31 lug 2009

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LETTERA APERTA A UMBERTO BOSSI

da Mario Badino cittadino italiano
Gentile signor Bossi,

Le scrivo per dirle questo: benché settentrionale (al nord sono nato e cresciuto, ho studiato, lavoro) io non sono padano. Vivo ad Aosta, che fra l’altro è più "su" di casa sua, e mi trovo bene con i miei concittadini, tanto i valdostani autoctoni, quelli col cognome francese, quanto i veneti, i calabresi e oggi anche gli stranieri, figli e i nipoti – tutti quanti – di diverse migrazioni.

Come settentrionale, sono stato abituato a credere in alcuni valori che sono di tutti, ma che i nordici hanno ascritto a se stessi (quasi ne avessimo l'esclusiva): l'efficienza, l'industriosità, l’educazione, l'onestà… Mio nonno, in proposito, era solito definire Milano la «capitale morale» del Paese (poi, però, c’è stata Tangentopoli).


Spesso, devo dire, i valori cui ho fatto riferimento qui sopra sono smentiti proprio dai settentrionali, perché non è vero che quassù le cose funzionano bene: abbiamo, anche noi, una rete ferroviaria disastrosa; anche nelle nostre regioni si stanno sistemando le mafie, con la complicità di chi dovrebbe vedere e invece chiude gli occhi; abbiamo una valanga di precari senza prospettive e tanta, troppa gente maleducata e pronta ad arraffare.


Sono i guasti, io credo, di una gestione del Paese nel suo insieme, che - dopo anni di presenza in Parlamento e al governo - vede la Lega seduta sul banco degli imputati accanto alle altre forze politiche, molte delle quali - del resto - guidate da uomini del nord.


Signor Bossi, il vento che soffia da nord è freddo. Nel senso di calcolatore, meschino. Un vento di padano egoismo, nato per affermare il diritto del ricco, del benestante, all'isolamento, all'arrocco sul proprio cucuzzolo montano, sul proprio crinale o campanile cinto di mura.


Quando ancora si chiamava lombarda, la Lega fece questo bel ragionamento: «Se noi siamo ricchi, perché non ci liberiamo degli altri?»; e così fu sacrificata la metà (e più) del Paese.

Ma pensa davvero che non avrà alcuna conseguenza l’odio per i meridionali e per gli stranieri che i suoi uomini alimentano in tutte le occasioni, dall’alto di un palco o attraverso un video pubblicato su YouTube? Oppure lodio, simmetrico e inverso al precedente, che i cittadini del sud o dei migranti potrebbero riversare sulle donne e gli uomini del nord?


Io sono stufo di vedere pagliacci in camicia verde pronti a proclamarsi artefici della «rivoluzione» (termine utilizzato dall’ineffabile Gentilini); naturalmente una rivoluzione “contro”, fatta per innalzare recinti e mettere di qua i “buoni”, di là i “cattivi”.


Non sopporto la repressione continua dei diritti e delle libertà, sia che si tratti dell’asilo negato ai migranti degli altri Paesi, sia che si tratti del mancato rispetto di un sistema di graduatorie nazionale che regola la libera circolazione dei funzionari delle pubbliche amministrazioni, della scuola.


Non ne posso più di sentire slogan come «prima i veneti», «prima i lombardi», oppure «esame di dialetto» (lo sa quanti “padani” doc sarebbero bocciati a questo accidenti di esame?).

Non ne posso più di gente che propone di sostituire Dante e Boccaccio con qualche scrittorucolo locale, soltanto in base al “diritto di residenza”.


Non ne posso più di padani razzisti e maleducati che pretendono scompartimenti separati in metropolitana, in base al criterio della residenza, o dicono che i napoletani «puzzano», salvo poi vantarsi di aver risolto l’emergenza rifiuti mettendo la monnezza sotto il tappeto (dei napoletani).


Ha detto Gentilini (ancora lui!) che il nord non deve accollarsi i rifiuti del sud. Ma se avviene esattamente il contrario, con le campagne meridionali che ricevono – nella noncuranza dell’esecutivo che lei rappresenta – i nostri rifiuti, per di più quelli tossici, che poi finiranno sulle nostre tavole sotto forma di verdura o mozzarella di bufala.


Se essere padani significa costruire questo mondo, signor Bossi, io metto le mani avanti: io non voglio essere padano. Se non c’è altra soluzione, se i miei concittadini settentrionali continueranno a votare in massa per il suo partito ignorante e razzista, mi troverò costretto a rinnegare le mie origini e chiederò cittadinanza meridionale. Prenda questa lettera come un atto di abiura, come il rifiuto della divisa che gli obiettori di coscienza facevano in caserma, quando non esisteva il servizio civile. Prenda questa lettera per un attestato di disprezzo da parte mia per lei, per il suo movimento e tutto ciò che rappresenta.

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16 lug 2009

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PRIMA FESTA NAZIONALE DI SINISTRA E LIBERTA’

Si terrà a Napoli (Bagnoli) la prima Festa Nazionale di SL, quattro giorni di dibattiti, musica e spettacoli. All’interno della Festa avrà luogo anche l’Assemblea Nazionale, il primo appuntamento collettivo aperto a tutte a tutti.

Manca ancora il titolo, il tema e il programma, ma ci sembrava una notizia così bella che proprio non ce la siamo sentita di tenercela per noi, nemmeno se per pochi giorni: a settembre ci sarà la prima Festa Nazionale di Sinistra e Libertà. Si terrà a Napoli, dal 17 al 20 settembre, alla Città della Scienza (Via Coroglio, loc. Bagnoli).

Sarà la prima occasione per ritrovarsi collettivamente dopo il voto di giugno. Momento centrale dei quattro giorni - che, lo diciamo per inciso, saranno anche e soprattutto una festa vera, con musica, spettacoli e dibattiti - sarà l’Assemblea nazionale di sabato 19 settembre: il primo appuntamento collettivo - aperto a tutte e tutti - dove si discuterà e si deciderà del futuro del nostro progetto.

Vi terremo costantemente aggiornati sull’avanzamento dell’organizzazione (programma eventi e dibattiti, sistemazione per chi volesse vivere la festa per più giorni - campeggi, hotel convezionati - e ogni altra iniziativa) .


