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14 mar 2011
12 ott 2010
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15 ottobre
• Ore 09.00 Riapertura dei lavori
• Ore 09.30 Interventi degli iscritti e/o simpatizzanti di SeL;
• Ore 13.15 Sospensione dei lavori per la pausa del pranzo;
• Ore 14.30 Riapertura dei lavori con conclusione interventi;
• Ore 15.30
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Il 15 ottobre 2010 alle ore 16.30 ed il 17 ottobre dalle ore 9.00 alle ore 21.00 all'Hotel Jolly di Caserta in Via Vittorio Veneto 13, nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria, si terrà il 1° congresso provinciale di Sinistra Ecologia Libertà, che precede il Congresso Nazionale convocato a Firenze dal 22 al 24 ottobre e che sancirà la nascita ufficiale del nuovo soggetto politico guidato da Nichi Vendola.
I lavori si articoleranno come di seguito:15 ottobre
• Ore 16.30 Apertura dei lavori;
- Relazione del coordinatore provinciale uscente;
- Apertura dibattito con gli interventi dei rappresentanti delle associazioni, dei sindacati, dei movimenti e dei partiti invitati;
- Chiusura dei lavori
• Ore 09.00 Riapertura dei lavori
• Ore 09.30 Interventi degli iscritti e/o simpatizzanti di SeL;
• Ore 13.15 Sospensione dei lavori per la pausa del pranzo;
• Ore 14.30 Riapertura dei lavori con conclusione interventi;
• Ore 15.30
- Avvio lavori Gruppi di proposta (politica ed elettorale) per stesura eventuali emendamenti al Documento congressuale nazionale e/o eventuali o.d.g. locali nonché per la definizione delle liste per l’elezione dei componenti degli organismi provinciali;
- Voto del Documento Nazionale e di eventuali emendamenti;
- Voto di eventuali o.d.g. locali
- Elezione delegati al Congresso Nazionale
- Elezione del coordinamento provinciale, del collegio dei garanti provinciale.
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10 set 2010
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Lettera aperta dei precari casertani a Roberto Saviano
Caro Roberto,
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siamo figli della stessa terra, quella Gomorra lacerata e sventrata che tu hai raccontato al mondo: oggi siamo noi a raccontarti una storia che è simile a quella di tante altre storie italiane ,eppure va e andrebbe letta sotto una luce diversa che è quella che riverbera su di noi questa amata e odiata terra. Siamo precari, precari della scuola, tra quei tanti che si stanno battendo in difesa della scuola pubblica in tutto il Paese, ma qui, in Terra di lavoro, i tagli non solo sono drammatici nei numeri con percentuali tra le più alte in Campania (Regione, che già di suo, ha il primato della mannaia caduta sulla scuola), ma affliggono una terra che ha bisogno di legalità. E la scuola è presidio primo di legalità. La nostra non è semplicemente la lotta contro i tagli economici che nulla producono, se non spazzare via la speranza di quei tanti prof,giovani e anziani, che hanno deciso di investire il loro futuro nella Cultura, ma è soprattutto la lotta per la scuola pubblica, per quei ragazzi che saranno indotti a iscriversi alle scuole private che da noi, nella stragrande maggioranza non sono che diplomifici buoni solo ad ingrossare le tasche dei soliti noti, per quegli alunni diversamente abili che senza il sostegno vedranno crollare le loro speranze di integrazione, per quei ragazzi che nelle scuole professionali, in nome di una riforma il cui senso non abbiamo ancora capito bene, vedranno tagliarsi le ore di italiano che purtroppo per molti è come una lingua straniera e quelle di laboratorio che invece dovrebbero dar senso a questi indirizzi. La dispersione scolastica in aumento è spia dell’indebolirsi della democrazia, dei disagi di una scuola che non è messa in grado di favorire il cammino verso “il pieno sviluppo della persona umana”. Nasce anche dal processo di privatizzazione della scuola pubblica in atto da anni in Italia, mascherata da tagli e riforme pseudo pedagogiche. La privatizzazione ha esigenze molto chiare, che si muovono quando vengono proposti brevi percorsi pseudo formativi che tolgono ogni possibilità di crescita culturale ai nostri ragazzi, o quando il dirigente usa la scuola come il suo castello feudale. Ma soprattutto quando al centro della pedagogia non c’è più l’alunno con le sue potenzialità e i suoi desideri, le sue difficoltà e le sue risorse, ma l’adulto. Non il professore, semmai l’imprenditore... Se ben abbiamo compreso il significato di una Lettera a una professoressa di don Milani, al centro della pedagogia dovrebbe esserci più di tutto il tempo, il tempo per scambiarsi sapere e sostegno. Questa riforma invece taglia anche i cuori e le menti, priva del tempo per crescere e per scegliere, mette in schiavitù gli studenti di tutta Italia, non solo i casertani, di certo così sempre più abbandonati. La sconfitta della scuola pubblica è la vittoria della camorra e qui non ce lo possiamo permettere. Parafrasando te che usi “la parola contro la camorra”, qui, a colpi di decreti inutili se non dannosi (lo chiamano salva-precari), per le illusioni che ingenerano in chi ha studiato per anni abilitandosi per questa professione, vogliono tacitare le proteste, mettere il bavaglio a chi, licenziato dalla scuola, chiede il rispetto di un diritto basiliare, il lavoro. Vogliono toglierci la parola, ultima parvenza di una dignità a noi negata dalle istituzioni. Noi questa parola la vogliamo. La cerchiamo. La analizziamo. La comunichiamo. Per questo scriviamo a te, che, con la sola forza delle parole, hai contribuito, e non affatto in maniera marginale, alla battaglia per la legalità, contro la camorra. Le nostre sono armi spuntate, ma se tu volessi raccontare questa storia, forse qualcuno potrebbe ascoltarci, forse si potrebbe aprire un dibattito prima che sia troppo tardi.
Precari casertani della Scuola
Precari casertani della Scuola
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7 set 2010
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Lettera aperta del WWF al Presidente della regione Campania
Egregio Signor Presidente,
Dott. Alessandro Gatto
(Presidente del WWF Campania)
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Le scrivo per porre in evidenza il problema del pericoloso inquinamento dall’incendio di rifiuti tra le province di Napoli e Caserta.
Il territorio in questione è già famoso per l’inquinamento prodotto dall’occultamento di rifiuti industriali pericolosi, avvenuto, in particolar modo negli anni ottanta e novanta, del secolo scorso.
Ma ora Le chiedo espressamente un forte interessamento per risolvere ed eliminare definitivamente il fenomeno micidiale dell’incenerimento in aperta campagna di qualsiasi tipo di materiale.
Le chiedo, Signor Presidente, una forte spinta politica sui controlli del territorio da parte delle forze dell’ordine. Mi rendo conto che tutte le richieste formulate non sono sempre di Sua diretta competenza ma, avendo, il popolo campano, riposto in Lei, tante aspettative e piena fiducia credo che Lei sia comunque la persona più indicata a cui rivolgere il nostro appello.
Si, Signor Presidente, si tratta proprio di un accorato appello per la salvaguardia del nostro territorio a partire dall’aria che respiriamo.
Guardi che strano, il WWF in Campania, invece di parlare di animali selvatici, di boschi, di laghi, di litorali marini e di tutta la natura incontaminata da difendere (che pure abbiamo e dobbiamo occuparcene molto seriamente) è costretto a denunciare, prioritariamente, una situazione di inquinamento ai limiti dell’immaginabile, in particolare nelle province di Napoli e Caserta.
