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5 nov 2009

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I Vendoliani di SL su ex canapificio : “Iodice inopportuno nel merito e nel metodo. Sinistra e libertà ha altri programmi.”

Fonte: Comunicato stampa
“Ad essere inopportuna, sia nel metodo che nel merito non può che essere unicamente l’ultima sortita dell’ormai ex segretario provinciale del Pd Enzo Iodice, il quale, pur di essere in qualche modo “visibile” e porre un argine improbabile all’emorragia di voti del suo partito, interviene in maniera del tutto scomposta su tematiche delicate, che invece meriterebbero ben altre riflessioni, più che ricalcare le posizioni espresse da minoranze interessate.” Così esordiscono Gabriele Vedova e Pietro di Sarno, membri Vendoliani del coordinamento provinciale di sinistra e libertà, non risparmiando certo aspre critiche all’attuale Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, Enonché esponente di primo piano del pd casertano, il quale, in una lettera aperta al Presidente della regione Bassolino, ha ultimamente sottolineato la propria contrarietà al progetto proposto ed elaborato dalla Regione Campania di riqualificazione dei capannoni del cosiddetto “ex canapificio”, di cui la regione è proprietaria, per la realizzazione di un centro polifunzionale rivolto agli immigrati. “Le osservazioni di Iodice appaiono strumentali e soprattutto fuori tempo massimo. Da anni infatti, nel complesso dell’ex canapificio di viale Ellittico, a ridosso della Reggia Vanvitelliana, in capannoni oggettivamente fatiscenti e del tutto privi di qualsivoglia servizio, un’associazione, impegnata da quasi un decennio nel settore, offre quotidianamente assistenza informativa e legale agli immigrati, svolgendo peraltro una importante attività di mediazione culturale. Dopo anni di indifferenza rispetto alle condizioni di quel complesso, Iodice improvvisamente si sveglia, forse dal sogno ormai ricorrente in cui già si vede a capo del centro sinistra alle prossime provinciali, e, colto da un’improvvisa ansia di dire qualcosa, si scaglia contro il progetto della Regione. Tanto silenzio rispetto al degrado di anni e tanta eloquenza rispetto ad un progetto, ricordiamo, proposto dalla Regione Campania e non da pericolosi estremisti, che altro non è se non il tentativo di rendere più umani quegli spazi ed ufficializzarne le attività importanti che in essi si svolgono, sin ora avvolte da un insopportabile alone di indifferenza e degrado .”
“Comprendiamo bene – continuano da sinistra e libertà – viste anche le proposte di taluni, che vorrebbero magari decentrare il futuro centro per immigrati nei pressi della zona della discarica o in capannoni dismessi, quale sia l’aria che nonostante l’amministrazione di centro sinistra in carica spira ancora nella nostra città. Ma da un esponente di spicco del pd, peraltro a capo di un ente che dovrebbe sovrintendere alla programmazione e all’incentivazione del turismo nella nostra città, ci aspettiamo ben altre prese di posizione, diverse dal vecchio adagio che turismo significhi attrezzare il salotto buono della città e nascondere il degrado in periferia, come la polvere sotto il tappeto; a sinistra è giusto cominciare a parlare seriamente ed in tempo utile di sicurezza nelle città e della connessione che pure esiste con il degrado in cui versano le fasce deboli della popolazione, tra cui gli stessi migranti, ma farne una questione di ordine pubblico o addirittura di decoro urbano, sottintendere, neanche troppo implicitamente, che immigrazione e turismo debbano essere tenuti lontani e separati, sono concetti fuori dal tempo, che persino settori illuminati della destra, istituzionalmente rappresentati, hanno ormai messo in soffitta. Integrazione e lotta al degrado non possono non essere alla base di città moderne che vogliano essere competitive in Italia ed in Europa, che vogliano esportare la propria immagine ma anche le proprie innovative esperienze di comunità accoglienti ed integrate.”
“Nel merito e nel metodo quindi – concludono i Vendoliani – sembra proprio, almeno stando alle dichiarazioni di Iodice, che in Provincia di Caserta il Pd voglia distinguersi nettamente dal cambio di rotta nazionale impresso dal neo segretario Bersani, facendo pericolosi passi indietro verso quell’autosufficienza Veltroniana che tanti disastri ha causato a tutta la sinistra. Sinistra e libertà ha programmi diversi, e anche per questo si candida autorevolmente al governo della nostra provincia.”