Per contatti:
Beatrice Giavazzi
Coordinamento Festa nazionale Sinistra e Liberta’ 2009
beatrice.giavazzi@sxmail.it

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14 lug 2009

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Avversa oggi partecipa allo sciopero contro il DDL Alfano


Per la libertà d’informazione e per il diritto alla Rete, il blog Avversa aderisce allo sciopero dei blogger e invita tutti a protestare nel web e in piazza contro il Ddl sulle intercettazioni. Appuntamento alle 19.00 in p.zza Navona a Roma. Non mancate!


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10 lug 2009

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Documento di base per il consiglio nazionale del Partito Socialista

DOCUMENTO DI BASE PER IL CONSIGLIO NAZIONALE DEL
Partito Socialista
Roma 11.7.2009


PER SINISTRA E LIBERTA': INDIETRO NON SI TORNA!

N.B. - Il documento è aperto alle adesioni sia dei componenti del Consiglio Nazionale PS che a tutti gli iscritti 2008 del PS.
LE ADESIONI AL DOCUMENTO VANNO COMUNICATE ENTRO OGGI VENERDI' O AL MASSIMO ENTRO DOMATTINA (SABATO) PRESTO ESCLUSIVAMENTE AI SOTTOINDICATI INDIRIZZI E-MAIL E NUM. DI CELLULARE.
MARCO LANG : marco_lang@yahoo.it
SANDRO NATALINI : sandronatalini@hotmail.it (cell. 348-5958483)
PREMESSA:

Questo Documento è frutto soprattutto dei tanti incontri, scontri, confronti – a volte aspri ma sempre costruttivi – che hanno coinvolto molti di noi, nel corso degli ultimi tempi, sia direttamente sia attraverso il web ed i social network – specialmente Facebook.
Le discussioni all’inizio si sono aperte casualmente, successivamente – ed in parallelo a riunioni “tradizionali” - sono nati gruppi che avevano come scopo quello di analizzare concretamente come i socialisti avrebbero dato seguito all’esperienza di Sinistra e Libertà.
Sono molti i compagni, quindi, che possono legittimamente riconoscersi in questo documento.
Come membri del Consiglio Nazionale, lo presentiamo anche in loro vece.


I

Il risultato ottenuto da Sinistra e Libertà alle elezioni europee e amministrative ha dimostrato la correttezza della scelta politica compiuta. Aver riunito all’interno di un’unica lista elettorale le diverse anime della Sinistra italiana, in un momento di grave crisi economica per il paese e per il mondo, e di grave deficit democratico, rappresenta un risultato importante, condiviso da quasi un milione di elettori.
Ancora più importante è il fatto che Sinistra e Libertà abbia generato un nuovo entusiasmo tra i militanti dei partiti che hanno dato vita alla coalizione e tra quanti negli ultimi anni non si sono più riconosciuti nei soggetti politici della Sinistra italiana.
Questo dimostra come ci sia ancora bisogno di una Sinistra capace di rappresentare la società e progettare il cambiamento. Una Sinistra riformatrice e democratica, capace di porsi come forza di governo mantenendo una valutazione critica sulle politiche che hanno determinato l’attuale recessione economica, in grado di tradurre in soluzioni di governo le necessità degli strati più deboli della società, portatrice di valori fondanti, come la giustizia sociale, la difesa dell’ambiente, l’etica della responsabilità, il principio di legalità, ed ancorata ad una visione coerente della laicità dello Stato.

II

Le politiche neoliberiste degli ultimi quindici anni hanno prodotto la più grave crisi economica mondiale dal 1929, con conseguenze gravissime sul piano sociale. La finanziarizzazione dell’economia ha prodotto una crescita fittizia, realizzata attraverso forme differenziate e diffuse di utilizzazione del debito (es. compressione dei tassi di interesse, mutui subprime, microcredito personale, gonfiamento dei corsi azionari) come mezzo di sostegno della domanda, sostitutivo, in assenza di un processo espansivo dell’economia reale, di una crescita continuativa dei redditi da lavoro dipendente o da attività d’azienda.
Tale processo ha innescato ed alimentato una crescita dei mercati e dei consumi totalmente sganciata dalla crescita della ricchezza sociale, favorendo un incremento massiccio delle quote di reddito e profitti destinate ad investimenti finanziari, sottratte all’investimento reale e all’innovazione produttiva.
La redditività degli investimenti finanziari è stata garantita da una forte espansione dei profitti, generata dalla compressione dei costi del lavoro, dalla riduzione delle rigidità del mercato del lavoro, e dalla adozione di politiche di incentivazione aziendali ritagliate sulla compressione del debito pubblico destinato al welfare, e non certo da un incremento dei livelli produttivi.
Lo squilibrio generato in tal modo tra i soggetti della produzione ha prodotto nell’ultimo ventennio un gigantesco trasferimento di ricchezza verso le classi alte delle società più avanzate, interrompendo definitivamente la tendenziale propensione redistributiva dei precedenti sistemi sociali occidentali.
Quindici anni fa si parlava, ad esempio, della società dei due terzi, in cui l'ultimo terzo rappresentava la quota degli esclusi dal progresso sociale, civile ed economico; ora il rapporto si è invertito: due terzi sono gli esclusi e la loro percentuale è in costante crescita.
Venti anni fa il reddito medio dei lavoratori italiani era il terzo tra i paesi OCSE, ora è il ventitreesimo.
L’impoverimento progressivo del ceto medio è ormai una linea di tendenza consolidata, e la stessa mobilità sociale è divenuta un fenomeno in via di esaurimento, non solo in Italia.
La recessione in atto sta ora producendo pesantissimi effetti sul piano sociale, con la crescita della disoccupazione in tutti i paesi industrializzati, l’aumento della povertà nei paesi in via di sviluppo e una conseguente fragilità sociale che solo oggi comincia a essere percepita come un problema drammatico. Questo esito è favorito dalla permanenza di politiche del lavoro, omogenee a quel modello economico-finanziario dello sviluppo, che hanno reso sempre più precario il lavoratore e più instabile l’intero assetto sociale.
Questa visione del Liberismo - concretizzatasi storicamente a partire dalla rivoluzione tatcheriana e definitivamente consolidatasi dopo il crollo del” Socialismo Reale” - interpretato e praticato come un sistema nel quale “la mano invisibile del mercato”, operando come un gigantesco meccanismo di coordinamento, avrebbe assicurato che il perseguimento dell’interesse dell’imprenditore sarebbe coinciso con il benessere complessivo della società, è giunta al capolinea travolgendo una concezione della globalizzazione dei rapporti economici come processo estraneo al governo degli stati.

