31 dic 2009

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Auguri

Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni. Che il nuovo anno possa realizzare i vostri. Buon 2010 a tutte e a tutti.
Redazione Avversa

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29 dic 2009

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No alle Discariche del Parco Nazionale del Vesuvio

Il 30 dicembre in piazza del Plebiscito a Napoli ore 15.00 si terrà una manifestazione per dire no alle Discariche del Parco Nazionale del Vesuvio, al "Sistema" delle discariche ed al sordo autoritarismo del Commissariato di Governo.

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22 dic 2009

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Testamento biologico: si parte da Parete

Fonte: Comunicato stampa
Il Coordinamento Agro Aversano di Sinistra Ecologia e Libertà plaude e si complimenta di cuore col Consiglio comunale di Parete che ha approvato pochi giorni fa (con un solo astenuto) il Registro comunale dei Testamenti biologici.

E la nostra gioia è resa ancora più grande dal fatto che tale atto amministrativo di suprema civiltà laica ed umanitaria è stato prodotto su proposta ed impulso del consigliere comunale Marco Monaco, aderente e militante di Sinistra Ecologia e Libertà, nonché co-fondatore e dirigente del Centro Studi e Documentazione “Carlo Rosselli”.

Il testamento biologico (propriamente definito “dichiarazione anticipata di trattamento”) consiste nella manifestazione della volontà da parte di una persona in condizioni di lucidità mentale circa le terapie che intende o non intende accettare nell'eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali e che impediscano una normale vita di relazione.

In questa ed altre battaglie di Civiltà e di autoresponsabilizzazione sociale ed individuale, Sinistra Ecologia e Libertà intende cimentarsi incessantemente a fronte della pericolosissima ventata di oscurantismo ed integralismo medioevale che sta spirando sul nostro Paese.

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21 dic 2009

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Tombolata WWF

Lunedì 21 Dicembre, alle ore 20:00, presso il salone parrocchiale della Chiesa di Sant'Eufemia (Carinaro - CE) si terrà la tradizionale tombolata di fine anno. L’iniziativa, rivolta sia ai soci che non, nasce come opportunità di autofinanziamento dell'associazione di volontariato e si “differenzia” per la messa in palio dei premi che i partecipanti porteranno direttamente da casa. Un modo per riutilizzare ed allungare la vita di oggetti come libri già letti, cd, dvd, agende dell'anno nuovo etc.

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17 dic 2009

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Concerto di Natale con la "Gerardo Di Lella Big Band"

Fonte: Comunicato stampa di Mario Francese
Concerto di Natale su Rai Due con la Big Band di Gerardo Di Lella, insieme a ben otto cantanti di grido.
Ad annunciarlo è lo stesso musicista e direttore d'orchestra aversano-casalucese (ma da anni trapiantato a Roma) che conferma lo show-evento in onda sulla seconda rete Tv nazionale la sera del 24 dicembre, vigilia del Natale, alle ore 21 circa. Con l'orchestra di Di Lella (composta da 23 elementi) accompagnerà le esibizioni delle ormai celebri cantanti italiane Dolcenera, Malika Ayane, Irene Fornaciari (bella e brava figlia del mitico Zucchero) e Noemy, nonchè quattro autentiche "star" della musica internazionale quali lo statunitense Eddy Floyd (voce della mitica "Blues Brothers Band"), gli spagnoli Jarabe De Palo (gruppo-cult di rock latino, già collaboratore di Alanis Morissette, Jovanotti e Celia Cruz), la brasiliana Rosalia De Souza (una delle maggiori interpreti dell'incontro tra samba, bossa nova e jazz, nonchè partner artistica del dj e produttore Nicola Conte) ed il britannico Gary Go (talentuosissimo cantante ed autore popo-rock che aprirà la prossima tournèe estiva per il rientro dei grandi Take That). Un altro bel colpo messo a segno, dunque, dal nostro Maestro Gerardo Di Lella che consolida così il suo alto e maturo livello artistico nazionale ed internazionale ormai versatile sia col jazz che col pop e la musica leggera.

