell'intera mobilità pubblica e privata cittadina e, diremmo pure, intercomunale. Non è possibile mettere mano alla questione "traffico e mobilità" di Aversa senza considerare il circostante Agro e la periferia nord di Napoli che premono incessantemente sulla città normanna.

Non è possibile disincentivare l'uso e l'abuso automobilistico privato senza offrire una adeguata, fruibile e concreta alternativa agli utenti-cittadini attraverso i mezzi pubblici che devono essere messi in condizione di circolare liberamente, senza intralci ed in perfetto orario.

Non è possibile, insomma, parlare di traffico e di mobilità senza considerare prioritariamente l'ingolfamento del territorio comunale di Aversa dovuto anche alla sua limitatezza strutturale ed infrastrutturale ed al mancato decentramento e delocalizzazione di molte importanti sedi istituzionali (scuole, uffici e servizi pubblici, etc.).

Le proposte concrete di Sinistra Ecologia e Libertà, almeno per l'immediato, si rifanno a quelle già esposte tempo fa da alcuni partiti di centrosinistra ed associazioni ambientaliste e riportate nel precedente Piano Urbano Traffico che l'Amministrazione Ciaramella ha finora disatteso nella sue linee guida e nella sua organica integrità:

A) Realizzazione di grandi aree di parcheggio periferiche, a pagamento "congruo" e di interscambio coi mezzi pubblici, almeno in corrispondenza dei quattro punti cardinali della città (il "ticket parcheggio" potrebbe valere anche come biglietto integrato per una corsa di andata e ritorno in bus-navetta);

B) Estensione delle Zone a Traffico Limitato (ZTL) a tutto il centro storico-commerciale ed antico-normanno;

C) Forte aumento del numero di bus-navette per il trasporto pubblico interno ed ecologico con relativa, seria e puntuale strutturazione del servizio, cioè con maggiore frequenza delle corse nonché percorsi estesi al maggior numero di strade cittadine e debitamente indicati con pannelli posti presso le relative pensiline per l'attesa degli utenti.

D) Realizzazione di vere, protette e fruibili piste ciclabili in ogni zona della città ove sia possibile

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16 nov 2009

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Petizione per l'ex-canapificio di Caserta

Al link http://www.firmiamo.it/petizioneexcanapificiocaserta è attiva una raccolta firme per sostenere la proposta della regione Campania di riqualificazione dell'ex-canapificio di Caserta. Vi invitiamo a sottoscrivere e diffondere il più possibile.


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14 nov 2009

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Suggerimenti Di “Ecologia urbana applicata” ad Aversa

Riportiamo di seguito il documento che il WWF Agro Aversa-Napoli ha presentato ieri 13 novembre nel corso del convegno, dal titolo "Quale idea di futuro per città di Aversa?", presso la sala consiliare del comune di Aversa.
L’urbanistica, in quanto “arte di organizzare e gestire gli agglomerati urbani”, deve contemperare nello spazio (ambiente) desideri, esigenze e diritti dei cittadini.
Cittadini che, tuttavia, possono, come singoli o in forma organizzata, esprimere anche desideri illegittimi, ad esempio appropriarsi di spazi destinati ad uso pubblico o praticando l’abuso edilizio. L’urbanistica, rispettosa dell’ambiente e dei diritti dei cittadini, deve necessariamente discernere tra richieste legittime e richieste illegittime.In questo senso messaggi del genere costituiscono delle linee guida chiare per l’Amministrazione che non ricerca semplicemente la mediazione degli interessi ma che sia anche attenta al risultato delle mediazioni, ovvero alla qualità ambientale e civica che ne risulta.
Il passaggio fondamentale del miglioramento e protezione dell’ambiente urbano, non è una novità, lo si attua con strumenti urbanistici di pianificazione territoriale, prima era denominato Piano Regolatore Generale (P.R.G.), ora Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.). Per quanto attiene ai suggerimenti a questo strumento generale si chiede una maggiore attenzione a quelle che sono le esigenze ambientali di miglioramento della qualità della vita nell’ambito “dell’ecosistema urbano”. In primo luogo si chiede che la pianificazione territoriale ed urbanistica tenga conto non solo della città come agglomerato di edifici pubblici e privati, abitazioni, costruzioni industriali e produttive, strade, aree di sosta, piazze ed aree verdi agricole sparse qua e la ma si guardi alla città come ecosistema. Così come le Scienze ci insegnano l’ecosistema è un insieme di esseri viventi (non solo l’essere umano) che vivono ed interagiscono tra loro e con l’ambiente fisico (aria, acqua, suolo, edifici, strade e così via), seguendo delle specifiche relazioni biologiche, chimiche e fisiche.
Vediamo qui di seguito alcuni dei suggerimenti pratici che potrebbero essere utili allo sviluppo di una politica di “ecologia urbana applicata” ad Aversa.