III

La Sinistra, in Italia come in generale in Europa, non è stata purtroppo in grado di opporsi con forza a tali dinamiche economiche e sociali. L’incapacità di proporre una valida alternativa programmatica all’attuale modello di sviluppo ha portato alla sconfitta quasi tutti i principali partiti del Socialismo europeo.
Ciò deve spingere tutta la Sinistra a compiere un’analisi profonda delle scelte fatte nel corso degli ultimi anni. Il successo ottenuto dalla Die Linke tedesca e dai Verdi in Francia, a tale proposito, deve essere attentamente valutato, pur con tutti i distinguo che dobbiamo fare rispetto a determinate posizioni di queste formazioni, per comprendere come la Sinistra debba assolutamente recuperare una sua alternatività al modello di rapporti economici e sociali entrato in crisi.
Appare evidente che un nuovo processo democratico di tale portata storica può essere ipotizzato esclusivamente attorno ad un progetto riformatore di trasformazione strutturale del sistema economico, che segni un sostanziale riequilibrio di potere e di reddito tra l’universo dei lavori e i centri del potere economico e finanziario, in grado di svincolare la vita dei cittadini dal totale assorbimento nelle logiche del mercato che caratterizza l’attuale fase della evoluzione delle società avanzate, in grado di rappresentare un potenziale alternativo modello di riferimento per i paesi emergenti e per il resto del mondo in via di sviluppo.
E’ in questo contesto che il Movimento Socialista Europeo - e con esso la Sinistra italiana - deve sapere individuare in autonomia le risposte progettuali che andranno a definire le assi di riferimento di un nuovo modello di Stato Sociale che sia adeguato a una diversa dimensione dello stesso concetto dello sviluppo e della crescita e sul quale ricostruire una nuova alleanza di consenso maggioritaria tra le classi, le generazioni e i gruppi sociali interessati a difendere e consolidare un nuovo sistema di garanzie sociali e democratiche.
Non occorre inventare nuove ideologie: basta sapere che la proposta politica ha senso, a Sinistra, se è il frutto di un’elaborazione di idee complesse all’interno di una visione socialista e democratica del mondo; il SOCIALISMO DEMOCRATICO va inteso, quindi, come il pensiero politico che si pone quale problema centrale quello di garantire progresso e interesse collettivo, accettando il modello dell’economia di mercato non come un totem, ma come un modello di sviluppo che può produrre una vera e stabile ricchezza per tutta la Società soltanto in presenza di politiche di controllo della qualità delle scelte e di tutela dell’ equilibrio sociale.
Il Socialismo così inteso, coniugato nella prassi politica da una partecipazione democratica effettiva, ha una capacità espansiva di cui si sono visti finora solo gli albori.
L’avvio di una nuova fase caratterizzata da una ricostruita forza progettuale del Socialismo riformatore, può permettere di trasformare in una grande occasione di innovazione sociale e di miglioramento della qualità dello sviluppo il rischio probabile di un progressivo declino dei tradizionali fattori della crescita economica delle società più avanzate.

IV

La presa d’atto che il mondo governato dal neoliberismo ci sta portando ad un punto di non ritorno, deve indurre la Sinistra italiana a non fare più concessioni su questioni come la redistribuzione del reddito e l’emancipazione dal bisogno, la tutela della pace, la cura del pianeta.
Allo stesso modo il rigore nella difesa degli interessi fondamentali di una società che vogliamo più libera e più giusta, ci consentirà di coniugare l’etica della responsabilità e della legalità con la eliminazione degli abusi dell’utilizzo del mercato; la valorizzazione del merito e la diffusione del sapere - come garanzia per una società aperta che associ le aspirazioni individuali con la tutela della eguaglianza delle opportunità - con il valore generale e cogente del principio dell‘inclusione sociale.
La difesa dei valori della laicità, la difesa dell’ideale di democrazia come valore fondante di ogni comunità sociale, nazionale e sovranazionale, e la riscoperta del principio di partecipazione politica, quale sinonimo di libertà, debbono tornare ad essere il patrimonio condiviso della Sinistra italiana.
Diviene nuovamente indispensabile una Sinistra che rilanci il ruolo dello Stato quale elemento di regolazione del libero mercato e come soggetto in grado di farsi carico delle necessità degli strati più deboli della popolazione, sostenendo i diritti di cittadinanza.
Una Sinistra che sappia recuperare un rapporto forte con i sindacati e col mondo del lavoro, un rapporto che una malintesa pseudosinistra di governo ha teso a trascurare in modo grave nel corso degli ultimi anni.
Una Sinistra che persegua la valorizzazione dei lavoratori del settore pubblico al fine di rendere più efficienti i servizi resi, rifiutando ogni forma di criminalizzazione dell’universo dei pubblici dipendenti.
Una Sinistra convinta che il ruolo della macchina pubblica deve essere rinforzato per sostenere la battaglia della legalità contro il lavoro nero e senza sicurezze, per reperire ulteriori risorse da destinare al sostegno di chi ne ha più bisogno attraverso una più efficace lotta all’evasione fiscale, oggi fonte della più alta disuguaglianza presente nel Paese.
Una Sinistra convinta che una forte e qualificata presenza dello Stato riporterebbe fiducia nelle istituzioni nelle zone del Paese dove prospera la criminalità organizzata.
Una Sinistra che riconosca le priorità e le emergenze sociali, dimostrando il coraggio di affrontare, insieme alla questione sociale del Nord, la questione mai risolta e ormai drammatica del Sud, che rischia di diventare, con l’acuirsi della crisi economica e sociale, un territorio abbandonato dalle popolazioni, prima ancora che dalla politica e dallo Stato.
Una Sinistra che abbia il coraggio di chiedere e pretendere, insieme al federalismo, una reale “parità” delle condizioni di partenza fra tutti i territori e le Regioni dello Stato, nelle infrastrutture, nella garanzia della legalità e della giustizia sociale, nella distribuzione delle risorse economiche, nel diritto al futuro.
Una Sinistra che abbia l’audacia di dire che, senza il rilancio dell’uguaglianza e pari dignità fra tutti i cittadini italiani, ogni processo federalista e autonomista sarà solo una resa implicita e drammatica alle mafie, alla corruzione, all’egoismo sociale, in ultima analisi a un modello sociale e di sviluppo che non ci appartiene, ma che, anzi, mortifica le ambizioni di giustizia e libertà dei singoli e delle comunità.
Una Sinistra che, forte delle lezioni del passato e del presente, prenda seriamente le distanze da ogni situazione opaca e di commistione fra poteri politici, istituzioni e “mafie” che sono spesso la prima causa del degrado sociale, economico e democratico del Paese.