Nato nel 1964 a Casaluce (ma praticamente cresciuto nella vicina Aversa) Di Lella, si diploma in pianoforte con il M° Paolo Spagnolo, e successivamente in Musica Jazz. Studia composizione con i Maestri Aladino Di Martino ed Ysang Yun, arrangiamento con il M° Bruno Tommaso e musica per film con il M° Ennio Morricone presso l'Accademia Chigiana di Siena. In seguito si perfeziona in pianoforte con Enrico Pierannunzi, Franco D'Andrea, Mike Melillo, John Taylor.
Dal 1993 dirige una propria Orchestra partecipando ad importanti festival italiani e stranieri con autentici "numeri uno" del jazz internazionale di tutti i tempi tra i quali: Lee Konitz, Steve Grossmann, Benny Golson,Tony Scott, Randy Brecker, Bob Mintzer
Inoltre come pianista e compositore collabora con esponenti del "Gotha" del jazz contemporaneo italiano ed internazionale come Jeremy Pelt, Airto Moreira, Fawzi Chekili, Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Di Battista, Roberto Gatto, Tullio De Piscopo, Francesco Cafiso, Fabrizio Bosso e tantissimi altri.
Dal 2000 collabora stabilmente col M° Lino Quagliero (storico arrangiatore RAI) con il quale ha dato vita alla "Gerardo Di Lella/Lino Quagliero Big Band", attualmente molto attiva, come dicevamo, nell'accompagnamento di artisti pop, soul e di musica leggera di fama nazionale ed internazionale come Randy Crawford, Solomon Burke, Noa, Claudio Baglioni, Katia Ricciarelli, Biagio Antonacci, Edoardo Bennato, Peppino Di Capri, Cesare Cremonini, Albano Carrisi, Elio delle Storie Tese, Alexia, Jenny B., Fausto Leali, Johnny Dorelli, Niky Nicolai, Rossana Casale, Paola Cortellesi etc.
Ha composto musica espressamente per la RAI (Edizioni Raitrade) ed ha preso parte da solo o con gruppo o orchestra ad innumerevoli trasmissioni televisive e radiofoniche su reti nazionali e private tra le quali la più famosa rimane "Il mattatore" in cui accompagnò al piano il grande ed indimenticabile Vittorio Gassmann nella sua ultima apparizione in Tv.

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15 dic 2009

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WWF Aversa: Proiezione del film "The age of stupid"

Fonte: Comunicato WWF Aversa
Giovedì 17 dicembre, alle ore 20:30, presso il salone parrocchiale della chiesa di Sant’Eufemia di Carinaro, l’Associazione di volontariato "WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio" proietterà il film "The Age of Stupid". The Age of Stupid (L'Era degli Stupidi) comprende il periodo che va dall'ascesa dei motori a combustione interna fino al superamento del limite di 2 C° nella corsa al riscaldamento globale (all'incirca 1850 - 2020). Così è scritto in un libro di storia del futuro...
Il protagonista, Pete Postelethwite, è un anziano signore nel mondo devastato del 2055, guardando un archivio fotografico del 2008 si chiede "Perchè non abbiamo arrestato il cambiamento climatico quando ne avevamo la possibilità?"

Il film è sostenuto da Greenpeace e WWF per il suo messaggio coinvolgente in vista del Summit sul clima che si sta svolgendo a Copenhagen. Il clima che cambia è certamente un tema drammatico, e il nostro modo di vivere spesso è illogico e stupido, ma abbiamo l'occasione di fermarci in tempo, evitare gli effetti più drammatici e incontrollabili del riscaldamento globale e correggere le grandi storture della nostra epoca. Altrimenti la nostra sarà inevitabilmente ricordata come l’Era degli Stupidi, che sapevano e hanno fatto finta di niente.

Il film è in inglese con i sottotitoli in italiano. L'ingresso è gratuito.

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11 dic 2009

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E dopo il trionfo di "Jazz & Wine" si riparte alla grande!