1. Obiettivo di “demotorizzazione ragionata” del 10% di strade e piazze di Aversa (cioè creazione di aree pedonali o a traffico limitato ai residenti e mezzi di soccorso, realizzando, al contempo una serie di servizi integrativi e di supporto (aree di sosta, mezzi di trasporto pubblici, piste ciclabili, e così via) a tale provvedimento che non sia un mero divieto al transito ma che possa coniugare esigenze e richieste di tutti i fruitori della città).
2. Più aree verdi ed alberi in città che siano orientate alla scelta delle specie autoctone. Questo punto potrebbe sembrare per molti professionisti del settore e per molti cittadini al massimo come elemento decorativo e di miglioramento estetico del paesaggio urbano. Ma questo è l’ultimo degli elementi di valutazione dell’importanza del verde in una città. In primo luogo si deve entrare nell’ottica che un albero in più, un prato in più, un’area verde in più in un ambiente urbano fa bene alla salute delle persone che vivono quel contesto, sia di passaggio, sia stabilmente. Basti pensare che un solo leccio (la caratteristica quercia sempreverde mediterranea) riesce a produrre una quantità di ossigeno, nell’arco del periodo di luce di una giornata (cioè durante il periodo fotosintetico), utile a soddisfare le esigenze di sana respirazione di ben otto esseri umani adulti. Lo stesso numero di alberi riescono ad assorbire una quantità di inquinamento atmosferico elevatissima, sottraendo sostanze dannose alla respirazione umana dall’atmosfera. L’elenco dei benefici degli alberi e del verde è davvero enorme e per brevità lo omettiamo in questa sede ma basti pensare, ancora, alla regolazione del microclima offerto dal mondo vegetale, del ciclo delle acque e così via, si intende subito che il valore dell’incremento delle aree verdi è di vitale importanza per una città.
3. Piano di regolamentazione delle acque. Questo piano deve essere pensato in funzione delle stagioni di maggiore caduta di acque meteoriche (piogge). Un approccio culturale sulla regolamentazione delle acque deve essere sempre presente nelle scelte e nella pianificazione urbanistica che tenga conto del rispetto dell’ambiente. In questo senso l’intero territorio comunale deve essere suddiviso in base alla permeabilità del suolo. L’obiettivo è di bilanciare la quantità di territorio a substrato permeabile (suolo agricolo, suolo di aree verdi, suolo adibito ad attività sportive all’aperto e così via) e quella a substrato impermeabile (suolo coperto da edifici, piazze, parcheggi, strade e così via). Potrebbe essere utile, ad esempio, pavimentare le aree di sosta ed altre aree pubbliche con le “mattonelle forate” che lascino crescere l’erba e che consentano la permeazione dell’acqua meteorica.
4. Piani di recupero del centro storico. Il piano di recupero del centro storico nasce con la legge 457/1978, come espressione di una elevata sensibilità verso il patrimonio architettonico dei centri storici alla cui bellezza ed armonia facevano riscontro periferie sempre più anonime e sempre meno vivibili. Il recupero del centro storico deve essere visto, sul serio, come portatore di benefici sociali in termini di incremento della qualità della vita e di rinascita ambientale che sia rispettosa delle particolarità urbanistiche, architettoniche e paesaggistiche tipiche di un luogo. In questo senso al recupero del centro storico, in timida fase di attuazione da parte delle istituzioni (Comune, Chiesa, ecc.), deve essere sostenuta anche quella realizzata da soggetti privati.
5. Sistema di trasporto urbano pubblico. Questo punto rientra nel discorso del Piano Urbano del traffico (P.U.T.). Sembra davvero indispensabile implementare e capillarizzare un sistema efficiente di trasporto pubblico teso a disincentivare l’uso del mezzo privato. E’ ovvio che se il cittadino trovi più conveniente spostarsi con il mezzo pubblico o, meglio ancora, con la bicicletta all’interno del tessuto urbano, si ottengono forti ripercussioni positive sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico, dell’inquinamento acustico e della congestione del traffico veicolare. In questo senso è indispensabile pensare ad una rete di piste ciclabili e un sistema integrato bici-treno, bici-autobus e bici-metro.
6. Piano energetico comunale che privilegi e diffonda le fonti energetiche alternative (solare fotovoltaico e solare termico). Potremmo suggerire, per l’illuminazione stradale, l’istallazione di nuove luci “a led”, una tecnologia innovativa ed efficace sul fronte del risparmio energetico. Con le lampade a led, infatti, si può ottenere un risparmio di consumi energetici fino al 51% che corrisponde alla diminuzione di anidride carbonica, ad una maggiore durata delle lampade e a minori costi di manutenzione.


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13 nov 2009

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Adriano Telese, ex Sindaco di Santa Maria a Vico, aderisce a Sinistra, Ecologia e Libertà

Fonte: Comunicato stampa
Dopo sei mesi di ripetuti incontri e approfondimenti dei temi ambientali, già in occasione delle europee, in particolare i temi legati al rapporto salute, territorio e inquinamento ambientale, Adriano Telese aderisce ufficialmente all’Associazione ecologisti per Sinistra, Ecologia e Libertà. Oggi siamo pronti per accoglierlo in questo nuovo soggetto politico che avrà un momento importante con l’Assemblea provinciale di Caserta che, molto probabilmente, si farà il 12 dicembre p.v. in previsione di quella nazionale del 19 dicembre. Lì ci sarà la nascita ufficiale del nuovo partito. “Telese l’ho conosciuto quando era Sindaco di Santa Maria a Vico – afferma Enzo Falco - per l’ottima raccolta differenziata che, nel momento più acuto dell’emergenza rifiuti, ha consentito alla città di restare sostanzialmente pulita, meritando, tra le altre cose, l’attribuzione del premio “Comune riciclone” di Legambiente, primo Comune in provincia di Caserta con il 64% di raccolta diferenziata”.
“E’ da quella esperienza e dalla conoscenza fatta di esponenti dei Verdi, in particolare di Enzo Falco – ribadisce Adriano Telese - che ho rafforzato l’interesse per i temi ambientali. Tra le altre cose, da medico, ho potuto constatare la stretta connessione tra patologie tumorali e il degrado ambientale che nel nostro territorio provinciale ormai è diventata una costante pericolosa per il forte grado d’inquinamento”.
L’impegno ambientalista, quindi, è e rimane la nuova sfida da affrontare in provincia di Caserta e, con Sinistra, Ecologia e Libertà, nel costruire il nuovo centrosinistra che dovrà battere questo centrodestra che si è caratterizzato per essere il governo più antiambientalista che abbiamo avuto.

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10 nov 2009

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E' nato il circolo aversano di "Sinistra ecologia e libertà"

Fonte: Comunicato stampa
I rappresentanti aversani del Movimento per la Sinistra, del Partito Socialista Italiano, di Sinistra Democratica e dei Verdi per Sinistra e Libertà si sono riuniti domenica 8 novembre u.s. presso la sede di via G. Rossini ed all'unanimità hanno costituito il circolo cittadino di "Sinistra ecologia e libertà" che ospiterà anche il relativo Coordinamento dell'Agro Aversano. Nell'occasione è stato costituito il coordinamento cittadino provvisorio composto da: Francesco Chioccola, Mario Francese, Nicola Golia, Luigi Grassia, Antonio Griffo, Giovanni Malomo, Pasquale Pandolfi, Antonio Tessitore e Gabriele Vedova.
Per contatti, ulteriori informazioni ed adesioni a "Sinistra ecologia e libertà" di Aversa e dell'Agro, si prega di scrivere al seguente indirizzo e-mail: sel_aversa@libero.it

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09 nov 2009

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Caro Saviano, scusa se insisto. Questa è la nuova Resistenza.

di Claudio Fava
Caro Saviano,
due giorni fa a Napoli ho chiesto pubblicamente la tua disponibilità a candidarti per la presidenza della Regione Campania. Non è stato uno sgarbo né una forzatura ma una necessità civile. Perché a Napoli, fra qualche mese, ci giochiamo non solo il destino della tua regione ma un’idea di nazione. Chiamata stavolta a decidere di sé stessa: se pensa cioè di potersi riscattare dal giogo delle mafie e dei sospetti, dai furti di verità e di memoria, dall’impunità che s’è fatta sistema. O, altrimenti, se questo paese si è ormai arreso alla forza degli eventi, al corso inevitabile delle peggiori cose.