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17 ott 2009

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Sanità in provincia di Caserta

Il coordinamento provinciale di Sinistra e Libertà-Ecologia, comincia dal tema "Sanità in provincia di Caserta" il primo di una serie di incontri pubblici attraverso i quali, anche in vista del prossimo importante appuntamento elettorale di marzo, si presenterà ai cittadini, ai simpatizzanti e agli elettori. L'appuntamento aversano si terrà alle 17.30 di venerdì 23 Ottobre presso la sala convegni dell'auditorium "ex-macello comunale" in Via Lennie Tristano. Si comincia dalla zona aversana, con l'obiettivo di toccare, nei prossimi mesi, le aree principali della nostra provincia e i temi di maggiore interesse.

Coordinamento prov.le Sinistra e Libertà
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16 ott 2009

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Campagna adesioni a Sinistra Ecologia e Libertà

Domenica 18 ottobre, con la presenza di banchetti nelle piazze di tutti capoluoghi di provincia, sarà celebrata la giornata di mobilitazione nazionale per il lancio della Campagna Adesioni a Sinistra Ecologia e Libertà.

L’adesione a Sinistra Libertà Ecologia non è semplicemente il riempimento di un modulo o il versamento di un pur necessario contributo finanziario.

E’ un atto di volontà politica con il quale si testimonia che si vuole andare avanti, oltre ogni idea di cartello elettorale e con più urgenza, verso l’obbiettivo di dare all’Italia ciò che oggi non ha: una nuova grande forza politica della sinistra.

Una forza popolare, aperta, inclusiva, di vecchie e nuove culture politiche, che faccia del lavoro e della sua dignità, dell’ecologia, della libertà e della pace, le colonne portanti del suo discorso pubblico, i paradigmi fondamentali della sua azione politica e programmatica, capace di superare le secche del minoritarismo identitario e della subalternità al pensiero unico che ha dominato la vita culturale, politica e sociale degli ultimi 15 anni.

Aderire a Sinistra Libertà Ecologia significa dare una risposta concreta a quanti ne vogliono il suo affossamento o il suo depotenziamento.

Significa sottoscrivere un impegno perché il progetto politico che ci unisce, possa vivere e crescere.

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12 ott 2009

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Vendola: entro dicembre congresso costituente

Sinistra e Libertà non può essere soffocata. Deve vivere, crescere, rendersi autonoma. Per questo bisogna costituire entro dicembre il nuovo soggetto politico della sinistra con un congresso costituente, aperto, unitario e partecipato. La spinta diffusa nella società italiana, evidenziata dall’opposizione al governo Berlusconi che richiede un protagonismo della sinistra, impone di darci strumenti adeguati a rappresentare questa esigenza.

Mentre il paese marcisce nelle lotte di potere estranee agli interessi reali del popolo italiano non ci possiamo più permettere di indugiare in alcuna forma di di politicismo.

Dobbiamo far rinascere una speranza a sinistra.

Nichi Vendola


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10 ott 2009

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Avanti con più urgenza e responsabilità

Sovvertendo le previsioni, il Congresso dei Verdi ha scelto un segretario e un percorso politico incompatibili con il progetto di Sinistra e Libertà. Che accade adesso? Nulla. O meglio, tutto: nel senso che il nostro progetto da domani va avanti con più urgenza e con più responsabilità. Si va avanti per rendere Sinistra e Libertà un soggetto finalmente e definitivamente autonomo dagli altrui eventi congressuali. Si va avanti continuando a considerare, con Grazia Francescato e con gli altri amici del vecchio gruppo dirigente dei Verdi, il profilo ambientalista come un tratto essenziale di questo nostro progetto, scegliendo di mantenere la decisione assunta a Napoli di aggiungere il termine “ecologia” al nostro logo.

Si va avanti in un processo che si deve dare modalità, appuntamenti e procedure più spedite e più motivate. Decidendo di battezzare in modo definitivo Sinistra e Libertà con un congresso prima delle prossime elezioni regionali.