V

La Sinistra italiana deve ritrovare il proprio tradizionale ruolo di forza motrice, sul piano politico e culturale, della società italiana .
Sinistra e Libertà, per la sua stessa natura, per il fatto di raccogliere al suo interno le diverse culture e sensibilità che storicamente hanno caratterizzato la Sinistra italiana, ha tutte le potenzialità per assolvere a questo compito, in quanto rappresenta il laboratorio politico di una concezione del riformismo socialista nuovamente proiettata a perseguire una trasformazione strutturale degli assetti economici e sociali, in grado di individuare un diverso modello di sviluppo,diversi parametri di riferimento della qualità della vita della società, e nuove regole di controllo sociale delle variabili economiche.
Sinistra e Libertà è già - sostanzialmente - il partito nuovo della Sinistra italiana, che propone non solo una diversa prospettiva di sviluppo ma, più in generale, un’offerta di società alternativa all’attuale, fatta di eguaglianza e di giustizia sociale, di sviluppo sostenibile, di investimenti nella ricerca scientifica e di valorizzazione dei talenti, di tutela e rafforzamento dei diritti sociali e civili.
Sinistra e Libertà deve ora divenire il partito di quella alleanza riformatrice tra il merito e il bisogno - sempre enunciata e mai realizzata - che deve essere alla base della società delle aspirazioni e delle opportunità a cui tende la grande maggioranza della popolazione italiana per chiudere una volta e per tutte la fase della cristallizzazione e della immutabilità dei rapporti sociali e di classe.
Sinistra e Libertà deve essere un soggetto politico aperto, oltre che ad altre organizzazioni politiche che ne condividano coerentemente il progetto, alla società, al mondo delle associazioni; continuamente in grado di aprirsi e di coinvolgere le forze sane e nuove del paese che oggi vengono relegate ai margini della società e che sono state virtualmente espulse dalla partecipazione politica dagli errori dei gruppi dirigenti che hanno guidato la Sinistra nel corso degli ultimi anni.
Sinistra e Libertà deve essere in grado di superare una politica fatta di leaderismo e di comunicazione esclusivamente televisiva, per tornare a proporre un rapporto tra i cittadini e la politica che sia coinvolgente e inclusivo. Una nuova forza politica della Sinistra che si deve contrapporre a qualsiasi manifestazione di quell’autentica e ipocrita forma di sub-cultura rappresentata dall’antipolitica, funzionale unicamente ai poteri dominanti nella sua capacità di disgregazione del corpo civile di un paese già confuso e disilluso dalla crisi della politica.

VI

Per trasformare una coalizione elettorale in un soggetto politico è importante che Sinistra e Libertà comunichi al più presto una proposta politica definita al paese.
Altrettanto necessario, indispensabile, è che si dica con chiarezza che SeL è un progetto irreversibile di lunga durata e non un mero artificio elettorale. Se così non sarà, se non saremo in grado di procedere in modo spedito sulla strada del partito nuovo, si perderà una grande occasione - molto probabilmente l’ultima - per rilanciare una politica realmente e coraggiosamente riformatrice nel nostro Paese.
Riteniamo pertanto che pensare a SeL come a una semplice Federazione sia un errore.gravissimo; riteniamo che sia una forma di miopia politica non capire che con Sinistra e Libertà migliaia di cittadini e di elettori hanno ritrovato il gusto dell’impegno politico in un soggetto politico ideale, nel quale si incontrano tutte le anime della Sinistra storica italiana, tutte con eguale dignità e diritti.
Offrire loro una semplice Federazione significa quindi smorzarne gli entusiasmi, riallontanarli di nuovo. Percepirebbero che SeL è in effetti un mero strumento di conservazione o riproposizione di un ceto politico. Questo significherebbe la fine del progetto.
Ciò di cui invece c’è bisogno è di consolidare nel processo unitario e costituente elementi di irreversibilità, di natura politica e organizzativa, attraverso la definizione di tappe certe, per arrivare entro l’inverno al congresso fondativo del nuovo partito di Sinistra e Libertà.
Un processo nel cui ambito i socialisti si impegnino a garantire l'effettiva partecipazione democratica dal basso, a partire dai circoli e dalle associazioni, in un contesto di inclusione e coinvolgimento nei processi decisionali. Il partito Sinistra e Libertà dovrà avere la sua organizzazione, non dovrà essere liquido e destrutturato. Le uniche primarie saranno quelle delle idee, non corse truccate per leadership inesistenti.
Riteniamo però che – insieme a questo – il partito Socialista debba procedere allo svolgimento del proprio Congresso, proprio in ossequio sia alle norme statutarie sia agli elementari principi di democrazia interna in grazia dei quali è necessario il coinvolgimento degli iscritti nel caso di scelte di importanza strategica. Tale è decidere il futuro del Partito.
Il ventilato tesseramento 2009 ha senso – quindi – solo nel caso di svolgimento entro l’anno del congresso nazionale.

