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11 dic 2010

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Premio Solare Europeo 2010

Venerdì pomeriggio 10 dicembre il presidente della regione Puglia Nichi Vendola ha partecipato a Berlino a EUROSOLAR che ha celebrato, in collaborazione con la KfW Bankengruppe, l’eccellenza e innovazione nel campo dell’energia solare.

A Nichi Vendola, in qualità di Presidente della regione Puglia,  è stato consegnato il primo Premio internazionale Solare Europeo 2010, per l’esempio fortemente positivo sia a livello nazionale che europeo nello sviluppo dell’energia solare.

La redazione
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1 dic 2010

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Vendola: L’unità nazionale con pezzi di centro destra è la morte politica

dal Mattino di Napoli del 30 novembre 2010


Più che rifondare il PD bisogna rifondare il centro sinistra. Nichi Vendola rilancia e non rinuncia alle primarie, mentre stoppa l’ipotesi di un governo d’unità nazionale, come proposto anche da Massimo D’Alema. E’ il riecheggiare –dice– di formule della preistoria della politica, l’indice di una difficoltà impressionante.
A fronte di un passaggio epocale per l’Italia si evocano terminologie da consegnare agli storici. E’ davvero incredibile pensare che si possa governare insieme con il centrodestra epurato di Berlusconi., temo una fase di avvitamento e confusione che è la morte della politica.
Il governatore della Puglia reduce dall’accordo tra le regioni sui rifiuti di Napoli conferma, invece, di essere in campo per la leadership di una coalizione che rispetto a elezioni che appaiono sempre più dietro l’angolo dovrebbe tentare non solo di sconfiggere il premier, ma anche di archiviare il berlusconismo.
I toni di Latorre –spiega Vendola– aiutano a differenza di altri leader del PD che utilizzano a volte un linguaggio sprezzante. Si coglie la volontà di discutere della natura incerta del PD, ma io sono più interessato a discutere del centrosinistra. L’esempio che Nichi Vendola utilizza è quello del gioco delle quattro statuine: il tentativo –ragiona- tutto dentro il Palazzo per dare vita ad una diversa coalizione, mentre –insiste- sono proprie le primarie a fare in modo che nel paese vi sia nel Paese un grande processo democratico.
Si appassiona il governatore: Mi si chiede a me con chi mi alleo e pronuncio tre o quattro sigle. Lo si fa ad un altro e fa nomi diversi. Così non ne usciamo più. L’appello è uscire dal recinto mettendo da parte anche per un attimo l’ossessione di scrivere un programma perché bisogna prima –spiega- scegliere, dire se l’asse prevalente di una coalizione di alternativa al berlusconismo è quella della difesa dei beni comuni, della lotta alla precarietà, della difesa del lavoro. Il pericolo, quindi, è di ricorrere alle solite alchimie mentre solo le primarie il punto di partenza del programma.
Giura, però Vendola di non voler utilizzare i gazebo come forza contundente nei confronti del PD, ma resta il fatto che altri proprio questo temono. Non a caso –dice- ci sono state reazioni assolutamente sopra le righe alle parole di Latorre, un avvitamento quotidiano che può essere rotto solo con le primarie. Altrimenti come ci salveremo da questo principio di deflagrazione?
Il messaggio è quello di non avere paura: Non bisogna temere –insiste- della nostra gente, dei momenti in cui riusciamo a suscitare emozioni, sono quelle la vera culla dellìalternativa.
Detto ciò, Vendola rivendica di non avere mai utilizzato l’invettiva e la contumelia e ricorda di non essere affatto rinchiuso in un recinto minoritario. Le dicono bravo, fai il leader della sinistra radicale? No, perché governo da sei anni in una regione da quattro milioni di abitanti e sono stufo delle dispute teoriche tra riformisti e radicali, voglio una sinistra che affronti i problemi. Ecco la strada di Nichi che ieri firma nelle vesti di governatore della Puglia l’intesa fra le regioni sui rifiuti di Napoli che sono –dice- la metafora dell’Italia perché quando ero negli USA si parlava non della città ma della munnezza di un paese sempre più marginale rispetto al resto del mondo. Basti pensare che gli stessi dossier di Wikileaks ci dedicano uno spazio pari a quello dello Zaire. Sarebbe venuta voglia dopo tante promesse illustrate come salvifiche dire a Berlusconi tira fuori dal cilindro una soluzione, a fronte anche del no delle regioni della Lega e delle uscite razziste di certi suoi ministri.
Epperò Napoli è l’Italia, drammatico coacervo di problemi a cui la politica, PD e sinistra compresi, devono risposte vere.

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26 ott 2010

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Congresso SEL: un aversano fra i dirigenti nazionali

Con l’elezione di Nichi Vendola a presidente del partito, in un’atmosfera festosa e carica di emozione, si è concluso il primo congresso nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, tenutosi a Firenze dal 22 al 24 di ottobre.
Dalla tre giorni nel capoluogo toscano la città di Aversa e l’intero agro aversano, già ben rappresentati nella platea congressuale da una nutrita delegazione, ottengono un importante quanto meritato riconoscimento. Nell’Assemblea Nazionale di SEL, il “parlamentino” del nuovo partito del leader Vendola e massimo organo politico nazionale, siederà infatti anche Gabriele Vedova, 31 anni, aversano, dottore in scienze della comunicazione, esponente della sinistra aversana e tra i primi ad aderire al neo movimento di Vendola.
“Mi impegnerò nel ruolo che mi è stato affidato in sinistra ecologia e libertà, cercando di essere all’altezza del compito. E’ evidentemente un riconoscimento importante, non certo alla mia persona quanto ad un territorio che merita di essere rappresentato, con i suoi problemi e la sua bellezza, in ogni contesto che conta, e SEL è sicuramente uno di questi.” Così l’esponente Vendoliano, che continua: “Credo che Vendola sia, nel panorama politico attuale, l’unica vera novità di rilievo, l’unica speranza che resta a chi crede ancora che sia possibile rimettere in piedi il nostro splendido Paese e ridare valore e dignità alla parola Politica, a chi crede che far politica possa ancora significare aver cura della bellezza. Quando si è cominciato a discutere di dar vita a SEL eravamo davvero in pochi a crederci, eravamo una “immensa velleità”. Ora i sondaggi e l’entusiasmo che registriamo attorno a noi sembrano darci ragione. Ma non dobbiamo fermarci. Come ha giustamente detto Nichi nella sua relazione “il partito non è un feticcio da contemplare, non è il luogo che ci si dà per far sopravvivere il ceto politico. E’ solo uno strumento”. Dobbiamo invece “riaprire la partita”: la vera sfida sono le primarie che da qui a qualche mese dovremo affrontare, per trasformare il sogno in reale opportunità di governo, di cambiamento”.

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9 ott 2010

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SEL Aversa: eletti gli organismi. Vedova delegato nazionale al primo congresso di Firenze.