Si va avanti lanciando, come già deciso, il nostro tesseramento domenica 18 ottobre, in una giornata che vorremo anche consacrare a una mobilitazione nazionale promossa da Sinistra e Libertà in difesa della Costituzione in tutte le piazze delle provincie italiane.
Si va avanti scegliendo che sia prioritaria, in questo processo, la politica: e dunque diventa centrale l’appuntamento di dicembre con i nostri Stati Generali. Alla discussione sulle forme della nostra organizzazione va affiancata subito una elaborazione e una proposta politica su questo tempo e su questo paese. Il gruppo di lavoro nazionale che si costituirà nei prossimi giorni, dopo le assemblee regionali, non dovrà essere il luogo in cui sommare le eredità culturali di ciascuno ma l’occasione per un nostro punto di vista originale, utile e consapevole sulla politica e sull’Italia.
Se Sinistra e Libertà non è mai stata la somma di alcuni, fragili partiti, è questo il momento in cui bisogna dimostrarlo. Non con le dichiarazioni di principio ma con i fatti della politica. Assumendo ciò che è accaduto a Fiuggi sabato scorso come una sollecitazione ad andare avanti: presto e bene. Senza voltarsi più indietro.

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21 set 2009

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SINISTRA E LIBERTA': Decise le tappe per costruire un nuovo partito

"A Napoli si sono poste le premesse positive per un nuovo soggetto politico che copra il vuoto politico a sinistra e di cui il paese sente il bisogno, a iniziare dal rinnovo dei contratti e dai grandi temi democratici. Un tale soggetto puo' dare un contributo, per dirla con Gramsci, alla riforma politica e sociale di cui si avverte la necessita'", dichiara all'Asca Franco Giordano, ex segretario di Rifondazione.
A Napoli, nel fine settimana, si e' svolta l'assemblea nazionale di Sinistra e liberta', il movimento che nelle ultime elezioni europee ha ottenuto il 3,2% e che e' composto da Verdi, Partito socialista, Sinistra democratica ed ex di Rifondazione e del Pdci. Alla fine del dibattito si sono decise le tappe che dovrebbero portare alla costruzione di un nuovo partito di sinistra. ''E' una scelta da cui non si torna indietro. Abbiamo abbandonato le vecchie case, che erano diventate anguste, per aprirci alla societa''', dice Nichi Vendola, governatore della Puglia.

E' stato eletto intanto un coordinamento di cui fanno parte Daniela Brancati, Paolo Cento, Gim Cassano, Lisa Clark, Marco di Lello, Claudio Fava, Grazia Francescato, Umberto Guidoni, Gianni Mattioli, Gennaro Migliore, Riccardo Nencini, Mauro Palma, Michele Ragosta, Luca Robotti, Simonetta Salacone, Giuliana Sgrena, Niche Vendola, Alessandro Zan.

Per sostenere l'azione politica di Sinistra e liberta' e' stata istituita una specifica ''carta di adesione''. Si e' anche deciso che a dicembre si terra' la prima Conferenza programmatica del movimento. E' stata accettata pure la proposta di inserire la parola ''ecologia'' nel logo elettorale di Sinistra e liberta'.

Salvo imprevisti (a ottobre si terranno i congressi dei Verdi e del Partito socialista che dovrebbero confermare l'orientamento unitario dei due partiti), il congresso fondativo del nuovo partito si terra' entro la primavera, subito dopo le elezioni regionali fissate a marzo, nelle quali Sinistra e liberta' si presentera' in alleanza con le altre forze di centrosinistra.

''Ora Sinistra e liberta' e' patrimonio politico del paese. E al paese deve guardare, giorno per giorno, per restituirgli un po' di sinistra e un po' di liberta''', ha detto Claudio Fava, ex parlamentare europeo, concludendo l'assemblea di Napoli.

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6 set 2009

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Il 19 SL sarà in piazza. Assemblea rinviata al 20


Sinistra e Libertà ha posticipato la data dell’Assemblea nazionale di Napoli al 20 settembre per poter partecipare alla manifestazione per la libertà d’informazione che si svolgerà il 19 settembre a Roma.
L’appello lanciato da tre autorevoli giuristi, quali Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky sta raccogliendo uno sterminato numero di adesioni cui vogliamo aggiungere anche le nostre.

