29 mag 2009

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Festa della Republica e difesa della Costituzione

La Festa della Repubblica e la difesa della Costituzione
Incontro promosso da Sinistra e Libertà
Mercoledì 3 giugno 2009 ore 10,00
presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
palazzo Serra di Cassano in via Monte di Dio 14, Napoli

Saluto di apertura

On. Rosa Iervolino Russo
Sindaco di Napoli

Intervengono
Peppe De Cristofaro
Sinistra e Libertà

prof. Michele Della Morte
docente Diritto Costituzionale Università del Molise

prof. Claudio De Fiores
docente Diritto Costituzionale Università di Napoli

Eddy Sorge
Studente universitario

Conclude

Sen. Oscar Luigi Scalfaro
Presidente emerito della Repubblica Italiana

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26 mag 2009

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Intervista a Maria Grazia Massaro

Maria Grazia Massaro, candidata alle Elezioni europee nella lista di Sinistra e Libertà ha rilasciato una lunga e proficua intervista in cui tocca i punti salienti del suo programma elettorale e quello del nuovo progetto politico:

Cosa porta una ragazza giovane come lei a candidarsi alle elezioni europee?

La mia candidatura è innanzitutto un progetto, un progetto di una nuova sinistra che si rinnovi nei contenuti, nelle idee e non da ultimo nelle persone. Molti parlano di rinnovamento della classe dirigente, ma pochi come noi lo stanno facendo sul serio. Per questo motivo non ho esitato neanche un secondo ad accettare la candidatura.
Credo nel progetto politico di Sinistra e Libertà e darò il massimo affinchè potremmo vederlo realizzato. Tra l'altro in provincia di Caserta la presenza giovanile intorno a questo progetto è cospicua ed entusiasmante. I giovani devono necessariamente riappropriarsi della scena politica perchè oggi in tutti i partiti e a tutti i livelli la politica è gestita da politici della prima repubblica o nella migliore delle ipotesi da quelli che hanno fatto il sessantotto.

Qual'è il suo programma o quello del suo partito?

Il nostro programma è molto chiaro e concreto: lotta alla precarietà contrastando le diverse forme di contrattazione a termine, ma soprattutto creando nuovi posti di lavoro e può essere fatto solo cogliendo l'opportunità che la crisi ambientale ed economica ci offrono. Basti pensare a quanti nuovi posti di lavoro possono essere creati incentivando lo smaltimento dei rifiuti con gli impianti di differenziazione, riciclo, riutilizzo e recupero delle materie prime, gli impianti di compostaggio, con l'incentivazione delle energie rinnovabili. Crediamo, infatti, che il pianeta possa andare avanti solo se si riesce a coniugare lavoro e sviluppo in tema ambientale. Lavoro e ambiente sono due punti cardine del programma. Un impegno altrettanto importante è la lotta alle mafie tutte, senza se e senza ma. Anche la destra lo propone ma non sarà mai credibile se tra le sue fila vanta esponenti come Dell'Utri, condannato per mafia a 8 anni, o sottosegretari del governo, come Cosentino, tirato in ballo piu volte, da diversi pentiti, come referente politico dei casalesi. Servono, invece, lavoro, per dare un'opportunità a tutti di stare lontano dai meccanismi mafiosi/camorristici, e serve cultura, perchè solo cosi si può abbattere il mito del boss che è molto radicato nei giovani di oggi. Questi sono tre punti da cui la sinistra non puo prescindere. Poi ci sono i diritti civili, la laicita' dello stato, sempre piu in discussione, il tema della pace, che sembra essere sparito dalla coscienza collettiva.

Passando sul piano personale, che tipo di studi ha frequentato?

Sono laureanda in medicina e spero di diventare una brava oncologa.

Cosa ne pensa del problema dell'immigrazione clandestina e del relativo comportamento degli organi dell'UE?

Credo, parlando di immigrazione, che prima di legiferare dovremmo fare un'analisi storica e una numerica. La prima ci consegna un mondo fatto di migrazione dalle zone povere a quelle più ricche e a ciò non c'è legge che tenga, a meno che non si metta in discussione lo sfruttamento dell'Africa e delle altre aree sottosviluppate da parte del cosiddetto mondo occidentale. Dal punto di vista numerico e parlando dell'Italia, posso dire che si dovrebbe partire da un censimento serio degli irregolari, per capire quanti sono i lavoratori a nero e quindi non possono richiedere il permesso di soggiorno pur avendone il diritto, senza parlare del fatto che per avere i documenti spesso passano dei mesi anche se hai un regolare contratto di lavoro. La questione immigrazione è una questione sociale antropologica e non di ordine pubblico come qualcuno ci sta facendo credere. Poi è ovvio con gli onesti arrivano sempre pure quelli disonesti, e per questi ci sono le forze dell'ordine, e noi ci dobbiamo preoccupare del reato e non del colore della pelle di chi lo commette. Gli organi internazionali hanno ammonito I’Italia per la questione dei barconi respinti e hanno fatto bene perchè le convenzioni internazionali dei diritti umani, e il loro rispetto fanno la differenza tra un paese civile e uno non civile. Tra quelle persone c'erano donne, bambini e richiedenti asilo politico. Non si può pensare di fare di tutta l'erba un fascio quando si tratta di vite umane, senza dimenticare che senza la manodopera straniera, l‘Italia e soprattutto il sud, rischierebbero il collasso.

L'Italia è spesso soggetta a procedure di infrazione, per il mancato recepimento delle direttive comunitarie. Qual'è la sua opinione?

Pensando alle infrazioni europee mi viene in mente una questione su tutte: quella di Rete4 ed Europa7. L’Italia paga migliaia di euro l'anno a causa dell'emittente berlusconiana. Al suo posto, infatti, dovrebbe trasmettere Europa7 che circa dieci anni fa vinse la gara per l'assegnazione delle frequenze. Il fatto veramente negativo è che pochi cittadini conoscono e prendono atto di queste cose, senza dimenticare il fatto che l'Italia è forse l'unico paese al mondo dove il capo del governo è proprietario di tre reti televisive e varie testate giornalistiche. Quindi ha la possibilità di plasmare l'opinione pubblica a sua immagine e somiglianza.

L'imminente ingresso della Turchia nell'UE sta suscitando dibattiti in tutto il mondo, persino Obama ne parla...lei cosa ne pensa?

La Turchia è un paese a forte connotazione religiosa musulmana, ma è anche un paese che sta imparando a considerare la laicità. Credo che se si vuole costruire un'Europa politica seria non si debbano fare discriminazioni di questo carattere, soprattutto se a protezione di una fantomatica identità cristiana che è certo presente e importante, ma che non può essere certamente la conditio sine qua non per la costruzione dell'Europa politica unita.

Secondo lei come mai i giovani sono cosi reticenti di fronte al problema politico? E invece lei che invito fa ai giovani che hanno intenzione di intraprendere questo tipo di carriera?

La disaffezione dei giovani per la politica è dovuto alla politica sporca e collusa, e alla caduta degli ideali. Credo che gli identitarismi fine a se stessi non servono, ma la ricostruzione di un'idea collettiva della società sia una prerogativa indispensabile. Serve trasparenza amministrativa, onestà nell'operato e la rottura dei rapporti politica/criminalità. Ciò non è ne compito dei magistrati ne delle forze dell'ordine, ma dovere dei cittadini che devono scegliere rappresentanti politici per le loro capacità e non per favoritismo. La politica non è e non deve essere carriera professionale, ma passione, dedizione e impegno militante. Ai giovani dico impegnatevi in politica secondo le vostre idee di fondo, siate sempre liberi e non rassegniamoci alla degenerazione politica che è in atto.

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25 mag 2009

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Festa di Sinistra e Libertà

Da una strofa dello stornello d'esilio di Pietro Gori "Nostra patria è il mondo intero. Nostra legge la libertà" nasce il titolo della festa organizzata da Sinistra e Libertà presso il Comitato elettorale in Via Roma a Caserta il 29 maggio. Durante la festa saranno indicate le proposte e gli ultimi impegni di Sinistra e Libertà prima delle prossime elezioni europee. Nella locandina della manifestazione (vedi foto) sono riportati luogo, ora e programma dell'evento.


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Proseguono gli incontri con gli elettori della candidata Massaro alle europee

Fonte: Comunicato stampa
La candidata alle europee per Sinistra e Libertà, Maria Grazia Massaro, ha tenuto domenica mattina, in piazza Berlinguer a Parete, un’iniziativa pubblica sui temi delle politiche giovanili e delle politiche del lavoro, insieme a Paolo Falco, coordinatore regionale dei giovani socialisti. L’incontro pubblico ha visto la partecipazione di numerosissimi giovani. Sono contentissima del forte entusiasmo registrato questa mattina, intorno alla mia candidatura e intorno al progetto politico di Sinistra e Libertà”, queste le parole della candidata maceratese. In serata, a Macerata, insieme all’assessore di Falciano di Sinistra e Libertà, Peppe Di Gregorio, la Massaro ha tenuto un comizio pubblico. Anche qui, forte partecipazione popolare, alla presenza di numerosi suoi concittadini ed amministratori locali. La prossima iniziativa è prevista per venerdì 29 maggio, con la festa di Sinistra e Libertà presso il comitato elettorale di Caserta in Via Roma.

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24 mag 2009

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Elezioni europee: Gazebo di Sinistra e Libertà ad Aversa

AVERSA - Giornata intensa per i giovani di Sinistra e Libertà di Aversa che stamani hanno allestito un gazebo (vedi foto nella colonna a lato), nella centralissima Via Roma angolo Piazza Municipio, con materiale informativo sul programma elettorale del nuovo soggetto politico per promuovere la lista elettorale che vede Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, candidato in tutte le circoscrizioni alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Presente nella mattinata anche la più giovane tra i candidati alla tornata elettorale Maria Grazia Massaro. L'attività di promozione da parte degli attivisti è poi proseguita anche nel primo pomeriggio.