Il candidato che la destra quasi certamente presenterà si chiama Nicola Cosentino, sottosegretario del governo Berlusconi, uomo forte del PDL in Campania e «uomo a disposizione dei Casalesi», secondo le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia, acquisite dalla Procura di Napoli. Falso, dice Cosentino. Vero, dicono i suoi accusatori. Possibile, dicono i giudici che l’hanno iscritto nel registro degli indagati. Chiunque al posto suo avrebbe fatto un passo indietro fino a che non fosse spazzata via l’ombra di un sospetto così lacerante. Chiunque: non Cosentino. Che continua a fare il sottosegretario e oggi si candida a governare la sua regione. Io c’ho i voti, fa sapere: e noi gli crediamo. Peccato che i voti da soli non bastino per restituire limpidezza alle storie degli uomini.

Che si fa, dunque, se Cosentino e il suo partito sceglieranno di sfidare il senso della decenza? Gli si contrappone un notabile di segno politico contrario? Si va in cerca d’un candidato comunque, purché abbia il cartellino penale pulito? Si derubrica questa elezione come un fatto locale, una cosa di periferia? E pazienza se poi colui che rischia di vincere andrà a governare in nome dei voti suoi e di quei sospetti... Io dico di no. E per questo, caro Saviano, se Cosentino dovesse candidarsi, ti chiedo di fare la tua parte accettando di candidarti anche tu.

Conosco già la tua obiezione che è stata anche la mia per molti anni: che c’entro io con la politica? Quando ammazzarono mio padre, pensai la stessa cosa: la mia vita è qui, mi dissi, continuare il mestiere suo e mio, scrivere, dire, capire. Perché la scrittura, una scrittura disposta a mettere in fila nomi e fatti, è un impegno civile capace da solo di riempire una vita. Vero. Poi però arrivano momenti della vita in cui capisci che ti tocca far altro. E fare altro, fare di più, a volte vuol dire la fatica della politica, affondare le mani e la vita in questa palude per provare a portarci dentro un po’ d’alito tuo, un po’ della tua storia, un po’ della tua sregolatezza, un po’ dei tuoi sogni. Non inventiamo nulla, caro Saviano.

Ci fu una generazione di ragazzi, nel ’43, costretti dalla notte all’alba a improvvisarsi piccoli maestri delle loro vite. Lasciarono le case, le donne, gli studi e per un tempo non breve si presero sulle spalle il mestiere della guerra. Se siamo usciti dalla notte di quella barbarie, lo dobbiamo anche a loro.

Anche questo è un tempo in cui occorre trovare il coraggio e la spudoratezza di fare altro. Di inventarsi altre vite. E di misurarsi con mestieri malati, com’è quello della politica. So che adesso qualcuno s’imbizzarrirà: che c’entra la resistenza con la lotta alle mafie? Che centrano i nazisti? Che c’entra Casal di Principe? Io invece credo che tu capisca. In gioco è il diritto di chiamarci ancora nazione. Quel diritto oggi passa da Napoli, dalle cose che diremo, dalle scelte che faremo. O dai silenzi in cui precipiteremo.

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07 nov 2009

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Tante, troppe discariche abusive nell'agro aversano

Fonte: Comunicato stampa WWF



Il WWF richiede un nuovo forte impegno ai sindaci per i controli ambientali

Il WWF è costretto a ritornare ancora a denunciare uno stato di INQUINAMENTO ECCEZIONALE di tutto il territorio dell'agro aversano, che va da Villa Literno ad Orta di Atella, includendo anche il territorio di Giugliano e dell'area a nord di Napoli, perchè l'inquinamento non ha confini geografici. In tutti questi comuni - commenta Alessandro Gatto, referente del settore rifiuti ed inquinamento del WWF Campania -si pratica smaltimento abusivo di rifiuti solidi urbani ordinari e rifiuti speciali e pericolosi, molto spesso attraverso incenerimento degli stessi in aperta campagna. Ultima zona di nuovo inquinata anche da tantissime lastre in eternit (il pericolosissimo e cancerogeno amianto) è a confine tra i comuni di S. Marcellino e Casapesenna. Ma questo è solo un esempio, perchè queste discariche abusive sono tantissime e sparse un po' ovunque nelle periferie e nelle campagne dell'agro aversano.
Anche se i comuni di tanto in tanto provano a bonificare o a chiedere la bonifica dei siti inquinati, a causa di mancanza di controllo capillare del territorio, le microdiscariche abusive si riformano dopo poco tempo.
Si chiede fortemente - dichiara Francesco Autiero, Presidente del WWF agro aversano-Napoli nord e lit. domizio - un impegno politico concreto e tangibile di tutti i Sindaci dei comuni dell'agro aversano affinchè si proceda sull'implementazione dei controlli ambientali da parte delle forze dell'ordine e di pubblica sicurezza. PERCHE' STIAMO PARLANDO PROPRIO DI PUBBLICA SICUREZZA !!!!
Non dimentichiamo mai che la salvaguardia dell'ambiente significa salvaguardia della salute pubblica.

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05 nov 2009

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I Vendoliani di SL su ex canapificio : “Iodice inopportuno nel merito e nel metodo. Sinistra e libertà ha altri programmi.”