Si tratta della dimostrazione che la coscienza democratica non è sopita nel nostro paese e che al contrario essa è pronta ad attivarsi ogni volta che sono messi in discussione e in pericolo fondamentali principi di libertà, quale quello di stampa e di opinione, solennemente sanciti e tutelati dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, nonché dalla nostra Carta Costituzionale.

L’attacco a questi principi è sempre stato nella storia passata il prodromo di profonde crisi della democrazia che in più casi sono sfociate in aperte e violente dittature. Per questa ragione simili atti e orientamenti vanno combattuti da subito, fin dal loro primo manifestarsi e probabilmente siamo già in ritardo. Anche questo tema sottolinea che da tempo nel nostro paese è in atto una vera e propria questione democratica, la cui non soluzione positiva può trascinarci in una fase di grave imbarbarimento della vita civile.

E’ interesse del nostro paese, di tutte le cittadine e i cittadini sostenere l’appello proposto dai tre giuristi. Per questo pensiamo che non ci si debba limitare ad aggiungere la propria firma in calce, ma che quanto scritto in questo appello possa rappresentare la base condivisa per una vasta e diffusa mobilitazione popolare, capace di dare vita ad una manifestazione nazionale la più ampia e unitaria possibile da tenersi nelle prossime settimane.
Claudio Fava

Grazia Francescato

Umberto Guidoni

Riccardo Nencini

Nichi Vendola


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5 set 2009

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Vendola, Boffo: per decenza si doveva dimettere Feltri

“Era chiaro che questa storia doveva finire per forza con le dimissioni di un direttore. Per decenza si sarebbe dovuto dimettere Feltri, ma la decenza non è lo stile di questo establishment”. Così il leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola commenta, dal palco della Festa del Pd, le dimissioni del direttore dell’Avvenire Dino Boffo.

“Si respira - afferma il governatore della Puglia - un clima indecente e preoccupante alla vigilia di un autunno che sarà incandescente e sarà molto difficile nascondere la realtà della crisi, come già si vede dai precari che protestano sui tetti. Dobbiamo alzare il tiro non della polemica ma della riflessione per capire questo scivolamento progressivo in Italia, dove sono saltate le regole e non c’è più rispetto per al dignità di nessuno”.

Vendola ricorda di essere stato “usato da una tv di Stato servile, fatta di maggiordomi che mentre parlava di festini metteva la mia faccia”. E ricorda “di essersi fatto tempo fa qualche soldino perchè Vittorio Feltri confuse l’omosessualità con la pedofilia”.

“Guai a pensare - sostiene il leader Sl, che Feltri è solo un giornalista politicamente scorretto, un intellettuale dadaista, purtroppo oggi ci sono tecniche molto sofisticate per mettere la museruola a voci libere come è Boffo e come mi ritengo anch’io”.

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1 ago 2009

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PUGLIA/SANITÁ: SeL, SI FACCIA PRESTO CHIAREZZA

Fonte: dalla rete
Si faccia presto chiarezza sulle indagini in corso’. E’ la richiesta dei coordinatori regionali di Sinistra e Liberta’ per la regione Puglia: il consigliere Mimmo Lomelo, Nicola Fratoianni, Enzo Locaputo e Lello Di Gioia.
‘A seguito delle richieste di documentazione provenienti dalla magistratura barese, Sinistra e Liberta’, nel pieno rispetto del lavoro svolto dalle forze dell’ordine - affermano - si e’ prontamente resa disponibile a favorire in qualunque modo i controlli predisposti ed effettuati sin dalla giornata di oggi nelle proprie sedi. Pertanto, Sinistra e Liberta’, esprimendo sconcerto e stupore, sottolinea e ribadisce la sua totale estraneita’ alle inchieste in corso, contestualmente garantisce piena collaborazione alla magistratura. Sinistra e liberta’ auspica, tuttavia, ‘che non si alimenti un’ennesima bufera mediatica sulla vicenda a danno di quanti, da tempo, tentano di coniugare l’etica delle responsabilita’ politica con la faticosa attivita’ di governo regionale. Inoltre, Sinistra e Liberta’ si augura che gli accertamenti giudiziari siano tempestivi, affinche’ non si costruisca attorno alla vicenda un inequivocabile e dannoso clima di sospetto’

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16 lug 2009

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PRIMA FESTA NAZIONALE DI SINISTRA E LIBERTA’

Si terrà a Napoli (Bagnoli) la prima Festa Nazionale di SL, quattro giorni di dibattiti, musica e spettacoli. All’interno della Festa avrà luogo anche l’Assemblea Nazionale, il primo appuntamento collettivo aperto a tutte a tutti.