Storicamente il nostro popolo, Signor Presidente, non ha il senso di appartenenza al proprio territorio, forse anche a causa delle antiche e continue dominazioni del passato. Ora è indispensabile avviare concretamente una “battaglia” culturale per invertire questo assunto storico e per introdurre il senso di amore per la propria terra, responsabilizzando tutti alla difesa attiva del luogo in cui si vive. Questo è un dovere per la sopravvivenza di tutti e soprattutto delle future generazioni che vivranno in Campania.
Dott. Alessandro Gatto
(Presidente del WWF Campania)
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9 giu 2010
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Di Sarno (SEL): “D’accordo con Polverino su distribuzione fondi formazione ai disoccupati.
Fonte: Comunicato Stampa
Ora serve incontro di tutti i consiglieri regionali di terra di Lavoro
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Ora serve incontro di tutti i consiglieri regionali di terra di Lavoro
“Quanto affermato dal consigliere regionale Angelo Polverino sui privilegi dei disoccupati organizzati napoletani, è, in linea di massima, condivisibile. E’ un fatto oggettivo che la distribuzione dei fondi destinati alla formazione dei disoccupati, che noi di SEL Caserta abbiamo sempre criticato fortemente, sia stata, storicamente, interamente incentrata su Napoli.”
Così Pietro Di Sarno, coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, in merito alle ultime affermazioni del consigliere PDL, diffuse dai principali organi di stampa locali. “In Campania – continua di Sarno – esistono da sempre disoccupati di serie A, quelli di Napoli e provincia, e di serie B, presenti nelle restanti 4 Province. Il motivo è molto semplice: a Napoli, a differenza del resto della Regione, esistono circa 14 gruppi di disoccupati organizzati, tutti in qualche modo collegati ai partiti; non c'è nessuno che ne sia fuori, dal PD al PDL al PRC, ognuno, nel tempo, ha curato il proprio orticello, che ha continuato a crescere rigoglioso. Ma il vero problema è che basta minacciare incendi e assalti o addirittura saccheggiare un intero assessorato imbrattandone le mura, come avvenne lo scorso Natale nelle stanze dell'Ass. Gabriele, per accedere ai corsi di formazione ed usufruire di fondi, circa 500,00 € al mese per ogni disoccupato, che alle altre Province sono negati. E’ assolutamente inaccettabile che un diritto fondamentale come la garanzia ad un livello di vita adeguato per coloro che hanno perso il lavoro, avvenga secondo un principio geograficamente discrezionale e discriminante, in una parola napolicentrico.”
Il coordinatore di SEL conclude dunque con una proposta: “Voglio credere alla buona fede del consigliere Polverino e considerare le sue critiche a Caldoro figlie dell’interesse comune per la nostra martoriata Provincia e certo non generate dalla sua esclusione dalla Giunta Regionale. Tanti e fondamentali, infatti, sono i temi irrisolti e, almeno a chiacchiere, “bipartisan”, nel nostro territorio, da spingerci a chiedere con forza un incontro congiunto a tutti i consiglieri Regionali eletti in Terra di lavoro, di centro sinistra e di centrodestra, per fare fronte comune in consiglio regionale. Il No alla Centrale Nucleare sul Garigliano e alla chiusura del CIRA, l’aeroporto di Grazzanise, la parificazione dei diritti dei disoccupati in Regione Campania, la tutela del mare e dell'intero Litorale Domitio sono temi che ci riguardano da vicino e sui quali la classe dirigente della nostra provincia non può sottrarsi al confronto delle idee e delle proposte. Questo se, e soltanto se, tale classe dirigente vorrà dimostrare di esser mossa, nei fatti, unicamente dal comune interesse della difesa dei nostri territori e non da fini strumentali e riposizionamenti di potere. Noi di SEL vogliamo fare la nostra parte, dare il nostro contributo in termini di proposte ed energie. Sperando che il nostro appello non sia vano e volutamente ignorato”.
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4 giu 2010
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Zinzi, presidente part-time?
Fonte: Comunicato Stampa del coordinatore provinciale di Sinistra Ecologica e Libertà Pietro Di Sarno.
“I cittadini della Provincia di Caserta non avranno un Presidente a tempo pieno.” Così Pietro di Sarno, coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, in merito alla recente decisione della Giunta per le Elezioni della Camera dei deputati di dichiarare compatibile con la carica di deputato il neo Presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi.
“A dispetto dello stato di degrado ambientale, sociale e culturale che sta distruggendo la nostra Provincia – continua Di Sarno – e che richiederebbe un lavoro straordinario da parte della nuova giunta provinciale, il Presidente Zinzi ha pensato bene di continuare a mantenere la carica di parlamentare pensando forse di potersi dedicare al ruolo di Presidente della Provincia nel tempo libero.
I cittadini della nostra provincia stanno vivendo una crisi di immani proporzioni, come non se ne vedevano da decenni, peggiorata dalla manovra economica del Governo nazionale, che taglia, in maniera del tutto indiscriminata, cultura, ricerca e servizi ai cittadini, affossando così definitivamente i settori strategici essenziali per la ripresa di un Paese già allo stremo.
Inoccupati addirittura costretti a pagare i ticket sanitari, grazie ai tagli agli enti locali, lavoratori in cassa integrazione quando non licenziati in tronco senza alcun diritto garantito, commercianti e piccole imprese ostaggio di banche ed Equitalia, cittadini che si vedono pignorare la prima casa non potendo più pagare le miriadi di tasse regionali, comunali e statali (come se una dimora non fosse garantita dalla costituzione). Poiché l’Italia ha ratificato il Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, sarebbe obbligata a riconoscere il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sè e per la sua famiglia, che includa alimentazione, vestiario ed alloggio adeguati, nonché al miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita.
Tutto questo, ancora oggi, non solo resta inapplicato ma viene peggiorato da una congiuntura particolarmente negativa causata da governi incapaci ed incoscienti.
A dispetto di tutto questo – conclude il coordinatore di SEL – il nostro Presidente non se la sente di rinunciare al doppio incarico e quindi al doppio stipendio. Alla faccia dell'esempio che la cosiddetta buona politica dovrebbe dare, rispetto alla sofferenza delle famiglie che di lavoro non ne hanno nemmeno uno.”
Inoccupati addirittura costretti a pagare i ticket sanitari, grazie ai tagli agli enti locali, lavoratori in cassa integrazione quando non licenziati in tronco senza alcun diritto garantito, commercianti e piccole imprese ostaggio di banche ed Equitalia, cittadini che si vedono pignorare la prima casa non potendo più pagare le miriadi di tasse regionali, comunali e statali (come se una dimora non fosse garantita dalla costituzione). Poiché l’Italia ha ratificato il Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, sarebbe obbligata a riconoscere il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sè e per la sua famiglia, che includa alimentazione, vestiario ed alloggio adeguati, nonché al miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita.
Tutto questo, ancora oggi, non solo resta inapplicato ma viene peggiorato da una congiuntura particolarmente negativa causata da governi incapaci ed incoscienti.
A dispetto di tutto questo – conclude il coordinatore di SEL – il nostro Presidente non se la sente di rinunciare al doppio incarico e quindi al doppio stipendio. Alla faccia dell'esempio che la cosiddetta buona politica dovrebbe dare, rispetto alla sofferenza delle famiglie che di lavoro non ne hanno nemmeno uno.”
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23 mag 2010
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Provincia di Caserta: Dimissioni di Zinzi
Fonte: Comunicato stampa Sinistra ecologia Libertà Caserta
Gruppi di interesse al potere, unicamente questo rappresentano oggi Zinzi e la sua maggioranza di centro destra. Litigano su spartizioni di poltrone, gestione di enti pubblici, posizioni che consentano di mantenere tutte le promesse dispensate in campagna elettorale ad amici e portaborse e grazie alle quali, con tutti i mezzi e ai limiti della legalità, hanno conquistato il governo di Terra di Lavoro.