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23 mag 2009

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Iervolino con le candidate di “Sinistra e Libertà”

Dalle pagine di Repubblica di ieri abbiamo saputo della presenza del sindaco di Napoli alla presentazione dei candidati di sinistra e libertà; infatti Rosa Russo Iervolino è voluta essere presente ieri pomeriggio in via San Sebastiano per accompagnare e far sentire il suo affetto alle candidate di “Sinistra e Libertà”; l’assessore provinciale Isadora D’Aimmo e l’ex sindaco di Cosenza Eva Catizone.

La presenza del Sindaco di Napoli è la prova della sua simpatia nei confronti della sinistra radicale anche se lei è impegnata nella campagna elettorale per il PD. Il sindaco di Napoli nutre un profondo affetto per le due candidate e dice “Tra noi c´è una lunga e affettuosa amicizia, ma soprattutto una solida comunanza di lavoro”. Inoltre Rosa Russo Iervolino ricorda di aver votato alle Primarie per la Provincia per Salvatore Vozza il candidato della sinistra radicale.

La sua è una posizione politica e una preoccupazione per l’esclusione della sinistra radicale dalle istituzioni democratiche del paese e conclude dicendo che il fatto che Catizone e D’Aimmo siano donne ha il suo peso, ma non è determinante, nel suo giudizio politico. “Qui con Sinistra e libertà, mi sento a casa mia”.

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22 mag 2009

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Lettera di Nichi Vendola a tutte le forze di opposizione (parlamentari e non) su emergenza democratica

da: Nichi Vendola SINISTRA e LIBERTA'
a:
- Pierferdinando Casini - Leader nazionale UDC
- Lorenzo Cesa - Segretario nazionale UDC
- Antonio Di Pietro - Presidente Italia dei Valori
- Dario Franceschini - Segretario nazionale PD
- Flavia D'Angeli - Portavoce nazionale Sinistra Critica
- Oliviero Diliberto - Segretario nazionale PdCI
- Marco Ferrando - Portavoce nazionale PCdL
- Paolo Ferrero - Segretario nazionale PRC
- Marco Pannella - Leader nazionale Radicali Italiani
- Luciana Sbarbati - Segretaria naz. Mov. Repubblicani Europei

Carissima, Carissimo
vi sono molti, troppi, inquietanti segnali che indicano che il nostro paese sta attraversando una fase particolare, e per molti versi originale, nella quale il sistema democratico che tutti noi abbiamo conosciuto e nel quale abbiamo vissuto e operato è messo a serio rischio....Sta crescendo nel nostro paese una vera e propria emergenza democratica rispetto alla quale tutti noi abbiamo il dovere e la necessità di reagire in modo adeguato e tempestivo.
Per questa ragione mi assumo la responsabilità di scrivere a te a ai segretari di tutte le forze dell’opposizione e di proporvi un incontro a brevissimo termine per assumere assieme le iniziative adeguate, come compete ad un’opposizione parlamentare ed extraparlamentare, come è la forza politica cui appartengo, non certo per sua scelta.

Conviene evitare paragoni con il passato, sempre difficilmente proponibili, ma certamente abbiamo avuto modo, e con noi le italiane e gli italiani, di cogliere nei recenti comportamenti della maggioranza, del governo e segnatamente del Presidente del Consiglio, atteggiamenti, comportamenti, dichiarazioni e atti che entrano in collisione con le regole più elementari di una repubblica democratica e parlamentare.
Non credo sia sfuggito a nessuno il carattere ricattatorio del discorso pronunciato da Silvio Berlusconi di fronte all’assemblea di Confindustria. Un Presidente del Consiglio che controlla direttamente o indirettamente quasi l’intero sistema mediatico minaccia di rivolgersi direttamente al popolo per sovvertire gli assetti costituzionali aggirando o, peggio, ignorando con esplicito disprezzo il Parlamento.
Questo atteggiamento arrogante e, temo, non privo di venature eversive era già evidente nella vicenda apertasi con la sentenza sul caso Mills. Siamo di fronte ad un assurdo: chi è stato destinatario di un atto di corruzione viene condannato dalla Magistratura, mentre il suo eventuale corruttore è protetto da una legge vigente, contro la quale l’opposizione si è fortemente battuta, che lo sottrae a qualunque tipo di giudizio. Non compete a noi entrare nel merito della vicenda giudiziaria. Così come il Presidente del Consiglio non dovrebbe abbandonarsi ad una pubblica sequela di insulti rivolti alla Magistratura giudicante in ragione di una sua presunta intenzione persecutoria motivata addirittura da una altrettanto presunta collocazione politica dei singoli magistrati.
Ma noi non possiamo assistere impassibili ad una nuova recrudescenza di dichiarazioni e atti che mirano a sottoporre la Magistratura sotto il controllo politico dell’Esecutivo, stravolgendo l’equilibrio dei poteri di uno stato democratico e la sua Costituzione.
E’ da notare come tali comportamenti costituiscano di per sé un motivo di uno scontro ora strisciante, ora esplosivo con le più alte cariche dello stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica, i cui ripetuti, ponderati e preziosi interventi a tutela degli equilibri istituzionali e della nostra Costituzione sono stati disattesi e persino svillaneggiati dal Presidente del Consiglio.
La stessa vicenda della oscura relazione tra il presidente del consiglio e la famiglia Letizia non può essere confinata nella sfera del privato, il confine tra pubblico e privato essendo, come segnalano tutti i migliori studiosi delle moderne democrazie, diverso per chi ricopre cariche istituzionali e per il comune cittadino. E di fronte a denunce che partono dagli stessi famigliari del Presidente del Consiglio, non credo si possa tacciare di indebita invasione nel privato la richiesta formale di pubblici chiarimenti da parte di chi un ruolo pubblico riveste.
La mia elencazione potrebbe continuare ma sarebbe superflua poiché già così la misura appare colma. Ad un’emergenza democratica si deve rispondere con un’eccezionale sussulto democratico nel paese e nelle istituzioni. Non credo che il Parlamento possa limitarsi ad attendere che il Presidente del Consiglio decida, a seconda dei suoi desideri e delle sue convenienze, se presentarsi di fronte ad esso o meno. L’opposizione parlamentare è in possesso di precisi strumenti regolamentari per giungere, nel modo e nelle forme opportune, a un dibattito parlamentare la cui urgenza mi sembra ormai massima.

Per questo mi rivolgo a Voi, pur in un momento come l’attuale che ci vede in competizione nella campagna elettorale per le elezioni dei Parlamento Europeo e di molti Consigli provinciali e comunali. L’imminente confronto elettorale non può fare venire meno, neppure per un attimo, il nostro senso di responsabilità verso la Costituzione italiana e l’ordinamento democratico del nostro paese.
Mi auguro quindi che vogliate concordare con la necessità di un’immediata riunione di tutte le forze dell’opposizione, presenti o no nell’attuale Parlamento, per concordare e assumere tutte le iniziative unitarie, nel Parlamento italiano e in quello europeo, nelle Istituzioni locali, nella società civile per fare uscire il nostro Paese indenne dall’attuale emergenza democratica che lo investe.
In attesa di un Vostro tempestivo cenno di riscontro, Vi saluto augurando a tutti noi un presente e un futuro di democrazia e libertà.

Nichi Vendola
Sinistra e Liberta’

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Appuntamenti elettorali della candidata Massaro di Sinistra e Libertà

Fonte: Redazione Avversa
Appuntamenti in provincia di Caserta della candidata Maria Grazia Massaro di Sinistra e Libertà al Parlamento europeo. Già stamattina 22 maggio alle ore 10.00 a Parete la giovane laureanda in medicina sarà presente al gazebo allestito nei pressi dell’area del mercato. Domenica, 24 maggio, alle ore 11.00 replicherà in Piazza Berlinguer dove sarà insieme a Paolo Falco, coordinatore regionale giovani socialisti.
E sempre domenica sarà presente ad Aversa e a Teverola dove i giovani di Sinistra e Libertà allestiranno, come hanno già fatto domenica scorsa, un gazebo con materiale informativo sul programma elettorale del nuovo soggetto politico.

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Finanziamenti europei ad Aversa. SeL: ora il Sindaco sceglie anche la “sua” opposizione

Fonte: Comunicato Stampa
Il coordinamento aversano di Sinistra e Libertà interviene in merito alla questione dei 30 milioni di euro che arriveranno in città attraverso il Progetto “Più Europa”. A suscitare la reazione di Sinistra e libertà è stata la composizione a dir poco anomala del tavolo permanente, deputato a predisporre le linee di indirizzo e gli atti operativi relativi al finanziamento, del quale fanno parte, a nome dell’opposizione, anche i tre candidati sindaco usciti sconfitti dalle scorse elezioni comunali, i consiglieri Rosato, Stabile e Santulli. “Con il consueto stupore apprendiamo dalla stampa locale dell’ennesima sortita “creativa” del nostro Primo Cittadino Ciaramella. A lasciarci a dir poco allibiti, oltre e prima ancora del merito, è come al solito il metodo utilizzato.
Il Sindaco infatti, che legittimamente può decidere che a nome della maggioranza partecipino i segretari cittadini di partito, questa volta è arrivato a scegliersi a proprio piacimento anche i rappresentanti dell’opposizione! La figura dell’ex candidato sindaco è fantasiosa, un ruolo del tutto inesistente dal punto di vista della rappresentanza politica e istituzionale, una vera e propria invenzione, costruita evidentemente ad arte. Infatti, attraverso questa sgangherata manovra il Sindaco, oltre a farsi beffa delle più elementari regole di correttezza istituzionale, ha escluso arbitrariamente pezzi consistenti e rappresentativi dell’opposizione cittadina come Sinistra e Libertà e Partito Democratico, includendo invece, non certo casualmente, un consigliere indipendente (già suo vice sindaco) ed un altro consigliere ultimamente definitosi “vicino al movimento di Lombardo e Storace”. La cosa paradossale – continuano da Sinistra e Libertà – è che una operazione così maldestra e ridicola si abbia anche il coraggio di definirla “grande segnale di apertura e partecipazione”. Si tratta solo della solita finzione, del solito malcelato tentativo di dividere quel che resta dell’opposizione per poter apporre, senza intralci, il timbro dell’unanimità su scelte già prese altrove (si veda, a tal proposito, la scelta dei partner di progetto e l’individuazione della parte di città interessata). Un tentativo peraltro già operato, allora senza risultati, al tempo della decisone, che si voleva altrettanto unanime e corresponsabile, sulla gestione dei rifiuti da affidare ai privati (e ancora in alto mare).”
La vera partecipazione – concludono – quando si parla della gestione di una somma così imponente da poter cambiare del tutto il volto della nostra città e di tante famiglie, è fatta di scelte concrete che rendano realmente trasparente e permeabile l’iter decisionale e amministrativo, non certo di subdole concessioni di diritti di tribuna che rifiutiamo e invitiamo a rifiutare nettamente. Al Sindaco chiediamo invece ancora una volta di uscire dalle segrete stanze: convochi un consiglio comunale ad hoc sull’argomento, aperto alla cittadinanza, restituendo così a chi è davvero parte in causa, alle associazioni, ai comitati di quartiere, e, non ultimi, a tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, quel ruolo “sovrano” di cui sono depositari e che continua a essere ignorato e mortificato.