Manca ancora il titolo, il tema e il programma, ma ci sembrava una notizia così bella che proprio non ce la siamo sentita di tenercela per noi, nemmeno se per pochi giorni: a settembre ci sarà la prima Festa Nazionale di Sinistra e Libertà. Si terrà a Napoli, dal 17 al 20 settembre, alla Città della Scienza (Via Coroglio, loc. Bagnoli).

Sarà la prima occasione per ritrovarsi collettivamente dopo il voto di giugno. Momento centrale dei quattro giorni - che, lo diciamo per inciso, saranno anche e soprattutto una festa vera, con musica, spettacoli e dibattiti - sarà l’Assemblea nazionale di sabato 19 settembre: il primo appuntamento collettivo - aperto a tutte e tutti - dove si discuterà e si deciderà del futuro del nostro progetto.

Vi terremo costantemente aggiornati sull’avanzamento dell’organizzazione (programma eventi e dibattiti, sistemazione per chi volesse vivere la festa per più giorni - campeggi, hotel convezionati - e ogni altra iniziativa) .


Per contatti:
Beatrice Giavazzi
Coordinamento Festa nazionale Sinistra e Liberta’ 2009
beatrice.giavazzi@sxmail.it

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10 lug 2009

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Documento di base per il consiglio nazionale del Partito Socialista

DOCUMENTO DI BASE PER IL CONSIGLIO NAZIONALE DEL
Partito Socialista
Roma 11.7.2009


PER SINISTRA E LIBERTA': INDIETRO NON SI TORNA!

N.B. - Il documento è aperto alle adesioni sia dei componenti del Consiglio Nazionale PS che a tutti gli iscritti 2008 del PS.
LE ADESIONI AL DOCUMENTO VANNO COMUNICATE ENTRO OGGI VENERDI' O AL MASSIMO ENTRO DOMATTINA (SABATO) PRESTO ESCLUSIVAMENTE AI SOTTOINDICATI INDIRIZZI E-MAIL E NUM. DI CELLULARE.
MARCO LANG : marco_lang@yahoo.it
SANDRO NATALINI : sandronatalini@hotmail.it (cell. 348-5958483)
PREMESSA:

Questo Documento è frutto soprattutto dei tanti incontri, scontri, confronti – a volte aspri ma sempre costruttivi – che hanno coinvolto molti di noi, nel corso degli ultimi tempi, sia direttamente sia attraverso il web ed i social network – specialmente Facebook.
Le discussioni all’inizio si sono aperte casualmente, successivamente – ed in parallelo a riunioni “tradizionali” - sono nati gruppi che avevano come scopo quello di analizzare concretamente come i socialisti avrebbero dato seguito all’esperienza di Sinistra e Libertà.
Sono molti i compagni, quindi, che possono legittimamente riconoscersi in questo documento.
Come membri del Consiglio Nazionale, lo presentiamo anche in loro vece.


I

Il risultato ottenuto da Sinistra e Libertà alle elezioni europee e amministrative ha dimostrato la correttezza della scelta politica compiuta. Aver riunito all’interno di un’unica lista elettorale le diverse anime della Sinistra italiana, in un momento di grave crisi economica per il paese e per il mondo, e di grave deficit democratico, rappresenta un risultato importante, condiviso da quasi un milione di elettori.
Ancora più importante è il fatto che Sinistra e Libertà abbia generato un nuovo entusiasmo tra i militanti dei partiti che hanno dato vita alla coalizione e tra quanti negli ultimi anni non si sono più riconosciuti nei soggetti politici della Sinistra italiana.
Questo dimostra come ci sia ancora bisogno di una Sinistra capace di rappresentare la società e progettare il cambiamento. Una Sinistra riformatrice e democratica, capace di porsi come forza di governo mantenendo una valutazione critica sulle politiche che hanno determinato l’attuale recessione economica, in grado di tradurre in soluzioni di governo le necessità degli strati più deboli della società, portatrice di valori fondanti, come la giustizia sociale, la difesa dell’ambiente, l’etica della responsabilità, il principio di legalità, ed ancorata ad una visione coerente della laicità dello Stato.