Le dimissioni di Zinzi sono la dimostrazione lampante che sostituire i personalismi ai partiti, che con tutti i limiti e la loro arretratezza ancora oggi sono gli unici luoghi di confronto politico possibile, ha come effetto il disastro e l’ingovernabilità, oggi sotto gli occhi di tutti.
Sono passati ben due mesi infatti dall’ultima tornata elettorale e la nostra provincia è l’unica in Italia a non avere ancora un’amministrazione definita, pur essendo uno dei territori più problematici del nostro Paese:
lavoratori licenziati o in cassa integrazione a causa di politiche industriali parassitarie e fallimentari. Operatori della sanità che chiedono di essere ascoltati e che invece continuano a restare senza stipendio. Una questione ambientale che chiede vendetta per tutti gli scempi subiti negli ultimi anni e rispetto alla quale il neo presidente non trova di meglio che riproporre il buon vecchio inceneritore come panacea di tutti mali.
Insomma, per l’ennesima volta siamo di fronte a personaggi che sfruttano la politica solo per tutelare i propri interessi e quelli dei propri amici. E siamo solo all’inizio. Ci domandiamo allora: quando finirà questa farsa delle dimissioni? Quando e dopo quali ulteriori accordi sulla pelle dei cittadini, il neo eletto Presidente si deciderà a tornare al suo posto e iniziare a governare?
Niente di buono insomma all’orizzonte per la nostra provincia. Solo sciacalli pronti a spolpare fino all’osso quello che resta della nostra terra. Il centrosinistra si deve riorganizzare; i partiti, soprattutto quelli maggiori, non possono continuare solo a litigare al proprio interno, devono chiudere l’eterna fase costituente ed inaugurare finalmente una nuova stagione politica, vicina ai problemi della gente, diventando così una alternativa seria, credibile, a questo centro destra impresentabile e inconcludente.
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20 mar 2010
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Rifiuti, Acqua pubblica e Lavoro
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Sel: Manifestazione elettorale
Lunedì 22 marzo alle ore 17,30, a Caserta, Jolly Hotel (nei pressi della stazione), si svolgerà la manifestazione elettorale di sinistra ecologia liberta' sui temi:
Rifiuti, Acqua pubblica e Lavoro
Saranno presenti e interverranno tutti i candidati di Sel alla regione e alla provincia.
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Sel: Rifiuti, Acqua pubblica, Lavoro
“Una manifestazione incentrata sui temi del lavoro, quello precario che c’è sempre meno, dell’ambiente, violentato da emergenze infinite e progetti di ritorno al nucleare, della legalità, offesa dai continui attacchi del Presidente del Consiglio alla magistratura.”
Di questo si parlerà lunedì prossimo, 22 marzo, alle 17.30, al jolly Hotel di Caserta, nella manifestazione organizzata da Sinistra ecologia liberta' “per poter dare un po’ di contenuti politici e programmatici ad una campagna elettorale che si ispira solo alla solita “guerra” di manifesti, che non dicono assolutamente nulla.”
“Con le polemiche delle ultime settimane –– afferma Pietro Di Sarno, coordinatore provinciale di SEL e candidato alle regionali –– il centro destra vuole nascondere, far dimenticare per un pò, ciò che hanno in mente di fare dopo le elezioni regionali. E così parlano a sproposito di difesa della libertà: come al solito si tratta solo di quella personale di Berlusconi. Intanto – continua - oggi a Roma ci sarà una straordinaria manifestazione sul tema dell’acqua pubblica e del no alla privatizzazione che il Governo vuole introdurre. Dopo il ritorno al nucleare ora l’acqua regalata ai privati. Difendendo l’acqua pubblica, insieme agli altri beni comuni, stiamo anche difendendo simbolicamente l’idea di un modello di sviluppo che non attribuisca tutto ai privati, secondo lo schema Alitalia (profitti in tasca degli imprenditori, perdite socializzate a noi tutti). Ci sono beni che non possono essere assoggettati alla logica del profitto.”
“A volte ritornano… così ci siamo svegliati dall’incantesimo – afferma Enzo Falco, portavoce di SEL Caserta - che l’emergenza rifiuti fosse finita davvero, merito (sic!) del solito Bertolaso e del solito Presidente del Consiglio. E invece i nodi vengono sempre al pettine: vale la pena ricordare come abbiamo sempre sostenuto la soluzione di piccoli impianti, compatibili con l’ambiente e diffusi sul territorio con i quali potevano brillantemente risolvere anche il problema dei lavoratori del consorzio, guadagnando da un lato in efficienza e non essendo schiavi dei soliti “privati”, che, al di là di ogni ragionevole dubbio, subiscono sempre interdittive antimafia, che a loro volta, inevitabilmente, creano problemi al servizio (vedi questione Saba a Caserta). Allora nemmeno il centrosinistra casertano volle seguirci, sbagliando. Se avessimo chiesto, come Provincia di Caserta, di avere i soldi spesi da Bertolaso a Ferrandelle per realizzare il piano di cui sopra, oggi non ci troveremmo in questa situazione che potrebbe rischiare di essere ancora più drammatica delle altre emergenze. E l’inceneritore, panacea di tutti i mali?”.
Di questo si parlerà lunedì prossimo, 22 marzo, alle 17.30, al jolly Hotel di Caserta, nella manifestazione organizzata da Sinistra ecologia liberta' “per poter dare un po’ di contenuti politici e programmatici ad una campagna elettorale che si ispira solo alla solita “guerra” di manifesti, che non dicono assolutamente nulla.”
“Con le polemiche delle ultime settimane –– afferma Pietro Di Sarno, coordinatore provinciale di SEL e candidato alle regionali –– il centro destra vuole nascondere, far dimenticare per un pò, ciò che hanno in mente di fare dopo le elezioni regionali. E così parlano a sproposito di difesa della libertà: come al solito si tratta solo di quella personale di Berlusconi. Intanto – continua - oggi a Roma ci sarà una straordinaria manifestazione sul tema dell’acqua pubblica e del no alla privatizzazione che il Governo vuole introdurre. Dopo il ritorno al nucleare ora l’acqua regalata ai privati. Difendendo l’acqua pubblica, insieme agli altri beni comuni, stiamo anche difendendo simbolicamente l’idea di un modello di sviluppo che non attribuisca tutto ai privati, secondo lo schema Alitalia (profitti in tasca degli imprenditori, perdite socializzate a noi tutti). Ci sono beni che non possono essere assoggettati alla logica del profitto.”
“A volte ritornano… così ci siamo svegliati dall’incantesimo – afferma Enzo Falco, portavoce di SEL Caserta - che l’emergenza rifiuti fosse finita davvero, merito (sic!) del solito Bertolaso e del solito Presidente del Consiglio. E invece i nodi vengono sempre al pettine: vale la pena ricordare come abbiamo sempre sostenuto la soluzione di piccoli impianti, compatibili con l’ambiente e diffusi sul territorio con i quali potevano brillantemente risolvere anche il problema dei lavoratori del consorzio, guadagnando da un lato in efficienza e non essendo schiavi dei soliti “privati”, che, al di là di ogni ragionevole dubbio, subiscono sempre interdittive antimafia, che a loro volta, inevitabilmente, creano problemi al servizio (vedi questione Saba a Caserta). Allora nemmeno il centrosinistra casertano volle seguirci, sbagliando. Se avessimo chiesto, come Provincia di Caserta, di avere i soldi spesi da Bertolaso a Ferrandelle per realizzare il piano di cui sopra, oggi non ci troveremmo in questa situazione che potrebbe rischiare di essere ancora più drammatica delle altre emergenze. E l’inceneritore, panacea di tutti i mali?”.