Fonte: Comunicato stampa
“Ad essere inopportuna, sia nel metodo che nel merito non può che essere unicamente l’ultima sortita dell’ormai ex segretario provinciale del Pd Enzo Iodice, il quale, pur di essere in qualche modo “visibile” e porre un argine improbabile all’emorragia di voti del suo partito, interviene in maniera del tutto scomposta su tematiche delicate, che invece meriterebbero ben altre riflessioni, più che ricalcare le posizioni espresse da minoranze interessate.” Così esordiscono Gabriele Vedova e Pietro di Sarno, membri Vendoliani del coordinamento provinciale di sinistra e libertà, non risparmiando certo aspre critiche all’attuale Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, Enonché esponente di primo piano del pd casertano, il quale, in una lettera aperta al Presidente della regione Bassolino, ha ultimamente sottolineato la propria contrarietà al progetto proposto ed elaborato dalla Regione Campania di riqualificazione dei capannoni del cosiddetto “ex canapificio”, di cui la regione è proprietaria, per la realizzazione di un centro polifunzionale rivolto agli immigrati. “Le osservazioni di Iodice appaiono strumentali e soprattutto fuori tempo massimo. Da anni infatti, nel complesso dell’ex canapificio di viale Ellittico, a ridosso della Reggia Vanvitelliana, in capannoni oggettivamente fatiscenti e del tutto privi di qualsivoglia servizio, un’associazione, impegnata da quasi un decennio nel settore, offre quotidianamente assistenza informativa e legale agli immigrati, svolgendo peraltro una importante attività di mediazione culturale. Dopo anni di indifferenza rispetto alle condizioni di quel complesso, Iodice improvvisamente si sveglia, forse dal sogno ormai ricorrente in cui già si vede a capo del centro sinistra alle prossime provinciali, e, colto da un’improvvisa ansia di dire qualcosa, si scaglia contro il progetto della Regione. Tanto silenzio rispetto al degrado di anni e tanta eloquenza rispetto ad un progetto, ricordiamo, proposto dalla Regione Campania e non da pericolosi estremisti, che altro non è se non il tentativo di rendere più umani quegli spazi ed ufficializzarne le attività importanti che in essi si svolgono, sin ora avvolte da un insopportabile alone di indifferenza e degrado .”
“Comprendiamo bene – continuano da sinistra e libertà – viste anche le proposte di taluni, che vorrebbero magari decentrare il futuro centro per immigrati nei pressi della zona della discarica o in capannoni dismessi, quale sia l’aria che nonostante l’amministrazione di centro sinistra in carica spira ancora nella nostra città. Ma da un esponente di spicco del pd, peraltro a capo di un ente che dovrebbe sovrintendere alla programmazione e all’incentivazione del turismo nella nostra città, ci aspettiamo ben altre prese di posizione, diverse dal vecchio adagio che turismo significhi attrezzare il salotto buono della città e nascondere il degrado in periferia, come la polvere sotto il tappeto; a sinistra è giusto cominciare a parlare seriamente ed in tempo utile di sicurezza nelle città e della connessione che pure esiste con il degrado in cui versano le fasce deboli della popolazione, tra cui gli stessi migranti, ma farne una questione di ordine pubblico o addirittura di decoro urbano, sottintendere, neanche troppo implicitamente, che immigrazione e turismo debbano essere tenuti lontani e separati, sono concetti fuori dal tempo, che persino settori illuminati della destra, istituzionalmente rappresentati, hanno ormai messo in soffitta. Integrazione e lotta al degrado non possono non essere alla base di città moderne che vogliano essere competitive in Italia ed in Europa, che vogliano esportare la propria immagine ma anche le proprie innovative esperienze di comunità accoglienti ed integrate.”
“Nel merito e nel metodo quindi – concludono i Vendoliani – sembra proprio, almeno stando alle dichiarazioni di Iodice, che in Provincia di Caserta il Pd voglia distinguersi nettamente dal cambio di rotta nazionale impresso dal neo segretario Bersani, facendo pericolosi passi indietro verso quell’autosufficienza Veltroniana che tanti disastri ha causato a tutta la sinistra. Sinistra e libertà ha programmi diversi, e anche per questo si candida autorevolmente al governo della nostra provincia.”

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03 nov 2009

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Claudio Fava, a Casale, presenta "I Disarmati"

Mercoledì 4 Novembre, alle ore 19.00, presso il Teatro della Legalità, in Viale Europa a Casal di Principe, sarà presentato l'ultimo libro di Claudio Fava "I Disarmati" dalla giornalista Rosaria Capacchione. Sarà presente l'autore. L'iniziativa è dedicata alla memoria di Tonino Cangiano, morto recentemente e dopo 21 anni di sofferenze, conseguenti ad un attentato camorrista, subito quando da vicesindaco di Casapesenna tentò di impedire la conquista degli appalti comunali da parte della camorra.

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29 ott 2009

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Al via la stagione del Lennie Tristano con il concerto degli ALTA MADERA

Fonte: Comunicato stampa
Un concerto, il 7 novembre, tutto latino per inaugurare la stagione concertistica invernale dell’ Associazione “Lennie Tristano" di Aversa.
Ospiti del Jazz Club “Franco Borrini”, nel neonato Salone delle Feste dell’Hotel del Sole, gli Alta Madera, formazione che unisce musicisti di diversa estrazione geografica, tutti con una nota comune: la passione per il jazz e per la musica sudamericana.
Di vero e proprio latin jazz, infatti, si può parlare per questa singolare formazione, che, pur spaziando tra la musica cubana, venezuelana, brasiliana, argentina, non contempla l’uso delle percussioni, ma si avvale delle sole sonorità dei legni, per raggiungere risultati artistici veramente originali.
Nel nome del gruppo è racchiuso già il significato della direzione musicale che l’ensemble guidato dal violinista Ruben Chaviano intende consapevolmente perseguire: l’alta qualità della proposta musicale dal vivo, che da sempre contraddistingue le performance del gruppo: alta madera significa, per l’appunto, legno pregiato e di pregiate esecuzioni si rendono protagonisti i tre componenti della band, che annovera, oltre a Chaviano, Mino Cavallo alla chitarra e Filippo Pedol al contrabbasso.
L’uso dei legni in funzione sia melodica che ritmica conferisce al gruppo una cifra stilistica particolare, che sembra guardare ora alle performance raffinate di Astor Piazzolla, ora alle melodie più popolari, con temi che risultano a volte romantici, altre allegri e briosi, sempre comunque interessanti per l’orecchio di chi ascolta, anche dell’orecchio poco edotto. Tra le collaborazioni più interessanti spiccano quella con il grande percussionista indiano Trilok Gurtu e con il clarinettista Gabriele Mirabassi, realizzate per il Festival Orienteoccidente. Con entrambi i musicisti gli Alta madera hanno lavorato a progetti di rilievo internazionale. Della collaborazione con Mirabassi è testimone il live En Vivo!, registrato durante l’edizione 2005 del Festival. Ma il gruppo non disdegna le produzioni da studio, che prendono forma con altri due cd, Alta Madera e Velas, in cui il viaggio tra la musica del Sudamerica spazia tra joropo del venezuela, rumba cubana e musica di taglio più mediterraneo, non dimenticando le tradizioni europee che hanno fatto da matrice a tutti questi generi popolari, prima tra tutte quella del flamenco.
Tra i brani più noti il vorticoso Mariposa e il travolgente Blanquita, ascoltabile, insieme ad altri gradevolissimi brani, su myspace o sul sito ufficiale del gruppo, http://www.altamadera.it/.