II

Le politiche neoliberiste degli ultimi quindici anni hanno prodotto la più grave crisi economica mondiale dal 1929, con conseguenze gravissime sul piano sociale. La finanziarizzazione dell’economia ha prodotto una crescita fittizia, realizzata attraverso forme differenziate e diffuse di utilizzazione del debito (es. compressione dei tassi di interesse, mutui subprime, microcredito personale, gonfiamento dei corsi azionari) come mezzo di sostegno della domanda, sostitutivo, in assenza di un processo espansivo dell’economia reale, di una crescita continuativa dei redditi da lavoro dipendente o da attività d’azienda.
Tale processo ha innescato ed alimentato una crescita dei mercati e dei consumi totalmente sganciata dalla crescita della ricchezza sociale, favorendo un incremento massiccio delle quote di reddito e profitti destinate ad investimenti finanziari, sottratte all’investimento reale e all’innovazione produttiva.
La redditività degli investimenti finanziari è stata garantita da una forte espansione dei profitti, generata dalla compressione dei costi del lavoro, dalla riduzione delle rigidità del mercato del lavoro, e dalla adozione di politiche di incentivazione aziendali ritagliate sulla compressione del debito pubblico destinato al welfare, e non certo da un incremento dei livelli produttivi.
Lo squilibrio generato in tal modo tra i soggetti della produzione ha prodotto nell’ultimo ventennio un gigantesco trasferimento di ricchezza verso le classi alte delle società più avanzate, interrompendo definitivamente la tendenziale propensione redistributiva dei precedenti sistemi sociali occidentali.
Quindici anni fa si parlava, ad esempio, della società dei due terzi, in cui l'ultimo terzo rappresentava la quota degli esclusi dal progresso sociale, civile ed economico; ora il rapporto si è invertito: due terzi sono gli esclusi e la loro percentuale è in costante crescita.
Venti anni fa il reddito medio dei lavoratori italiani era il terzo tra i paesi OCSE, ora è il ventitreesimo.
L’impoverimento progressivo del ceto medio è ormai una linea di tendenza consolidata, e la stessa mobilità sociale è divenuta un fenomeno in via di esaurimento, non solo in Italia.
La recessione in atto sta ora producendo pesantissimi effetti sul piano sociale, con la crescita della disoccupazione in tutti i paesi industrializzati, l’aumento della povertà nei paesi in via di sviluppo e una conseguente fragilità sociale che solo oggi comincia a essere percepita come un problema drammatico. Questo esito è favorito dalla permanenza di politiche del lavoro, omogenee a quel modello economico-finanziario dello sviluppo, che hanno reso sempre più precario il lavoratore e più instabile l’intero assetto sociale.
Questa visione del Liberismo - concretizzatasi storicamente a partire dalla rivoluzione tatcheriana e definitivamente consolidatasi dopo il crollo del” Socialismo Reale” - interpretato e praticato come un sistema nel quale “la mano invisibile del mercato”, operando come un gigantesco meccanismo di coordinamento, avrebbe assicurato che il perseguimento dell’interesse dell’imprenditore sarebbe coinciso con il benessere complessivo della società, è giunta al capolinea travolgendo una concezione della globalizzazione dei rapporti economici come processo estraneo al governo degli stati.