SINISTRA e LIBERTA’
Coordinamento AVERSANO
Via Rossini n°6/8 – Aversa

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20 mag 2009

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Utilizzo ex Macello - SL: “A.A.A. Cercasi esponente di maggioranza con autonomia di pensiero e di parola”

In merito alla vicenda della tariffazione dell’uso delle sale dell’ex Macello siamo rimasti davvero stupiti dalle recentissime dichiarazioni stampa dell’assessore Lanzetta che, a distanza di quasi un mese dalle osservazioni-denuncia espresse da Sinistra e Libertà, solo oggi si è deciso a riflettere pubblicamente sulla questione invocando, tra l’altro, un patetico scaricabarile su chi l’ha preceduto. Ricapitolando: il Sindaco un mese fa ci replicava testualmente di “esser stato costretto dall’ultima finanziaria - fatta dal Governo suo amico - ad applicare un canone per l’utilizzo di tutte le strutture comunali”, ciò col preciso scopo di coprirne, almeno in parte, i costi di gestione.
Ordunque, considerato che il canone fissato per l’uso dell’ex Macello - dai 200 ai 500 euro al giorno più il pagamento a carico del richiedente di una polizza assicurativa - risulta di fatto proibitivo per chiunque, singolo o associazione, non svolga un’attività di lucro (ed a parte che tale esoso canone con annessi e connessi finirà ovviamente per scoraggiare qualsiasi attività nella stessa struttura la quale, pertanto, rimarrà inutilizzata rendendo nulle tutte le previste coperture dei costi di gestione), ci permettemmo a suo tempo di suggerire al Sindaco di utilizzare gli strumenti a sua disposizione per “differenziare” sul territorio la propria necessità “di far cassa”, consentendo così l’esenzione del pagamento della tariffa almeno ai giovani artisti aversani, alle associazioni di volontariato, ambientaliste o impegnate nella lotta alla camorra per la legalità.
In alternativa, aggiungiamo oggi, si sarebbe potuto affidare, in maniera molto più fruttuosa e “civile”, la gestione della stessa struttura ad un consorzio-cooperativa di associazioni locali.
Tutto questo rammentando che ad Aversa l’ex Macello rappresenta ad oggi l’unico spazio pubblico di espressione, coperto e disponibile per incontri, convegni, concerti, manifestazioni etc.
Ebbene, a fronte di tali proposte il Sindaco Ciaramella, forse troppo impegnato dalle beghe interne alla maggioranza, non ci degnò di alcuna risposta, anzi più tardi autorizzò vergognosamente – addirittura con un’ apposita e assurda delibera di patrocinio morale! – l’uso gratuito dell’ex Macello per una manifestazione dei giovani del suo Partito.
Pertanto oggi davvero non comprendiamo il significato del tardivo e superfluo megafono “ciaramelliano” dell’assessore Lanzetta.
Non ci rimane, a questo punto, che rivolgere le nostre proposte a quanti, nella Giunta, abbiano ancora un briciolo di autonomia di pensiero, e ai membri tutti di quel consiglio comunale definito troppe volte “sovrano”, ma ridotto, come il nostro Parlamento nazionale, a luogo di semplice ratifica di decisioni prese “in altre stanze”.



SINISTRA e LIBERTA’


Coordinamento AVERSANO


Via Rossini n°6/8 – Aversa


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14 mag 2009

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Dov'è finita la monnezza della Campania? Nella discarica di Ferrandelle

Video di Raffaele Sardo
Vi ricordate la precedente campagna elettorale, accentrata prevalentemente sulla risoluzione dei problemi dell'emergenza rifiuti della Campania, inceneritori, centrali nocleari, termovalorizzatori e quant'altro??? Guardate questo video e scoprirete una triste verità...La monnezza scomparsa della Campania? E' finita nella discarica di Ferrandelle.


Sono finiti a Ferrandelle i rifiuti scomparsi dalle città della Campania. Una località che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise. Sono tenuti sotto stretta sorveglianza in un'area completamente recintata di diversi ettari. Nessuno si può avvicinare più di tanto perché tutto il perimetro è stata dichiarato "sito di interesse strategico nazionale" e c'è una vigilanza molto attenta che allontana tutti quelli che cercano di guardare più da vicino. Ieri notte una squadra di attivisti di Legambiente, guidati dal direttore dell'associazione ambientalista, Raffaele Del Giudice, sono arrivati sul posto per fare "un sopralluogo". "Ci sono montagne di rifiuti ammassate senza alcun controllo sui possibili danni sanitari e ambientali – spiega Del Giudice – mentre continua ad arrivare quotidianamente la monnezza da ogni parte della Campania". L'area dove sono depositati i rifiuti fu sequestrata al boss Francesco Schiavone, Sandokan, ed affidata al Consorzio Agrorinasce per farne una fattoria di prodotti tipici. Ma, nonostante l'avvio dei primi lavori per dare vita all'iniziativa, il terreno fu requisito in piena emergenza rifiuti. I sindaci di Santa Maria La Fossa e Grazzanise, poco più di un anno fa, guidarono una clamorosa protesta alla testa delle popolazioni locali. Dopo un braccio di ferro con il Commissario per l'emergenza rifiuti, diedero il via libera alla costruzione di due piazzole che dovevano "ospitare" all'incirca 90 mila metri cubi di rifiuti. Ma in via temporanea e con l'impegno a bonificare il sito entro breve tempo. "Qui ce ne sono almeno un milione di metri cubi di rifiuti – spiega il professor Stefano Tonziello, di Legambiente - e continuano a crescere giorno dopo giorno, perché l'emergenza non è finita, ma è stata solo spostata dalle città. Qui arrivano rifiuti "tal quale", cioè senza essere selezionati a monte. E dunque non potranno mai essere bruciati nell'inceneritore di Acerra. Inceneritore che, peraltro, ora è in pieno collaudo e per vederlo operativo se ne parlerà almeno tra sei mesi." Nell'area tutt'intorno vi sono caseifici, allevamenti di bufale, campi coltivati a foraggio, pescheti, ortaggi, fragole, irrigati con le falde acquifere inquinate. Poco più in là, vi sono almeno altre sei discariche. Qualcuna dismessa, ma non morta definitivamente. "Forse il vero miracolo di Berlusconi – aggiunge Tonziello – è quello di aver messo a tacere tutto e tutti. Qui, lasciatemi usare il paradosso, è tutto fuorilegge per legge. Se queste cose le avessero fatte i privati, si sarebbero aperte sicuramente le porte del carcere. Tenere in questo modo i rifiuti è da criminali. Senza considerare che tra poco con l'arrivo della stagione calda, tutt'intorno l'aria sarà irrespirabile, ma ci sarà anche un pericolo sanitario immediato per la salute delle persone".
Non lontano da qui, a Santa Maria La Fossa, dovrebbe sorgere anche l'altro inceneritore previsto in Campania. Nei campi intorno a Ferrandelle, intanto, la vita scorre come sempre: I contadini sui trattori, gli immigrati nei campi a lavorare, il foraggio che cresce rigoglioso, il percolato che continua a scorrere nella falda acquifera e le montagne di rifiuti che continuano a crescere.

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13 mag 2009

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Intervista a Nichi Vendola sul nucleare

tratto da Affariitaliani.it
E' arrivato il primo via libera del Senato al ritorno del nucleare in Italia. Quattro centrali dovrebbero essere costruite entro i prossimi 6-8 anni. E tra i siti di cui si parla c'è anche Ostuni, in Puglia. Ma per le Regioni è previsto solo un parere consultivo. Che cosa ne pensa?
"Le questioni sono due: una di metodo e una di merito. Quanto al metodo, tutta la strabiliante retorica sulla rivoluzione federalista convive qui con una evidente restaurazione centralistica. Le Regioni prima avevano il potere di dare l'intesa al governo e ora vengono ora ridotte al rango di buca delle lettere. Vengono, cioè, soltanto ascoltate, dando per inteso che il loro parere non abbia un peso effettivo. Credo che il modello di sviluppo che pensa questo governo abbia bisogno di un grado crescente di militarizzazione per poter saltare il confronto con le comunità locali".
E per quanto riguarda il merito? Cosa pensa del nucleare nella sua Regione?
"Vorrei avere un po' i dettagli per sapere se stanno pensando alla Costa Merlata o all'ampliamento di qualche trullo, oppure al nucleare di masseria o, ancora, al barocco atomico... Credo che dovranno ingegnarsi molto a immaginare le forme di occupazione militare del territorio, perché la ribellione della Puglia sarà rabbiosa e radicale".