VII

Noi che siamo orgogliosamente socialisti, ben sappiamo di giocare, nonostante le attuali modeste forze, un ruolo fondamentale nella costruzione e nell’ispirazione di questa nuova forza della Sinistra “che spera e ragiona”. Ma sappiamo anche che questa è l’occasione finale per far sì che il patrimonio di politica, di idealità, di capacità riformatrice dei socialisti italiani, non venga definitivamente disperso.
Proprio perché siamo orgogliosamente socialisti, dobbiamo essere in grado di osservare e constatare con chiarezza e disincanto la situazione che ci si prospetta.
Abbiamo creduto con forza e determinazione nella Costituente Socialista, progetto ormai definitivamente esaurito, vogliamo ora recuperare il cuore di quel nobile tentativo e lanciarlo oltre l’ostacolo.
C’è grande spazio per la storia, per le idee, per l’azione socialista, ma bisogna avere l’intelligenza di individuare la sua concreta collocazione politica.
Gli estensori e i firmatari di questo documento hanno individuato, senza tentennamenti, in Sinistra e Libertà il luogo di discussione ed elaborazione delle istanze socialiste.
Il Partito – oggi più che mai - non può essere una torre di Babele, in cui ogni autorevole dirigente, ogni piccolo gruppo di tendenza, ogni minimo gruppo di potere territoriale, rincorre un progetto differente, spesso pro domo sua.
Non c’è più spazio per alcuna piroetta socialista, se ve ne fosse un’altra sarebbe l’ultima, perché nessuno verrebbe più a tendere il telone di salvataggio sotto il trapezio.
E non si pensi - o non si giochi con la fiducia dei nostri elettori, dei nostri iscritti, dei simpatizzanti socialisti, che sono assai più di quanto il suffragio raccolto dal PS, ma in genere da SeL possa lasciar supporre - che rimandando continuamente l’appuntamento con le proprie responsabilità, si possa prender tempo per accasarsi a migliori condizioni nel PD.
E’ indubbio che con il Partito Democratico si dovrà andare a un confronto serrato, come d’altra parte con tutte le altre forze politiche del centro sinistra oggi all’opposizione, e che è impensabile pensare di poter prescindere da quell’organizzazione che raccoglie il maggior numero di cittadini e suffragi a sinistra; ma ciò che accade nel Partito Democratico accade nel Partito Democratico e non ci riguarda, non riguarda le nostre scelte fondamentali, se non per la corretta analisi politica che sulle sue vicende va costantemente compiuta.
Ogni tanto sentiamo dire “dobbiamo aspettare il congresso del PD”. Ebbene, nessun congresso del PD, per quanto importante, per quanto decisivo, lo è abbastanza da fermare e rallentare il cammino dei socialisti e della nuova Sinistra italiana.

VIII

Non possiamo non denunciare le non poche zone opache nella corretta gestione democratica del nostro Partito, i piccoli interessi territoriali, le infinite infrazioni allo Statuto.
Parliamo di questo rarissimamente e frettolosamente convocato CN, svuotato così dei suoi poteri e della sua autorevolezza; delle cooptazioni decise verticisticamente e senza un criterio comprensibile, in Direzione, in Segreteria, nello stesso Consiglio Nazionale.
Parliamo - ad esempio - dell’incredibile situazione del Partito di Roma e Lazio e di Livorno-Collesalvetti. I congressi, nel primo caso sono stati dichiarati illegittimi dalla Commissione Nazionale di Garanzia, il cui deliberato è stato completamente disatteso, mentre nel secondo caso i compagni, che hanno vinto il congresso con il 63%, non hanno potuto governare il loro territorio “grazie” al Segretario Regionale che ha commissariato il Direttivo territoriale senza alcuna ragione e, soprattutto, pur non avendone - da Statuto - i poteri.
Per amore d’unità, per la passione che ci contraddistingue e che abbiamo riversato nelle nostre attività nel Partito, abbiamo tollerato situazioni oggi non più sopportabili.
Ci siamo dati liberamente delle norme che regolano la vita interna del Partito. Dandocele abbiamo inteso che non sono mere dichiarazioni di principio, non sono carta straccia ma rappresentano le basi per una corretta vita associativa.
Rispetto delle regole, Trasparenza, Democrazia interna, Apertura al confronto sono elementi costitutivi e irrinunciabili dell’essere socialista. E’ paradossale che vengano trascurati proprio dal e nel partito socialista.
________________________________________________________________________________


Il Consiglio Nazionale del Partito Socialista approva il seguente
Ordine del Giorno

• Il Congresso Nazionale è la sede del confronto democratico tra gli iscritti sul futuro del Partito. Il tesseramento 2009 è valido solo in funzione del congresso nazionale, da tenersi entro l’anno.

• Parallelamente al tesseramento per il Partito Socialista è avviata – insieme e di concerto alle altre forze politiche che hanno dato vita a SeL – la campagna di adesione a Sinistra e Libertà, così da coinvolgere quanti credono in questo progetto pur non provenendo da nessuno dei partiti, organizzazioni e movimenti che hanno contributo a darle vita.

• Le deliberazioni della CNG si intendono immediatamente operative. Commissioni paritetiche e rappresentative delle articolazioni del PS saranno incaricate di gestire la fase transitoria in assenza di legittimi organismi dirigenti

• Nell’assemblea di Sinistra e Libertà convocata per settembre il Partito Socialista si farà portavoce della necessità di procedere nel percorso verso il partito, attraverso la definizione di tappe intermedie delle quali sia prioritariamente fissata la data, al fine di arrivare allo svolgimento del congresso fondativo di Sinistra e Libertà prima delle elezioni regionali del 2010.


Hanno sottoscritto il documento i seguenti componenti del Consiglio Nazionale del Partito Socialista:


Marco Andreini
Enrico Antonioni
Franco Bartolomei
Ivo Costamagna
Carmela De Simone
Anna Falcone
Massimo Giorgi
Marco Lang
Bebo Moroni
Sandro Natalini
Andrea Pisauro
Enrico Ricciuto
Pino Stella.

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Aversa: la logica dei centri commerciali vince sulla cultura e sui servizi sociali

Fonte: Comunicato Stampa
Comprereste un immobile di valore storico, in un convento del ‘600, con 4.000 metri quadrati di superficie utile, perfettamente ristrutturato e recuperato, al prezzo di soli 242 euro al metro quadro? Qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso non potrebbe che considerare estremamente interessante questa offerta. L’Amministrazione di centrodestra di Aversa non l’ha considerata tale e ha rinunciato a far valere il diritto di prelazione a quel prezzo sullo splendido plesso conventuale di “S. Agostino degli Scalzi”.

Abbiamo immaginato che la collocazione strategica, l’organicità della struttura, il suo valore storico e monumentale, ben si sarebbe prestato ad un uso pubblico e sociale della struttura stessa, un uso strettamente collegato alle ambizioni culturali e turistiche della città, al suo desiderio di essere realmente la città degli studi ed il punto di riferimento del territorio dell’intero agro. Si sarebbe potuta realizzare una struttura di accoglienza per gli studenti universitari, con biblioteca e laboratori; essa sarebbe potuta diventare la sede della fondazione culturale in grado di organizzare e promuovere gli eventi della città, rendere rilevante circuito economico il patrimonio artistico e monumentale della città, la sua storia; si sarebbe potuto offrire un asilo e servizi per l’infanzia alle famiglie del quartiere più popolare e disagiato della comunità cittadina; e perché no, quella struttura di pregio sarebbe potuta divenire degnissima sede della tanto invocata Provincia di Aversa, cavallo di battaglia del centrodestra da anni.

