26 feb 2011

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Giornata del risparmio energetico - SEL: "Aversa come al solito era assente"

Il 18 Febbraio 2011 si è celebrata in tutta Italia la “Giornata del risparmio Energetico 2011” che ha visto riuniti, nel castello di Rivoli, sindaci, assessori e rappresentanti istituzionali di156 comuni virtuosi, distintisi in Italia per avere attuato reali quanto efficaci politiche di risparmio energetico.
Tra le 156 presenze registrate – afferma Luigi Grassia, componente della direzione provinciale ed esponente cittadino del partito di Vendola – ovviamente nessun rappresentante della nostra città era presente. Sfogliando i dati forniti da Legambiente si è appreso addirittura che Aversa non solo non è presente tra le prime quattro città italiane ad aver adottato un “Piano di azione per l’energia sostenibile”, né tra i 28 comuni che hanno adottato buone pratiche, ma nemmeno tra le 24 amministrazioni sospese per ritardi, o tra quelle, come Roma, a rischio bocciatura, o, come Milano, inesorabilmente bocciate. Insomma, Aversa non compare mai. Del tutto assente.”
Scorrendo i dati – continua l’esponente vendoliano – si apprende inoltre che sono circa 600 i comuni che hanno aderito al “patto dei sindaci”, una sorta di impegno, almeno sulla carta, ad orientare l’attività amministrativa al miglioramento dell’ambiente urbano del proprio territorio, un accordo tra quanti vorrebbero vedere le proprie città più belle e vivibili. Neanche in questo elenco, che pur rappresenta solo un impegno di principio, la nostra città ha fatto in modo di essere presente. Da noi parlare di risparmio energetico è fantascienza, visto l’immobilismo a causa del quale, in 8 anni, l’amministrazione comunale non è riuscita neanche ad avviare la raccolta differenziata, ad istallare un solo pannello fotovoltaico, a sostituire una sola lampadina a incandescenza con una a basso consumo o addirittura con un LED. Altro che raccolta degli oli esausti o di materiali rigenerabili.”
L’unico vero riciclo ad Aversa – conclude Grassia – è quello che ha riguardato gli assessori comunali, un ricambio continuo, di persone e forze politiche, utile in vista delle prossime elezioni amministrative. Se ci fosse un premio al “risparmio in negativo” sarebbe giusto darlo all’attuale "supermaggioranza iperbolica", ben attenta a non far nulla per la vivibilità dei cittadini ma interessata ad auto conservarsi per le prossime elezioni. Quando si dice: pensiamo al futuro!”


Sinistra ecologia libertà – Aversa
Luigi Grassia


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24 feb 2011

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Chiusura Via Giotto. Sel chiede lumi all'amministrazione

Poche decine di metri che rappresentano però un tratto strategico e fondamentale, uno dei pochi assi interni di penetrazione, utile alla normale viabilità dell'intasata zona sud di Aversa. Stiamo parlando del tratto di Via Giotto che va dall'incrocio con via Michelangelo a quello con Via Caravaggio e mette in comunicazione il Parco Argo con il Parco Coppola, da tempo interrotto per lavori. “Vorremmo sapere cosa sta accadendo in quel tratto di Via Giotto, quali sono e perché non sono stati ancora risolti i problemi che ne determinano la chiusura da più di un mese.” Questa la domanda che Giovanni Malomo, componente del direttivo cittadino del partito di Vendola, pone all’attenzione dell’amministrazione comunale. “Senza neanche aver informato i cittadini su motivazioni e tempi dell’intervento – continua Malomo – informazioni richieste dal buon senso e dalla trasparenza oltre che dalla legge, da più di un mese quel tratto di strada è inspiegabilmente chiuso. Solo pochi giorni fa sono state operate modifiche alla segnaletica, per alleviare i notevoli problemi lamentati da abitanti, commercianti e automobilisti di passaggio (apertura ai due sensi di marcia degli adiacenti tratti di Via Michelangelo e Via Salvo D'Acquisto); interventi che evidentemente non hanno migliorato la viabilità nè evitato gli intasamenti di traffico, visto che, ad esempio, non è stato ancora temporaneamente vietato il parcheggio su entrambi i lati dei tratti stradali interessati dalle modifiche.” “A questo punto – conclude l’esponente vendoliano – visto che nella martoriata zona sud anche la chiusura di pochi metri strada è causa di problematiche così importanti e complessive, chiediamo all’amministrazione comunale se non pensa sia forse il caso di rivedere completamente i dispositivi di traffico in tutto il quadrilatero Via Di Jasi-Viale Olimpico-Via D'Acquisto-Via Belvedere, dispositivi che sono risultati del tutto infruttuosi (per non dire fallimentari) ai fini della limitazione e del miglior scorrimento del traffico autoveicolare in tale strategica zona della città. Speriamo sia possibile ottenere una concreta e fattiva risposta a questi nostri interrogativi.”