Un no senza se e senza ma, insomma.
"La nostra Regione offre al sistema Paese tanta energia. E paghiamo già un prezzo molto alto per questa nostra generosità. I polmoni del Salento sono già gonfi di polveri sottili e di ogni sorta di veleno, a causa per esempio della centrale Enel di Cerano a Brindisi. Noi siamo diventati i leader italiani della produzione di energia eolica e di energia solare e per quanto ci riguarda il tema non è certo l'entrata repentina nel nucleare, ma è la progressiva uscita dal carbone".

Quindi consiglierebbe al governo di investire sulle rinnovabili piuttosto che sull'atomo.
"Certo. E vorrei sapere perché il governo mi ha tolto i finanziamenti al solare termodinamico sotto la direzione di Carlo Rubbia, perché mi ha tolto i finanziamenti all'idrogeno verde e perché ha questo atteggiamento di ostilità nei confronti di quelle fonti di energia che sicuramente rappresentano il futuro".

Però da sole le rinnovabili non basterebbero a soddisfare il fabbisogno energetico del nostro Paese.
"Dobbiamo immaginare un ciclo complesso dell'energia che è fatto di efficienza energetica (e su questo argomento non mi pare che ci sia una consapevolezza da parte del governo della necessità di investire). Dobbiamo immaginare una riconversione urbanistica ed edilizia che sappia inglobare i valori dell'efficienza energetica. Dobbiamo investire molto di più su tutte le fonti di energia alternativa. Credo che il nucleare rappresenti dal punto di vista economico un abbaglio clamoroso, collocato in un tempo indefinito, dal punto di vista energetico una distrazione di risorse e dal punto di vista ambientale una tragedia per un Paese che ha già così grande scarsità di territorio e che ha i problemi di dissesto idrogeologico e di sismicità che sono noti".

Che cosa farà adesso?
"Naturalmente ricorrerò alla Corte Costituzionale contro questa normativa del governo. E apriremo le danze..."

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Il coraggio dimenticato

Pubblichiamo la versione integrale dell'articolo di Roberto Saviano uscito oggi su Repubblica.
Chi racconta che l'arrivo dei migranti sui barconi porta valanghe di criminali, chi racconta che incrementa violenza e degrado, sta dimenticando forse due episodi recentissimi ed estremamente significativi, che sono entrati nella storia della nostra Repubblica. Le due più importanti rivolte spontanee contro le mafie, in Italia, non sono partite da italiani ma da africani. In dieci anni è successo soltanto due volte che vi fossero, sull'onda dello sdegno e della fine della sopportazione, manifestazioni di piazza non organizzate da associazioni, sindacati, senza pullman e partiti.
Manifestazioni spontanee. E sono stati africani a farle. Chi ha urlato: "Ora basta" ai capizona, ai clan, alle famiglie sono stati africani. A Castelvolturno, il 19 settembre 2008, dopo la strage a opera della camorra in cui vengono uccisi sei immigrati africani: Kwame Yulius Francis, Samuel Kwaku e Alaj Ababa, del Togo, Cristopher Adams e Alex Geemes della Liberia e Eric Yeboah del Ghana. Joseph Ayimbora, ghanese, viene ricoverato in condizioni gravi. Le vittime sono tutte giovanissime, il più anziano tra loro ha poco più di trent'anni, sale la rabbia e scoppia una rivolta davanti al luogo del massacro. La rivolta fa arrivare telecamere da ogni parte del mondo e le immagini che vengono trasmesse sono quelle di un intero popolo che ferma tutto per chiedere attenzione e giustizia. Nei sei mesi precedenti, la camorra aveva ucciso un numero impressionante di innocenti italiani. Il 16 maggio Domenico Noviello, un uomo che dieci anni fa aveva denunciato un'estorsione ma appena persa la scorta l'hanno massacrato. Ma nulla. Nessuna protesta. Nessuna rimostranza. Nessun italiano scende in strada. I pochi indignati, e tutti confinati sul piano locale, si sentono sempre più soli e senza forze.

Ma questa solitudine finalmente si rompe quando, la mattina del 19, centinaia e centinaia di donne e uomini africani occupano le strade e gridano in faccia agli italiani la loro indignazione. Succedono incidenti. Ma la cosa straordinaria è che il giorno dopo, gli africani, si faranno carico loro stessi di riparare ai danni provocati. L'obiettivo era attirare attenzione e dire: "Non osate mai più". Contro poche persone si può ogni tipo di violenza, ma contro un intera popolazione schierata, no. E poi a Rosarno. In provincia di Reggio Calabria, uno dei tanti paesini del sud Italia a economia prevalentemente agricola che sembrano marchiati da un sottosviluppo cronico e le cui cosche, in questo caso le 'ndrine, fatturano cifre paragonabili al PIL del paese.

La cosca Pesce-Bellocco di Rosarno, come dimostra l'inchiesta del GOA della Guardia di Finanza del marzo 2004, aveva deciso di riciclare il danaro della coca nell'edilizia in Belgio, a Bruxelles, dove per la presenza delle attività del Parlamento Europeo le case stavano vertiginosamente aumentando di prezzo. La cosca riusciva a immettere circa trenta milioni di euro a settimana in acquisto di abitazioni in Belgio.

L'egemonia sul territorio è totale, ma il 12 dicembre 2008, due lavoratori ivoriani vengono feriti, uno dei due in gravissime condizioni. La sera stessa, centinaia di stranieri - anche loro, come i ragazzi feriti, impiegati e sfruttati nei campi - si radunano per protestare. I politici intervengono, fanno promesse, ma da allora poco è cambiato. Inaspettatamente, però, il 14 di dicembre, ovvero a due soli giorni dall'aggressione, il colpevole viene arrestato e il movente risulta essere violenza a scopo estorsivo nei riguardi della comunità degli africani. La popolazione in piazza a Rosarno, contro la presenza della 'ndrangheta che domina come per diritto naturale, non era mai accaduto negli anni precedenti.

Eppure, proprio in quel paese, una parte della società, storicamente, aveva sempre avuto il coraggio di resistere. Ne fu esempio Peppe Valarioti, che in piazza disse: "Non ci piegheremo", riferendosi al caso in cui avesse vinto le elezioni comunali. E quando accadde fu ucciso. Dopo di allora il silenzio è calato nelle strade calabresi. Nessuno si ribella. Solo gli africani lo fanno.

E facendolo difendono la cittadinanza per tutti i calabresi, per tutti gli italiani. Difendono il diritto di lavorare e di vivere dignitosamente e difendono il diritto della terra. L'agricoltura era una risorsa fondamentale che i meccanismi mafiosi hanno lentamente disgregato facendola diventare ambito di speculazioni criminali. Gli africani che si sono rivoltati erano tutti venuti in Italia su barconi. E si sono ribellati tutti, clandestini e regolari. Perche da tutti le organizzazioni succhiano risorse, sangue, danaro.

Sulla rivolta di Rosarno, in questi giorni, è uscito un libretto assai necessario da leggere con un titolo in cui credo molto. "Gli africani salveranno Rosarno. E, probabilmente, anche l'Italia" di Antonello Mangano, edito da Terrelibere. La popolazione africana ha immesso nel tessuto quotidiano del sud Italia degli anticorpi fondamentali per fronteggiare la mafia, anticorpi che agli italiani sembrano mancare. Anticorpi che nascono dall'elementare desiderio di vivere.

L'omertà non gli appartiene e neanche la percezione che tutto è sempre stato così e sempre lo sarà. La necessità di aprirsi nuovi spazi di vita non li costringe solo alla sopravvivenza ma anche alla difesa del diritto. E questo è l'inizio per ogni vera battaglia contro le cosche. Per il pubblico internazionale risulta davvero difficile spiegarsi questo generale senso di criminalizzazione verso i migranti. Fatto poi da un paese, l'Italia, che ha esportato mafia in ogni angolo della terra, le cui organizzazioni criminali hanno insegnato al mondo come strutturare organizzazioni militari e politiche mafiose. Che hanno fatto sviluppare il commercio della coca in Sudamerica con i loro investimenti, che hanno messo a punto, con le cinque famiglie mafiose italiane newyorkesi, una sorta di educazione mafiosa all'estero.

Oggi, come le indagini dell'FBI e della DEA dimostrano, chiunque voglia fare attività economico-criminali a New York che siano kosovari o giamaicani, georgiani o indiani devono necessariamente mediare con le famiglie italiane, che hanno perso prestigio ma non rispetto. Altro esempio eclatante è Vito Roberto Palazzolo che ha colonizzato persino il Sudafrica rendendolo per anni un posto sicuro per latitanti, come le famiglie italiane sono riuscite a trasformare paesi dell'est in loro colonie d'investimento e come dimostra l'ultimo dossier di Legambiente le mafie italiane usano le sponde africane per intombare rifiuti tossici (in una sola operazione in Costa D'Avorio, dall'Europa, furono scaricati 851 tonnellate di rifiuti tossici).

E questo paese dice che gli immigrati portano criminalità? Le mafie straniere in Italia ci sono e sono fortissime ma sono alleate di quelle italiane. Non esiste loro potere senza il consenso e la speculazione dei gruppi italiani. Basta leggere le inchieste per capire come arrivano i boss stranieri in Italia. Arrivano in aereo da Lagos o da Leopoli. Dalla Nigeria, dall'Ucraina dalla Bielorussia. Gestiscono flussi di danaro che spesso reinvestono negli sportelli Money Transfer. Le inchieste più importanti come quella denominata Linus e fatta dai pm Giovanni Conzo e Paolo Itri della Procura di Napoli sulla mafia nigeriana dimostrano che i narcos nigeriani non arrivano sui barconi ma per aereo. Persino i disperati che per pagarsi un viaggio e avere liquidità appena atterrano trasportano in pancia ovuli di coca. Anche loro non arrivano sui barconi. Mai.