Con questa articolata ed argomentata proposta il Consigliere Comunale Mimmo Rosato ha cercato di convincere il colleghi consiglieri durante la discussione sul provvedimento. Invano: l’amministrazione di centrodestra ha scelto, con motivazioni palesemente strumentali e spesso oltre il limite del buon senso e della logica, di non acquisire ad una cifra realmente irrisoria un pezzo importantissimo della propria storia e della propria identità e di lasciarlo alla speculazione dei privati. La logica dei centri commerciali vince un’ennesima volta sulla cultura e sui servizi sociali.

In maniera ricorrente ascoltiamo il Sindaco ed esponenti della sua maggioranza sperticarsi in lunghi panegirici sulla importante storia della città, sul ruolo centrale della cultura e della valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale nella costruzione di un futuro migliore per gli aversani.

Tutte chiacchiere e ipocrisia. Quando si tratta di decidere per loro un centro commerciale vince sempre sulla cultura, a prescindere.

L' amministrazione Ciaramella è questo, nella realtà dei fatti. Il resto è solo fumo.


Giovanni Savino - Seg.rio Rifondazione Comunista
Marco Monica - Seg.rio Comunisti italiani



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09 lug 2009

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'Inside the Walls', una mostra per evadere dalle mura e raccontare la realtà

Fonte: dalla rete (Interno18)
Aversa - Giovedì, 9 luglio, alle ore 18:30 presso l'ex Macello di Aversa si terrà la presentazione della mostra 'Inside the Walls', curata da Rosanna Moretti. Riunire un gruppo di artisti campani forti, elettivi e coesi, può riuscire a toccare la curiosità di invitati, passanti o appassionati d’arte, scuotere le anime al fine di tentare un recupero di quella tradizione culturale che da sempre ha contraddistinto la nostra zona. Una selezionata formazione di artisti che condivide idee e obiettivi, scegliendo di partecipare ad un progetto, divenendo parte di un movimento e di una corrente che li accomuna.

DENTRO LE MURA - 'Inside the Walls' per scoprire una città “contemporanea”, per raccontare un territorio, un paese tradizionalmente storicizzato. 'Inside the Walls', dentro le mura di una città nata tra pareti difensive, una difesa che, nonostante non più fisica tuttora provoca nell’individuo, paura, diffidenza e individualismo che si estende a tutta la realtà cittadina e limitrofa, una paura che si trasforma in omertà, timore per il male, sospetti e dubbi anche nei confronti della crisi che incombe e di cui, per la verità, non si intravedono elementi che annuncino immediate e serene risoluzioni. Accomunare anime, pensieri, filosofie e modi di vivere di artisti che non fanno altro che creare per intrinsecare in un’opera, un ridondante suono, pure se circuìto. Un modo, un tentativo di evasione dalle mura, dove in realtà si vive, con una netta chiusura fisica e mentale, un modo di uscire fuori dai ranghi evitando le parole imprigionando il tutto in una tela, in una fotografia, in una scultura.

IL PROGETTO - Cinque anime in discussione, cinque volti che propongono sentimenti ed emozioni di una realtà del nostro luogo comune. 'Inside the Walls' è un progetto artistico collettivo pensato e curato da giovani dell’agro che hanno volontà di fare e raccontare, in maniera melodica, una realtà infangata per varie e tante volte. L’io silenziosamente urlato a scacciare e condannare maniere corrotte di agire, una sopravvivenza “mio malgrado” non riconosciuta dal buon senso, un metodo di vita sicuramente discutibile ma quasi sempre coperto da autoassoluzione. Un tema forte, impercettibile, vivo, che racconta la realtà che viviamo tutti i giorni, cicatrizzando gli avvenimenti su noi stessi. Una realtà già raccontata da chi non è diverso da noi, anche se da molti è stato travisato lo scopo. Dentro le mura è dentro la città, ma è dentro l'animo di chi la vive e di chi quando percepisce, incarna i dolori di una terra che ha tante lacune, sentimenti che provocano dannazioni...un'omertà che sfocia in rabbia...una rabbia che sfocia in divenire...

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Consorzio rifiuti: Giudicianni batte Ciaramella

Fonte: dalla rete (Giuseppe Perrotta - Interno18)
Caserta - L’accordo è fatto, o quantomeno così sembra. Perchè in attesa dell’assemblea del Consorzio Unico dei rifiuti di Caserta e Napoli in programma domani mattina tutto può ancora accadere. Ma Pasquale Giuliano ed Enzo Iodice, coordinatori provinciali rispettivamente del Popolo della Libertà e del Partito democratico, sembrano aver finalmente trovato il punto di incontro.
IL PRESIDENTE - La guida dell’assemblea dei sindaci, dopo l’esautorazione di Enrico Fabozzi, ex primo cittadino di Villa Literno, comune sciolto per infiltrazioni camorristiche, sarà affidata a Giancarlo Giudicianni, sindaco di Santa Maria Capua Vetere, che ha vinto il testa a testa con Domenico Ciaramella, collega di Aversa, il quale era stato tirato in ballo dal Pdl quale proprio massimo rappresentante, ma che, in realtà, non si è masi battuto più di tanto, anche in considerazione del fatto che a settembre il Comune di Aversa uscirà dal Consorzio. L’elezione di Giudicianni, esponente del Partito democratico, alla guida dell’assemblea dei sindaci aderenti al Consorzio, permetterà al Popolo della Libertà di avere due componenti su tre nel consiglio di amministrazione ed anche la carica di presidente, oltre al vice presidente Enrico Fabozzi, sindaco di Grazzanise, che resterà al suo posto.

I PRETENDENTI - Per il consiglio di amministrazione ci sono in lizza tante facce conosciute. A partire dal trio che componeva il consiglio di amministrazione del Consorzio Ce2, Nicola Golia (coordinatore del Pdl di Aversa), Antonio Napoletano di Santa Maria Capua Vetere e Cristoforo Bortone di Teverola. A loro vanno ad aggiungersi Gianluigi Santillo, già presidente del Consorzio Ce1, Rita Di Giunta dell’Udeur di Castelvolturno, Antonio Di Ronza di Gricignano d’Aversa e Donato Zitiello di San Nicola La Strada.