Fonte: Comunicato stampa
Emozioni, grande musica, sapori tipici e soprattuto socialità per "ri-scoprire" ad Aversa i vantaggi, anche economici ed ecologici, del trasporto pubblico su ferro.
Sono state queste le cifre della "due giorni" jazzistico-enogastronomica di "Jazz & Wine" promossa, col patrocinio dell'Amministrazione comunale, giovedì e venerdì scorso presso la "hall" della stazione "Ippodromo" della metropolitana di Aversa dalla società Metrocampania Nordest in stretta collaborazione con l'Associazione Musicisti Aversani"Antonio Balsamo"; un connubbio, quello tra la grande azienda regionale di trasporti e il sodalizio musicale aversano, che "minaccia" di trasformarsi in una "accoppiata vincente" e duratura nel tempo.
Il più che lusinghiero successo di pubblico ottenuto, sia in termini di partecipazione che di gradimento, non era infatti scontato sol perchè l'ingresso alla manifestazione era libero; un benemerito dato, quest'ultimo, da non sottovalutare in ogni caso dati i tristi tempi di crisi economica.
Complici la presenza ed il prestigioso saluto del Premio Oscar Luis Bacalov e le chitarre del "mostruosamente" bravo Nico Di Battista, del sempre "innovativo nella tradizione" Antonio Onorato (accompagnato da una band vigorosissima e soprattutto dalle tastiere di un Joe Amoruso in stato di grazia), del sognante Francesco La Barbera (con il contrabbasso dell'inappuntabile "veterano" Dario Franco) e del trascinante "gipsy-jazzman" Max Puglia (col suo valente quartetto impreziosito dal percussionista e vocalista Savio Arato), gli amministratori e dirigenti della Metrocampania Nordest, tra i quali gli intervenuti ingegneri Racioppi e Iodice hanno piacevolmente dato atto della piena riuscita sia di questa iniziativa innovativa e letteralmente "underground", sia della relativa impeccabile organizzazione, prefigurando la sua estensione in forme varie come quella degli "Aperitivi in Jazz" da tenersi nello stesso sito della stazione a cadenza periodica nei giorni festivi.
Ed hanno dunque di che esultare i dirigenti dell'Associazione Musicisti Aversani "Antonio Balsamo" presieduta da Erika Balsamo (nel consiglio direttivo: Loreto Bisceglia, Carmine Di Rubba, Maurizio D'Ignazio, Mario Francese, Nicola Picone, Giuseppe Tamburrino, con la supervisione e direzione artistica del Maestro Enzo Anoldo) che però non si adagiano sugli allori; anzi v'è da dire che già da tempo stanno proficuamente preparando il terreno ed allacciando rapporti importanti in vista di obiettivi molto ambiziosi.
L'attività sociale della "Balsamo" (ufficialmente gemellata con la prestigiosa ed ormai nazionalmente nota Associazione "Bianca D'Aponte", presieduta da Gaetano D'Aponte) proseguirà dunque con il prossimo annuncio del programma 2009/2010 di eventi musicali, culturali e multimediali "a tema" che saranno compresi in vere e proprie rassegne cicliche non limitate alle sole dimensioni, partnership e "location" cittadine, ma estese anche al territorio provinciale, regionale ed interregionale.

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Un regalo per i diritti umani

Discriminazione, povertà, violenza, repressione, pena di morte, xenofobia e razzismo: a 61 anni dall'adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani, l'aspirazione a un mondo libero dalla paura e dal bisogno rimane incompiuta per milioni di persone. Amnesty International ha celebrato il 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani, il suo impegno affinché a ogni persona siano riconosciuti tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale. Ma per raggiungere questo obiettivo è fondamentale il sostegno di chi ha a cuore i diritti umani. Per questo nelle piazze italiane il 12 e 13 dicembre, in occasione delle Giornate Amnesty 2009, c'è la possibilità di acquistare un "regalo di Natale Amnesty" e difendere così i diritti umani.