Fervono i preparativi per il primo Congresso Nazionale di Sinistra Ecologia e Liberta’, Il nuovo partito che fa capo al leader nazionale e Governatore della Puglia NICHI VENDOLA, in programma a Firenze dal 22 al 24 di Ottobre. “RIAPRIRE LA PARTITA”, questo lo slogan che i Vendoliani si sono dati per un congresso che definiscono FONDATIVO, come si legge su siti e blog del movimento, che darà avvio ad un partito nuovo, nei contenuti e nelle forme, un partito che aspira a semplificare il quadro troppo frastagliato della sinistra e a rinnovarla. La città di Aversa, secondo centro più popoloso della Provincia di Caserta, al congresso nel capoluogo toscano, sarà rappresentata da Gabriele Vedova, già precedentemente impegnato nella sinistra locale e provinciale e tra i primi ad aderire al movimento di Vendola: “Esperienze e storie politiche diverse hanno deciso di convergere per dar vita a qualcosa di nuovo, che aiuti a recuperare la fiducia nel politica, ormai snobbata dalle nuove generazioni perché troppo diversa e lontana. Un segnale di disgelo e di unità insomma, che dal meridione, dalla Puglia e dal suo governatore Nichi Vendola, dove già tante esperienze provano a mettersi in rete (una fra tutte le “fabbriche di Nichi”), prova così a ramificarsi su tutto il territorio nazionale, con sondaggi di opinione che sarebbe ingeneroso definire solo lusinghieri. Anche nella nostra città i segnali che arrivano sono incoraggianti: oltre 50 nuove iscrizioni a SEL ci incoraggiano a proseguire in un percorso ambizioso come la nascita di un nuovo soggetto politico. Ma è solo un punto di partenza, come più volte rimarcato da Vendola, la messa a disposizione di tante energie e risorse umane con l’obbiettivo comune di ritornare entusiasmarsi per un progetto collettivo che unifichi, al più presto, tutto ciò che non si riconosce e non si rassegna al Berlusconismo, ormai al declino, e ai tanti disastri che in poco più di 15 anni ha causato al nostro Paese.”
Confermati ed ufficializzati anche gli incarichi organizzativi interni che il circolo aversano ha deciso di adottare: Nicola Golia – coordinatore cittadino, Pasquale Pandolfi – responsabile comunicazione, Giovanni Malomo – responsabile scuola, Francesco Chioccola – responsabile ambiente, Grazia della Volpe – responsabile organizzazione, Giovanni della Volpe – responsabile problematiche giovanili, Gabriele Vedova – responsabile tesseramento, Luigi Grassia – problematiche del lavoro, Mario Francese – politiche sociali, diritti e laicità.
Questi i riferimenti on line:
posta elettronica: selaversa@gmail.com ;
web http://www.avversa.blogspot.com/

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23 set 2010

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Rock around the screen

Il titolo non può non ricordare la celebre Rock around the clock del 1955. Rock around the screen, però, non è una canzone, ma un libro. Edito dalla partenopea Liguori. Come recita il sottotitolo – Storie di cinema e di musica pop –, il libro analizza le influenze reciproche tra le cosiddette “arti giovani”, il grande schermo, appunto, e il rock’n’roll, nato nella seconda metà degli anni Cinquanta.
Rock around the screen è stato curato dal giornalista Diego Del Pozzo, concittadino aversano, e da Vincenzo Esposito, che insegna Storia del Cinema all’Università “Federico II” di Napoli e Critica cinematografica presso la Scuola di cinema “Pigrecoemme”, situata nel centro storico partenopeo. Esposito è anche Direttore del prestigioso Festival Annuale del Cinema Italiano di Stoccolma. La foto è stata scattata alla Fiera del Levante, dove sono stati ricevuti da Nichi Vendola che Diego Del Pozzo definisce il politico più "rock 'n' roll" d'Italia. Il presidente della Regione Puglia in questa foto sfoggia orgoglioso una copia di Rock Around the Screen.
Nel libro sono inclusi anche tre saggi, scritti dai fondatori di “Pigrecoemme”, Rosario Gallone, regista e sceneggiatore, Giacomo Fabbrocino, videoartista e critico cinematografico, e Corrado Morra, giornalista e scrittore.
Rock around the screen contiene anche due chicche: le interviste ai “cineasti rock” Julien Temple – che ha diretto, tra le altre cose, videoclip di artisti come David Bowie, Depeche Mode e Judas Priest – e Carlo Verdone.

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3 ago 2010

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Aversa: La fabbrica di Vendola apre nella terra dei boss

Fonte: Lorenzo Iuliano dal Mattino del 21 luglio 2010
Rivendica il primato, lui che non viene da una storia di militanza politica ma dai problemi di una fabbrica vera, la Fiat di Pomigliano. Pasquale Pandolfi, 48 anni, è il referente della prima «Fabbrica di Nichi» (Vendola) «aperta» in provincia di Caserta. Per l'esattezza ad Aversa. «Quando siamo partiti, il contatore era fermo a 199 in totale e in Campania c'era solo Napoli. Lo abbiamo fortemente voluto come occasione per innovare e rinnovare la politica, dando spazio a una nuova generazione che ha voglia di essere protagonista», dice l'ingegnere informatico che lavora nell'indotto Fiat. E dopo gli Stati Generali delle Fabbriche di Nichi, appena conclusi in Puglia, l'entusiasmo è cresciuto: «All'inizio eravamo poche decine, ora siamo quasi un centinaio e da settembre avvieremo le azioni sul territorio: siamo l'unica ventata di novità a sinistra». Sarà un interrogarsi quotidiano, «camminare domandando», come diceva il subcomandante Marcos. Intanto una Fabbrica è nata anche a Marcianise e c'è fermento pure a Santa Maria Capua Vetere. Il significato e il valore aggiunto che ha una Fabbrica in terra di Gomorra li sottolinea direttamente Nichi Vendola: «Innanzitutto - esordisce il presidente della Regione Puglia - sono felice della nascita di un'esperienza di buona politica e pratiche sociali alternative in una zona così complessa come il territorio aversano. Le nostre Fabbriche sono l'anti-Gomorra, rappresentano la riappropriazione della cosa pubblica, l'occupazione festosa, creativa e vitale dei territori urbani. La camorra è il deserto delle passioni, il risentimento che uccide il sentimento. Ecco, in quest'ottica le Fabbriche sono l'esatto contrario di Gomorra». Per Vendola esperienze del genere vanno portate anche in altri territori, «perché Gomorra cova le sue uova di serpente anche al nord e nei posti più scintillanti della modernità. Gomorra - insiste - non è una peculiarità territoriale, dal momento che il tema del linguaggio e dell'economia mafiosa ha una dimensione globale». No dunque alla criminalizzazione di un territorio, sì invece «a un incubatore sociale e culturale che non intende essere un trampolino di lancio per carriere politiche», osserva Vendola. Similitudini con la Fabbrica del Programma lanciata da Prodi? A Nichi non dispiace il parallelo: «Quello - ragiona - è stato un momento elevato di incontro tra politica e intellettualità diffusa, un'interrogazione seria sul rapporto tra democrazia e innovazione. Quell'esperienza aveva in agenda approfondimenti indispensabili anche oggi». Intanto ad Aversa Pandolfi già guarda al futuro: «Abbiamo la possibilità di riconquistare il territorio, possiamo restituire ad Aversa il ruolo di città-traino dell'intero agro. Un ruolo naturale, oggi negato da troppi problemi. Facciamo i conti con una città congestionata, infangata dalla criminalità e dall'immobilismo politico». Pandolfi anima il sito www.avversa.blogspot.com, ma la Fabbrica aversana non è solo on-line. «Utilizziamo gli spazi messi a disposizione dal circolo di Sinistra e Libertà per riunirci, andremo nei luoghi dove registriamo i bisogni della gente». Lavoro, ambiente e la questione morale le priorità su cui mobilitarsi con un obiettivo ambizioso, appena sussurrato da Pandolfi: «In vista delle elezioni comunali, noi possiamo dare la spinta verso l'unità della sinistra aversana e far fronte alla destra, che è in crisi profonda, politica e amministrativa. La nostra organizzazione è orizzontale e possiamo contare su tanti contributi di idee. Tra le adesioni abbiamo ad esempio quella di Gabriele Vedova, storico leader cittadino di Sel».