Quando si generalizza, si fa il favore delle mafie. Loro vivono di questa generalizzazione. Vogliono essere gli unici partner. Se tutti gli immigrati diventano criminali, le bande criminali riusciranno a sentirsi come i loro rappresentanti e non ci sarà documento o arrivo che non sia gestito da loro. La mafia ucraina monopolizza il mercato delle badanti e degli operai edili, i nigeriani della prostituzione e della distribuzione della coca, i bulgari dell'eroina, i furti di auto di romeni e moldavi. Ma questi sono una parte minuscola delle loro comunità e sono allevate dalla criminalità italiana. Nessuna di queste organizzazioni vive senza il consenso e l'alleanza delle mafie italiane.

Nessuna di queste organizzazioni vivrebbe una sola ora senza l'alleanza con i gruppi italiani. Avere un atteggiamento di chiusura e criminalizzazione aiuta le organizzazioni mafiose perché si costringe ogni migrante a relazionarsi alle mafie se da loro soltanto dipendono i documenti, le abitazioni, persino gli annunci sui giornali e l'assistenza legale. E non si tratta di interpretare il ruolo delle "anime belle", come direbbe qualcuno, ma di analizzare come le mafie italiane sfruttino ogni debolezza delle comunità migranti. Meno queste vengono protette dallo Stato, più divengono a loro disposizione. Il paese in cui è bello riconoscersi - insegna Altiero Spinelli padre del pensiero europeo - è quello fatto di comportamenti non di monumenti. Io so che quella parte d'Italia che si è in questi anni comportata capendo e accogliendo, è quella parte che vede nei migranti nuove speranze e nuove forze per cambiare ciò che qui non siamo riusciti a mutare. L'Italia in cui è bello riconoscersi e che porta in se la memoria delle persecuzioni dei propri migranti e non permetterà che questo riaccada sulla propria terra.

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D’Alesio finalista al “Premio Nanà: nuovi scrittori per l’Europa”

di Mario Francese
Aversa. Lo scrittore aversano Luigi D’Alesio parteciperà venerdì 22 maggio prossimo, nella sede della Rappresentanza Europea a Roma in via IV novembre, alla cerimonia di proclamazione del vincitore del prestigioso concorso internazionale di narrativa “Premio Nanà: Nuovi Scrittori per l’Europa” promosso dalla “Avagliano Editore” di Roma, con il patrocinio del Presidente della Repubblica e della Commissione Europea.Già autore dei precedenti e ben accolti dalla critica e dal pubblico “Camping San Marco”, “Aurora sulla costiera” e “La macchina del fumo”, Luigi D’Alesio (che, tra l’altro, è il responsabile dell’Ufficio Cultura e della Biblioteca comunale di Aversa), con il suo nuovo romanzo inedito “Punto d’attracco” è rientrato, infatti, nella ristretta rosa dei sei finalisti che si giocheranno la vittoria del prestigioso Premio letterario.
La vicenda del romanzo prende le mosse dalla storia di amicizia che nasce, durante una vacanza estiva alle Tremiti, tra il giovane protagonista ed uno strambo barcaiolo, ribattezzato “il matto” dagli isolani, che alla guida di un vecchio gozzo di legno lo accompagna durante le lunghe battute di pesca subacquea.
Col trascorrere dei giorni, i due avranno modo di approfondire la propria conoscenza, e nonostante le stranezze e la reticenza del barcaiolo intorno al proprio misterioso passato, egli si rivela uomo di profonda esperienza e sensibilità, dotato di una stupefacente chiaroveggenza, in virtù della quale proverà, inutilmente, a mettere in guardia il giovane amico dai guai futuri che lo aspettano.
Il racconto, nella seconda parte, avanza in un avvincente susseguirsi di colpi di scena, suggellati da un sorprendente finale.
A parlarcene è proprio l’autore.
“Mi piace definire “Punto d’attracco” un romanzo di mare - spiega D’Alesio - Un genere, in verità non molto praticato qui da noi, nonostante il fatto che viviamo in una penisola. L’immagine dell’isola è stata l’ispirazione iniziale del libro. L’isola come luogo reale, geografico, ma anche come simbolo di mistero, magia, utopia, luogo della diversità. Tutta la prima parte di “Punto d’attracco” si svolge, infatti, nello scenario incantevole del piccolo arcipelago delle Tremiti, che con la quinta fantastica dei suoi fondali verde smeraldo fa da meraviglioso contrappunto alla narrazione degli eventi. La seconda parte si svolge a Roma, dove vive il protagonista-narratore della storia”.E da qui, dunque, la scelta del titolo del romanzo…… “Si tratta di una metafora, ovviamente – continua l’autore – il punto d’attracco del protagonista, come adombrato dal finale del libro, sarà quello di non rinunciare, ma piuttosto di ridare valore ai propri sogni, aprendosi alla speranza ed alla fiducia nell’attesa, che, nonostante tutto, continua a covare, come fuoco sotto la cenere, in ognuno di noi. Tuttavia, il concetto assunto dal titolo racchiude un significato più generale, che si potrebbe così condensare: la ricerca di un punto d’attracco” é parte integrante della nostra stessa condizione di uomini, perché non possiamo vivere senza dare un senso alla nostra presenza nel mondo”.
L’aversano Luigi D’Alesio ottiene, quindi, con questo risultato un nuovo ed importante riconoscimento di grande valore letterario.

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11 mag 2009

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Ex macello. Sinistra e Libertà: dal Sindaco risposta volgare e approssimativa

Aversa. In replica alla nostra denuncia della scandalosa delibera di G.M. ( n. 208 del 30 aprile 2009) inerente il patrocinio morale e la concessione in uso gratuito delle sale dell' ex Macello ai giovani del PDL, il Primo Cittadino, con somma sfacciataggine, ha accusato Sinistra e Libertà sulla stampa locale di “non saper leggere le carte” , di ignorare che in merito all’applicazione della tariffa d’uso dell’ex Macello si sarebbe ancora “in fase di transizione” e che pertanto “prima di fare cagnara bisognerebbe informarsi”
Al dunque:
- è del tutto evidente che sia proprio il Sindaco Ciaramella ad ignorare molte cose tra le quali il principio fondamentale che vieta ad un’Amministrazione Pubblica (cioè all’Amministrazione di TUTTI i cittadini), di patrocinare qualsiasi manifestazione politica "di parte", ancor più grave, come nel caso in questione, se in campagna elettorale e se a favore di forze politiche della stessa maggioranza di governo locale. Informiamo, dunque, il poco informato Sindaco e quanti lo circondano, che tale principio in democrazia rappresenta l’Abc della correttezza istituzionale ed amministrativa. Nel perdurare dei suoi dubbi gli consigliamo di farsi dare qualche “ripetizione” dalla puntualissima Segretaria Generale del Comune, dottoressa Anna Di Ronza.
- Il Sindaco dovrebbe chiarire inoltre, come e quando l’Amministrazione Comunale abbia informato l’intera cittadinanza dell’esistenza e del perdurare di una indefinita quanto fantasiosa “fase di transizione”, che di fatto rendeva inefficace la tariffazione e gratuito l’uso delle sale, e soprattutto perché mai, a più di due settimane di distanza dalla frettolosa introduzione della stessa tariffa, non esista ancora un regolamento d’uso dell’ex Macello. A noi risulta che di recente alcune associazioni locali abbiano rinunciato a richiedere l’uso della stessa struttura perché informate dal Comune che era già in vigore la tariffa, che, lo ricordiamo, prevede, per tutti, senza alcuna distinzione, il versamento dell'esosa quota stabilita, più la sottoscrizione di una polizza assicurativa per eventuali danni a cose o a persone.
- infine una nota di stile, purtroppo necessaria: Sinistra e Libertà, su questo ed altri argomenti, non fa “cagnara”, ma esercita democraticamente il diritto-dovere di opposizione. La “cagnara”, come chiaro dall’etimologia della parola, è un comportamento proprio dei cani, con i quali evidentemente il Sindaco è abituato ad avere a che fare, magari intimandogli, con altalenante successo, di rimanere "a cuccia"; se questo è l’atteggiamento che il Sindaco intende continuare ad adottare nei confronti di un’opposizione che alle critiche sa far seguire proposte concrete, gli assicuriamo che, in tutte le sedi istituzionali deputate, avrà pane per i suoi denti.


SINISTRA E LIBERTA’
Coordinamento AVERSANO
Via Rossini n°6/8 – Aversa


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Maria Grazia Massaro si presenta ...

La candidata di Sinistra e Libertà alle elezioni europee del 6 e 7 giugno in una sua breve presentazione ....

Sono Grazia Massaro, una giovane studentessa casertana che vive quotidianamente tutti i problemi della nostra società; quei problemi che attanagliano i giovani, i genitori, gli anziani e che fanno dell’Italia uno degli ultimi paesi in Europa. Sono una ragazza che si indigna nell’osservare la continua sopraffazione esercitata da pochi potenti a discapito di tanti cittadini comuni, una ragazza che, come tanti altri della propria generazione, si vede costretta a cercare il proprio futuro altrove; insomma sono una come voi, una di voi …
La mia candidatura e’ soprattutto un progetto, per rimettere insieme, da sinistra, le forze sane della società, i cittadini che credono nella legalità a tutto campo, nel lavoro stabile e ben retribuito, nella questione ambientale come opportunità di sviluppo e non come problema da risolvere, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ognuno.
Per questo, con la stessa passione e coerenza che da sempre caratterizzano il mio percorso politico, vi chiedo di sostenermi e di votarmi alle elezioni europee del 6 e 7 Giugno.