Infoline: 328 8479115 - 349 8732513
Ufficio stampa: Nicola Di Santo 349 4010640

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28 ott 2009

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Vendola: “Una grande alleanza contro tutti i populismi”

“E’ sbagliato dire mai con l’Udc o mai con Rifondazione. Invece io propongo una Grande Alleanza di tutti quelli che sono contro il populismo e intendono difendere la democrazia e la Costituzione.”
di Riccardo Barenghi da La Stampa, 27 ottobre 2009

Grazie alle primarie Nichi Vendola riuscì a battere il suo concorrente del centrosinistra per poi farsi eleggere governatore della Puglia. Oggi dice: «Le primarie del Pd rappresentano una gigantesca domanda di buona politica. E dimostrano ll paradosso di una sinistra fatta di un largo popolo senza un partito e di tanti partiti senza un popolo». Scusi, Vendola, ma semmai dimostrano che quel partito un popolo ce I’ha…

«Diciamo che c’è l’evocazione del popolo ma non il popolo come soggetto che costruisce la politica. Tuttavia almeno dimostrano che la democrazia ha ancora un senso».

E’ contento della vittoria di Bersani, un uomo che guarda a sinistra?

«Io nutro stima e amicizia per tutti e tre i candidati, tuttavia il discorso di Bersani è quello che più si allontana dalla sciagurata autosufficienza di Veltroni, mi pare il più consapevole della necessità di alleanze politiche e sociali che formino un blocco per costruire l’alternativa al centrodestra».

Alleanze locali e nazionali che mettano insieme tutti quelli che stanno oggi all’opposizione, da Casini a Rifondazione?

«Non è questo il tempo in cui si possano segnare limiti simbolici e pregiudiziali. E’ sbagliato dire mai con l’Udc o mai con Rifondazione. Invece io propongo una Grande Alleanza di tutti quelli che sono contro il p0pulismo e intendono difendere la democrazia e la Costituzione».

Ma questa è una base sufficiente per protestare, non per governare.

«Intanto propongo a Bersani e a tutte le altre forze di opposizione una manifestazione nazionale che metta al centro il tema del lavoro e della democrazia. Più c’è precarietà, meno c’è democrazia. Più c’è disoccupazione e più cresce il populismo».

Ma manifestare è una cosa e governare un’altra…

«Il governo si prepara anche con le manifestazioni, mobilitando il nostro popolo. Dopo di che io sono per un dibattito a tutto campo sui programmi. Usciamo dalla fiction, usciamo dal salotto di Porta a Porta e misuriamoci sul serio con la realà drammatica del paese. Una discussione vera con tutti coloro che sentono scivolare l’Italia verso una deriva malata e populista. Propongo di mettere insieme chi condivide l’idea che li primo e più pericoloso nemico della democrazia è proprio il populismo incarnato da Berlusconi».

La sua Sinistra e libertà alle europee ha messo insieme voi, ex di Rifondazione, gli ex diessini di Mussi e Fava, i Verdi e i socialisti ottenendo il 3 per cento dei voti. Oggi però perdete pezzi, i Verdi vi abbandonano, i socialisti non hanno intenzione di fare un nuovo partito… Perché non entrate nel Pd di Bersani?

«Il progetto di Sinistra e libertà non è fallito, a dicembre avremo li nostro atto fondativo: e lì vedremo se noi larve che stiamo nei bozzoli fatti di microidentità, partitini, piccole rendite di ceto politico, saremo capaci di diventare farfalle».

E non potreste essere farfalle nel Pd?

«No, perché sarebbe il frutto di una rassegnazione e di una sconfitta. Mentre io penso che ci sono mille ragioni per l’esistenza di una forza a sinistra del Pd che oggi è sfrangiata e che se non ci fossimo noi verrebbe risucchiata nelle sue nicchie identitarie. Io non mi sento uno del Pd. Però voglio essere un suo interlocutore, e penso che con Bersani questo processo si possa avviare seriamente».

E con Rifondazione, da lì arrivano segnali di riunificazione.

«Ai quali rispondo con un invito: alle prossime regionali facciamo un cartello unitario di tutto ciò che vive a sinistra del Pd. Competitivo col Pd, non nemico del Pd, alleato col Pd».

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17 ott 2009

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Sanità in provincia di Caserta

Il coordinamento provinciale di Sinistra e Libertà-Ecologia, comincia dal tema "Sanità in provincia di Caserta" il primo di una serie di incontri pubblici attraverso i quali, anche in vista del prossimo importante appuntamento elettorale di marzo, si presenterà ai cittadini, ai simpatizzanti e agli elettori. L'appuntamento aversano si terrà alle 17.30 di venerdì 23 Ottobre presso la sala convegni dell'auditorium "ex-macello comunale" in Via Lennie Tristano. Si comincia dalla zona aversana, con l'obiettivo di toccare, nei prossimi mesi, le aree principali della nostra provincia e i temi di maggiore interesse.

Coordinamento prov.le Sinistra e Libertà
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16 ott 2009

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Il diritto e la giustizia come un fiume in piena nella nostra storia

Documento di denuncia, impegno e lotta nonviolenta alle luce delle Beatitudini contro le mafie e le illegalità a partire dalle Chiese a cura di Leandro Limoccia

