27 ago 2010

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“Quattro chitarre per Cimarosa” a settembre al borgo 2010

Nell’ambito della 40° edizione di “Settembre al Borgo”, l’Associazione Musicisti Aversani “Antonio Balsamo” presenta “Quattro chitarre per Cimarosa”, rielaborazione in chiave jazzistica della celebre “Ouverture” de “Il Matrimonio Segreto” di Domenico Cimarosa.
L’esecuzione in anteprima nazionale del brano in forma di “suite” è prevista per Mercoledì 1° settembre alle ore 22,30 in Piazza Duomo del borgo medioevale di Casertavecchia, ovvero nella consueta, incantevole e storica cornice della prestigiosa rassegna diretta da Ferdinando Ceriani e Paola Servillo.
“Padrino” ed ospite d’onore dell’evento sarà il “papà” dei chitarristi jazz italiani, Franco Cerri, mentre l’esecuzione sarà affidata ai chitarristi Pietro Condorelli, Antonio Onorato, Adriano Guarino ed Aldo Farias, accompagnati dal basso di Angelo Farias e dalla batteria di Salvatore Tranchini.
“Sono tre i “fili rossi” che sottendono questo progetto mirato all’incontro tra il jazz contemporaneo e la musica di Domenico Cimarosa – ha dichiarato l’addetto stampa e relazioni esterne dell’A.M.A. Mario Francese - i primi due di carattere socio-musicologico, il terzo di carattere cultural-territoriale: l’improvvisazione jazzistica e l’approccio di Cimarosa all’ ”Opera buffa” hanno segnato, nei rispettivi secoli Ventesimo e Diciottesimo, due fondamentali momenti di discontinuità e di forte innovazione-evoluzione stilistica nella storia universale della musica; sia il jazz, sia l’opera cimarosiana hanno contribuito ad aprire le frontiere della fruizione della musica “colta” a grandi segmenti sociali che, in origine, ne erano stati esclusi; la produzione e la diffusione della musica jazz del Novecento e di quella operistica settecentesca rappresentano a tutt’oggi due storiche eccellenze di Terra di Lavoro e, più in generale, della intera Campania, innestandosi a perfezione nel quadro della valorizzazione dell’immane patrimonio artistico e socio-culturale del territorio della provincia di Caserta”
“A nostra memoria – aggiunge la presidentessa dell’A.M.A. Erika Balsamo – è la prima volta che un sodalizio culturale aversano presenta una sua proposta nel cartellone di una prestigiosa rassegna come Settembre al Borgo e di ciò siamo infinitamente fieri oltre che grati a quanti hanno creduto subito e con entusiasmo nel nostro progetto e nelle nostre attività, a partire dal presidente uscente dell’Ept Enzo Iodice e dai direttori artistici Ferdinando Ceriani e Paola Servillo. Ringraziamenti speciali e di cuore vanno a Pietro Condorelli che ha curato personalmente la rilettura jazzistica e l’arrangiamento del brano cimarosiano, a tutti i musicisti che hanno collaborato alla sua esecuzione e soprattutto al grande ed incommensurabile Franco Cerri che ha voluto fare da “padrino” a questo nostro evento”.

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03 ago 2010

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Aversa: La fabbrica di Vendola apre nella terra dei boss

Fonte: Lorenzo Iuliano dal Mattino del 21 luglio 2010
Rivendica il primato, lui che non viene da una storia di militanza politica ma dai problemi di una fabbrica vera, la Fiat di Pomigliano. Pasquale Pandolfi, 48 anni, è il referente della prima «Fabbrica di Nichi» (Vendola) «aperta» in provincia di Caserta. Per l'esattezza ad Aversa. «Quando siamo partiti, il contatore era fermo a 199 in totale e in Campania c'era solo Napoli. Lo abbiamo fortemente voluto come occasione per innovare e rinnovare la politica, dando spazio a una nuova generazione che ha voglia di essere protagonista», dice l'ingegnere informatico che lavora nell'indotto Fiat. E dopo gli Stati Generali delle Fabbriche di Nichi, appena conclusi in Puglia, l'entusiasmo è cresciuto: «All'inizio eravamo poche decine, ora siamo quasi un centinaio e da settembre avvieremo le azioni sul territorio: siamo l'unica ventata di novità a sinistra». Sarà un interrogarsi quotidiano, «camminare domandando», come diceva il subcomandante Marcos. Intanto una Fabbrica è nata anche a Marcianise e c'è fermento pure a Santa Maria Capua Vetere. Il significato e il valore aggiunto che ha una Fabbrica in terra di Gomorra li sottolinea direttamente Nichi Vendola: «Innanzitutto - esordisce il presidente della Regione Puglia - sono felice della nascita di un'esperienza di buona politica e pratiche sociali alternative in una zona così complessa come il territorio aversano. Le nostre Fabbriche sono l'anti-Gomorra, rappresentano la riappropriazione della cosa pubblica, l'occupazione festosa, creativa e vitale dei territori urbani. La camorra è il deserto delle passioni, il risentimento che uccide il sentimento. Ecco, in quest'ottica le Fabbriche sono l'esatto contrario di Gomorra». Per Vendola esperienze del genere vanno portate anche in altri territori, «perché Gomorra cova le sue uova di serpente anche al nord e nei posti più scintillanti della modernità. Gomorra - insiste - non è una peculiarità territoriale, dal momento che il tema del linguaggio e dell'economia mafiosa ha una dimensione globale». No dunque alla criminalizzazione di un territorio, sì invece «a un incubatore sociale e culturale che non intende essere un trampolino di lancio per carriere politiche», osserva Vendola. Similitudini con la Fabbrica del Programma lanciata da Prodi? A Nichi non dispiace il parallelo: «Quello - ragiona - è stato un momento elevato di incontro tra politica e intellettualità diffusa, un'interrogazione seria sul rapporto tra democrazia e innovazione. Quell'esperienza aveva in agenda approfondimenti indispensabili anche oggi». Intanto ad Aversa Pandolfi già guarda al futuro: «Abbiamo la possibilità di riconquistare il territorio, possiamo restituire ad Aversa il ruolo di città-traino dell'intero agro. Un ruolo naturale, oggi negato da troppi problemi. Facciamo i conti con una città congestionata, infangata dalla criminalità e dall'immobilismo politico». Pandolfi anima il sito www.avversa.blogspot.com, ma la Fabbrica aversana non è solo on-line. «Utilizziamo gli spazi messi a disposizione dal circolo di Sinistra e Libertà per riunirci, andremo nei luoghi dove registriamo i bisogni della gente». Lavoro, ambiente e la questione morale le priorità su cui mobilitarsi con un obiettivo ambizioso, appena sussurrato da Pandolfi: «In vista delle elezioni comunali, noi possiamo dare la spinta verso l'unità della sinistra aversana e far fronte alla destra, che è in crisi profonda, politica e amministrativa. La nostra organizzazione è orizzontale e possiamo contare su tanti contributi di idee. Tra le adesioni abbiamo ad esempio quella di Gabriele Vedova, storico leader cittadino di Sel».

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