Sinistra ecologia libertà – Aversa

Giovanni Malomo

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23 feb 2011

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Biblioteca comunale - SEL: "Chi ci ha accusato di allarmismo dovrebbe ringraziarci"

"Chi nelle scorse settimane ci ha ingiustamente accusati di diffondere inutili allarmismi, dovrebbe a questo punto ricredersi e ringraziarci invece per la serietà da noi dimostrata nell'aver portato alla luce problemi reali e concreti". Così Pasquale Pandolfi componente della direzione provinciale di SEL ed esponente cittadino del circolo di Aversa, a seguito del sopralluogo effettuato presso la biblioteca comunale dalla commissione cultura del comune. "In tempi non sospetti abbiamo denunciato varie disfunzioni, molte delle quali di carattere strutturale, riguardo ai locali che ospitano la biblioteca comunale. Il sopralluogo effettuato dalla commissione cultura è la prova che probabilmente non stavamo raccontando favole inventate di sana pianta, come qualcuno ha voluto far credere. Ai membri della commissione cultura chiediamo a questo punto impegno e trasparenza, a partire innanzitutto dalla definizione delle modalità e dei tempi di risoluzione dei problemi riscontrati. SEL continuerà a vigilare affinchè l'interessamento a questa problematica, che interessa da vicino tanti cittadini e studenti aversani, non sia, come spesso accade, episodico e puramente di facciata."


Sinistra ecologia libertà – Aversa

Pasquale Pandolfi

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21 feb 2011

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In viaggio verso l’Argentina con Giuliana Soscia e Pino Iodice

Special Event al Lennie Tristano il prossimo 26 febbraio.

Sul palcoscenico dell’Hotel del Sole il quartetto di Giuliana Soscia e Pino Iodice accompagnerà gli ascoltatori in un viaggio verso Buenos Aires, verso l’Argentina del grande Astor Piazzolla, in un concerto che mescola tango e jazz e che ha già suscitato in città un clima di attesa dopo il grandissimo successo dei BANN di Adam Nussbaum lo scorso 15 gennaio.

Trascorso il momento della grande musica americana, che con l’ultimo concerto ha gremito la sala fino all’inverosimile, registrando tra il pubblico presenze anche da fuori regione, ora è il turno di una band tutta italiana, che rappresenta ancora una volta una scelta adeguata al pubblico della Campania per originalità di linguaggio e di formazione.

Stella della serata la fisarmonicista e pianista Giuliana Soscia, vincitrice del Premio Sonerfisa, e ben nota al pubblico televisivo e radiofonico delle reti nazionali. Spiccano nel suo curriculum le importanti collaborazioni con la Scottish National Jazz Orchestra diretta da Tommy Smith e con la Parco della Musica Jazz Orchestra di Roma. In sua compagnia il pianista e compositore Pino Iodice, napoletano, allievo del grande Franco D’Andrea. Moltissimi i premi riportati nel suo Palma Res, specie in materia di composizione, tra cui vanno ricordati almeno il Premio Positano nel 2002 quale migliore compositore e arrangiatore e il Premio Palazzo Valentini quale miglior talento nel 2004. Al contrabbasso Aldo Vigorito, salernitano nato artisticamente al Lennie Tristano, rinomatissimo sideman e membro del Trio di Salerno con Guglielmo Guglielmi e Sandro Deidda. Innumerevoli le sue collaborazioni, da Gary Bartz a Lew Tabackin, da Jimmy Snidero a Gianni Basso, Stefano Bollani e tanti altri. Infine la batteria di Peppe La Pusata, da sempre affidabile drummer del gruppo, noto alle scene per le sue collaborazioni con orchestre sudamericane, ma anche per le sue presenze nell’orchestra del Teatro S. Carlo.