La vera questione meridionale, che non è mai entrata per davvero nell’agenda dei governi, concerne il dato strutturale delle mafie.
Suddette organizzazioni criminali, con la loro capacità pervasiva, ed i collegamenti con il variegato mondo delle professioni e dei colletti bianchi, che rappresentano le “teste di ponte” per operazioni finanziarie apparentemente lecite, non hanno mai rappresentato un’evidenza e, di conseguenza, un’emergenza. Gli apparati dello Stato preposti alla tutela della sicurezza interna, nel contempo, non hanno sempre svolto con adamantina purezza i propri compiti: ancora non vi è, difatti, chiarezza sulle stragi della storia del nostro Paese, come gli attentati ai danni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e sulle paventate trattative “cosa nostra” e settori dello Stato; la reale ricostruzione di quanto accaduto in quegli anni è un postulato di una democrazia che voglia dirsi compiuta.
Le mafie, nel frattempo, si sono trasformate ed evolute; la loro presenza non è più solo nei quartieri, ma nei centri finanziari e culturali; esse non si manifestano più solo con delitti di sangue e classiche attività delinquenziali di natura economica; le cosche svolgono anche attività apparentemente lecite con mezzi e capitali illeciti, fatturando centinaia di milioni di euro, e operando con successo sui mercati internazionali. Di fronte ad un simile dato criminologico non sembrano sufficienti solo arresti eccellenti (anche se chiedo al Ministro Maroni perché non riusciamo ancora ad arrestare i pericolosi latitanti Antonio Iovine e Michele Zagaria).
La lotta alle mafie oggi deve passare attraverso una strategia economica e culturale contro i mafiosi della finanza.
E’ una lotta più difficile da combattere perché si tratta di attrezzare un’egemonia culturale della legalità, una strategia economica nei processi finanziari e culturali.
Le mafie hanno scelto di diventare “società civile diffusa”; o si riesce a governare ed elidere il fenomeno in atto o diventa tutto più difficile.
In questo quadro a Napoli, come in Campania, dobbiamo saper dire che il problema non è solo la camorra: spezzare il cerchio della mafiosità che con l’illegalità diffusa e l’alegalità, sono il terreno di coltura dell’evoluzione criminale, che baratta i diritti con i favori, produce sfiducia, impotenza, delega, complicità negative, rassegnazione, passività, indifferenza, egoismi, ma anche politica come falsa coscienza, protezioni clientelari, appalti truccati.
Se l’illegalità, la corruzione e le mafie diventano il sistema regolatore dei rapporti sociali, se registriamo più “spazio criminale”, occupato dalle nuove mafie, operanti in Italia e in Campania, qual è la domanda fondamentale?
L’affanno della ricerca, l’interrogativo nelle “quattro C”: continuità, coerenza, concretezza, cammino comune, è quale politica, quali politiche per combattere le mafie, l’illegalità, la corruzione?
E’ il tempo di una politica capace di recuperare consenso sociale, in cui lo Stato deve intervenire non solo con la forza, l’azione giudiziaria, ma con il consenso.
Occorre indicare risorse, strumenti, progetti, cooperazione, per lanciare un Piano di prevenzione locale, nazionale ed europeo per la Comunità libera dalle mafie, dall’illegalità, dalle violenze, dalla corruzione, e dalla mafiosità.
Un piano sociale che si riconosce nei metodi e nei contenuti della democrazia partecipata, dal consenso contrattato a un programma condiviso con i cittadini, gli immigrati e le diverse articolazioni della società civile responsabile, ma anche del popolo, delle istituzioni tutte, delle Chiese e delle religioni, ispirato alle “quattro C”.
In questa lotta contro le mafie, qual è l’impegno delle Chiese?
Intanto dobbiamo dire che la Chiesa rispetto alla realtà mafiosa nel nostro Paese, ha avuto varie fasi: dal silenzio imbarazzante, alla compromissione tra uomini di Chiesa e boss mafiosi; da una fase nuova negli anni ’70 dove si tentava di svegliare le coscienze e scuotere l’opinione pubblica, ma si consideravano ancora le mafie come un male tra i tanti; agli anni ’80 laddove di fronte alla efferatezza e alla quantità di delitti, i Vescovi percepirono la gravità e la diversità mafiosa.
Oggi, tranne alcune lodevoli singolarità, registriamo atteggiamenti variegati: dalle colpevoli assenze all’indifferenza; dal minimalismo al negazionismo; da un approccio tradizionalista ad una ingenuità che sembra sconfinare nella complicità.
Ancora adesso, purtroppo, sentiamo dire: “Io mi occupo del Vangelo, la mafia non mi riguarda”. Ma è proprio il Vangelo a dire ai cristiani di non occuparsi di mafia, bensì di giustizia, pace, libertà, misericordia.
V’è un’incompatibilità tra l’essere cristiani e l’essere mafiosi!
Don Peppe Diana, ucciso dalla camorra in sagrestia (quasi a voler dire: Prete questo è il tuo posto!), nel suo documento “Per amore del mio popolo”, diceva:”…l’azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per un ministerialità di liberazione, di promozione umana e di servizio”.
Oggi manca un Piano Pastorale delle Chiese, delle religioni, per affrontare le sfide delle mafie che non sono solo un problema morale, dove la risposta non può essere semplicemente una bella raccomandazione da fare ai politici “comportatevi bene”, ma la rottura del collateralismo, l’impegno della denuncia, dell’annuncio, del coraggio, attribuendo alle mafie non solo un problema etico ma religioso che inquina l’evangelizzazione.
Una pastorale che individui gli strumenti della formazione spirituale e umana, della condanna, della conversione morale, dell’impegno civile, di una sistematica educazione alla cittadinanza, alla legalità, alla responsabilità, al bene comune come formazione permanente alla dottrina sociale e punto cruciale della catechesi e della evangelizzazione.
Una Chiesa che faccia la sua parte contro le mafie e agisca contro la mafiosità.
Questo è un dato ancora irrisolto e l’iniziativa del Collegamento Campano contro le camorre, come briciole di pane, vuole dare il suo contributo:
1)cammini di legalità in Campania: contribuire a promuovere un cammino ed un confronto dal basso con tutte le realtà di Chiese e le realtà religiose;
2)giornata per la legalità e lo sviluppo, in concomitanza del 21 marzo la giornata della memoria e dell’impegno, promuovere la riflessione e l’azione sul documento del Collegamento Campano;
3)rete ecumenica, religiosa, per una comunità libera dalle mafie;
4)elaborazione di schede per una pastorale sociale in chiave di lotta alle mafie.

E’ chiaro che questo cammino ha bisogno di Chiese che devono essere Aperte nel senso di un’abbraccio che vuole incoraggiare la convivialità delle differenze, come diceva Don Tonino Bello, l’inclusione dell’escluso, il dialogo con tutti e con tutte le dimensioni del sapere umano, l’impegno a non tirarsi mai indietro nella sfida per la giustizia e per la pace.
Insomma sostenere chi si adopera per un’apertura verso l’esterno, che guarda lontano, intrecciando carità e giustizia, intercultura e religioni in dialogo.
Con questa iniziativa noi vogliamo riconoscere, quindi, lo sforzo di quelle realtà di Chiese e religioni molteplici in dialogo pellegrinante, in una sorta di reciprocità tra le fedi in un cammino interreligioso.
Nell’ascolto reciproco, nel confronto critico, nel dialogo, ma soprattutto, per contribuire a tenere viva una sana disposizione all’interrogazione e ad alimentare ed accrescere le forme di un domandare.
In questo quadro, quale possibile cammino comune?