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23 gen 2010
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Tre coordinatori provinciali per SEL Caserta
Fonte: Comunicato Stampa
Nell’assemblea provinciale, tenutasi ieri sera a Caserta, presso la sede della CIGL in via Verdi, alla presenza
dei dirigenti nazionali e regionali Arturo Scotto e Peppe de Cristoforo, Sinistra ecologia liberta' della provincia di Caserta ha eletto il proprio coordinamento provinciale e tre coordinatori, oltre ad approvare il documento politico-organizzativo per le prossime scadenze elettorali. I tre coordinatori, Pietro Di Sarno, Peppe Di Gregorio ed Enzo Falco, avranno il compito di traghettare il nuovo partito nelle prossime scadenze elettorali regionali e provinciali, almeno fino al congresso vero e proprio, che si terrà probabilmente a Giugno di quest’anno. Ad introdurre i lavori dell’assemblea è stato Pietro di Sarno: “C’è da sciogliere ancora l’importante nodo della partecipazione dei socialisti sotto le insegne di Sinistra ecologia e libertà, ma ormai è solo questione di giorni, poiché già lunedì mattina ci sarà una decisione definitiva in merito. La nostra posizione favorevole è nota da tempo, ma il problema non è solamente elettorale. Vogliamo che l’alleanza con i compagni socialisti sia fortemente connotata politicamente. In questo senso ad esempio, invitiamo i socialisti di terra di lavoro ad esprimersi chiaramente in merito alla gestione pubblica dell’acqua, tema politico per noi dirimente e rispetto al quale sembra che qualche esponente al Comune di Caserta la pensi diversamente. Stare insieme insomma significa condividere principi e programmi. SeL è schierata saldamente nel centro sinistra e soprattutto non è un tram elettorale. I socialisti casertani devono dichiarare con chiarezza pubblicamente che la loro adesione a SeL durerà anche dopo la scadenza elettorale. A queste condizioni saremo tutti entusiasti di continuare il nostro percorso insieme.” Nel documento politico approvato un passaggio importante è stato riservato ai prossimi passi da muovere, visto anche il momento di sostanziale stallo del PD in merito alle candidature alla Provincia e alla Regione. “Non aspetteremo fermi e in silenzio il PD casertano – afferma Enzo Falco –, né ci piegheremo alla logica dell’allargamento della maggioranza in una condizione di subalternità all’UDC, così come si voleva fare in Puglia. Prenderemo subito l’iniziativa. Incontreremo nei prossimi giorni Speranza provinciale, IdV, Verdi e Federazione della sinistra, per aiutare il PD a scegliere un candidato alla Presidenza che sia autorevole e di garanzia, che dia garanzie vere su almeno cinque chiare opzioni programmatiche, decisive per il futuro di Terra di Lavoro. Solo così il centro sinistra può ritornare credibile. Abbiamo tutte le carte in regola per ritornare a vincere e a convincere”. Intanto si va avanti anche in merito all’organizzazione del partito, per farsi trovare pronti alla duplice scadenza elettorale.“Intorno a SeL c’è grande entusiasmo e ogni giorno registriamo nuove importanti adesioni al progetto – afferma Peppe De Gregorio – Abbiamo già una copertura capillare su tutto il territorio provinciale e quindi siamo pronti sia sul piano organizzativo che sul piano elettorale. Dalla prossima settimana incomincerà un lavoro politico più specifico, anche per recuperare il tempo perso negli ultimi mesi in inutili diatribe politiciste. C’è già un gruppo di lavoro incaricato di redigere un programma di forte impatto e candidature autorevoli e rappresentative”.
dei dirigenti nazionali e regionali Arturo Scotto e Peppe de Cristoforo, Sinistra ecologia liberta' della provincia di Caserta ha eletto il proprio coordinamento provinciale e tre coordinatori, oltre ad approvare il documento politico-organizzativo per le prossime scadenze elettorali. I tre coordinatori, Pietro Di Sarno, Peppe Di Gregorio ed Enzo Falco, avranno il compito di traghettare il nuovo partito nelle prossime scadenze elettorali regionali e provinciali, almeno fino al congresso vero e proprio, che si terrà probabilmente a Giugno di quest’anno. Ad introdurre i lavori dell’assemblea è stato Pietro di Sarno: “C’è da sciogliere ancora l’importante nodo della partecipazione dei socialisti sotto le insegne di Sinistra ecologia e libertà, ma ormai è solo questione di giorni, poiché già lunedì mattina ci sarà una decisione definitiva in merito. La nostra posizione favorevole è nota da tempo, ma il problema non è solamente elettorale. Vogliamo che l’alleanza con i compagni socialisti sia fortemente connotata politicamente. In questo senso ad esempio, invitiamo i socialisti di terra di lavoro ad esprimersi chiaramente in merito alla gestione pubblica dell’acqua, tema politico per noi dirimente e rispetto al quale sembra che qualche esponente al Comune di Caserta la pensi diversamente. Stare insieme insomma significa condividere principi e programmi. SeL è schierata saldamente nel centro sinistra e soprattutto non è un tram elettorale. I socialisti casertani devono dichiarare con chiarezza pubblicamente che la loro adesione a SeL durerà anche dopo la scadenza elettorale. A queste condizioni saremo tutti entusiasti di continuare il nostro percorso insieme.” Nel documento politico approvato un passaggio importante è stato riservato ai prossimi passi da muovere, visto anche il momento di sostanziale stallo del PD in merito alle candidature alla Provincia e alla Regione. “Non aspetteremo fermi e in silenzio il PD casertano – afferma Enzo Falco –, né ci piegheremo alla logica dell’allargamento della maggioranza in una condizione di subalternità all’UDC, così come si voleva fare in Puglia. Prenderemo subito l’iniziativa. Incontreremo nei prossimi giorni Speranza provinciale, IdV, Verdi e Federazione della sinistra, per aiutare il PD a scegliere un candidato alla Presidenza che sia autorevole e di garanzia, che dia garanzie vere su almeno cinque chiare opzioni programmatiche, decisive per il futuro di Terra di Lavoro. Solo così il centro sinistra può ritornare credibile. Abbiamo tutte le carte in regola per ritornare a vincere e a convincere”. Intanto si va avanti anche in merito all’organizzazione del partito, per farsi trovare pronti alla duplice scadenza elettorale.“Intorno a SeL c’è grande entusiasmo e ogni giorno registriamo nuove importanti adesioni al progetto – afferma Peppe De Gregorio – Abbiamo già una copertura capillare su tutto il territorio provinciale e quindi siamo pronti sia sul piano organizzativo che sul piano elettorale. Dalla prossima settimana incomincerà un lavoro politico più specifico, anche per recuperare il tempo perso negli ultimi mesi in inutili diatribe politiciste. C’è già un gruppo di lavoro incaricato di redigere un programma di forte impatto e candidature autorevoli e rappresentative”. Clicca qui per leggere il resto dell'articolo
19 gen 2010
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Tra il 2005 ed il 2006 la mobilitazione dei comitati di quartiere di Napoli e di tutta la Campania, impedì che l’acqua venisse venduta ai privati da parte della Regione Campania e dei 136 comuni delle province di Napoli e Caserta. Una vittoria che allora non fermò la fame di speculazione delle grandi multinazionali come Veolia o Eniacqua ad esempio interessate a gestire al posto delle aziende pubbliche come l’Arin, le acque della Campania.