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10 mag 2009

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Nichi Vendola a Caserta

Riportiamo gli interventi dei candidati di Sinistra e Libertà alle elezioni europee del 6 e 7 giugno Grazia Massaro, Michele Ragosta, Salvatore Vozza e Marco Di Lello, ripresi ieri 9 maggio al Teatro Comunale a Caserta, che hanno avviato la campagna elettorale in Terra di Lavoro. L'intervento di Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia e capolista della circoscrizione Italia Meridionale, ha concluso la manifestazione organizzata dalla nuova formazione politica. (Ripresa e montaggio a cura di Redazione Avversa)


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Nichi Vendola
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Maria Grazia Massaro
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Michele Ragosta
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Salvatore Vozza
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Marco Di Lello


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09 mag 2009

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Ricorso straordinario al Capo dello Stato per Acerra

(Fonte: Comunicato stampa del CO.RE.Ri. - 9 maggio 2009)
E' stato notificato nella giornata odierna il ricorso straordinario al Capo dello Stato promosso dal CO.RE.Ri., il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, contro le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 marzo e del 18 marzo 2009, che autorizzano rispettivamente l'esercizio provvisorio, nelle more del collaudo, dell'inceneritore di Acerra e la combustione nello stesso impianto di praticamente qualsiasi rifiuto urbano presente nel territorio campano. Il ricorso straodinario al massimo organo dello Stato è stato affidato all'Avvocato Luigi Adinolfi di Caserta che già in passato si è più volte occupato vittoriosamente di azioni giudiziarie in materia ambientale, come nel caso della discarica Lo Uttaro di Caserta, voluta nel 2007 dall'allora Commissario straordinario Bertolaso e successivamente chiusa per disastro ambientale con due provvedimenti emanati contemporaneamente dal Tribunale Civile di Napoli e dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Tra i firmatari del ricorso diversi cittadini acerrani che abitano o svolgono la propria attività nella zona in cui sorge l'impianto, il Comitato Donne del 29 agosto, per mezzo della sua legale rappresentante Virginia Petrellese e il Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta.
Due gli aspetti fondamentali su cui si è concentrata l'attenzione dei ricorrenti: la possibilità che l'impianto possa bruciare, in deroga al parere di compatibilità ambientale del 2005, ogni sorta di rifiuto, con le prevedibili conseguenze sulla salute dei cittadini campani, e l'assenza dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata ai sensi del D. Lgs 18.02.05 n. 59.

Giova ricordare infatti che tra le ben 27 prescrizioni di adeguamento impiantistico e di tutela ambientale, imposte con il richiamato parere, ve ne era una assolutamente inderogabile se si fosse voluto garantire il rispetto dei limiti di emissione dell'impianto: bruciare CDR a norma del DM 05/02/1998. Lo dichiarò il 10 febbraio 2005 anche l'allora Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente, Dott. Bruno Agricola, durante l'audizione presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Ed invece proprio tale prescrizione è stata derogata con l'impugnata ordinanza del 18 marzo. Ciò avrebbe richiesto quantomeno una nuova valutazione d'impatto ambientale (o sarebbe meglio dire una valutazione, giacché il parere del 2005 non è una vera e propria VIA); invece si è deciso di avviare comunque l'impianto, consentendo che vengano bruciate anche i milioni di ecoballe campane che non solo non sono affatto CDR a norma, come ha stabilito la magistratura nel 2004, sia per la percentuale eccessiva di rifiuto umido, sia perché spesso contengono rifiuti speciali pericolosi.
Tale scelta è da ritenersi estremamente grave visto che l'impianto va ad insistere su di un territorio già devastato da sversamenti illeciti di rifiuti tossici e dalla presenza della Montefibre, un territorio per il quale il governo ha riconosciuto fin dal 2006 lo stato di emergenza dovuto alla presenza di elevate concentrazioni di diossina. L'altro aspetto, assolutamente non trascurabile, è l'assenza dell'A.I.A., l'autorizzazione integrata ambientale, ovvero la sua concessione per legge, tramite il decreto 90/2008, in deroga alla procedura prevista dalla normativa comunitaria, recepita dal governo italiano con il D.Lgs 18.02.05 n.59. Poiché l'A.I.A., che prevede tra l'altro anche la consultazione e le osservazioni, mai avvenute, della popolazione interessata, è una procedura dettata a tutela della salute pubblica, non vi è dubbio che l'averla derogata non può che portare alla ovvia conclusione che l'impianto sia pericoloso per la salute dei cittadini che vivono nei dintorni. E d'altro canto al danno aggiungeremo anche la beffa allorquando tale sconsiderata decisione del governo italiano porterà all'apertura, da parte della Commissione europea, di un?ulteriore procedura di infrazione per violazione della normativa comunitaria.
Dopo l'inaugurazione farsa del 26 marzo e l'immediato fermo dell'impianto, che manca dei necessari provvedimenti autorizzatori, e, quel che è più grave, del collaudo, è ormai evidente che la scelta di insistere su un impianto pericoloso, realizzato da un'impresa, la FIBE-Impregilo, il cui
contratto è stato rescisso per inadempimento nel 2005 e che è tuttora sotto processo per frode in pubbliche forniture e truffa aggravata ai danni dello Stato, ha la sola motivazione di consentire al gestore dell'impianto, la lombarda A2A, di poter beneficiare degli incentivi CIP6 sull'energia
prodotta in deroga alle normative comunitarie, non essendo certo i rifiuti una fonte di energia rinnovabile.
CO.RE.Ri.
Sito: www.rifiuticampania.org
Email: contatti@rifiuticampania.org
Tel: 334-6224313

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IN MEMORIA DI PEPPINO IMPASTATO

Oggi ricorre l’anniversario della morte di Aldo Moro, ma non molti sanno che è anche…
Oggi ricorre l’anniversario della morte di Aldo Moro, ma non molti sanno che è anche l’anniversario della morte di Peppino Impastato ucciso dalla Mafia il 9 maggio 1978. La vicenda di Peppino rimase per molto tempo nell’ombra anche perchè oscurata da vicende “più eclatanti”. Peppino impastato nasce a Cinisi il 5 gennaio 1948 da Felicia Bartolotta e Luigi Impastato. La famiglia Impastato è bene inserita negli ambienti mafiosi locali: la sorella di Luigi ha sposato il capofamiglia Cesare Manzella, considerato uno dei boss che individuarono nei traffici di droga il nuovo terreno di accumulazione di denaro.Frequenta il Liceo Classico di Partinico ed appartiene a quegli anni il suo avvicinamento alla politica, particolarmente al PSIUP, formazione politica nata dopo l’ingresso del PSI nei governi di centro-sinistra. Assieme ad altri giovani fonda un giornale, “L’ideale socialista” che, dopo alcuni numeri, sarà sequestrato: di particolare interesse un servizio di Peppino sulla “Marcia della protesta e della pace” organizzata da Danilo Dolci nel marzo del 1967: il rapporto con Danilo, sia pure episodico, lascia un notevole segno nella formazione politica di Peppino. Nel 1975 organizza il Circolo “Musica e Cultura”, un’associazione che promuove attività culturali e musicai e che diventa il principale punto di riferimento per i giovani di Cinisi. All’interno del Circolo trovano particolare spazio il “Collettivo Femminista” e il “Collettivo Antinucleare” . Il tentativo di superare la crisi complessiva dei gruppi che si ispiravano alle idee della sinistra “rivoluzionaria” , verificatasi intorno al 1977 porta Giuseppe Impastato e il suo gruppo alla realizzazione di Radio Aut, un’emittente autofinanziata che indirizza i suoi sforzi e la sua scelta nel campo della controinformazione e soprattutto in quello della satira nei confronti della mafia e degli esponenti della politica locale. Nel 1978 partecipa con una lista che ha il simbolo di Democrazia Proletaria, alle elezioni comunali a Cinisi. Viene assassinato il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l’esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani. Le indagini sono, in un primo tempo orientate sull’ipotesi di un attentato terroristico consumato dallo stesso Impastato, o, in subordine, di un suicidio “eclatante”. Grazie all’attività del fratello Giovanni e della madre Felicia, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato a Peppino Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l’inchiesta giudiziaria. Il 9 maggio del 1979, il Centro siciliano di documentazione organizza, con Democrazia Proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d’Italia, a cui partecipano 2000 persone provenienti da tutto il paese. Nel 1984 viene riconosciuta la matrice mafiosa dell’omicidio ma solo nel 2001 vengono condannati i colpevoli e mandanti. Vito Palazzolo condannato a 30 anni e Gaetano Badalamenti condannato all’ergastolo. Di Peppino impastato rimane il ricordo di un uomo dal coraggio e dalla generosità incalcolabile, il suo sacrificio non è stato vano poiché è stato un esempio per molti giovani che non si chinano davanti all’arroganza della mafia.

In memoria di Peppino Impastato


“peppino è vivo e lotta insieme a noi"

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08 mag 2009

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La sfida di Peppino Impastato raccontata a fumetti

da Repubblica Palermo
È la storia di Peppino Impastato spiegata ai giovani e non solo. Una chiave diversa per ricostruire le vicende che portarono all´assassino del giovane militante di Cinisi che sfidò la mafia e dunque la propria famiglia. Due giovani autori siciliani, Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, disegnano, nel vero senso della parola, il "giullare contro la mafia" Peppino Impastato, pubblicando questo nuovo testo per la Beccogiallo editore. Centoventi pagine in bianco e nero, con la prefazione di Lirio Abbate, per raccontare i fatti e gli orrori di quegli anni che portarono il 9 maggio del 1978 all´assassinio di Impastato.
"L´idea è nata quasi due anni fa - racconta Marco Rizzo, autore della sceneggiatura del fumetto - ma la parte più difficile è stata prescindere dal bellissimo film "I cento passi" e trovare un´alta chiave per raccontare la vita del giovane Peppino. E così ci siamo inventati un escamotage. Raccontiamo la sua vita attraverso la reazione al suo programma Onda Pazza da parte di coloro che l´hanno conosciuto, dalla mamma al fratello. E perfino attraverso i commenti sprezzanti del boss Badalamenti. L´incipit, infatti, è scandito dal programma di Radio Aut e, attraverso flashback e rimandi come fossero scatole cinesi, si ripercorre tutta la storia".