1)E’ possibile ed è necessario la scelta dell’Etica condivisa con le altre religioni, ma anche con la società e le culture contemporanee, non consumata nei conflitti ma vissuta nel riconoscimento reciproco per operare un confronto nella mitezza. Un’etica comune che, non ubbidendo alla logica dell’utilitarismo, vuole essere sempre al servizio dell’uomo e dell’umanità, diventare strumento di diritti inviolabili e non negoziabili, di valori transculturali, di percorsi di dignità e di giustizia per tutti;

2)Etica condivisa che trova il suo nodo nella centralità della persona (non come feticcio cattolico e/o dilemma ideologico, quasi se il tema appartenesse ad una
schiera), che può essere l’elemento di costruzione collettiva che parla a tutte le religioni e a tutte le culture.
C’è bisogno, allora, di compiere un passaggio intermedio: scambi, saperi, il coraggio di sentirsi inadeguato, parole, passaggi, sguardi, ospitalità, ed essere validi interlocutori, per mettere al centro la persona, crogiolo di molti itinerari.
Centralità che educa la persona stessa a queste tre coordinate:
• l’unicità che non un’unicità da mercato;
• la relazionalità;
• la profondità ossia la non riducibilità alla mera osservabilità;

3)lo spirito critico, la mediazione e le identità mobili.
Nell’ascoltarci a vicenda e imparare gli uni dagli altri, nella gratuità e nella reciprocità. Perché “imparare” e “amare” hanno un decisivo punto in comune: far spazio a qualcuno o a qualcosa dentro di sé…
Ciò diventa la vera forza per camminare insieme tra realtà religiose, territori e volti, pur conservando le specifiche appartenenze ma nutrendo le identità plurali.
4)Bisogno di pensare.
Imparare ad apprendere, a pensare con la propria testa e ad essere responsabili e corresponsabili. Ripristinare l’intelaiatura del pensiero per riappropriarci di noi stessi, per nutrire lo Spirito.
Non intendo semplicemente pensiero critico, ma piacere del pensiero, passione delle idee, erotismo della mente. Cercare molto duramente di farsi strada nel pensiero fino alla chiarezza. Correggersi, controllare, leggere, confrontarsi comunitariamente, organizzando, setacciando e non sommando i vari saperi, suggerendo così una “democrazia cognitiva”.

Ma non basta solo il dialogo per cercare di unire tutte le forze.
Preferisco parlare di filosofia dialogica dove gli interlocutori si sentono tutti protagonisti di quello che stanno costruendo. Parlo di un ethos dell’ascolto e della cooperazione cognitiva ed emotiva per entrare in contatto con l’altro, dove ogni persona è partecipe attivamente di una vicenda, dove possiamo insieme nel mutuo apprendimento, attraverso i nostri vissuti, i saperi, germogliare l’azione e il comune pensiero.

Allora tutti, ma proprio tutti, dobbiamo saper intrecciare la lotta contro le mafie, con la costruzione di una Comunità Nuova, in un progetto collettivo per dare un senso profondo, scopi veri, dignità al vivere quotidiano.
Parlo della comunità dell’Amore di Dio.
Ma in che modo costruire Comunità? Facendo alleanza con la fedeltà di Dio, ed essere testimoni credibili e attivi di un mondo nuovo dove non ci sia più “Fame e sete di giustizia”.

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Campagna adesioni a Sinistra Ecologia e Libertà

Domenica 18 ottobre, con la presenza di banchetti nelle piazze di tutti capoluoghi di provincia, sarà celebrata la giornata di mobilitazione nazionale per il lancio della Campagna Adesioni a Sinistra Ecologia e Libertà.

L’adesione a Sinistra Libertà Ecologia non è semplicemente il riempimento di un modulo o il versamento di un pur necessario contributo finanziario.

E’ un atto di volontà politica con il quale si testimonia che si vuole andare avanti, oltre ogni idea di cartello elettorale e con più urgenza, verso l’obbiettivo di dare all’Italia ciò che oggi non ha: una nuova grande forza politica della sinistra.

Una forza popolare, aperta, inclusiva, di vecchie e nuove culture politiche, che faccia del lavoro e della sua dignità, dell’ecologia, della libertà e della pace, le colonne portanti del suo discorso pubblico, i paradigmi fondamentali della sua azione politica e programmatica, capace di superare le secche del minoritarismo identitario e della subalternità al pensiero unico che ha dominato la vita culturale, politica e sociale degli ultimi 15 anni.

Aderire a Sinistra Libertà Ecologia significa dare una risposta concreta a quanti ne vogliono il suo affossamento o il suo depotenziamento.

Significa sottoscrivere un impegno perché il progetto politico che ci unisce, possa vivere e crescere.

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14 ott 2009

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17 ottobre: Giornata mondiale contro la povertà

Amnesty per Bhopal
In occasione della Giornata mondiale contro la povertà, Amnesty International ha scelto di dare voce alle vittime di Bhopal, la città dell'India centrale teatro nel 1984 di un terribile disastro ambientale, dedicando la Giornata alle troppe persone che, a distanza di 25 anni, chiedono ancora giustizia. Il 2 dicembre 1984, migliaia di tonnellate di sostanze chimiche letali fuoriuscirono dall'impianto per la produzione di pesticidi della Union Carbide (oggi Dow Chemical Company) di Bhopal. In pochi giorni morirono tra le 7000 e le 10.000 persone e altre 15.000 nei 20 anni successivi. La maggior parte viveva in condizioni di povertà negli insediamenti abitativi precari che circondavano la fabbrica. A causa dei problemi di salute, in migliaia hanno perso il lavoro o la capacità di guadagnare denaro. In pratica, tutti quelli che sono stati colpiti dalla fuoriuscita dei gas sono stati trascinati ancora più a fondo nella povertà.
A distanza di quasi 25 anni, l'area di Bhopal non è ancora stata bonificata né sono state condotte inchieste adeguate sull'incidente e sulle sue conseguenze. Migliaia di persone continuano a soffrire di malattie associate al disastro e i sopravvissuti sono tuttora in attesa di ottenere una riparazione equa per le sofferenze subite. La Union Carbide non ha risarcito adeguatamente le vittime né bonificato la zona e le misure messe in atto dal governo indiano per avviare una riabilitazione dei sopravvissuti al disastro sono state insufficienti. Il 17 ottobre, le attiviste e gli attivisti di Amnesty International scenderanno nelle piazze di tutta Italia per chiedere riabilitazione, bonifica e giustizia per le vittime di Bhopal. Nell'ambito delle iniziative dedicate al 25° anniversario del disastro, dal 2 al 6 novembre la Sezione Italiana di AI accoglierà le tappe italiane del Bhopal bus tour: una delegazione di testimoni del disastro di Bhopal accompagnerà Amnesty in una serie di manifestazioni, iniziative e incontri pubblici a Roma e Milano, con l'obiettivo di riportare sotto i riflettori dell'opinione pubblica quella tragedia che causò la morte di circa 25.000 persone.
La Giornata mondiale contro la povertà e il Bhopal bus tour saranno due momenti importanti per raggiungere un obiettivo fondamentale: raccogliere 10.000 firme da consegnare all'Ambasciata indiana a Roma il 6 novembre.