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20 mag 2010

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Sinistra e meridione: Un cantiere per il futuro

Sarà posticipato di un’ora “La sinistra e il Meridione, un cantiere per il futuro”, l’incontro con Luigi De Magistris e Nichi Vendola previsto per domani, 21 maggio, a Città della Scienza. Alle ore 18,30 anzichè alle ore 17,30.
Nichi Vendola, infatti, prima di essere a Napoli, parteciperà alla cerimonia privata per Luigi Pascazio, il militare 25enne di Grumo Appula (Bari) morto nell’attentato di Herat, zona nord-orientale dell’Afghanistan.


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12 mag 2010

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Sinistra e meridione: Un cantiere per il futuro

Questo è il tema dell'incontro che il 21 maggio ore 17.30 si terrà a Napoli in Via Coroglio alla Città della Scienza (Sala Newton). Protagonisti dell'incontro Nichi Vendola e Luigi De Magistris moderati da Pietro Orsatti. Si discuterà di ambiente, internet, lavoro, salute, beni comuni, migranti, saperi, no nuke, diritti, green city, futuro, glocal.

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10 mar 2010

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Presentazione di Pietro di Sarno, candidato alle elezioni regionali 2010

Mi chiamo Pietro Di Sarno, ho 32 anni.

Sono un piccolissimo imprenditore, auto impiegato, consulente aziendale e finanziario, precario, giovane annegato nella flessibilità del lavoro, senza alcuna certezza che consenta di programmare la propria vita. Come la maggior parte dei giovani d’oggi per me la domanda più imbarazzante è: che lavoro fai? La risposta è quella più in voga nella società moderna: Tutti e nessuno.

La convinzione che questa non può essere la condizione di tanti giovani disoccupati, precari, senza futuro, isolati mi ha spinto ad accettare questa sfida:

la candidatura al consiglio regionale della Campania.

Sarò IL POSTINO dei vostri bisogni, raccoglierò le istanze dei territori e proporrò le soluzioni ai problemi dei più deboli.

RICOMINCIO DA TRE…è il mio slogan con riferimento ai tre temi che mi stanno più a cuore: Lavoro, Ambiente e Legalità senza per questo trascurare i tanti altri che la società ci sottopone.

SCUSATE IL RITARDO, la nuova sinistra ora c’è, è tornata per riprendersi le proprie responsabilità storiche, quelle che per troppi anni abbiamo dimenticato troppo presi da analisi storiche su icone, simbologie e nomenclature.
La sinistra è tornata per rappresentare gli esclusi, i più deboli, gli uomini e le donne rimasti per anni senza rappresentanza vera, è tornata per difendere la democrazia reale.
E, si badi bene, le categorie di cui parlo non sono più solo disoccupati, operai, impiegati e pensionati ma anche piccoli e medi imprenditori, liberi professionisti precari, impiegati precari, operai precari insomma tutta quella miriade di nuove fasce deboli frutto del nuovo concetto dell’economia globalizzata e non governata.

NON CI RESTA CHE PIANGERE, è quello che saremo costretti a dire se per l’ennesima volta dovesse vincere la logica clientelare di chi continua a chiedere il voto in virtù di presunti favori personali che in una società civile e moderna dovrebbero rappresentare sacrosanti diritti dei cittadini. Un posto di lavoro ad esempio. Se continueranno a vincere quelli che in barba a basilari principi meritocratici continuano a piazzare incapaci amici di amici al posto di giovani preparati, colpevoli solo di non essere raccomandati.

LE VIE DEL SIGNORE SONO FINITE, ma se i giovani prenderanno coscienza delle loro capacità e ricominceranno a credere che un altro mondo è possibile allora si apriranno nuove strade che ci faranno sperare in un futuro migliore. Io ci credo.

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10 dic 2009

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Video lettera di Nichi Vendola

di Gabriele Vedova
I maggiori partiti del centro sinistra pugliese sembra abbiano deciso, su imbeccata del solito D'Alema, regista più o meno occulto di tante sconfitte della sinistra, di non ricandidare il presidente uscente della Regione Puglia Nichi Vendola. E' una scelta grave, operata dopo settimane in cui gli stessi "leader", che ora chiedono a
Nichi di fare un passo indietro, avevano pubblicamente assicurato il loro appoggio alla sua ricandidatura. E' una scelta grave, una vicenda nella quale, chi ha responsabilità di rappresentanza politica in puglia come a Roma, sceglie, forse per la prima volta in assoluto, di non ricandidare il presidente uscente, perdendo persino quel poco di credibilità personale, di "faccia", rimasta, sacrificata a questo punto sull'altare di un accordo NAZIONALE con l'UDC. Un accordo, si badi, non cercato sulla base di una necessaria convergenza programmatica per far fronte alla pericolosità delle destre (Vendola è stato in questo senso il primo a parlare della necessità di un allargamento del centro sinistra quasi un anno fa), bensì su un unico punto di partenza: il candidato non può essere Vendola.
Non può essere quel Vendola che, a proposito di moralità in politica, ha "dimesso" tutta la sua giunta alcuni mesi prima che iniziassero le indagini sui rapporti poco chiari di alcuni esponenti PD. Non può essere quel Vendola che ha "costretto" l'ILVA di Taranto a ridurre drasticamente le immissioni di diossina in atmosfera entro la fine del prossimo anno. Non può essere quel Vendola che ha fatto della Puglia la prima regione d'Italia come utilizzo di energie alternative. Non può essere quel Vendola che ha avuto il primo premio dalla comunità europea per la migliore legge regionale contro lo sfruttamento del precariato dei lavoratori immigrati nel settore agricolo.

Chissà, un motivo forse ci sarà di fronte a tanta determinazione contro Vendola...un motivo forse ci sarà se tutta la casta dei maggiori partiti si è schierata così fieramente contro questa ricandidatura....forse è giunta l'ora che la sinistra metta da parte i calcoli di bottega, la difesa del proprio orticello, le critiche strumentali espresse da chi "è sempre più a sinistra", sempre pronto a criticare pur non sporcandosi mai le mani....sarebbe ora che noi tutti, nonostante i tanti fallimenti che i personalismi e le miserie politiche a sinistra hanno contribuito a costruire, provassimo a difendere forse l'unica speranza rimasta a sinistra.

Questa video lettera è molto significativa e va fatta girare a tutti contatti che in qualche modo possono contribuire in Puglia a sostenere Vendola candidato presidente 2010. Va fatto non certo guardando ai progetti che tanti pseudo leader hanno provato a costruire all'ombra e con la faccia di Vendola. Al contrario. Soltanto per ciò che ha rappresentato Vendola e per ciò che può continuare a rappresentare...

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28 ott 2009

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Vendola: “Una grande alleanza contro tutti i populismi”

“E’ sbagliato dire mai con l’Udc o mai con Rifondazione. Invece io propongo una Grande Alleanza di tutti quelli che sono contro il populismo e intendono difendere la democrazia e la Costituzione.”
di Riccardo Barenghi da La Stampa, 27 ottobre 2009

Grazie alle primarie Nichi Vendola riuscì a battere il suo concorrente del centrosinistra per poi farsi eleggere governatore della Puglia. Oggi dice: «Le primarie del Pd rappresentano una gigantesca domanda di buona politica. E dimostrano ll paradosso di una sinistra fatta di un largo popolo senza un partito e di tanti partiti senza un popolo». Scusi, Vendola, ma semmai dimostrano che quel partito un popolo ce I’ha…

«Diciamo che c’è l’evocazione del popolo ma non il popolo come soggetto che costruisce la politica. Tuttavia almeno dimostrano che la democrazia ha ancora un senso».

E’ contento della vittoria di Bersani, un uomo che guarda a sinistra?

«Io nutro stima e amicizia per tutti e tre i candidati, tuttavia il discorso di Bersani è quello che più si allontana dalla sciagurata autosufficienza di Veltroni, mi pare il più consapevole della necessità di alleanze politiche e sociali che formino un blocco per costruire l’alternativa al centrodestra».