IL TANGO DA NAPOLI A BUENOS AIRES

Special event with:
GIULIANA SOSCIA & PINO IODICE QUARTET

Giuliana Soscia Accordion – PianoPino Iodice Vibrandoneon – PianoAldo Vigorito -  Double BassPeppe La Pusata -  Drums


Sabato 26 febbraio - Salone delle Feste dell’Hotel del Sole – Piazza Mazzini Aversa

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20 feb 2011

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OPG (Ospedale Psichiatrico Giudiziario)

tratto da "Comunicare il Sociale" di Alfonso Bianchi - foto di Valentina Quintano (una cella di uno dei reparti in dismissione dell'OPG di Aversa - Un internato nella sua cella dell'OPG di Aversa) 
Gli internati degli Ospedali psichiatrici giudiziari sono persone che hanno commesso crimini, ma ritenute incapaci di intendere e volere.
Persone che insomma dovrebbero essere aiutate a superare i propri problemi psichici per poter tornare nella società. Il più delle volte la loro situazione mentale invece non fa che peggiorare dopo l’internamento. Come hanno denunciato più volte associazioni come Antigone le condizioni delle strutture sono in alcuni casi abominevoli. Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto e Montelupo Fiorentino sono, dei sei OPG italiani, quelli che si trovano nello stato peggiore e la commissione parlamentare presieduta da Ignazio marino ne ha chiesto la chiusura. I parlamentari che hanno potuto visitarli hanno descritto una realtà spaventosa: strutture fatiscenti e sporche, prive del personale necessario, con internati lasciati praticamente all’abbandono e che in alcuni casi sono stati addirittura trovati legati ai letti con strisce di stoffa su materassi che hanno un buco centrale per gli escrementi. Lo Stato li ha dimenticati e non fornisce le risorse adeguate per garantire loro le necessarie cure. A differenza dei detenuti comuni gli internati sanno quando entreranno in un Opg, ma non sanno quando ne potranno uscire. La loro condanna, anche per reati minori, può essere prorogata all’infinito dando vita a quello che viene definito “ergastolo bianco”. Sono i medici infatti a dover stabilire se l’individuo è ancora socialmente pericoloso o è pronto per uscire.
E quando anche sia ritenuto innocuo questo non basta alla sua liberazione perché in quanto sofferente psichico ha bisogno di una struttura sanitaria esterna che si prenda cura di lui.
E queste strutture mancano o non vengono messe in grado di operare. Il risultato è che persone condannate a due anni sono rinchiuse addirittura da 25. Questa prospettiva di abbandono porta a conseguenze tragiche. L’Opg di Aversa ha avuto il triste onore di inaugurare la tragica conta delle morti negli istituti di detenzione del 2011. Il 4 gennaio un internato si è impiccato nella sua cella in pieno pomeriggio, senza che nessuno se ne accorgesse. Aveva 31 anni.
Eppure dei 1452 internati presenti in Italia 300 sono stati considerati dimissibili della commissione Marino e anzi il ministro Alfano aveva promesso di liberarli entro Natale. Sono a
ncora lì.

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17 feb 2011

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L'arma del fumetto contro la camorra

Cresciuto ad Aversa, il giovane fumettista Marius ha inventato un'eroina bionda che combatte la criminalità. E ora cerca un editore, non solo in Italia
da L'Espresso di Claudio Pappaianni

L'ultima minaccia per la criminalità organizzata campana è rosa, anzi Viola- E si chiama "Violet", come il nome della superoina dei fumetti concepita dalla fantasia e dalla matita di Marius, al secolo Mario Lucio Falcone, disegnatore 28enne che vive ad Aversa, a 13 chilometri da Casal di Principe. Il suo nome deriva dal colore del corpetto e dalla maschera: viola, proprio come il maglioncino che indossava Antonio Iovine, detto 'o Ninno, nel giorno del suo arresto.

La Wonder Woman di Gomorra ha 23 anni e una storia molto difficile alle spalle: figlia di un corriere di droga che ha provato ad uscire dal giro e per questo è stato ucciso insieme alla moglie, la ragazza viene rapita dal boss e avviata alla prostituzione. Usata come cavia per testare una sostanza stupefacente che ucciderà tutte le sue compagne di sventura, Violet si salva e scappa. La droga ha su di lei l'effetto contrario: è la sua kryptonite che le dà i superpoteri che ne faranno la paladina dell'anticamorra a fumetti.

«Il personaggio è nato quasi per caso, l'idea no – spiega Marius – pensavo da tempo a dar vita a un supereroe ambientato nelle nostre città. I disegnatori americani usano come scenario per i loro lavori New York o nelle altre metropoli, i giapponesi Tokyo. La mia scelta è caduta su Napoli: se non qui, dove?». Nelle tavole inedite di Marius che l'Espresso mostra in queste pagine, Violet si muove nel capoluogo partenopeo volando tra i palazzi e i monumenti del centro storico, tra le Vele di Secondigliano, sopra le piazze dello spaccio di Scampia.