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10 dic 2009

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Video lettera di Nichi Vendola

di Gabriele Vedova
I maggiori partiti del centro sinistra pugliese sembra abbiano deciso, su imbeccata del solito D'Alema, regista più o meno occulto di tante sconfitte della sinistra, di non ricandidare il presidente uscente della Regione Puglia Nichi Vendola. E' una scelta grave, operata dopo settimane in cui gli stessi "leader", che ora chiedono a
Nichi di fare un passo indietro, avevano pubblicamente assicurato il loro appoggio alla sua ricandidatura. E' una scelta grave, una vicenda nella quale, chi ha responsabilità di rappresentanza politica in puglia come a Roma, sceglie, forse per la prima volta in assoluto, di non ricandidare il presidente uscente, perdendo persino quel poco di credibilità personale, di "faccia", rimasta, sacrificata a questo punto sull'altare di un accordo NAZIONALE con l'UDC. Un accordo, si badi, non cercato sulla base di una necessaria convergenza programmatica per far fronte alla pericolosità delle destre (Vendola è stato in questo senso il primo a parlare della necessità di un allargamento del centro sinistra quasi un anno fa), bensì su un unico punto di partenza: il candidato non può essere Vendola.
Non può essere quel Vendola che, a proposito di moralità in politica, ha "dimesso" tutta la sua giunta alcuni mesi prima che iniziassero le indagini sui rapporti poco chiari di alcuni esponenti PD. Non può essere quel Vendola che ha "costretto" l'ILVA di Taranto a ridurre drasticamente le immissioni di diossina in atmosfera entro la fine del prossimo anno. Non può essere quel Vendola che ha fatto della Puglia la prima regione d'Italia come utilizzo di energie alternative. Non può essere quel Vendola che ha avuto il primo premio dalla comunità europea per la migliore legge regionale contro lo sfruttamento del precariato dei lavoratori immigrati nel settore agricolo.

Chissà, un motivo forse ci sarà di fronte a tanta determinazione contro Vendola...un motivo forse ci sarà se tutta la casta dei maggiori partiti si è schierata così fieramente contro questa ricandidatura....forse è giunta l'ora che la sinistra metta da parte i calcoli di bottega, la difesa del proprio orticello, le critiche strumentali espresse da chi "è sempre più a sinistra", sempre pronto a criticare pur non sporcandosi mai le mani....sarebbe ora che noi tutti, nonostante i tanti fallimenti che i personalismi e le miserie politiche a sinistra hanno contribuito a costruire, provassimo a difendere forse l'unica speranza rimasta a sinistra.

Questa video lettera è molto significativa e va fatta girare a tutti contatti che in qualche modo possono contribuire in Puglia a sostenere Vendola candidato presidente 2010. Va fatto non certo guardando ai progetti che tanti pseudo leader hanno provato a costruire all'ombra e con la faccia di Vendola. Al contrario. Soltanto per ciò che ha rappresentato Vendola e per ciò che può continuare a rappresentare...

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08 dic 2009

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Caserta. E i rifiuti tossici diventano fumarole

da www.ilmezzogiorno.net
Affiorano le conseguenze di oltre un decennio di sversamenti illegali, interramenti, rifiuti insabbiati nelle cavità del terreno e poi ricoperti. Dopo anni l’ambiente presenta il conto e così a Maddaloni, in provincia di Caserta, in una vasta area a ridosso della nuova tangenziale di Caserta che collega Capua con Maddaloni e l’autostrada Caserta-Salerno, sono spuntate le fumarole. Si trovano a ridosso di una zona agricola la cui frutta raccolta arriva sulle tavole degli italiani: parte per l’Ortomercato di Milano, per Fondi in provincia di Latina per essere distribuiti in tutta Italia.
Fumi che dal terreno aprono varchi e come un vulcano riversano nell’ambiente i loro veleni.
Ha ceduto il «sarcofago di terra» che, da quasi un ventennio, ha occultato alla vista i fusti di rifiuti tossici interrati e nascosti nell’ex-cava Moccia. Si sono aperte nuove vie di fuga per l’ immissione in atmosfera di fetide esalazioni di gas caustici. Materiale volatile pericoloso per chi lo respira. Sulla vicenda del cimitero dei veleni occultati si stanno muovendo, al riparo da giustificati allarmismi, la Guardia Forestale, i Noe, l’ex-Asl Ce1, la protezione civile del Comune di Maddaloni. Anche i sindaci Farina (Maddaloni) e Zitiello (San Marco Evangelista) hanno disposto le prime segnalazioni. Su tutto, fermare le immissioni in atmosfera. Esalazioni, che soprattutto all’alba e per le particolari condizioni di bassa pressione atmosferica, alimentano una nebbia irrespirabile. Poi c’è la preoccupazione per lo stato di degrado dei contenitori e la contaminazione di eventuali metalli pesanti.