Alleanze locali e nazionali che mettano insieme tutti quelli che stanno oggi all’opposizione, da Casini a Rifondazione?

«Non è questo il tempo in cui si possano segnare limiti simbolici e pregiudiziali. E’ sbagliato dire mai con l’Udc o mai con Rifondazione. Invece io propongo una Grande Alleanza di tutti quelli che sono contro il p0pulismo e intendono difendere la democrazia e la Costituzione».

Ma questa è una base sufficiente per protestare, non per governare.

«Intanto propongo a Bersani e a tutte le altre forze di opposizione una manifestazione nazionale che metta al centro il tema del lavoro e della democrazia. Più c’è precarietà, meno c’è democrazia. Più c’è disoccupazione e più cresce il populismo».

Ma manifestare è una cosa e governare un’altra…

«Il governo si prepara anche con le manifestazioni, mobilitando il nostro popolo. Dopo di che io sono per un dibattito a tutto campo sui programmi. Usciamo dalla fiction, usciamo dal salotto di Porta a Porta e misuriamoci sul serio con la realà drammatica del paese. Una discussione vera con tutti coloro che sentono scivolare l’Italia verso una deriva malata e populista. Propongo di mettere insieme chi condivide l’idea che li primo e più pericoloso nemico della democrazia è proprio il populismo incarnato da Berlusconi».

La sua Sinistra e libertà alle europee ha messo insieme voi, ex di Rifondazione, gli ex diessini di Mussi e Fava, i Verdi e i socialisti ottenendo il 3 per cento dei voti. Oggi però perdete pezzi, i Verdi vi abbandonano, i socialisti non hanno intenzione di fare un nuovo partito… Perché non entrate nel Pd di Bersani?

«Il progetto di Sinistra e libertà non è fallito, a dicembre avremo li nostro atto fondativo: e lì vedremo se noi larve che stiamo nei bozzoli fatti di microidentità, partitini, piccole rendite di ceto politico, saremo capaci di diventare farfalle».

E non potreste essere farfalle nel Pd?

«No, perché sarebbe il frutto di una rassegnazione e di una sconfitta. Mentre io penso che ci sono mille ragioni per l’esistenza di una forza a sinistra del Pd che oggi è sfrangiata e che se non ci fossimo noi verrebbe risucchiata nelle sue nicchie identitarie. Io non mi sento uno del Pd. Però voglio essere un suo interlocutore, e penso che con Bersani questo processo si possa avviare seriamente».

E con Rifondazione, da lì arrivano segnali di riunificazione.

«Ai quali rispondo con un invito: alle prossime regionali facciamo un cartello unitario di tutto ciò che vive a sinistra del Pd. Competitivo col Pd, non nemico del Pd, alleato col Pd».

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21 set 2009

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SINISTRA E LIBERTA': Decise le tappe per costruire un nuovo partito

"A Napoli si sono poste le premesse positive per un nuovo soggetto politico che copra il vuoto politico a sinistra e di cui il paese sente il bisogno, a iniziare dal rinnovo dei contratti e dai grandi temi democratici. Un tale soggetto puo' dare un contributo, per dirla con Gramsci, alla riforma politica e sociale di cui si avverte la necessita'", dichiara all'Asca Franco Giordano, ex segretario di Rifondazione.
A Napoli, nel fine settimana, si e' svolta l'assemblea nazionale di Sinistra e liberta', il movimento che nelle ultime elezioni europee ha ottenuto il 3,2% e che e' composto da Verdi, Partito socialista, Sinistra democratica ed ex di Rifondazione e del Pdci. Alla fine del dibattito si sono decise le tappe che dovrebbero portare alla costruzione di un nuovo partito di sinistra. ''E' una scelta da cui non si torna indietro. Abbiamo abbandonato le vecchie case, che erano diventate anguste, per aprirci alla societa''', dice Nichi Vendola, governatore della Puglia.

E' stato eletto intanto un coordinamento di cui fanno parte Daniela Brancati, Paolo Cento, Gim Cassano, Lisa Clark, Marco di Lello, Claudio Fava, Grazia Francescato, Umberto Guidoni, Gianni Mattioli, Gennaro Migliore, Riccardo Nencini, Mauro Palma, Michele Ragosta, Luca Robotti, Simonetta Salacone, Giuliana Sgrena, Niche Vendola, Alessandro Zan.

Per sostenere l'azione politica di Sinistra e liberta' e' stata istituita una specifica ''carta di adesione''. Si e' anche deciso che a dicembre si terra' la prima Conferenza programmatica del movimento. E' stata accettata pure la proposta di inserire la parola ''ecologia'' nel logo elettorale di Sinistra e liberta'.

Salvo imprevisti (a ottobre si terranno i congressi dei Verdi e del Partito socialista che dovrebbero confermare l'orientamento unitario dei due partiti), il congresso fondativo del nuovo partito si terra' entro la primavera, subito dopo le elezioni regionali fissate a marzo, nelle quali Sinistra e liberta' si presentera' in alleanza con le altre forze di centrosinistra.

''Ora Sinistra e liberta' e' patrimonio politico del paese. E al paese deve guardare, giorno per giorno, per restituirgli un po' di sinistra e un po' di liberta''', ha detto Claudio Fava, ex parlamentare europeo, concludendo l'assemblea di Napoli.

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12 set 2009

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Programma Festa Sinistra e Libertà

1ª Festa Sinistra e Libertà
16 - 20 Settembre, Napoli (località Bagnoli)
Città della Scienza – Via Coroglio 57 / 104d
.

PROGRAMMA


16 settembre - mercoledì

APERTURA FESTA

Ore 19.00 - Palco centrale - Piazzale della Ciminiera

La Libertà proibita. I linguaggi di una generazione

Conversazione con

Frankie Hi-Nrg MC - musicista
Lello Savonardo - sociologo, Università Federico II Napoli

Presenta
Claudia Bastianelli - SeL,
Coordina
Piero Pelizzaro - SeL

segue dibattito

Ore 20.00 - Sala Averroè - Città della Scienza

Il Comitato SI alle energie rinnovabili NO al nucleare promuove un confronto con le associazioni ambientaliste sul tema:

NO alla scelta del Governo di reintrodurre il nucleare in Italia

Hanno assicurato la loro partecipazione: una rappresentanza del Comitato (Alfiero Grandi, Walter Mancini, Gianni Mattioli, Massimo Scalia, Mauro Bulgarelli, Massimo Serafini, Roberto Musacchio) e rappresentanti delle associazioni e centri di ricerca ambientalisti: Vittorio Cogliati Dezza, Ciro Pesacane, Andrea Masullo, Antonio Filippi.
Partecipa
Umberto Guidoni – SeL
Rino Nasti – Ass.re all'ambiente del comune di Napoli



ore 22.30 Area Giardinetti
Recital di Paolo Pietrangeli
17 settembre - giovedì

Ore 18.00 - Palco Centrale - Piazzale della Ciminiera

Forum sulla Scuola

A cura del gruppo scuola di SeL

Ore 18.30 - Area Cinema

Presentazione del Libro PALESTINESI IN ISRAELE di Isadora D’Aimmo, Ed. Carocci

Saranno presenti: Ali’ Rashid, Shafiq Kurtam e l’autrice

Ore 20.30 - Palco centrale - Piazzale della Ciminiera

Il sud tra riforma morale e riforma sociale

Conversazione con

Roberto Barbieri - economista
Eva Catizzone - già sindaco Cosenza
Claudio Fava - SeL
Francesco Forgione - già presidente Commissione antimafia
Riccardo Realfonzo - assessore Bilancio Comune Napoli

Coordina
Marco Demarco - direttore Corriere del Mezzogiorno



Ore 22.30 - Palco centrale Piazzale della Ciminiera
Concerto di Frankie Hi-Nrg Mc


18 settembre - venerdì


Ore 18.00 - Palco Centrale - Piazzale della Ciminiera

Forum sull’Immigrazione

Conversazione con

Laura Boldrini - portavoce Alto Commissariato Onu per i Rifugiati UNHCR
Fabio Mussi, Mauro Palma - presidente Comitato Europeo Prevenzione della Tortura - Consiglio d’Europa
Giulio Riccio - assessore alle politiche sociali comune di Napoli

Ore 19.00 - Sala Averroè - Città della Scienza

Ricominciamo a lavorare

Incontro con le organizzazioni sindacali .