Nonostante quella vittoria dicesse a chiare lettere che i cittadini della Campania volevano l’acqua gestita da una società esclusivamente pubblica (gestione in house in linguaggio tecnico) la Regione Campania ed i 136 comuni delle province di Napoli e Caserta (racchiusi nell’ambito territoriale ottimale ATO 2) non hanno fatto alcuna scelta su come gestire l’acqua in Campania. Nello scorso dicembre come un vero e proprio lampo di speculazione ed affarismo il governo Berlusconi ha approvato la legge 135 che all’articolo 15 stabilisce che le regioni ed i comuni devono fare le gare d’appalto per la gestione del sistema delle risorse idriche. Ovvero la privatizzazione dell’acqua per legge !!!
Il governo Berlusconi, da sempre vicino agli interessi degli speculatori, avvia alla privatizzazione uno dei beni comuni fondamentali, quello dell’acqua che deve essere garantito ad ogni essere umano.
Ma cosa comporterà la privatizzazione dell’acqua ?
Aumento delle bollette vertiginoso innanzitutto, basti pensare che nei comuni della Campania dove i privati già gestiscono l’acqua come la società Gori a Sarno i conguagli annuali superano i 2.000 Euro !!
Aumento delle tariffe, riduzione del personale per le ditte di manutenzione, minore manutenzione su tutta la rete idrica con pericolo di inquinamento delle acque e spreco delle risorse, ed ovviamente ricorso all’Equitalia e società simili per la riscossione delle morosità pregresse.
Cosa possiamo fare ?
Mobilitarci dal basso formando i comitati civici contro la privatizzazione dell’acqua, e chiedere ai Comuni ed alla Regione Campania di modificare il proprio statuto definendo l’acqua un bene senza rilevanza economica, in questo modo ci sarà la possibilità di impedire che i servizi idrici vengano messi a gara d’appalto e quindi regalati ai privati.
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Volantinaggio, speakeraggio, materiali ed installazioni contro la privatizzazione dell’acqua
Sab. 23 Gennaio, ore 10.00 Parco Cupa Spinelli, Via G.A.Campano, Chiaiano (200mt stazione metro) Presidio permanente di Chiaiano e Marano contro la privatizzazione dell’acqua
Tra il 2005 ed il 2006 la mobilitazione dei comitati di quartiere di Napoli e di tutta la Campania, impedì che l’acqua venisse venduta ai privati da parte della Regione Campania e dei 136 comuni delle province di Napoli e Caserta. Una vittoria che allora non fermò la fame di speculazione delle grandi multinazionali come Veolia o Eniacqua ad esempio interessate a gestire al posto delle aziende pubbliche come l’Arin, le acque della Campania.
Nonostante quella vittoria dicesse a chiare lettere che i cittadini della Campania volevano l’acqua gestita da una società esclusivamente pubblica (gestione in house in linguaggio tecnico) la Regione Campania ed i 136 comuni delle province di Napoli e Caserta (racchiusi nell’ambito territoriale ottimale ATO 2) non hanno fatto alcuna scelta su come gestire l’acqua in Campania. Nello scorso dicembre come un vero e proprio lampo di speculazione ed affarismo il governo Berlusconi ha approvato la legge 135 che all’articolo 15 stabilisce che le regioni ed i comuni devono fare le gare d’appalto per la gestione del sistema delle risorse idriche. Ovvero la privatizzazione dell’acqua per legge !!!
Il governo Berlusconi, da sempre vicino agli interessi degli speculatori, avvia alla privatizzazione uno dei beni comuni fondamentali, quello dell’acqua che deve essere garantito ad ogni essere umano.
Ma cosa comporterà la privatizzazione dell’acqua ?
Aumento delle bollette vertiginoso innanzitutto, basti pensare che nei comuni della Campania dove i privati già gestiscono l’acqua come la società Gori a Sarno i conguagli annuali superano i 2.000 Euro !!
Aumento delle tariffe, riduzione del personale per le ditte di manutenzione, minore manutenzione su tutta la rete idrica con pericolo di inquinamento delle acque e spreco delle risorse, ed ovviamente ricorso all’Equitalia e società simili per la riscossione delle morosità pregresse.
Cosa possiamo fare ?
Mobilitarci dal basso formando i comitati civici contro la privatizzazione dell’acqua, e chiedere ai Comuni ed alla Regione Campania di modificare il proprio statuto definendo l’acqua un bene senza rilevanza economica, in questo modo ci sarà la possibilità di impedire che i servizi idrici vengano messi a gara d’appalto e quindi regalati ai privati.
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15 gen 2010
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Mobilitazione antirazzista a Caserta per i fatti di Rosarno
Manifestazione antirazzista, martedi 19 gennaio ore 10 in piazza Vanvitelli a Caserta
Sabato 9 gennaio a Caserta presso il Centro Sociale ex canapificio circa 500
migranti e rifugiati si sono riuniti in un’assemblea per discutere di ciò che è accaduto a Rosarno. Tanti migranti e rifugiati che erano a Rosarno per la raccolta degli agrumi stanno tornando a casa. Sono i giovani africani che vivono a Castel Volturno, a Casal di Principe, Teano, Aversa, Afragola, Pianura, S.Antimo. Sono i lavoratori stagionali che si spostano dal casertano a Foggia, Potenza, Cassibile, a seconda dei frutti da raccogliere. Sakò, 26 anni richiedente asilo del Burkina Faso è visibilmente provato, ha la paura negli occhi. E’ appena arrivato a Caserta per l’assemblea ma stenta a parlare ci abbraccia e dice “ci sparano come fossimo polli. Non so come ho fatto a scappare…sono stato due giorni nascosto su un albero”. Youssuf, ivoriano 25 anni, dopo essere stato medicato in ospedale la sera del 7 è riuscito ad arrivare alla stazione ed è arrivato oggi. E’ felice di essere ancora sano e salvo ma non ha ricevuto il salario di tre mesi di lavoro. Come e a chi potrà denunciarlo? E’ uno dei braccianti agricoli senza permesso di soggiorno ignorati dalla regolarizzazione prevista solo per colf e badanti. Grazie al lavoro di questi giovani braccianti africani a Rosarno anche quest’anno gli agrumi sono arrivati sulle nostre tavole. Come è successo a Castel Volturno nel settembre 2008 e a Rosarno già lo scorso dicembre 2008 questi lavoratori sono stati aggrediti, cos' come in tante altre occasioni e soprattutto a ridosso dei giorni di paga. A Castel Volturno è stata la camorra a sparare, a Rosarno l’anno scorso a sparare e ferire gravemente due giovani ivoriani furono due balordi poi fermati grazie alla collaborazione dei migranti. Ad un anno di distanza i lavoratori stagionali che sono arrivati a Rosarno hanno trovato le stesse condizioni di sfruttamento di sempre, la stessa indifferenza delle istituzioni rispetto alle condizioni di vita degradanti ed alle aggressioni quotidiane ai danni dei braccianti impegnati per la raccolta degli agrumi. Noi siamo testimoni di centinaia di storie di lavoratori aggrediti perché “pretendevano” il salario, picchiati e derubati dai caporali o da gruppi di persone rimasti impuniti, tanto "il permesso di soggiorno non ce l’hanno..". Tutto ciò in un clima di colpevole silenzio delle istituzioni e omertà dei tanti che traggono ricchezza dalla presenza degli immigrati. A Rosarno quest’anno il lavoro è stato più scarso per tutti in quanto sono ritornati alla raccolta delle arance anche quei migranti che hanno perso il lavoro a Vicenza, Lodi, Castel Franco, licenziati dalle fabbriche, a rischio di perdere il permesso di soggiorno. In questo clima giovedì sera è avvenuta la sparatoria che ha scatenato la rabbia dei migranti che in modo più duro dell’anno scorso si sono ribellati. Lo sfruttamento indiscriminato provoca la ribellione, e al di là degli obiettivi materiali contro cui si è scatenata questa rabbia, bisogna saper cogliere il messaggio di chi ha deciso che non vuole più subire l'apartheid.