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05 dic 2009

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Tutela della biodiversità agroalimentare dell'agro aversano

Riportiamo la relazione completa di Alessandro Gatto (Responsabile WWF) al convegno del 5 dicembre "I prodotti tipici di terra di lavoro" tenutosi presso l'istituto alberghiero di Aversa.
Premessa:
Biodiversità è il termine usato per indicare la varietà delle forme di vita, siano esse animali, vegetali, funghi o microrganismi (virus e batteri), presenti in tutti gli ecosistemi che troviamo sul nostro pianeta.
La biodiversità deve essere protetta sia per definizione e sia per le molteplici convenzioni internazionali che esistono in materia, in quanto grazie alla sua salvaguardia si riesce a proteggere, in definitiva, la specie che ci sta più a cuore: l’essere umano. Quindi la protezione della moltitudine di forme di vita (biodiversità appunto) riguarda direttamente la tutela del genere umano.

Inquadramento storico-ambientale:
L’agro aversano e l’area del basso corso del fiume Volturno costituiscono un unicum ecologico-geologico-ambientale. Ricordiamo che, prima del massiccio sfruttamento antropico, il territorio del medio-basso corso dei fiumi Clanio (antico fiume che fu canalizzato una decina di chilometri più a nord, intorno alla prima metà del 1600, negli attuali Regi Lagni) e Volturno era inserito in un sistema di paludi ed aree umide che prendevano il nome di Maremma Liternina. In pratica il mare, in epoche geologiche passate (Pleistocene: da 3 a 1,8 milioni di anni fa), si spingeva fino al territorio dove attualmente c'è la città di Capua, poi si è ridotto, col passare dei millenni, in conseguenza del sollevamento del massiccio flegreo e a causa degli apporti solidi trascinati dalle acque superficiali di scorrimento. Questo è il principale motivo dell'alta concentrazione di umidità che si registra nei suoli e nell'ambiente di tutta la piana del Volturno ed in particolar modo dell'agro aversano. La flora e la fauna tipica delle terre dell'agro aversano oggi sono quasi completamente scomparse, a causa della forte antropizzazione della zona. E' il caso di ricordare che in tutto il territorio denominato anticamente Maremma Liternina esistevano boschi misti di alberi che preferiscono vivere in ambienti umidi. Nelle paludi e negli acquitrini si sviluppava la tipica vegetazione idrofila ed igrofila costituita prevalentemente da piante acquatiche, giunchi e cannucce di palude ove trovava riparo una ricca biocenosi con al vertice della piramide alimentare varie specie di uccelli acquatici. Nelle zone meno umide vi erano pioppi neri e bianchi, salici bianchi, olmi, farnie e così via. Poi, laddove le caratteristiche di umidità divenivano via via più moderate, si potevano trovare lecci, pini e macchia mediterranea.