Dalle testimonianze inedite degli amici e soprattutto del fratello Giovanni, i due giovani autori siciliani ricostruiscono la figura di Peppino Impastato, simbolo della lotta contro la mafia e di un coraggioso impegno civile. «Le ricerche sono durate più di un anno - spiega Rizzo - documenti, sentenze, interviste, tutto per far emergere particolari nuovi. Così, ad esempio, abbiamo messo il luce il ruolo silenzioso ma fondamentale di Giovanni Impastato in favore del fratello.

Non tutti sanno, ad esempio, che quando nel 1975 Peppino organizza il circolo "Musica e cultura", un´associazione che promuove attività culturali e musicali e che diventa il principale punto di riferimento por i giovani di Cinisi, il fornitore sottobanco delle "pizze" da proiettare ai giovani era proprio Giovanni. Oltre al finanziamento cospicuo che di nascosto passava al fratello». La nascita di Radio Aut risale a due anni dopo: un´emittente autofinanziata che indirizza i suoi sforzi e la sua scelta nel campo della controinformazione e soprattutto in quello della satira nei confronti della mafia e degli esponenti della politica locale.

Nel 1978 Impastato partecipa con una lista che ha il simbolo di Democrazia Proletaria, alle elezioni comunali a Cinisi ma verrà assassinato qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno poco dopo l´esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi. «La Beccogiallo editore, da sempre, è impegnata nella pubblicazione per così dire di impegno civile – aggiunge Rizzo – infatti sin da subito, quando ho iniziato la mia collaborazione, ho pensato alla nascita di questo testo. Tra l´altro proprio la faccia di Peppino si presta al disegno e alle "finte caricature" che attraggono ancora di più il personaggio». Un´ampia parte del testo è dedicata alla cronologia e ai fatti in cui Impastato è stato coinvolto, specificando quali episodi sono stati "immaginati" e romanzati e quali no. Infine, non manca un glossario sui termini siciliani utilizzati, da "camurria" a "babbiare". "Peppino Impastato, un giullare contro la mafia" sarà presentato domani, alle 18, alla libreria Feltrinelli di via Cavour.

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Ora basta con le risse

di Marco Damilano (dall'Espresso)
Tutte le sinistre sono state sconfitte. E' ora di mettere in piedi il cantiere di una nuova sinistra. Colloquio con Nichi Vendola

"Serve una stagione di semina per far nascere il partito di una sinistra nuova". Nichi Vendola, presidente della Puglia, capofila di Sinistra e Libertà dopo 18 anni in Rifondazione, prova a mettere ordine nel disastrato campo della sinistra.

Con la crisi e le tensioni sociali dovrebbe essere il vostro momento d'oro. E invece siete a rischio estinzione. Come mai?
"Siamo di fronte a un'ondata di piena della marea berlusconiana per ragioni di lungo periodo. Il mondo del lavoro ha conosciuto un bombardamento sociale e culturale. Oggi resta la precarietà: la paura di non trovare lavoro, di perderlo, di perdere la vita per mantenerlo".
Perché i ceti più popolari votano in gran parte a destra?
"Perché la sinistra appare inefficace, l'olimpiade della divisione e della rissa. Mentre il berlusconismo ti prospetta un sogno. Noi volevamo la scuola e la sanità pubblica, il lavoro per tutti. Berlusconi propone un sogno individuale: fare la velina alla scuola di Brunetta".
D'accordo: ma in due anni avete perso tre milioni di voti, come pensate di recuperarli?
"Abbiamo pagato la nostra incapacità di cambiare l'asse strategico del governo Prodi...".
Condivide il giudizio di Bertinotti: "Prodi spregiudicato uomo di potere"?
"Prodi ha dato una lettura sbagliata di quello che stava succedendo nelle viscere del Paese: la perdita di sicurezza, l'impoverimento del ceto medio. Non avrebbe dovuto insistere con il risanamento, oggi lo ammette anche D'Alema".
D'Alema sembra il più pronto a dialogare con voi. Lei ricambia?
"A me interessa il travaglio del Pd. Non sono felice che il Pd sia stato strangolato dal veltronismo e che oggi sia sottoposto a cure palliative, sbandato, senza ubi consistam. È una tragedia per tutti. In questo Paese ci sono troppi vuoti: il vuoto dell'opposizione, il vuoto della sinistra che non può essere colmato da Franceschini".

E da Di Pietro?
"Sto parlando di sinistra, Di Pietro non c'entra niente...".
Qual è la ricetta? Tornare tutti insieme con gli ex Ds del Pd?
"Non si tratta di tornare. Non ci sono operazioni di restauro da fare, anche se a sinistra sono in azione tanti restauratori delle vecchie glorie. Io mi auguro di mettere in piedi al più presto il cantiere di un nuovo partito. Tutte le sinistre sono state sconfitte, nessuna può vantare gli attrezzi giusti, ora serve meno spocchia: i riformisti si sono attribuiti le virtù del governo che si tramandavano di riformista in riformista, la sinistra radicale si è assegnata la virtù dell'innocenza che viene fatalmente ferita dalla prova del governo. È stato il trionfo della bandierina, ognuno ha alzato la sua. Ora basta".
Intanto la sinistra è in difficoltà specie al Sud. Al governo ci siete voi, ma la destra vola nei sondaggi. Si sente responsabile?
"Assolutamente no. Il Sud paga l'inquietudine. Una situazione in cui il dissenso è diventato pericoloso e una crisi coniugale fa più paura al governo di un terremoto".
E lei? Che partita gioca?
"Cerco parole nuove, senza le quali la sinistra non rinasce. Il vocabolario, il 'libro più prodigioso del mondo' come lo chiama il bambino Peppino Di Vittorio nella fiction tv. Ecco, io mi sento come quel bambino lì".

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Ex macello gratuito per i giovani del Pdl. Sinistra e Libertà: arroganza senza limiti

Fonte: Comunicato Stampa

“Le regole, ad Aversa così come nell’Italia del giullare superuomo Berlusconi, sono solo formalità da aggirare con le conoscenze giuste, cose da cittadini normali, che, schierandosi dalla parte giusta, ci si può tranquillamente permettere di ignorare”.

A scatenare la reazione del coordinamento di Sinistra e Libertà di Aversa è ancora una volta la struttura dell’ex macello. E’ di appena qualche settimana fa infatti la contestatissima delibera con la quale la giunta dava il via alla tariffazione per l’uso delle sale dell'ex Macello, “costretti – affermò il Sindaco in quel frangente – dalla finanziaria 2008”.
Sinistra e Libertà, in un acceso botta e risposta con il Sindaco, chiese che venissero esentate dal pagamento “almeno le associazioni che facevano riferimento al volontariato in genere, quelle ambientaliste o quelle impegnate nella lotta alla camorra per la legalità. Non fu data risposta. E ora spunta fuori una delibera che autorizza all’uso gratuito …

“La delibera di Giunta Municipale n. 208 del 30 aprile 2009, con la quale si riconosce il patrocinio e l’uso gratuito delle sale dell'ex Macello per un evento politico promosso dai giovani del pdl ( partito di maggioranza), è un ridicolo escamotage “all’Italiana” con il quale, con la leggerezza e l’arroganza tipica del centro destra, ci si fa spregio in un sol colpo non solo delle più elementari norme di correttezza istituzionale, che vorrebbero che un'Amministrazione Pubblica non sponsorizzi manifestazioni di una parte politica, di maggioranza o di opposizione che sia, ma soprattutto degli atti e delle regole che la stessa Amministrazione si è affrettata ad approvare non più di due settimane fa”.

“Che in Italia – continuano da Sinistra e Libertà – la legge non sia uguale per tutti, e che parlare di correttezza istituzionale faccia sorridere osservando le quotidiane “sortite” del premier, è cosa risaputa. Ma ad Aversa siamo ormai alle prassi da signorotti medioevali ed ai metodi da "Marchese del Grillo", per la serie "io sono io e voi non siete un.....cappero!”

“Ci stupisce e ci mortifica, in ogni caso, che a operazioni di tal fatta si prestino persone equilibrate e perbene come l'assessore Vincenzo Lanzetta (tra i principali sostenitori della tariffa d'uso per l'ex Macello), così come il senatore Pasquale Giuliano (tra i relatori della manifestazione "favorita") che sappiamo sempre attento alla correttezza, alla legalità ed alla trasparenza.....altrui!

Tuttavia – concludono da Sinistra e Libertà – se queste sono le nuove regole per l'accesso all’ ex Macello, Sinistra e Libertà preannuncia fin d'ora la sua richiesta di tale spazio per fini dichiaratamente politici, previa, naturalmente, apposita delibera di Giunta di patrocinio e concessione in uso gratuito, invitando altresì le associazioni, i partiti ed i movimenti cittadini a regolarsi in tal senso. Visto il precedente, da oggi in poi l'uso delle sale dell'ex Macello sarà gratuito e patrocinato per tutti. Sempre che non ci si inventi altri "escamotage", s’intende”.

SINISTRA e LIBERTA’
Coordinamento AVERSANO
Via Rossini n°6/8 – Aversa



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Vendola interviene su FIAT/OPEL

Governo pretenda dalla Fiat difesa di tutti i siti produttivi in Italia

"Le voci apparse sulla stampa tedesca e non smentite dalla Fiat secondo cui l’accordo Fiat-Opel prevederebbe la chiusura di numerosi stabilimenti, due dei quali anche in Italia - afferma il leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola - confermano che questo accordo è molto diverso e molto peggiore di quello tra la Fiat e la Chrysler”. “La situazione - prosegue Vendola - è resa ancora più rischiosa dall’atteggiameno sinora tenuto dal governo italiano che, a differenza di quelli americano e tedesco, non ha nei mesi e nelle settimane scorse esercitato alcuna pressione sulla Fiat in difesa dell’occupazione in Italia”.
“Credo sia dovere del governo italiano -conclude Vendola -pretendere che la Fiat, dopo i sostanziosissimi aiuti ricevuti dallo Stato italiano, si impegni a non siglare accordi che comportino una competizione tra le aziende dislocate nel nostro paese e quelle dislocate all’estero e garantisca la piena difesa di tutti i siti produttivi e di tutti i lavoratori delle aziende Fiat in Italia”.