Da lì sono partite invece altre aggressioni ai migranti con fucilate e sprangate che sono andate avanti due giorni e ci chiediamo come sia potuto accadere che un gruppo di persone abbia potuto aprire la "caccia al nero", come sia possibile che abbiamo tenuto in ostaggio forze dell’ordine e immigrati a rischio di linciaggio.
La decisione di allontanare da Rosarno i migranti è stata una decisione politica dettata da questi cittadini con le mazze e le pistole? O è stata una scelta del governo perchè la ribellione non poteva "restare impunita"?! A nostro avviso a Rosarno ha vinto la ndrangheta. Ci auguriamo che tutti possano tornare a casa in sicurezza e senza espulsioni. Ma temiamo per le oltre cento persone che sono ancora rinchiuse ad esempio nel centro di Bari. Deportarle sommerebbe infamia a infamia.
L’assemblea del Movimento dei migranti e dei rifugiati ha deciso perciò di accogliere i fratelli di ritorno da Rosarno con un appello alla mobilitazione. Una giornata di mobilitazione sotto la Prefettura di Caserta per MARTEDI’ 19 GENNAIO affinché le istituzioni adottino un provvedimento di regolarizzazione che possa far emergere dal lavoro nero e dalle condizioni di sfruttamento i migranti impegnati nell’agricoltura e garantiscano le condizioni di accoglienza e di tutela dei lavoratori immigrati ceh pure hanno già il permesso di soggiorno. Per combattere lo sfruttamento c’è bisogno di adeguati strumenti. La regolarizzazione e i diritti di cittadinanza sono la base della convivenza e l’antitodo al razzismo. Al tempo stesso bisogna bloccare i rastrellamenti di massa e gli sgomberi senza alternative che sono partiti dopo Rosarno e che in questi giorni cominciano a svolgersi anche in Campania. RIGETTIAMO LA RIPRODUZIONE DEL "MODELLO ROSARNO" PER UNA VERA POLITICA Di ACCOGLIENZA!
Sabato 9 gennaio a Caserta presso il Centro Sociale ex canapificio circa 500
migranti e rifugiati si sono riuniti in un’assemblea per discutere di ciò che è accaduto a Rosarno. Tanti migranti e rifugiati che erano a Rosarno per la raccolta degli agrumi stanno tornando a casa. Sono i giovani africani che vivono a Castel Volturno, a Casal di Principe, Teano, Aversa, Afragola, Pianura, S.Antimo. Sono i lavoratori stagionali che si spostano dal casertano a Foggia, Potenza, Cassibile, a seconda dei frutti da raccogliere. Sakò, 26 anni richiedente asilo del Burkina Faso è visibilmente provato, ha la paura negli occhi. E’ appena arrivato a Caserta per l’assemblea ma stenta a parlare ci abbraccia e dice “ci sparano come fossimo polli. Non so come ho fatto a scappare…sono stato due giorni nascosto su un albero”. Youssuf, ivoriano 25 anni, dopo essere stato medicato in ospedale la sera del 7 è riuscito ad arrivare alla stazione ed è arrivato oggi. E’ felice di essere ancora sano e salvo ma non ha ricevuto il salario di tre mesi di lavoro. Come e a chi potrà denunciarlo? E’ uno dei braccianti agricoli senza permesso di soggiorno ignorati dalla regolarizzazione prevista solo per colf e badanti. Grazie al lavoro di questi giovani braccianti africani a Rosarno anche quest’anno gli agrumi sono arrivati sulle nostre tavole. Come è successo a Castel Volturno nel settembre 2008 e a Rosarno già lo scorso dicembre 2008 questi lavoratori sono stati aggrediti, cos' come in tante altre occasioni e soprattutto a ridosso dei giorni di paga. A Castel Volturno è stata la camorra a sparare, a Rosarno l’anno scorso a sparare e ferire gravemente due giovani ivoriani furono due balordi poi fermati grazie alla collaborazione dei migranti. Ad un anno di distanza i lavoratori stagionali che sono arrivati a Rosarno hanno trovato le stesse condizioni di sfruttamento di sempre, la stessa indifferenza delle istituzioni rispetto alle condizioni di vita degradanti ed alle aggressioni quotidiane ai danni dei braccianti impegnati per la raccolta degli agrumi. Noi siamo testimoni di centinaia di storie di lavoratori aggrediti perché “pretendevano” il salario, picchiati e derubati dai caporali o da gruppi di persone rimasti impuniti, tanto "il permesso di soggiorno non ce l’hanno..". Tutto ciò in un clima di colpevole silenzio delle istituzioni e omertà dei tanti che traggono ricchezza dalla presenza degli immigrati. A Rosarno quest’anno il lavoro è stato più scarso per tutti in quanto sono ritornati alla raccolta delle arance anche quei migranti che hanno perso il lavoro a Vicenza, Lodi, Castel Franco, licenziati dalle fabbriche, a rischio di perdere il permesso di soggiorno. In questo clima giovedì sera è avvenuta la sparatoria che ha scatenato la rabbia dei migranti che in modo più duro dell’anno scorso si sono ribellati. Lo sfruttamento indiscriminato provoca la ribellione, e al di là degli obiettivi materiali contro cui si è scatenata questa rabbia, bisogna saper cogliere il messaggio di chi ha deciso che non vuole più subire l'apartheid.Da lì sono partite invece altre aggressioni ai migranti con fucilate e sprangate che sono andate avanti due giorni e ci chiediamo come sia potuto accadere che un gruppo di persone abbia potuto aprire la "caccia al nero", come sia possibile che abbiamo tenuto in ostaggio forze dell’ordine e immigrati a rischio di linciaggio.
La decisione di allontanare da Rosarno i migranti è stata una decisione politica dettata da questi cittadini con le mazze e le pistole? O è stata una scelta del governo perchè la ribellione non poteva "restare impunita"?! A nostro avviso a Rosarno ha vinto la ndrangheta. Ci auguriamo che tutti possano tornare a casa in sicurezza e senza espulsioni. Ma temiamo per le oltre cento persone che sono ancora rinchiuse ad esempio nel centro di Bari. Deportarle sommerebbe infamia a infamia.
L’assemblea del Movimento dei migranti e dei rifugiati ha deciso perciò di accogliere i fratelli di ritorno da Rosarno con un appello alla mobilitazione. Una giornata di mobilitazione sotto la Prefettura di Caserta per MARTEDI’ 19 GENNAIO affinché le istituzioni adottino un provvedimento di regolarizzazione che possa far emergere dal lavoro nero e dalle condizioni di sfruttamento i migranti impegnati nell’agricoltura e garantiscano le condizioni di accoglienza e di tutela dei lavoratori immigrati ceh pure hanno già il permesso di soggiorno. Per combattere lo sfruttamento c’è bisogno di adeguati strumenti. La regolarizzazione e i diritti di cittadinanza sono la base della convivenza e l’antitodo al razzismo. Al tempo stesso bisogna bloccare i rastrellamenti di massa e gli sgomberi senza alternative che sono partiti dopo Rosarno e che in questi giorni cominciano a svolgersi anche in Campania. RIGETTIAMO LA RIPRODUZIONE DEL "MODELLO ROSARNO" PER UNA VERA POLITICA Di ACCOGLIENZA!