Situazione attuale:
Attualmente siamo di fronte al drammatico fenomeno del degrado dell’ambiente naturale e dell’ambiente agricolo dell’area aversana (l’agro aversano, è cosa nota a tutti, è estremamente inquinato, già da una ventina d’anni, da rifiuti urbani e speciali, sia non pericolosi, sia pericolosi) e della scomparsa di centinaia di specie vegetali ed animali. A tal proposito il WWF si pone come obiettivi, da un lato la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle problematiche agricole-ambientali, dall’altro l’avvio di progetti di bonifiche del territorio, anche attraverso l’adozione di tecniche agricole dedicate (ad esempio le colture “no food”, che possono avviare al contempo uno sviluppo agroeconomico ed una parziale bonifica grazie alle proprietà fitoestrattive degli inquinanti da parte di alcune specie vegetali) ed attraverso colture che prevedono l’abbandono o almeno una sostanziale diminuzione dell’uso di fitofarmaci di sintesi (agricoltura biologica e/o agricoltura a lotta integrata). L’azione di sensibilizzazione nei confronti degli operatori del comparto agricolo deve portare, innanzitutto, alla riscoperta dell’antico legame alla terra, privilegiando la coltura di più specie, con il progressivo abbandono delle pratiche monocolturali. Per quanto riguarda gli allevamenti di specie animali, vanno riscoperte e valorizzate le razze domestiche autoctone. Per ripristinare quell’antica armonia dell’uomo con la natura dell’agro aversano è necessario il recupero del paesaggio agricolo, cosiddetto “PAESAGGIO RURALE DELL’AGRO AVERSANO”.
Il paesaggio rurale dell’agro aversano può essere sintetizzato come un unico, grande contenitore dove natura, agricoltura, storia, cultura, tradizioni ed architettura si fondono in modo tale da ripristinare l’originario equilibrio naturale, e costituire esso stesso il valore aggiunto delle piccole economie locali.

Proposte di tutela:
Sebbene ci siano tantissime specie vegetali ed animali da trattare, in questa sede ci limiteremo, a titolo di esempio, ad approfondire la vite dell’asprinio di Aversa e del suo agro e la Bufala per la mozzarella, anch’essa tipica aversana e della terra cosiddetta “Maremma Liternina” o dei “Mazzoni”.
1. L’asprinio di Aversa: è un particolare tipo di vino che si ottiene da una vite che forma particolari vigneti, caratteristico delle terre dell’agro aversano. Certamente è una vite ed una pratica colturale di origini antiche, che alcuni autori dicono di essere di provenienza della Magna Grecia ed altri di provenienza della Francia al periodo di Carlo D’Angiò. Al momento non se ne conosce l’esatta provenienza. Questo vitigno fino ad oggi ha conservato, nei pochi esemplari sopravvissuti, tutte le caratteristiche di un tempo e presenta una peculiarità unica, legata sia al caratteristico sapore acre della sua uva, che alla forma e dimensione dei “FILARI” di viti alte fino a dieci metri. Le viti non venivano disposte su pali di legno o di cemento come si usa per tutti gli altri tipi di vigneti, ma si utilizzavano, prevalentemente, dei pioppi neri adulti disposti in fila (filari) e dove venivano tirati dei fili di ferro, tra un albero ed un altro adiacente, ove vi si appoggiava la vite. Il momento più interessante di questa coltura era quello della vendemmia. Verso la metà del mese di settembre i velignaturi (vendemmiatori) arrivavano nei campi con scale di legno altissime, trasportate a spalla in perfetto equilibrio verticale e cominciavano la raccolta dell’uva dalle estremità più alte delle viti. La vinificazione veniva eseguita in ambienti sotterranei, noti nell’agro aversano col nome di “GROTTE”, dove, a chiusura della vendemmia, il vino veniva lasciato a fermentare.
2. La bufala (o meglio il bufalo), la sua mozzarella e gli altri prodotti: Il bufalo, in Europa ed in Italia non è chiaro quando sia arrivato e/o se sia sempre esistito. Si sviluppano varie teorie, tra loro diverse, circa l’origine di questa specie animale in Italia ed in particolarmodo in Campania e nell’agro aversano. Sicuramente la presenza di paludi ed altre zone con acque stagnanti hanno favorito l’insediamento di questa specie che trova giovamento dalla presenza dell’acqua. Nella piana del basso Volturno e del Sele, il bufalo si diffonde con facilità e viene man mano allevato nelle cosiddette “PAGLIARE o PROCOI”. Tali allevamenti si sono protratti fino ai giorni nostri, rappresentando uno degli allevamenti più caratteristici ed originali. Ovviamente sono le bufale (le femmine) ad avere avuto sempre più attenzione vista l’importanza produttiva solo di esse. I maschi prevalentemente vengono eliminati perché non produttivi; ne vengono “salvati” solo alcuni esemplari da utilizzare per la riproduzione. Le bufale venivano comunque munte in presenza del figlio per favorire la “discesa” del latte e sicuramente questo è il metodo naturale più auspicabile per il prelievo del latte. Il latte bufalino ha sapore dolce, colore bianco opaco. Il pH oscilla tra 6,6 e 6,8. Il grasso è tra 6 ed il 9 %. Da questo latte si produce un formaggio fresco famosissimo in tutto il mondo denominato “MOZZARELLA”, nome legato alla particolare tipologia di lavorazione che comporta la mozzatura, appunto, della pasta filata del formaggio fresco. In pratica la pasta, dopo la cagliatura del latte, viene sottoposta ad un processo di filatura in acqua calda e, successivamente, modellata nelle forme tradizionali rotondeggianti.