Susanna Camusso - CGIL
Antonio Foccillo - UIL
Emidia Papi - RDB
Pietro Cerrito - CISL

Coordina
Titti Di Salvo

Ore 20.30 - Palco centrale - Piazzale della Ciminiera

Il valore delle Libertà

Conversazione con

Ritanna Armeni - giornalista
Paolo Beni - Presidente nazionale ARCI
Riccardo Nencini - SeL
Maurizio Viroli -docente università Princeton

Coordina
Luca Bonaccorsi - Editore di Terra



Ore 22.30 - Palco centrale Piazzale della Ciminiera
Concerto per il Sud con Marta sui Tubi e 24 Grana



19 settembre - sabato


Ore 16.30 - Palco centrale - Piazza della Ciminiera

Sinistra e Libertà e il governo della Campania

Partecipano:
F. Corace, P. De Cristofaro, D. Di Palma, S. Esposito, I. Palumbo, e i consiglieri reg.li di SeL

Ore 18.30 - Arena Cinema

Spettacolo

“Il sogno di Maria” di Fabrizio de Andrè - regia Folco Napolini

Attori: Edoardo Siravo, Manuel Rossi Gabizza, Silvia Siravo, Mino Manni, Antonio Lorenzo Meucci

Ballerini: Leonarda Catta, Alessandro Secchi

Con Manuel Rossi Cabizza alla fisarmonica

Ore 21.00 - Palco centrale - Piazzale della Ciminiera

Un’altra economia per uscire dalla crisi

Pierluigi Bersani - PD
Daniel Cohn-Bendit - Europe Ecologie
Giulio Marcon - coordinatore campagna Sbilanciamoci
Nichi Vendola - SeL

Coordina
Carlo Puca - giornalista di Panorama



dalle 22.30 Palco centrale Piazzale della Ciminiera
Concerto per la Libertà di Informazione
con Maurizio Capone, Jovine e A67

20 settembre - domenica


Dalle ore 10.30 alle 18.30 - Sala Newton - Città della Scienza

Assemblea Nazionale Sinistra e Libertà

In apertura il saluto del Sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino

Ore 18.30 - Palco Centrale - Piazzale della Ciminiera

La Sinistra e l’Europa, l’Europa nel mondo: alla ricerca di un nuovo ruolo protagonista


Fausto Bertinotti
Veronique De Keyser - Belgio, vice presidente APSD nel PE
Grazia Francescato - SeL
Ugo Intini
Helmut Scholz - Die Linke

Coordina
Piero Sansonetti - Direttore de l’Altro


ore 21.00
Live Dj Set - DJ Checco Muciaccia e Ivan Benassi

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6 set 2009

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Il 19 SL sarà in piazza. Assemblea rinviata al 20


Sinistra e Libertà ha posticipato la data dell’Assemblea nazionale di Napoli al 20 settembre per poter partecipare alla manifestazione per la libertà d’informazione che si svolgerà il 19 settembre a Roma.
L’appello lanciato da tre autorevoli giuristi, quali Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky sta raccogliendo uno sterminato numero di adesioni cui vogliamo aggiungere anche le nostre.

Si tratta della dimostrazione che la coscienza democratica non è sopita nel nostro paese e che al contrario essa è pronta ad attivarsi ogni volta che sono messi in discussione e in pericolo fondamentali principi di libertà, quale quello di stampa e di opinione, solennemente sanciti e tutelati dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, nonché dalla nostra Carta Costituzionale.

L’attacco a questi principi è sempre stato nella storia passata il prodromo di profonde crisi della democrazia che in più casi sono sfociate in aperte e violente dittature. Per questa ragione simili atti e orientamenti vanno combattuti da subito, fin dal loro primo manifestarsi e probabilmente siamo già in ritardo. Anche questo tema sottolinea che da tempo nel nostro paese è in atto una vera e propria questione democratica, la cui non soluzione positiva può trascinarci in una fase di grave imbarbarimento della vita civile.

E’ interesse del nostro paese, di tutte le cittadine e i cittadini sostenere l’appello proposto dai tre giuristi. Per questo pensiamo che non ci si debba limitare ad aggiungere la propria firma in calce, ma che quanto scritto in questo appello possa rappresentare la base condivisa per una vasta e diffusa mobilitazione popolare, capace di dare vita ad una manifestazione nazionale la più ampia e unitaria possibile da tenersi nelle prossime settimane.
Claudio Fava

Grazia Francescato

Umberto Guidoni

Riccardo Nencini

Nichi Vendola


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13 ago 2009

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Viva NICHI VENDOLA!