III

La Sinistra, in Italia come in generale in Europa, non è stata purtroppo in grado di opporsi con forza a tali dinamiche economiche e sociali. L’incapacità di proporre una valida alternativa programmatica all’attuale modello di sviluppo ha portato alla sconfitta quasi tutti i principali partiti del Socialismo europeo.
Ciò deve spingere tutta la Sinistra a compiere un’analisi profonda delle scelte fatte nel corso degli ultimi anni. Il successo ottenuto dalla Die Linke tedesca e dai Verdi in Francia, a tale proposito, deve essere attentamente valutato, pur con tutti i distinguo che dobbiamo fare rispetto a determinate posizioni di queste formazioni, per comprendere come la Sinistra debba assolutamente recuperare una sua alternatività al modello di rapporti economici e sociali entrato in crisi.
Appare evidente che un nuovo processo democratico di tale portata storica può essere ipotizzato esclusivamente attorno ad un progetto riformatore di trasformazione strutturale del sistema economico, che segni un sostanziale riequilibrio di potere e di reddito tra l’universo dei lavori e i centri del potere economico e finanziario, in grado di svincolare la vita dei cittadini dal totale assorbimento nelle logiche del mercato che caratterizza l’attuale fase della evoluzione delle società avanzate, in grado di rappresentare un potenziale alternativo modello di riferimento per i paesi emergenti e per il resto del mondo in via di sviluppo.
E’ in questo contesto che il Movimento Socialista Europeo - e con esso la Sinistra italiana - deve sapere individuare in autonomia le risposte progettuali che andranno a definire le assi di riferimento di un nuovo modello di Stato Sociale che sia adeguato a una diversa dimensione dello stesso concetto dello sviluppo e della crescita e sul quale ricostruire una nuova alleanza di consenso maggioritaria tra le classi, le generazioni e i gruppi sociali interessati a difendere e consolidare un nuovo sistema di garanzie sociali e democratiche.
Non occorre inventare nuove ideologie: basta sapere che la proposta politica ha senso, a Sinistra, se è il frutto di un’elaborazione di idee complesse all’interno di una visione socialista e democratica del mondo; il SOCIALISMO DEMOCRATICO va inteso, quindi, come il pensiero politico che si pone quale problema centrale quello di garantire progresso e interesse collettivo, accettando il modello dell’economia di mercato non come un totem, ma come un modello di sviluppo che può produrre una vera e stabile ricchezza per tutta la Società soltanto in presenza di politiche di controllo della qualità delle scelte e di tutela dell’ equilibrio sociale.
Il Socialismo così inteso, coniugato nella prassi politica da una partecipazione democratica effettiva, ha una capacità espansiva di cui si sono visti finora solo gli albori.
L’avvio di una nuova fase caratterizzata da una ricostruita forza progettuale del Socialismo riformatore, può permettere di trasformare in una grande occasione di innovazione sociale e di miglioramento della qualità dello sviluppo il rischio probabile di un progressivo declino dei tradizionali fattori della crescita economica delle società più avanzate.