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07 mag 2009

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Nichi Vendola a Caserta

Sabato 9 Maggio ore 16.00
Teatro Comunale via Mazzini Caserta

Nichi Vendola
capolista circoscrizione Sud Italia



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l'ALTRO - Dal 12 maggio in edicola


Dal 12 Maggio in edicola in 12 città italiane




l’Altro sarà in edicola dal 12 Maggio, in 12 città italiane:

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Se vivi in una città dove l'Altro non viene distribuito in edicola potrai abbonarti e riceverlo a casa.
Puoi mandare una mail a altroabbonamenti@libero.it
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ATTACCO ALLA SCUOLA PUBBLICA

Marco Di Lello, candidato per ‘Sinistra e Libertà’ al meridione, interviene sulle mozioni presentate da Udc, Pd e Pdl alla Camera che chiedono al Governo maggiori finanziamenti per le scuole private.

L’attacco concentrico alla scuola pubblica sferrato in queste ore da Pdl, Udc e Pd con tre mozioni in discussione alla Camera deve chiamare tutta la sinistra a una mobilitazione generale. Il disegno in atto tende a cancellare uno dei capisaldi della nostra democrazia, così come essa fu concepita dai padri costituenti. “Il mandare il proprio figlio alla scuola privata è un diritto, lo dice la Costituzione, ma è un diritto il farselo pagare? È un diritto che uno, se vuole, lo esercita, ma a proprie spese. Il cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, se la paghi, se no lo mandi alla scuola pubblica. Per portare un paragone, nel campo della giustizia si potrebbe fare un discorso simile. Voi sapete come per ottenere giustizia ci sono i giudici pubblici; peraltro i cittadini, hanno diritto di fare decidere le loro controversie anche dagli arbitri. Ma l’arbitrato costa caro, spesso costa centinaia di migliaia di lire. Eppure non è mai venuto in mente a un cittadino, che preferisca ai giudici pubblici l’arbitrato, di rivolgersi allo Stato per chiedergli un sussidio allo scopo di pagarsi gli arbitri!”. Così, nel 1950, Piero Calamandrei metteva in guardia dai rischi generati da una politica di trasferimento di risorse statali alle scuole private, che è il senso, più o meno esatto, più o meno letterale, della proposta Pdl-Udc-Pd. Quasi sessant’anni dopo, quell’agghiacciante profezia rischia di avverarsi in forza di un patto consociativo tra maggioranza e opposizione che ha pochi precedenti nella storia parlamentare di questo paese, e sul quale la grande stampa d’informazione e i grandi network televisivi stanno osservando un’ignobile consegna del silenzio. Dal punto di vista della costituzionalità, le tre mozioni si richiamano all’applicazione dell’articolo 30 della Carta ignorando che, in caso di approvazione, al governo verrebbe conferito mandato pieno a calpestare l’articolo 33: “Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza onere per lo Stato”. Ogni altro commento sarebbe superfluo. Sennonché mi tornano in mente ancora le parole di Calamandrei: “Ci sono molti modi attraverso i quali le scuole private possono prendere il sopravvento su quella pubblica. Rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!”. E’ proprio quello che sta accadendo, è proprio quello che dobbiamo cercare di scongiurare.

Marco Di Lello


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06 mag 2009

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Sinistra e Libertà a Piedimonte Matese

Venerdì 8 maggio ore 18.00 aula consiliare Piedimonte Matese
presentazione Sinistra e libertà

Introdurranno:
Luca Romano (vice segretario provinciale partito socialista)
Marcellino Gonsales (segretario partito socialista sezione di Piedimonte matese)

Interverranno:
Enrico Parente (movimento per la Sinistra)
Antonio Atzeni (Esecutivo provinciale partito socialista)
Antonio Orsi (Sindaco di Letino - Per la Sinistra)
Giuseppe Santagata (movimento per la Sinistra)

Concluderanno:
Fernando Catarcio (Assessore comunale di Piedimonte Matese)
On. Gennaro Oliviero (consigliere regionale Campania partito socialista - Sinistra e libertà)

Su http://movimentoperlasinistramatese.blogspot.com/ il manifesto dell'iniziativa

Per info:
coordinamento provinciale provvisorio sinistra e libertà
Antonio Orsi 335/5712815
Luca Romano 328/0631954
Michele Argiento 334/3640222

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05 mag 2009

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I candidati alle europee della provincia di Caserta: sei, di cui 4 donne. Una è di Sinistra e Libertà

Fonte: (Lia Peluso) dal Mattino del 5 maggio 2009
Sono ufficiali le candidature alle elezioni europee, in programma il 6 e 7 giugno. Nei prossimi giorni saranno messe in campo le iniziative dagli schieramenti per presentare ufficialmente i candidati alla prossima competizione elettorale. Per la quarta circoscrizione, quella dell’Italia meridionale, con Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, i candidati casertani sono sei. Giovanna Petrenga, con il Popolo della Libertà, in tredicesima posizione nella lista; la giornalista Rosaria Capacchione, schierata dal Partito democratico, al secondo posto ma il pieno dei casertani, nella lista per le europee, è registrato dall’Udc che lancia la candidatura di Romilda Balivo, alla nona posizione, e Carlo Puoti, alla diciottesima. In campo una casertana anche per Sinistra e Libertà: Maria Grazia Massaro, che occupa la quattordicesima posizione nella lista. Per l’Italia dei Valori, al numero quattordici, Vincenzo Iovine. Il primato per la candidature casertane spetta alle donne: sono quattro su sei candidati complessivi. L’esperienza in politica non manca a nessuno dei candidati alle europee, fatta eccezione per la giornalista Capacchione. Per la Petrenga, ex soprintendente e attuale deputato del Pdl, riparte la campagna elettorale dopo quella dell’anno scorso per le politiche con il confronto con le preferenze (saranno tre), che determineranno i 72 parlamentari europei italiani, scelti con il sistema proporzionale. Un sistema elettorale diverso rispetto alle politiche e una campagna elettorale altrettanto diversa per il deputato Petrenga. Un nome noto, alla politica casertana, quello di Romilda Balivo, consigliere comunale dell’Udc ad Aversa e un impegno giovanile nei giovani del partito. Identico identikit per il secondo centrista in corsa per un posto al parlamento europeo, l’avvocato Puoti, lanciato dal deputato Domenico Zinzi, che ha un passato come consigliere comunale a Santa Maria a Vico oltre a essere impegnato in maniera attiva nell’Udc. Per Iovine, nativo di Formicola, ex cancelliere, l’impegno maggiore ha riguardato iniziative di tipo sindacale e la sua candidatura è stata vagliata direttamente dal leader nazionale, Antonio Di Pietro. E, infine, Maria Grazia Massaro di Macerata Campania, che ha nel suo curriculum una lunga militanza nella Sinistra Giovanile, votando la mozione Mussi per poi entrare nella Sinistra democratica. La candidatura di Massaro, prossima alla laurea in medicina, è stata definita di progetto per la lista Sinistra e Libertà che comprende sotto lo stesso simbolo, Sinistra democratica, Verdi e Vendoliani. Nessun candidato casertano per la lista che raggruppa Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Socialismo 2000. Tra i primi a depositare l’elenco dei nomi é stato il Pd, che presenta, per l’Italia meridionale Paolo De Castro come capolista, alle cui spalle trova posto Rosaria Capacchione, la giornalista casertana impegnata professionalmente nella lotta alla criminalità organizzata, che ha deciso di scendere in campo per la conquista del Parlamento europeo proprio per continuare questo suo impegno. In rapida successione sono state depositate anche le altre liste.

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Nichi Vendola a Caserta per apertura campagna elettorale di Sinistra e Libertà

Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, leader e candidato capolista di Sinistra e Libertà nella circoscrizione sud alle elezioni europee del prossimo 6 e 7 Giugno, sarà a Caserta sabato, 9 Maggio, a partire dalle ore 16.00, presso il teatro comunale di via Mazzini, per dare ufficialmente avvio alla campagna elettorale di Sinistra e Libertà in Terra di Lavoro.
A lui saranno affidate le conclusioni della manifestazione organizzata dalla nuova formazione politica, nata dall’aggregazione di sinistra democratica, partito socialista, verdi e movimento per la sinistra, e alla quale parteciperanno i candidati campani nella circoscrizione meridionale. Prima delle conclusioni di Vendola interverranno infatti: Maria Grazia Massaro, giovane studentessa universitaria di medicina ed unica candidata casertana in lista; Michele Ragosta, Consigliere regionale dei Verdi in Campania, Salvatore Vozza, Sindaco di Castellammare di Stabia e Marco di Lello, Coordinatore della Segreteria Nazionale del Partito Socialista.
“l’obbiettivo – dichiarano da Sinistra e libertà – è quello di superare lo sbarramento del 4%, per rafforzare il progetto, già avviato, della costruzione di una nuova Sinistra, in Italia e in Europa: una sinistra di popolo, unita, moderna e concreta, che riporti il lavoro e i suoi diritti al centro del dibattito, che combatta davvero la precarietà e le camorre, che consideri la cura dell’ambiente come risorsa e non come limite, che guardi alle enormi possibilità offerte dalla green economy come strumento essenziale per uscire dalla crisi.
Resta solo un mese – concludono da SL - per convincere gli elettori dei nostri territori dell'utilità del voto a sinistra e libertà e dobbiamo provarci con tutte le nostre forze e il nostro entusiasmo, rivolgendoci ai tanti elettori di sinistra delusi del PD e a quanti credono sia ancora possibile costruire una sinistra all’altezza delle sfide del presente, senza sguardi nostalgici al passato. Abbiamo l'occasione di tornare a essere forti e presenti, questa volta non per coltivare il nostro amato semi deserto orticello o per difendere rendite di posizione, ma per riprovare a costruire LA SINISTRA”.

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