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16 nov 2009
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Petizione per l'ex-canapificio di Caserta
Al link http://www.firmiamo.it/petizioneexcanapificiocaserta è attiva una raccolta firme per sostenere la proposta della regione Campania di riqualificazione dell'ex-canapificio di Caserta. Vi invitiamo a sottoscrivere e diffondere il più possibile.
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5 nov 2009
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I Vendoliani di SL su ex canapificio : “Iodice inopportuno nel merito e nel metodo. Sinistra e libertà ha altri programmi.”
Fonte: Comunicato stampa
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“Ad essere inopportuna, sia nel metodo che nel merito non può che essere unicamente l’ultima sortita dell’ormai ex segretario provinciale del Pd Enzo Iodice, il quale, pur di essere in qualche modo “visibile” e porre un argine improbabile all’emorragia di voti del suo partito, interviene in maniera del tutto scomposta su tematiche delicate, che invece meriterebbero ben altre riflessioni, più che ricalcare le posizioni espresse da minoranze interessate.” Così esordiscono Gabriele Vedova e Pietro di Sarno, membri Vendoliani del coordinamento provinciale di sinistra e libertà, non risparmiando certo aspre critiche all’attuale Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, Enonché esponente di primo piano del pd casertano, il quale, in una lettera aperta al Presidente della regione Bassolino, ha ultimamente sottolineato la propria contrarietà al progetto proposto ed elaborato dalla Regione Campania di riqualificazione dei capannoni del cosiddetto “ex canapificio”, di cui la regione è proprietaria, per la realizzazione di un centro polifunzionale rivolto agli immigrati. “Le osservazioni di Iodice appaiono strumentali e soprattutto fuori tempo massimo. Da anni infatti, nel complesso dell’ex canapificio di viale Ellittico, a ridosso della Reggia Vanvitelliana, in capannoni oggettivamente fatiscenti e del tutto privi di qualsivoglia servizio, un’associazione, impegnata da quasi un decennio nel settore, offre quotidianamente assistenza informativa e legale agli immigrati, svolgendo peraltro una importante attività di mediazione culturale. Dopo anni di indifferenza rispetto alle condizioni di quel complesso, Iodice improvvisamente si sveglia, forse dal sogno ormai ricorrente in cui già si vede a capo del centro sinistra alle prossime provinciali, e, colto da un’improvvisa ansia di dire qualcosa, si scaglia contro il progetto della Regione. Tanto silenzio rispetto al degrado di anni e tanta eloquenza rispetto ad un progetto, ricordiamo, proposto dalla Regione Campania e non da pericolosi estremisti, che altro non è se non il tentativo di rendere più umani quegli spazi ed ufficializzarne le attività importanti che in essi si svolgono, sin ora avvolte da un insopportabile alone di indifferenza e degrado .”
“Comprendiamo bene – continuano da sinistra e libertà – viste anche le proposte di taluni, che vorrebbero magari decentrare il futuro centro per immigrati nei pressi della zona della discarica o in capannoni dismessi, quale sia l’aria che nonostante l’amministrazione di centro sinistra in carica spira ancora nella nostra città. Ma da un esponente di spicco del pd, peraltro a capo di un ente che dovrebbe sovrintendere alla programmazione e all’incentivazione del turismo nella nostra città, ci aspettiamo ben altre prese di posizione, diverse dal vecchio adagio che turismo significhi attrezzare il salotto buono della città e nascondere il degrado in periferia, come la polvere sotto il tappeto; a sinistra è giusto cominciare a parlare seriamente ed in tempo utile di sicurezza nelle città e della connessione che pure esiste con il degrado in cui versano le fasce deboli della popolazione, tra cui gli stessi migranti, ma farne una questione di ordine pubblico o addirittura di decoro urbano, sottintendere, neanche troppo implicitamente, che immigrazione e turismo debbano essere tenuti lontani e separati, sono concetti fuori dal tempo, che persino settori illuminati della destra, istituzionalmente rappresentati, hanno ormai messo in soffitta. Integrazione e lotta al degrado non possono non essere alla base di città moderne che vogliano essere competitive in Italia ed in Europa, che vogliano esportare la propria immagine ma anche le proprie innovative esperienze di comunità accoglienti ed integrate.”
“Nel merito e nel metodo quindi – concludono i Vendoliani – sembra proprio, almeno stando alle dichiarazioni di Iodice, che in Provincia di Caserta il Pd voglia distinguersi nettamente dal cambio di rotta nazionale impresso dal neo segretario Bersani, facendo pericolosi passi indietro verso quell’autosufficienza Veltroniana che tanti disastri ha causato a tutta la sinistra. Sinistra e libertà ha programmi diversi, e anche per questo si candida autorevolmente al governo della nostra provincia.”
“Comprendiamo bene – continuano da sinistra e libertà – viste anche le proposte di taluni, che vorrebbero magari decentrare il futuro centro per immigrati nei pressi della zona della discarica o in capannoni dismessi, quale sia l’aria che nonostante l’amministrazione di centro sinistra in carica spira ancora nella nostra città. Ma da un esponente di spicco del pd, peraltro a capo di un ente che dovrebbe sovrintendere alla programmazione e all’incentivazione del turismo nella nostra città, ci aspettiamo ben altre prese di posizione, diverse dal vecchio adagio che turismo significhi attrezzare il salotto buono della città e nascondere il degrado in periferia, come la polvere sotto il tappeto; a sinistra è giusto cominciare a parlare seriamente ed in tempo utile di sicurezza nelle città e della connessione che pure esiste con il degrado in cui versano le fasce deboli della popolazione, tra cui gli stessi migranti, ma farne una questione di ordine pubblico o addirittura di decoro urbano, sottintendere, neanche troppo implicitamente, che immigrazione e turismo debbano essere tenuti lontani e separati, sono concetti fuori dal tempo, che persino settori illuminati della destra, istituzionalmente rappresentati, hanno ormai messo in soffitta. Integrazione e lotta al degrado non possono non essere alla base di città moderne che vogliano essere competitive in Italia ed in Europa, che vogliano esportare la propria immagine ma anche le proprie innovative esperienze di comunità accoglienti ed integrate.”
“Nel merito e nel metodo quindi – concludono i Vendoliani – sembra proprio, almeno stando alle dichiarazioni di Iodice, che in Provincia di Caserta il Pd voglia distinguersi nettamente dal cambio di rotta nazionale impresso dal neo segretario Bersani, facendo pericolosi passi indietro verso quell’autosufficienza Veltroniana che tanti disastri ha causato a tutta la sinistra. Sinistra e libertà ha programmi diversi, e anche per questo si candida autorevolmente al governo della nostra provincia.”
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25 mag 2009
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Festa di Sinistra e Libertà
Da una strofa dello stornello d'esilio di Pietro Gori "Nostra patria è il mondo intero. Nostra legge la libertà" nasce il titolo della festa organizzata da Sinistra e Libertà presso il Comitato elettorale in Via Roma a Caserta il 29 maggio. Durante la festa saranno indicate le proposte e gli ultimi impegni di Sinistra e Libertà prima delle prossime elezioni europee. Nella locandina della manifestazione (vedi foto) sono riportati luogo, ora e programma dell'evento.
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11 mag 2009
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Maria Grazia Massaro si presenta ...