di Fausto Bertinotti, da L’Altro del 12 agosto 2009.
Viva Nichi Vendola! Questa è la mia risposta - la prima, la più immediata ma anche quella più meditata - alle vicende pugliesi. Non è solo la solidarietà che è giusto e doveroso esprimere a un amico, a un compagno di lunghissimo corso, con il quale si sono condivisi una stagione, molte sconfitte, qualche successo. E’ anche e soprattutto un’idea della politica.Non malgrado, ma proprio in virtù del legame che ci unisce, sento la necessità di rivendicare, prima di ogni altra cosa, una presunzione di verità politica che è interamente dalla sua parte. Tanto più in una fase come questa, nella quale, anche nella sinistra in disfacimento, scatta invece la mera logica del “contro”, quasi oramai come un vestito che ci si è cuciti addosso. Da parte mia, appunto, avverto come prioritaria l’idea di appartenenza pubblica. Nichi e io abbiamo fatto parte, facciamo tutt’ora parte, della stessa comunità politica scelta - una nozione che va ben oltre quella di partito e che ci richiama a quella diversità che è forse la ragione qualificante della nostra intrapresa.
Siamo diversi non perché migliori o antropologicamente surdeterminati, ma perché ci muove l’ambizione di cambiare il mondo. Siamo diversi non in quanto singole persone o ceto politico, ma perché rispondiamo a quella comunità, a quella storia collettiva, a quelle speranze di cambiamento - e l’azione della politica è solo l’ancella, per quanto privilegiata - di questa prospettiva.
Questo è l’essenziale nella storia di Nichi Vendola, da giovane comunista a governatore della Puglia, da brillante intellettuale a leader politico nazionale.
Questo è ciò che vale e che va rivendicato. Ma allo stesso tempo non è forse questo anche il metro garantista che ci dovrebbe guidare sempre, tutte le volte cioè che il potere giudiziario coinvolge l’autorità politica? Per noi l’autonomia della magistratura è un fondamento, quasi sacro, della civiltà moderna.
E anche in questa circostanza non possiamo che ribadire l’auspicio di sempre che “la giustizia faccia il suo corso”. Solo che, nell’inchiesta pugliese, si sta verificando un paradosso pressoché clamoroso: il garantismo, che serve a tutelare chi è sottoposto a un’indagine che sfonda sulla presunzione di innocenza di chi è accusato, e gli fornisce gli strumenti necessari di difesa, almeno fino a quando non sia emesso un verdetto, da strumento nobile si va rovesciando nel suo contrario.
Nichi Vendola non è accusato di alcun reato, ne è soggetto ad un inchiesta specifica che lo riguardi: perciò nel nome di regole garantiste formalmente proclamate, nei suoi confronti viene brandita una vera e propria fiera del sospetto.
Scatta un’impressionante meccanismo mediatico accusatorio e scatta la sovrapposizione costante della figura di Nichi Vendola a la nozione di reati, ruberie, corruzione. E si leva un coro di condanna preventiva.
Perché? In verità, la natura di questa offensiva è sotto gli occhi di tutti, quotidianamente, ed è molto chiaro l’obiettivo che si propone: la demolizione di una personalità e di un’esperienza politica.
Non è una persecuzione dettata da chissà quale malevolenza. Non è un complotto classico. E’ una risposta della politica conservatrice. Giacché Nichi Vendola è la Puglia - la Puglia che vuole cambiare, la Puglia che fa eccezione alle sconfitte che colpiscono nel resto d’Italia la sinistra e il centro sinistra.
Nichi ha reso possibile ciò che sembrava impossibile: prima, trasformare le primarie in un vero e proprio “patto col popolo”, che assomiglia alle più avanzate esperienze dell’America latina assai di più che non all’esangue e spettacolare ritualità della Sinistra Europea; poi, proseguire in un’azione di governo innovativa, che ha scosso molti interessi forti della società pugliese e costruito una mobilitazione della società civile che incarna le istanze gramsciane.
Lo ha fatto, come dicevamo, in controtendenza mentre la sinistra offriva di sé le note cattive prove - e non ha lavorato soltanto sul terreno del riscatto del sud, ma si è mosso nella direzione di un nuovo meridionalismo in stretta connessione con il Mediterraneo.
Ora, neppure sugli anni di governatorato di Nichi Vendola fin qui realizzati, rinunciamo alle virtù della critica e dell’autocritica. L’eccezione pugliese ha avuto, continua ad avere, i suoi limiti. Eppure resta un’ eccezione del tutto singolare nel panorama italiano.
Questo, ancora, è l’essenziale. Questo dovrebbe essere il criterio che guida tutta la sinistra, di qualunque orientamento.
Invece la sinistra appare del tutto inadeguata: non difende Vendola, oscilla tra l’invettiva giustizialista e mille giochi tattici di corto, cortissimo respiro. E’ un segno inequivocabile della sua crisi strategica ma anche della sua incapacità di fronteggiare davvero l’offensiva degli avversari. Accade così che, dall’antica alterigia e presunzione di immunità rivendicata per tutti i suoi membri, si è passati alla propensione diametralmente opposta: non tutti eguali davanti alla legge, come è giusto che sia, ma tutti eguali!
Accade così che si getta via il bambino (le ragioni politiche ideali della diversità) insieme all’acqua sporca (la presunzione) e si offrono nuovi varchi alla deriva populista. Accade, ancora, che si è diventati incapaci di capire quali sono gli interessi materiali concreti colpiti, la loro reazione,la necessità di fronteggiarla - e con quali strumenti.
Anche qui con un rovesciamento culturale che ha dell’incredibile: dall’antica fissa giacobina del “complotto reazionario” che si vedeva sempre dietro l’angolo, si è passati alla cancellazione totale di ogni analisi delle forze in campo.
Come se la politica fosse di colpo diventata neutrale. Ma che in Puglia gli interessi colpiti si stiano mobilitando per mettere fine alla anomalia che Nichi Vendola rappresenta, e per riportare la regione all’ordinaria condizione del quadro italiano, a me pare evidente. Palmare.
Dunque, lo ripetiamo: la giustizia faccia il suo corso. Ma contemporaneamente la politica faccia la sua parte. Prenda parte.

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11 ago 2009

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C’è una Puglia dove batte sempre il sole

Intervista a Nichi da La Repubblica del 9 agosto 2009, di Giuliano Foschini.

“Contro di me i servizi deviati una manina mi sta massacrando”
“Io rispetto i magistrati, Berlusconi invece li delegittima”

Nichi Vendola non cambia idea. E si dice “felice” dell’iniziativa presa dal vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, che ha invitato il Consiglio a valutare la possibilità di aprire una procedura a “tutela” della pm Desireé Digeronimo.

Perché?
“In questa maniera il Csm potrà valutare questa vicenda con serenità”.

L´Italia dei Valori sostiene che lei parla della magistratura come il presidente Berlusconi.
“Non scherziamo. Ho un tale rispetto per il potere giudiziario, per le sue prerogative, la sua autonomia e indipendenza che ho sempre confidato nella capacità di autoregolamentazione. Ho evitato nel pieno di un autentico massacro che coinvolgeva me e il mio governo di attivare una procedura di scontro perché penso che l´Italia abbia bisogno di serenità ed equilibrio tra i poteri. Un conto è la delegittimazione di un potere autonomo e tutelato dalla Costituzione, come fa Berlusconi. Un altro è compiere un atto morale e non formale, come ho fatto io, riguardo una specifica situazione. Questo si chiama diritto di critica”.

Lei ha ricusato il giudice che indaga su di lei?
“Intanto su di me non indaga nessuno, visto che non sono indagato. In quella lettera, con rispettosa durezza, ho affidato alla buona coscienza del pubblico ministero, una persona che ho stimato, una riconsiderazione autocritica dei suoi comportamenti”.

Lei parla di una rete di “amici e parenti” che potrebbero rendere il pm Digeronimo non obiettiva. Il riferimento è all´ex marito, già consigliere regionale del centrodestra?
“Ripeto, rimetto tutto alla buona coscienza del magistrato”.

Da destra dicono che lei con queste frasi in realtà mandi messaggi intimidatori.
“Il centrodestra non dovrebbe avere il coraggio di parlare. Io non ho nemmeno un avviso di garanzia. Per il mio predecessore, il ministro Raffaele Fitto, è stato invece firmato un ordine di custodia cautelare, che il Parlamento ha rigettato. È plurindagato in procedimenti scandalosissimi, per reati gravissimi. Lui però non ha avuto la mia fortuna mediatica, quando sono stato letteralmente massacrato meritando i titoli di testa del Tg 1. Oggi non c´è più bisogno di un killer per ammazzare una persona per bene come me. Basta che un´abilissima manina - che lavora per scrivere veline o inviare suggerimenti ai recapiti più vari, da destra a sinistra - costruisca una campagna di falsità. Sento un antico odore che è quella della presenza dei servizi deviati, indirizzati o mirati. Il teorema è che tutti siamo uguali. Ma mi dispiace: io non sarò mai uguale a loro”.

Lo spaccato che viene fuori dalle intercettazioni telefoniche sulla sanità non è però esattamente quello della “Puglia migliore”.
“Io non so se siano commessi reati, ma è indubbio che alcune di quelle conversazioni sono sintomatiche di un diffuso malcostume. Che coinvolge tutti: dalla casta medica a segmenti del sistema d’impresa, alla politica. Avremmo potuto fare di più, è vero. Ma non abbiamo mai girato la testa e poi abbiamo fatto tanto, perché prima non c’era niente: abbiamo abbattuto del 3,5 per cento la mobilità passiva extraregionale e accolto a braccia aperte i clandestini che hanno compiuto l’unico reato di ammalarsi. C’è una Puglia insomma dove non spuntano ombre, ma dove batte sempre il sole. Chi vuole ammazzare me, compie un assassinio anche di questa Puglia”.