E' un supereroe che soffre, che sanguina se viene colpita ma è anche una ragazza come tante: indossa jeans a vita bassa, scarpe da ginnastica in tela e giubbotto in pelle. È bella, ha lunghi capelli biondi e per sbarcare il lunario fa la ballerina di lap-dance. Ma non ad Arcore: «Ho pensato a un personaggio realistico, maltrattato dalla vita, con tutte le difficoltà che possono incontrare le ragazze della sua età oggi. Ma ho voluto puntare su una figura femminile, perché la donna a Napoli ha un ruolo ancora più centrale, più forte: è la donna, la mamma, la moglie, e può tanto contro la camorra». In attesa di liberare Napoli dal male, Violet potrebbe conquistare l'America: il personaggio partecipa a un concorso della Stan Lee Foundation per l'ideazione di un nuovo supereroe. Decidono i lettori, votando all'indirizzo www.talenthouse.com. Così Marius e la sua Violet cercano gloria oltreoceano, anche perché in Italia, almeno per il momento, non c'è nemmeno un editore pronto a scommettere sul talento di questo talento cresciuto a Gomorra. «Uno c'era ma poi si è tirato indietro. Non so bene il perché...». La camorra dopo il "potere della parola" può temere l'offensiva del fumetto? «Questo non lo so. Ma più si parla di un male, più si sa contro cosa si combatte, più c'è la possibilità di vincere la guerra».

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02 feb 2011

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Sel Aversa: La biblioteca comunale? Un vero degrado

Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro l'inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”.

Sono le parole della grande scrittrice Marguerite Yourcenar che, forse, ai nostri amministratori comunali saranno note solo nella lettera, ma non certo nel significato.

Non potrebbe essere diversamente dal momento che i locali della biblioteca comunale di Aversa, pur frequentata e benché di recente posta nel "ristrutturato-riadeguato" (?) Palazzo Gaudioso di piazza San Nicola, versano tuttora in uno stato di vergognoso decadimento e, per altri versi, di difficile se non impossibile accessibilità agli anziani ed ai disabili.

Dalle lagnanze che ci pervengono a ritmo quotidiano dai numerosi ed abituali utenti (studenti, ricercatori etc.) e dai nostri stessi sopralluoghi si rilevano permanenti infiltrazioni d'acqua dai soffitti (che tra l'altro stanno facendo marcire alcuni infissi e suppellettili), il mancato funzionamento degli ascensori, l’insufficiente illuminazione degli ambienti ed i ricorrenti guasti agli impianti di climatizzazione e riscaldamento.

Tra l'altro è doveroso chiedere all'Amministrazione comunale se risponde al vero o meno la "voce" secondo la quale la ditta incaricata delle pulizie non espleta quotidianamente, come invece dovrebbe, il suo servizio nei locali della struttura.

Ed ancor di più, se risponde al vero o meno la "voce" secondo la quale i Vigili del Fuoco non avrebbero concesso finora il certificato di completa agibilità della struttura di Palazzo Gaudioso adibita a biblioteca.

Forse non ci si rende conto che il degrado infrastrutturale in cui versa questo servizio, oltre a costituire pericolo-pregiudizio per i suoi utenti ed operatori, determina il deterioramento irreversibile del materiale documentaristico, specie quello antico, in essa custodito.

A tutt’oggi, i fogli singoli, i manifesti e i quotidiani d'epoca, appena tirati fuori dai vari faldoni in cui alla rinfusa sono contenuti, si sgretolano spesso come farina !

Questo probabilmente non accadrebbe se si rispettassero le vigenti normative di legge in materia archivistica e bibliotecaria che prevedono per i fogli singoli, i manifesti e i quotidiani una catalogazione nelle apposite sezioni “emeroteca” o “miscellanea”.
La biblioteca per sua natura deve essere un luogo di conservazione e poi di trasmissione del sapere, ma con questi presupposti “aversani” viene completamente snaturato il concetto stesso della sua funzione.

Insomma, una biblioteca civica non è e non può essere un' “isola ecologica per carta straccia e vecchia”!

Il circolo aversano di Sinistra Ecologia e Libertà sollecita, pertanto, le autorità comunali preposte a risolvere immediatamente gli evidenti problemi della biblioteca cittadina che allo stato pregiudicano la tutela e la salvaguardia del suo immane e rilevantissimo patrimonio librario, ed al contempo a completare tutti gli adempimenti, previsti per legge, atti a garantirne l'accessibilità nonché la sicurezza e l'incolumità fisica dei suoi frequentatori ed operatori.



Sinistra Ecologia e Libertà

Aversa

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