Amplifica il messaggio (((BHOPAL NON PUÒ ESSERE DIMENTICATA)))






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12 ott 2009

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Vendola: entro dicembre congresso costituente

Sinistra e Libertà non può essere soffocata. Deve vivere, crescere, rendersi autonoma. Per questo bisogna costituire entro dicembre il nuovo soggetto politico della sinistra con un congresso costituente, aperto, unitario e partecipato. La spinta diffusa nella società italiana, evidenziata dall’opposizione al governo Berlusconi che richiede un protagonismo della sinistra, impone di darci strumenti adeguati a rappresentare questa esigenza.

Mentre il paese marcisce nelle lotte di potere estranee agli interessi reali del popolo italiano non ci possiamo più permettere di indugiare in alcuna forma di di politicismo.

Dobbiamo far rinascere una speranza a sinistra.

Nichi Vendola


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11 ott 2009

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Luigi D’Alesio incontra Raffaele La Capria

di Mario Francese
Lo scrittore aversano, Luigi D’Alesio, che recentemente si è distinto con il romanzo “Punto d’attracco”, risultato finalista al concorso internazionale di narrativa “Premio Nanà: Nuovi Scrittori per l’Europa”, promosso dalla rappresentanza italiana della Commissione Europea, ha avuto l’onore ed il privilegio di incontrare il grande scrittore Raffaele La Capria (premio Strega, 1961) nella sua casa romana. L’occasione è scaturita dall’ultimo lavoro di D’Alesio, un saggio proprio su La Capria uscito in questi giorni con il titolo “Raffaele La Capria e ‘la bella giornata’ di Napoli” per i tipi della Seneca edizioni.
Si tratta di un lavoro che segna una tappa importante nella carriera letteraria di D’Alesio, che si cimenta per la prima volta con un genere altamente specialistico qual è quello della saggistica letteraria.
L’obiettivo è quello di sviscerare in profondità il rapporto di odio-amore che lega Raffaele La Capria, uno dei più significativi scrittori italiani del ventesimo secolo, a Napoli, la sua città natale che egli ha lasciato in giovane età per trasferirsi a Roma.
Un rapporto contrassegnato da una sorta di poetico litigio, come egli ha più volte scritto e dichiarato: un’ambivalenza affettivo-sentimentale, rimasta tuttavia sempre saldamente ancorata ad un’indagine incessantemente lucida e creativa dei tanti problemi irrisolti di Napoli, sovente tanto antichi da sembrare connaturati alla città stessa, quasi invincibili, immutabili, eterni.
Il lavoro artistico di La Capria abbraccia ormai mezzo secolo di storia italiana; la fecondità delle sue intuizioni letterarie, dei simboli e delle allegorie contenuti con tanta dovizia nei suoi scritti narrativi e saggistici, si pone come una testimonianza unica e preziosa per gli accidentati percorsi figurali che riesce a disegnare e che si inseriscono in una costellazione di riferimenti estremamente ampia, ricongiungendosi, da una parte, ad alcune esperienze nodali della letteratura del secolo scorso, dall’altra, a fenomeni capitali della Storia di Napoli: la corruzione politica, la devastazione del paesaggio, la speculazione edilizia, i traffici illeciti, il dramma e le inquietudini sociali, la mancanza di una moderna classe dirigente.
Il saggio evidenzia come l’attività letteraria di La Capria è strettamente connessa a quella della sua città natale, tanto che l’ontogenesi dello scrittore spesso si confonde con la filogenesi storico-culturale di Napoli.
Possiamo concludere affermando senz’altro che quello di Luigi D’Alesio è un libro bello e appassionante, che si legge quasi come un romanzo.
Non è cosa di poco conto, in un mercato editoriale sempre più dominato da prodotti scadenti e di facile consumo.

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10 ott 2009

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Avanti con più urgenza e responsabilità

Sovvertendo le previsioni, il Congresso dei Verdi ha scelto un segretario e un percorso politico incompatibili con il progetto di Sinistra e Libertà. Che accade adesso? Nulla. O meglio, tutto: nel senso che il nostro progetto da domani va avanti con più urgenza e con più responsabilità. Si va avanti per rendere Sinistra e Libertà un soggetto finalmente e definitivamente autonomo dagli altrui eventi congressuali. Si va avanti continuando a considerare, con Grazia Francescato e con gli altri amici del vecchio gruppo dirigente dei Verdi, il profilo ambientalista come un tratto essenziale di questo nostro progetto, scegliendo di mantenere la decisione assunta a Napoli di aggiungere il termine “ecologia” al nostro logo.

Si va avanti in un processo che si deve dare modalità, appuntamenti e procedure più spedite e più motivate. Decidendo di battezzare in modo definitivo Sinistra e Libertà con un congresso prima delle prossime elezioni regionali.

Si va avanti lanciando, come già deciso, il nostro tesseramento domenica 18 ottobre, in una giornata che vorremo anche consacrare a una mobilitazione nazionale promossa da Sinistra e Libertà in difesa della Costituzione in tutte le piazze delle provincie italiane.
Si va avanti scegliendo che sia prioritaria, in questo processo, la politica: e dunque diventa centrale l’appuntamento di dicembre con i nostri Stati Generali. Alla discussione sulle forme della nostra organizzazione va affiancata subito una elaborazione e una proposta politica su questo tempo e su questo paese. Il gruppo di lavoro nazionale che si costituirà nei prossimi giorni, dopo le assemblee regionali, non dovrà essere il luogo in cui sommare le eredità culturali di ciascuno ma l’occasione per un nostro punto di vista originale, utile e consapevole sulla politica e sull’Italia.
Se Sinistra e Libertà non è mai stata la somma di alcuni, fragili partiti, è questo il momento in cui bisogna dimostrarlo. Non con le dichiarazioni di principio ma con i fatti della politica. Assumendo ciò che è accaduto a Fiuggi sabato scorso come una sollecitazione ad andare avanti: presto e bene. Senza voltarsi più indietro.

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