GOLIA PRESIDENTE - Ed il nome in pole position per la carica di presidente è proprio quello di Nicola Golia, architetto ex Fi, attuale coordinatore cittadino del Pdl di Aversa, legatissimo al senatore Pasquale Giuliano. Golia, che è già stato presidente del Consorzio Ce2, è sponsorizzato direttamente dal coordinatore provinciale del Popolo della Libertà, anche se, formalmente, le nomine saranno effettuate dal presidente dell’assemblea dei sindaci. Al suo fianco potrebbe ritrovarsi Gianluigi Santillo, esponente dell’Udeur (quindi in quota centrodestra), già presidente del Consorzio rifiuti Ce1. Per quel che concerne il centrosinistra, invece, attualmente in pole position c’è Cristoforo Bortone di Teverola, uomo fidato dell’ex sindaco Biagio Lusini. L’ufficializzazione, però, ci sarà solo in serata, visto che per questa sera è in programma una riunione del Partito democratico convocata dal segretario provinciale Enzo Iodice per cercare una intesa sul nome da indicare nel consiglio di amministrazione.

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03 lug 2009

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"Questione morale priorità assoluta non è più tempo per i gattopardi"

Parla Vendola, il governatore della Puglia che ha appena azzerato la giunta: "Nella vita pubblica bisogna dare segnali forti" di Alessandra Longo da repubblica.it
ROMA - «La questione morale non è un´arma da usare contro qualcuno, deve essere il terreno della nostra fatica. Un terreno in cui ti rompi la schiena per cambiare, migliorare, risanare. Se l´avversario è centomila volte più compromesso, questo non comporta affatto l´assoluzione dei miei alleati. C´è sempre una differenza etico-politica da marcare». Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, leader di Sinistra e Libertà, ha appena azzerato la sua giunta "scalfita" dalle inchieste sulla sanità. «Nella vita pubblica bisogna dare segnali forti» dice. Vendola il comunista rivendica il diritto ad aprire adesso una discussione con tutte le «forze disponibili» a fare una battaglia per il Sud, «ucciso da questo governo». Apre anche all´Udc, con gran fastidio del Pdl: «E´ forse un reato fare della questione morale un´offerta politica e discutere sui contributi che possono arricchire la coalizione?».
Vendola, non è stato difficile mandare a casa i suoi assessori?
«Provo emozioni forti perché si consumano anche rapporti umani, si ledono relazioni fondate sulla fiducia. Ma sono sereno. Non siamo una corte, non ci occupiamo di indizi e capi di imputazione. Il passaggio politico non coincide e non si sovrappone al quadro giudiziario. Non è questo il punto. Il punto è che i vari filoni di inchieste sulla sanità, relativi a un decennio di vita amministrativa, quindi anche ad un periodo precedente alla mia giunta, offrono una radiografia impressionante della permeabilità delle lobbies e delle corporazioni, descrivono, per dirla alla Foucault, la "microfisica di un potere"».

Lei ha parlato della sanità equiparandola alle luci tentatrici del casinò.
«Sì, ci vedo i vari gradi della cultura dell´azzardo, dalle slot machine, al black jack, alla roulette. Un flusso di denaro gigantesco che si dirama in infiniti rigagnoli».


Una sirena trasversale agli schieramenti.
«Quando dico che la questione morale è la priorità assoluta non lo dico in astratto. Non posso giocare a imitare la destra. Per me la procura di Bari è un punto di riferimento per il controllo della legalità sia quando rinvia a giudizio un ministro (Fitto - ndr) sia quando inquisisce uomini del centrosinistra. Io ho portato personalmente in procura le carte delle mie indagini amministrative interne e per questo ho ricevuto un avviso a comparire, usato in maniera delinquenziale dal "signor direttore" del Tg1 che ha pensato bene di accostare la mia faccia a storie di droga e prostituzione. Io, la moralizzazione della vita politica, l´ho praticata. Il ministro Fitto, oggetto di una richiesta di arresto, respinta dal Parlamento, è al suo posto. E in questo momento gli ispettori di Alfano lavorano qui per trovare difetti all´impianto accusatorio che lo coinvolge. Se permette, una differenza c´è».

Lei stesso parla con amarezza di una «permeabilità» della politica agli affari.
«Se ne era già accorto Berlinguer dell´immiserimento della politica svuotata dalle passioni e riannodata stancamente attorno alle reti clientelari. E´ una grande questione aperta. Il primato del mercato sulla res publica, il profitto d´impresa che vale più del lavoro: c´è da chiedersi quante modificazioni tutto ciò ha prodotto nella fenomenologia del ceto politico».

E´ una domanda?
«Sì, e mi do la risposta. Purtroppo oggi la politica italiana registra una caduta dell´etica pubblica, è diventata un negoziato con i rappresentanti di lobby e corporazioni».

Il Pdl dice: Vendola ha azzerato la giunta dimostrando così che i problemi a Bari erano altri.
«Bella dimostrazione di garantismo. Sono già alla sentenza di un processo che non è nemmeno iniziato. Mentre la vicenda delle prostitute nelle residenze di Stato è vera, ha fatto il giro del mondo intero. Ma loro sono specializzati nell´uso spregiudicato dei due pesi e delle due misure».

Se è per questo dicono anche che lei dovrebbe dimettersi.
«Sono patetici e anche un po´ comici. Sulla mia onestà personale credo che nessuno possa dubitare. Questa è una cultura violenta».

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02 lug 2009

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PRIMA ASSEMBLEA NAZIONALE DI SINISTRA E LIBERTA’

Sinistra e Libertà ha deciso di convocare per il prossimo 12 settembre a Roma un’Assemblea nazionale, che sarà aperta alla partecipazione di tutti coloro che si riconoscono nel progetto politico.


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Firma l'appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa

Firma l'appello di Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio contro il ritorno delle leggi razziali in Europa.