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1 ago 2009

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TEOREMA AZZARDATO MA SI FACCIA VERITÀ

Intervista a Nichi in seguito alle perquisizioni effettuate ieri nelle sedi dei partiti del centro sinistra pugliese per acquisire i bilanci e la documentazione sui rapporti con le banche.

da La Repubblica del 31.07.09
di Raffaele Lorusso

“È un’ipotesi accusatoria forte e anche un po’ azzardata”. Il governatore pugliese Nichi Vendola non nasconde lo stupore, ma respinge con sdegno qualsiasi tentativo di strumentalizzazione. “Si sta cercando - dice - di costruire un polverone per mescolare questioni diverse ed evitare il confronto con pezzi di verità che sono sotto gli occhi di tutti”.
Quali verità, presidente?
“La prima verità è quella che riguarda il sistema Tarantini-Tato Greco. Dietro quello che il senatore Quagliarello ha il coraggio di definire un piano di razionalizzazione della sanità si nascondeva un circuito affaristico di proporzioni impressionanti. Un miscuglio di dolce vita, prostitute e cocaina pagato dai pazienti, che con le protesi fetenti offrivano l’obolo per quella che un alto esponente della Chiesa cattolica ha definito un’epopea gaia e irresponsabile di un certo establishment”.

Anche le acquisizioni di atti nelle sedi dei partiti del centrosinistra, però, partono da un’inchiesta sulla sanità in cui è coinvolto Alberto Tedesco, ex assessore della sua giunta.
“C’è un’indagine che riguarda un mio ex assessore, che si è dimesso prima di essere indagato, per la quale c’è il massimo rispetto per il lavoro degli inquirenti. C’è stato uno sviluppo della trama accusatoria. Si ipotizza il finanziamento illecito dei partiti, coltivato in centinaia di inchieste in ogni parte d’Italia. È un’ipotesi che io considero azzardata perché assume l’intero centrosinistra come oggetto di indagine. C’è stata una spettacolare operazione di reperimento dei bilanci che, essendo atti pubblici, si potevano trovare su Internet. L’indagine chiama in causa i partiti, non singoli comportamenti”.

Non ritiene possibile che i partiti della coalizione che la sostengono, fatta eccezione per l’Italia dei valori, possano aver coltivato il voto di scambio?
“Per quella che è stata la mia esperienza in un partito “francescano” come Rifondazione comunista e poi in Sinistra e libertà non ritengo ipotizzabile il coinvolgimento in fenomeni di finanziamento illecito. Questo, comunque, è un tema che riguarda i partiti, che sono capaci di difendersi, e non coinvolge la giunta regionale. Il mio governo ha squadernato sistemi di potere fondati su una palude corruttiva”.

A che cosa si riferisce?
“Ad un’altra verità inconfutabile. Le perquisizioni di oggi al Policlinico di Bari sono il frutto della collaborazione fra il governo regionale e la Procura della Repubblica. Insieme con l’assessore alla Salute, Tommaso Fiore, abbiamo messo al lavoro i nostri uffici perché fosse scoperchiata qualsiasi forma di malaffare. Abbiamo prodotto una sequenza incalzante e rivoluzionaria di atti. Anche nella formazione professionale, nell’urbanistica e nell’edilizia”.

Si sente politicamente accerchiato?
“Assolutamente no. C’è chi vuole mettere tutto in un frullatore sensazionalistico. Però, bisogna chiamare le cose con il proprio nome e cognome. Le responsabilità vanno accertate e perseguite con durezza”.

Anche Antonio Di Pietro, però, non è tenero con il suo governo. Anzi, dice di aver fatto bene a non accettare un posto un giunta, due anni fa.
“Di Pietro mi descrive come una vittima inconsapevole. Gli ricordo, però, che stiamo parlando della fase iniziale di un teorema accusatorio, che deve essere rappresentato nei suoi fondamenti. Lui sa bene che io non ho mai vissuto la politica passivamente, ma sono sempre stato parte attiva di battaglie di legalità e moralizzazione. I provvedimenti di quattro anni e mezzo del mio governo, di cui gli farò dono, non hanno eguali in Italia. Due anni fa non ho offerto all’Italia dei valori un posto in giunta. Sono comunque disponibile ad accettare i suggerimenti di Di Pietro, ma dobbiamo tutti rispettare le regole fondamentali del garantismo”.

I carabinieri che entrano nelle sedi dei partiti riportano alla memoria gli anni di Tangentoli. Quali potrebbero essere le conseguenze delle inchieste giudiziarie sulle elezioni regionali della prossima primavera?
“Nel momento più incandescente degli scandali, il mio consenso è cresciuto e la mia popolarità è salita al 53 per cento. Il tentativo maldestro di alcuni mass media e di pezzi della politica di macchiare la mia storia è destinato a fallire. La politica ha il dovere di issare la bandiera della questione morale e di intraprendere fino in fondo un percorso di riforme”.

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PUGLIA/SANITÁ: SeL, SI FACCIA PRESTO CHIAREZZA

Fonte: dalla rete
Si faccia presto chiarezza sulle indagini in corso’. E’ la richiesta dei coordinatori regionali di Sinistra e Liberta’ per la regione Puglia: il consigliere Mimmo Lomelo, Nicola Fratoianni, Enzo Locaputo e Lello Di Gioia.
‘A seguito delle richieste di documentazione provenienti dalla magistratura barese, Sinistra e Liberta’, nel pieno rispetto del lavoro svolto dalle forze dell’ordine - affermano - si e’ prontamente resa disponibile a favorire in qualunque modo i controlli predisposti ed effettuati sin dalla giornata di oggi nelle proprie sedi. Pertanto, Sinistra e Liberta’, esprimendo sconcerto e stupore, sottolinea e ribadisce la sua totale estraneita’ alle inchieste in corso, contestualmente garantisce piena collaborazione alla magistratura. Sinistra e liberta’ auspica, tuttavia, ‘che non si alimenti un’ennesima bufera mediatica sulla vicenda a danno di quanti, da tempo, tentano di coniugare l’etica delle responsabilita’ politica con la faticosa attivita’ di governo regionale. Inoltre, Sinistra e Liberta’ si augura che gli accertamenti giudiziari siano tempestivi, affinche’ non si costruisca attorno alla vicenda un inequivocabile e dannoso clima di sospetto’

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3 lug 2009

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"Questione morale priorità assoluta non è più tempo per i gattopardi"

Parla Vendola, il governatore della Puglia che ha appena azzerato la giunta: "Nella vita pubblica bisogna dare segnali forti" di Alessandra Longo da repubblica.it
ROMA - «La questione morale non è un´arma da usare contro qualcuno, deve essere il terreno della nostra fatica. Un terreno in cui ti rompi la schiena per cambiare, migliorare, risanare. Se l´avversario è centomila volte più compromesso, questo non comporta affatto l´assoluzione dei miei alleati. C´è sempre una differenza etico-politica da marcare». Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, leader di Sinistra e Libertà, ha appena azzerato la sua giunta "scalfita" dalle inchieste sulla sanità. «Nella vita pubblica bisogna dare segnali forti» dice. Vendola il comunista rivendica il diritto ad aprire adesso una discussione con tutte le «forze disponibili» a fare una battaglia per il Sud, «ucciso da questo governo». Apre anche all´Udc, con gran fastidio del Pdl: «E´ forse un reato fare della questione morale un´offerta politica e discutere sui contributi che possono arricchire la coalizione?».
Vendola, non è stato difficile mandare a casa i suoi assessori?
«Provo emozioni forti perché si consumano anche rapporti umani, si ledono relazioni fondate sulla fiducia. Ma sono sereno. Non siamo una corte, non ci occupiamo di indizi e capi di imputazione. Il passaggio politico non coincide e non si sovrappone al quadro giudiziario. Non è questo il punto. Il punto è che i vari filoni di inchieste sulla sanità, relativi a un decennio di vita amministrativa, quindi anche ad un periodo precedente alla mia giunta, offrono una radiografia impressionante della permeabilità delle lobbies e delle corporazioni, descrivono, per dirla alla Foucault, la "microfisica di un potere"».