La candidata di Sinistra e Libertà alle elezioni europee del 6 e 7 giugno in una sua breve presentazione ....
Sono
Grazia Massaro, una giovane studentessa casertana che vive quotidianamente tutti i problemi della nostra società; quei problemi che attanagliano i giovani, i genitori, gli anziani e che fanno dell’Italia uno degli ultimi paesi in Europa. Sono una ragazza che si indigna nell’osservare la continua sopraffazione esercitata da pochi potenti a discapito di tanti cittadini comuni, una ragazza che, come tanti altri della propria generazione, si vede costretta a cercare il proprio futuro altrove; insomma sono una come voi, una di voi …
La mia candidatura e’ soprattutto un progetto, per rimettere insieme, da sinistra, le forze sane della società, i cittadini che credono nella legalità a tutto campo, nel lavoro stabile e ben retribuito, nella questione ambientale come opportunità di sviluppo e non come problema da risolvere, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ognuno.
Per questo, con la stessa passione e coerenza che da sempre caratterizzano il mio percorso politico, vi chiedo di sostenermi e di votarmi alle elezioni europee del 6 e 7 Giugno.
Sono
Grazia Massaro, una giovane studentessa casertana che vive quotidianamente tutti i problemi della nostra società; quei problemi che attanagliano i giovani, i genitori, gli anziani e che fanno dell’Italia uno degli ultimi paesi in Europa. Sono una ragazza che si indigna nell’osservare la continua sopraffazione esercitata da pochi potenti a discapito di tanti cittadini comuni, una ragazza che, come tanti altri della propria generazione, si vede costretta a cercare il proprio futuro altrove; insomma sono una come voi, una di voi …La mia candidatura e’ soprattutto un progetto, per rimettere insieme, da sinistra, le forze sane della società, i cittadini che credono nella legalità a tutto campo, nel lavoro stabile e ben retribuito, nella questione ambientale come opportunità di sviluppo e non come problema da risolvere, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ognuno.
Per questo, con la stessa passione e coerenza che da sempre caratterizzano il mio percorso politico, vi chiedo di sostenermi e di votarmi alle elezioni europee del 6 e 7 Giugno.
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10 mag 2009
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Nichi Vendola a Caserta
Riportiamo gli interventi dei candidati di Sinistra e Libertà alle elezioni europee del 6 e 7 giugno Grazia Massaro, Michele Ragosta, Salvatore Vozza e Marco Di Lello, ripresi ieri 9 maggio al Teatro Comunale a Caserta, che hanno avviato la campagna elettorale in Terra di Lavoro. L'intervento di Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia e capolista della circoscrizione Italia Meridionale, ha concluso la manifestazione organizzata dalla nuova formazione politica. (Ripresa e montaggio a cura di Redazione Avversa)
Nichi Vendola
Maria Grazia Massaro
Michele Ragosta
Salvatore Vozza
Marco Di Lello
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7 mag 2009
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Sabato 9 Maggio ore 16.00
Teatro Comunale via Mazzini Caserta
Nichi Vendola
capolista circoscrizione Sud Italia
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Nichi Vendola a Caserta
Teatro Comunale via Mazzini Caserta
Nichi Vendola
capolista circoscrizione Sud Italia
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5 mag 2009
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Nichi Vendola a Caserta per apertura campagna elettorale di Sinistra e Libertà
Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, leader e candidato capolista di Sinistra e Libertà nella circoscrizione sud alle elezioni europee del prossimo 6 e 7 Giugno, sarà a Caserta sabato, 9 Maggio, a partire dalle ore 16.00, presso il teatro comunale di via Mazzini, per dare ufficialmente avvio alla campagna elettorale di Sinistra e Libertà in Terra di Lavoro.
A lui saranno affidate le conclusioni della manifestazione organizzata dalla nuova formazione politica, nata dall’aggregazione di sinistra democratica, partito socialista, verdi e movimento per la sinistra, e alla quale parteciperanno i candidati campani nella circoscrizione meridionale. Prima delle conclusioni di Vendola interverranno infatti: Maria Grazia Massaro, giovane studentessa universitaria di medicina ed unica candidata casertana in lista; Michele Ragosta, Consigliere regionale dei Verdi in Campania, Salvatore Vozza, Sindaco di Castellammare di Stabia e Marco di Lello, Coordinatore della Segreteria Nazionale del Partito Socialista.
“l’obbiettivo – dichiarano da Sinistra e libertà – è quello di superare lo sbarramento del 4%, per rafforzare il progetto, già avviato, della costruzione di una nuova Sinistra, in Italia e in Europa: una sinistra di popolo, unita, moderna e concreta, che riporti il lavoro e i suoi diritti al centro del dibattito, che combatta davvero la precarietà e le camorre, che consideri la cura dell’ambiente come risorsa e non come limite, che guardi alle enormi possibilità offerte dalla green economy come strumento essenziale per uscire dalla crisi.
Resta solo un mese – concludono da SL - per convincere gli elettori dei nostri territori dell'utilità del voto a sinistra e libertà e dobbiamo provarci con tutte le nostre forze e il nostro entusiasmo, rivolgendoci ai tanti elettori di sinistra delusi del PD e a quanti credono sia ancora possibile costruire una sinistra all’altezza delle sfide del presente, senza sguardi nostalgici al passato. Abbiamo l'occasione di tornare a essere forti e presenti, questa volta non per coltivare il nostro amato semi deserto orticello o per difendere rendite di posizione, ma per riprovare a costruire LA SINISTRA”.
A lui saranno affidate le conclusioni della manifestazione organizzata dalla nuova formazione politica, nata dall’aggregazione di sinistra democratica, partito socialista, verdi e movimento per la sinistra, e alla quale parteciperanno i candidati campani nella circoscrizione meridionale. Prima delle conclusioni di Vendola interverranno infatti: Maria Grazia Massaro, giovane studentessa universitaria di medicina ed unica candidata casertana in lista; Michele Ragosta, Consigliere regionale dei Verdi in Campania, Salvatore Vozza, Sindaco di Castellammare di Stabia e Marco di Lello, Coordinatore della Segreteria Nazionale del Partito Socialista.
“l’obbiettivo – dichiarano da Sinistra e libertà – è quello di superare lo sbarramento del 4%, per rafforzare il progetto, già avviato, della costruzione di una nuova Sinistra, in Italia e in Europa: una sinistra di popolo, unita, moderna e concreta, che riporti il lavoro e i suoi diritti al centro del dibattito, che combatta davvero la precarietà e le camorre, che consideri la cura dell’ambiente come risorsa e non come limite, che guardi alle enormi possibilità offerte dalla green economy come strumento essenziale per uscire dalla crisi.
Resta solo un mese – concludono da SL - per convincere gli elettori dei nostri territori dell'utilità del voto a sinistra e libertà e dobbiamo provarci con tutte le nostre forze e il nostro entusiasmo, rivolgendoci ai tanti elettori di sinistra delusi del PD e a quanti credono sia ancora possibile costruire una sinistra all’altezza delle sfide del presente, senza sguardi nostalgici al passato. Abbiamo l'occasione di tornare a essere forti e presenti, questa volta non per coltivare il nostro amato semi deserto orticello o per difendere rendite di posizione, ma per riprovare a costruire LA SINISTRA”.
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4 mag 2009
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Nichi Vendola a Caserta
Sabato 9 Maggio ore 16.00
Nichi Vendola
capolista di Sinistra e Libertà nella circoscrizione meridionale
Teatro comunale
Nichi Vendola
capolista di Sinistra e Libertà nella circoscrizione meridionale
Teatro comunale
CASERTA - Via Mazzini
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