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01 dic 2009

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Chi ha paura della rete?

Articolo tratto da L'Unità del 29 novembre 2009 (Luigi De Magistris)
La rete avvicina il fresco profumo della libertà.......
In queste settimane si sta discutendo in Europa di beni pubblici, di beni primari, di quelli tradizionali e di quelli nuovi. È venuto il momento di legiferare sulla Rete. Su Internet. Sulla comunicazione globale, su quella rete di connettività che realizza la libera circolazione delle idee, che offre informazione, che racconta fatti. C’è bisogno di diritti in questo settore. Il pluralismo delle opinioni, il confronto delle idee, la dialettica democratica che si sviluppa in Rete preoccupa i detentori del Potere. Difatti, quando le opinioni maturano, quando le informazioni corrette circolano, quando si discute in libertà, poi può accadere che i cittadini del globo maturino una coscienza critica, si formino un pensiero libero (e critico), producano dissenso ai regimi. Pratichino democrazia. Tutto questo preoccupa i detentori del pensiero unico, i formatori delle coscienze narcotizzate, i produttori delle menti normalizzate e confuse. La confusione è linfa per i detentori dell’informazione dell’oligopolio, la contaminazione è, invece, la linfa della democrazia. Discutere di Rete, significa anche fare politica e dire anche, il che non guasta, qualcosa di sinistra, guardando al futuro. Due sono le principali correnti di pensiero in Europa. Una, di impostazione liberale, secondo la quale la Rete è un diritto da esercitare senza costrizioni e limitazioni, senza interventi di tipo statuale. L’altra, di cultura socialista, secondo la quale l’accesso alla rete, ad internet e, quindi, alle informazioni, è un diritto di tutti da tutelare e, quindi, un dovere per lo Stato e per gli enti pubblici garantirne l’accesso a tutti. Un bene primario. Quest’ultima è la strada da perseguire. In Italia, invece, chi governa, come è noto, non tutela i beni pubblici (privatizzazione dell’acqua), men che mai gli interessi collettivi.

Chi governa non ha nemmeno una cultura liberale (nonostante si chiami partito del popolo delle libertà). Chi governa attua una terza via, quella del neoautoritarismo, del peronismo dell’opulenza. Mentre anche la Cina pensa alla Rete quale strumento per la crescita del Paese, il governo Berlusconi tenta di condizionare l’accesso pubblico ad internet. Ne segnala la sua intrinseca natura sovversiva, ne paventa i pericoli, intravede la presenza del diavolo tra gli internauti, dei mafiosi che possono infiltrarsi in facebook, per non parlare degli eversivi di twitter. Balle di regime. È chiaro che in internet c’è di tutto, ma è la democrazia della rete (e non la plutocrazia del regime berlusconiano) che fa la selezione. Quindi giù le mani dalla Rete e lottiamo per l’accesso gratuito ad internet per tutti e dappertutto. Hanno paura della Rete perché temono che attraverso le informazioni cresca il dissenso al regime e, quindi, giunga il suo crollo. C’è bisogno di una grande mobilitazione tra il popolo e nelle sedi istituzionali – a tutti i livelli- per la Rete pubblica. La Rete è un bene di (e per) tutti, è un mezzo per la realizzazione di forme più compiute di democrazia. La Rete avvicina il fresco profumo di libertà.

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