Lei ha parlato della sanità equiparandola alle luci tentatrici del casinò.
«Sì, ci vedo i vari gradi della cultura dell´azzardo, dalle slot machine, al black jack, alla roulette. Un flusso di denaro gigantesco che si dirama in infiniti rigagnoli».


Una sirena trasversale agli schieramenti.
«Quando dico che la questione morale è la priorità assoluta non lo dico in astratto. Non posso giocare a imitare la destra. Per me la procura di Bari è un punto di riferimento per il controllo della legalità sia quando rinvia a giudizio un ministro (Fitto - ndr) sia quando inquisisce uomini del centrosinistra. Io ho portato personalmente in procura le carte delle mie indagini amministrative interne e per questo ho ricevuto un avviso a comparire, usato in maniera delinquenziale dal "signor direttore" del Tg1 che ha pensato bene di accostare la mia faccia a storie di droga e prostituzione. Io, la moralizzazione della vita politica, l´ho praticata. Il ministro Fitto, oggetto di una richiesta di arresto, respinta dal Parlamento, è al suo posto. E in questo momento gli ispettori di Alfano lavorano qui per trovare difetti all´impianto accusatorio che lo coinvolge. Se permette, una differenza c´è».

Lei stesso parla con amarezza di una «permeabilità» della politica agli affari.
«Se ne era già accorto Berlinguer dell´immiserimento della politica svuotata dalle passioni e riannodata stancamente attorno alle reti clientelari. E´ una grande questione aperta. Il primato del mercato sulla res publica, il profitto d´impresa che vale più del lavoro: c´è da chiedersi quante modificazioni tutto ciò ha prodotto nella fenomenologia del ceto politico».

E´ una domanda?
«Sì, e mi do la risposta. Purtroppo oggi la politica italiana registra una caduta dell´etica pubblica, è diventata un negoziato con i rappresentanti di lobby e corporazioni».

Il Pdl dice: Vendola ha azzerato la giunta dimostrando così che i problemi a Bari erano altri.
«Bella dimostrazione di garantismo. Sono già alla sentenza di un processo che non è nemmeno iniziato. Mentre la vicenda delle prostitute nelle residenze di Stato è vera, ha fatto il giro del mondo intero. Ma loro sono specializzati nell´uso spregiudicato dei due pesi e delle due misure».

Se è per questo dicono anche che lei dovrebbe dimettersi.
«Sono patetici e anche un po´ comici. Sulla mia onestà personale credo che nessuno possa dubitare. Questa è una cultura violenta».

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2 lug 2009

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La bussola della questione morale

Fonte: Repubblica Bari del 1 luglio (Paolo Russo)
Ieri Nichi Vendola ha azzerato la giunta regionale, raccogliendo nelle sue mani tutte le deleghe degli assessori. La decisione è stata assunta dopo le notizie sulle inchieste della Procura di Bari che riguardano la sanità e dopo una tornata elettorale che ha modificato gli equilibri politici della Puglia. Nichi ha parlato di ‘un atto di responsabilità, lealtà, coraggio’ perché la Puglia continui a essere laboratorio di buon governo, nuovo modello di fare politica, per il Mezzogiorno e per il Paese intero.
Colpo di scena nella vicenda su giustizia e sanità che da giorni tiene banco sui giornali. Il presidente della Regione Nichi Vendola ha deciso di azzerare la giunta al termine di una giornata convulsa e frenetica. Vendola, rientrato dal Canada, ha incontrato l'assessore alla Sanità Fiore che due mesi fa ha sostituito il dimissionario Alberto Tedesco,prima vittima politica dello scandalo. Quindi ha comunicato a Lea Cosentino, la dirigente dell'Asl di Bari raggiunta dall'avviso i garanzia per turbativa d'asta, la sospensione cautelare dall'incarico. Infine ha riunito la giunta ed ha chiesto ed ottenuto dai suoi assessori le deleghe. Adesso Vendola formerà una nuova giunta, aprendo le porte ad Udc e Italia dei valori. Il direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino, e' stata sospesa in via cautelativa dalla giunta regionale pugliese dopo che e' stata raggiunta nei giorni scorsi da un avviso di garanzia nell'ambito di un'inchiesta sugli appalti nella sanita' avviata dalla Procura di Bari. La notizia e' stata resa nota dalla stessa dirigente che ha annunciato ''azioni legali'' contro il provvedimento e ha espresso ''profonda delusione per la presa di posizione''. Lea Cosentino e' indagata per turbativa d'asta nell'ambito di indagini dirette dal pm Pino Scelsi.
E' la seconda volta che alla manager viene notificato un avviso di garanzia: qualche mese fa, infatti, ne aveva ricevuto un altro per un'altra inchiesta, la stessa che ha coinvolto e ha fatto dimettere l'ex assessore regionale alla Sanita' Alberto Tedesco. Lea Cosentino e Sandro Frisullo vogliono restare al loro posto. Questo pomeriggio, senza ancora aver smaltito il jet lag del ritorno dal Canada, il presidente Nichi Vendola tornerà al comando di una nave in balia di una tempesta giudiziaria. Durante la sua settimana di assenza, la Regione è stata scossa dall´avviso di garanzia notificato al direttore generale dell´Asl di Bari e dalle imbarazzanti indiscrezioni che hanno coinvolto il vicepresidente della giunta. Indiscrezione, smentite ieri dal procuratore Emilio Marzano che ha spiegato: «Frisullo non risulta indagato», per poi aggiungere subito dopo «ma anche se lo fosse non ve lo direi».Sulla vicenda pende il "precedente Tedesco". L´ex assessore alla Sanità si dimise solo per un´indiscrezione, poi confermata dai fatti, che lo voleva indagato dalla procura di Bari. La giunta convocata per questo pomeriggio servirà a decidere il destino di Lady Asl e dell´assessore Frisullo. Il governatore incontrerà entrambi, separatamente, prima della riunione di giunta. Sarà nello spazio di questi colloqui privati che si delineeranno i destini politici e professionali di Lea Cosentino e Sandro Frisullo. Dal Canada, Nichi Vendola, ha indicato la sua linea: «Chi è indagato deve dimettersi». Non ha cambiato idea neanche dopo i colloqui telefonici con il segretario regionale del Pd, Michele Emiliano.

Lea Cosentino sarebbe pronta ad opporre resistenza alla volontà del governatore. «Non mi sono dimessa - ha detto - comunicherò le mie decisioni al presidente». Oggi Lady Asl dirà a Vendola che intende restare al suo posto. Lo farà personalmente, ma anche tramite alcuni assessori del Pd ai quali ha affidato un messaggio preciso: il reato configurato, la turbativa d´asta, sarebbe riferito ad un appalto mai espletato dalla Asl. Per questo le sue dimissioni sarebbero un provvedimento eccessivo.

Diversa la posizione di Frisullo. Ieri il vicepresidente è tornato nel suo ufficio sul lungomare dopo un´assenza concisa con l´esplosione del Barigate. «Sono finito nel tritacarne mediatico - raccontava ieri - ma non credo che il presidente né altri possano avere degli elementi per chiedere le mie dimissioni». Ma Frisullo è preoccupato, in questi giorni difficili non ha mai parlato con Vendola. Oltre alla soluzione politica, all´orizzonte c´è anche una strada tecnica per uscire dal terreno minato degli appalti sanitari. Prima della giunta, Vendola incontrerà anche l´assessore alla Salute. Fiore illustrerà al presidente il progetto di riforma pensato per garantire maggiore trasparenza nell´assegnazione degli appalti delle Asl: «Sono cinque provvedimenti che si intrecciano tra loro - ha anticipato Fiore - vanno dalla centralizzazione degli acquisti sanitari alla creazione di un osservatorio permanente sugli appalti sanitari».

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