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CGIL-CISL-UIL: "Al Comune di Aversa atti di una gravità inaudita"

Fonte: Comunicato stampa
AVERSA. Alla presenza dei tre segretari provinciali di categoria CGIL-CISL-UIL, Pugliese, Brignola e Diana, il giorno 3 luglio 2009, a partire dalle ore 9,00, presso la Sala consiliare del Comune di Aversa, si svolgerà l'Assemblea Generale del personale comunale per discutere il seguente ordine del giorno:

1) Mancata attivazione del Piano di Sicurezza Generale della Casa comunale ed attivazione dei "tornelli" in totale spregio alle norme legislative vigenti;

2) Mancata attivazione del Piano Occupazionale 2006-2008;

3) Mancata approvazione del Piano di Stabilizzazione dei lavoratori precari/LSU

4) Modifica sistematica dell'orario di lavoro presso il Comando di Polizia Municipale e di apertura al pubblico presso la Casa comunale;

5) Favoritismi nei confronti di pochi dipendenti nella distribuzione ed incremento del salario di pertinenza del Contratto Collettivo Decentrato Integrativo, così come di somme consistenti attinenti a progetti di lavoro;

6) Congelamento inopportuno e sbagliato delle progressioni economiche orizzontali;

7) Mancata osservanza delle norme prescrittive sulla privacy dei dipendenti e dei cittadini nella Casa comunale
Questi fatti di una gravità inusitata sono stati perpetrati ed aggravati dall'adozione di atti e provvedimenti tesi a dimostrare la volontà dell'Amministrazione comunale all'assunzione diretta ed unilaterale degli stessi, scavalcando dunque il dovuto confronto con il sindacato. Da qui il perdurare dello stato di agitazione del personale comunale tutto e l'assunzione da parte del sindacato di tutti i dovuti adempimenti conseguenziali a salvaguradia dei diritti dei lavoratori e del rispetto della legge.
RR.SS.UU. CGIL-CISL-UIL
Direttivo Lavoratori LSU
Comune di Aversa

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La bussola della questione morale

Fonte: Repubblica Bari del 1 luglio (Paolo Russo)
Ieri Nichi Vendola ha azzerato la giunta regionale, raccogliendo nelle sue mani tutte le deleghe degli assessori. La decisione è stata assunta dopo le notizie sulle inchieste della Procura di Bari che riguardano la sanità e dopo una tornata elettorale che ha modificato gli equilibri politici della Puglia. Nichi ha parlato di ‘un atto di responsabilità, lealtà, coraggio’ perché la Puglia continui a essere laboratorio di buon governo, nuovo modello di fare politica, per il Mezzogiorno e per il Paese intero.
Colpo di scena nella vicenda su giustizia e sanità che da giorni tiene banco sui giornali. Il presidente della Regione Nichi Vendola ha deciso di azzerare la giunta al termine di una giornata convulsa e frenetica. Vendola, rientrato dal Canada, ha incontrato l'assessore alla Sanità Fiore che due mesi fa ha sostituito il dimissionario Alberto Tedesco,prima vittima politica dello scandalo. Quindi ha comunicato a Lea Cosentino, la dirigente dell'Asl di Bari raggiunta dall'avviso i garanzia per turbativa d'asta, la sospensione cautelare dall'incarico. Infine ha riunito la giunta ed ha chiesto ed ottenuto dai suoi assessori le deleghe. Adesso Vendola formerà una nuova giunta, aprendo le porte ad Udc e Italia dei valori. Il direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino, e' stata sospesa in via cautelativa dalla giunta regionale pugliese dopo che e' stata raggiunta nei giorni scorsi da un avviso di garanzia nell'ambito di un'inchiesta sugli appalti nella sanita' avviata dalla Procura di Bari. La notizia e' stata resa nota dalla stessa dirigente che ha annunciato ''azioni legali'' contro il provvedimento e ha espresso ''profonda delusione per la presa di posizione''. Lea Cosentino e' indagata per turbativa d'asta nell'ambito di indagini dirette dal pm Pino Scelsi.
E' la seconda volta che alla manager viene notificato un avviso di garanzia: qualche mese fa, infatti, ne aveva ricevuto un altro per un'altra inchiesta, la stessa che ha coinvolto e ha fatto dimettere l'ex assessore regionale alla Sanita' Alberto Tedesco. Lea Cosentino e Sandro Frisullo vogliono restare al loro posto. Questo pomeriggio, senza ancora aver smaltito il jet lag del ritorno dal Canada, il presidente Nichi Vendola tornerà al comando di una nave in balia di una tempesta giudiziaria. Durante la sua settimana di assenza, la Regione è stata scossa dall´avviso di garanzia notificato al direttore generale dell´Asl di Bari e dalle imbarazzanti indiscrezioni che hanno coinvolto il vicepresidente della giunta. Indiscrezione, smentite ieri dal procuratore Emilio Marzano che ha spiegato: «Frisullo non risulta indagato», per poi aggiungere subito dopo «ma anche se lo fosse non ve lo direi».Sulla vicenda pende il "precedente Tedesco". L´ex assessore alla Sanità si dimise solo per un´indiscrezione, poi confermata dai fatti, che lo voleva indagato dalla procura di Bari. La giunta convocata per questo pomeriggio servirà a decidere il destino di Lady Asl e dell´assessore Frisullo. Il governatore incontrerà entrambi, separatamente, prima della riunione di giunta. Sarà nello spazio di questi colloqui privati che si delineeranno i destini politici e professionali di Lea Cosentino e Sandro Frisullo. Dal Canada, Nichi Vendola, ha indicato la sua linea: «Chi è indagato deve dimettersi». Non ha cambiato idea neanche dopo i colloqui telefonici con il segretario regionale del Pd, Michele Emiliano.

Lea Cosentino sarebbe pronta ad opporre resistenza alla volontà del governatore. «Non mi sono dimessa - ha detto - comunicherò le mie decisioni al presidente». Oggi Lady Asl dirà a Vendola che intende restare al suo posto. Lo farà personalmente, ma anche tramite alcuni assessori del Pd ai quali ha affidato un messaggio preciso: il reato configurato, la turbativa d´asta, sarebbe riferito ad un appalto mai espletato dalla Asl. Per questo le sue dimissioni sarebbero un provvedimento eccessivo.

Diversa la posizione di Frisullo. Ieri il vicepresidente è tornato nel suo ufficio sul lungomare dopo un´assenza concisa con l´esplosione del Barigate. «Sono finito nel tritacarne mediatico - raccontava ieri - ma non credo che il presidente né altri possano avere degli elementi per chiedere le mie dimissioni». Ma Frisullo è preoccupato, in questi giorni difficili non ha mai parlato con Vendola. Oltre alla soluzione politica, all´orizzonte c´è anche una strada tecnica per uscire dal terreno minato degli appalti sanitari. Prima della giunta, Vendola incontrerà anche l´assessore alla Salute. Fiore illustrerà al presidente il progetto di riforma pensato per garantire maggiore trasparenza nell´assegnazione degli appalti delle Asl: «Sono cinque provvedimenti che si intrecciano tra loro - ha anticipato Fiore - vanno dalla centralizzazione degli acquisti sanitari alla creazione di un osservatorio permanente sugli appalti sanitari».

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