IV

La presa d’atto che il mondo governato dal neoliberismo ci sta portando ad un punto di non ritorno, deve indurre la Sinistra italiana a non fare più concessioni su questioni come la redistribuzione del reddito e l’emancipazione dal bisogno, la tutela della pace, la cura del pianeta.
Allo stesso modo il rigore nella difesa degli interessi fondamentali di una società che vogliamo più libera e più giusta, ci consentirà di coniugare l’etica della responsabilità e della legalità con la eliminazione degli abusi dell’utilizzo del mercato; la valorizzazione del merito e la diffusione del sapere - come garanzia per una società aperta che associ le aspirazioni individuali con la tutela della eguaglianza delle opportunità - con il valore generale e cogente del principio dell‘inclusione sociale.
La difesa dei valori della laicità, la difesa dell’ideale di democrazia come valore fondante di ogni comunità sociale, nazionale e sovranazionale, e la riscoperta del principio di partecipazione politica, quale sinonimo di libertà, debbono tornare ad essere il patrimonio condiviso della Sinistra italiana.
Diviene nuovamente indispensabile una Sinistra che rilanci il ruolo dello Stato quale elemento di regolazione del libero mercato e come soggetto in grado di farsi carico delle necessità degli strati più deboli della popolazione, sostenendo i diritti di cittadinanza.
Una Sinistra che sappia recuperare un rapporto forte con i sindacati e col mondo del lavoro, un rapporto che una malintesa pseudosinistra di governo ha teso a trascurare in modo grave nel corso degli ultimi anni.
Una Sinistra che persegua la valorizzazione dei lavoratori del settore pubblico al fine di rendere più efficienti i servizi resi, rifiutando ogni forma di criminalizzazione dell’universo dei pubblici dipendenti.
Una Sinistra convinta che il ruolo della macchina pubblica deve essere rinforzato per sostenere la battaglia della legalità contro il lavoro nero e senza sicurezze, per reperire ulteriori risorse da destinare al sostegno di chi ne ha più bisogno attraverso una più efficace lotta all’evasione fiscale, oggi fonte della più alta disuguaglianza presente nel Paese.
Una Sinistra convinta che una forte e qualificata presenza dello Stato riporterebbe fiducia nelle istituzioni nelle zone del Paese dove prospera la criminalità organizzata.
Una Sinistra che riconosca le priorità e le emergenze sociali, dimostrando il coraggio di affrontare, insieme alla questione sociale del Nord, la questione mai risolta e ormai drammatica del Sud, che rischia di diventare, con l’acuirsi della crisi economica e sociale, un territorio abbandonato dalle popolazioni, prima ancora che dalla politica e dallo Stato.
Una Sinistra che abbia il coraggio di chiedere e pretendere, insieme al federalismo, una reale “parità” delle condizioni di partenza fra tutti i territori e le Regioni dello Stato, nelle infrastrutture, nella garanzia della legalità e della giustizia sociale, nella distribuzione delle risorse economiche, nel diritto al futuro.
Una Sinistra che abbia l’audacia di dire che, senza il rilancio dell’uguaglianza e pari dignità fra tutti i cittadini italiani, ogni processo federalista e autonomista sarà solo una resa implicita e drammatica alle mafie, alla corruzione, all’egoismo sociale, in ultima analisi a un modello sociale e di sviluppo che non ci appartiene, ma che, anzi, mortifica le ambizioni di giustizia e libertà dei singoli e delle comunità.
Una Sinistra che, forte delle lezioni del passato e del presente, prenda seriamente le distanze da ogni situazione opaca e di commistione fra poteri politici, istituzioni e “mafie” che sono spesso la prima causa del degrado sociale, economico e democratico del Paese.


V

La Sinistra italiana deve ritrovare il proprio tradizionale ruolo di forza motrice, sul piano politico e culturale, della società italiana .
Sinistra e Libertà, per la sua stessa natura, per il fatto di raccogliere al suo interno le diverse culture e sensibilità che storicamente hanno caratterizzato la Sinistra italiana, ha tutte le potenzialità per assolvere a questo compito, in quanto rappresenta il laboratorio politico di una concezione del riformismo socialista nuovamente proiettata a perseguire una trasformazione strutturale degli assetti economici e sociali, in grado di individuare un diverso modello di sviluppo,diversi parametri di riferimento della qualità della vita della società, e nuove regole di controllo sociale delle variabili economiche.
Sinistra e Libertà è già - sostanzialmente - il partito nuovo della Sinistra italiana, che propone non solo una diversa prospettiva di sviluppo ma, più in generale, un’offerta di società alternativa all’attuale, fatta di eguaglianza e di giustizia sociale, di sviluppo sostenibile, di investimenti nella ricerca scientifica e di valorizzazione dei talenti, di tutela e rafforzamento dei diritti sociali e civili.
Sinistra e Libertà deve ora divenire il partito di quella alleanza riformatrice tra il merito e il bisogno - sempre enunciata e mai realizzata - che deve essere alla base della società delle aspirazioni e delle opportunità a cui tende la grande maggioranza della popolazione italiana per chiudere una volta e per tutte la fase della cristallizzazione e della immutabilità dei rapporti sociali e di classe.
Sinistra e Libertà deve essere un soggetto politico aperto, oltre che ad altre organizzazioni politiche che ne condividano coerentemente il progetto, alla società, al mondo delle associazioni; continuamente in grado di aprirsi e di coinvolgere le forze sane e nuove del paese che oggi vengono relegate ai margini della società e che sono state virtualmente espulse dalla partecipazione politica dagli errori dei gruppi dirigenti che hanno guidato la Sinistra nel corso degli ultimi anni.
Sinistra e Libertà deve essere in grado di superare una politica fatta di leaderismo e di comunicazione esclusivamente televisiva, per tornare a proporre un rapporto tra i cittadini e la politica che sia coinvolgente e inclusivo. Una nuova forza politica della Sinistra che si deve contrapporre a qualsiasi manifestazione di quell’autentica e ipocrita forma di sub-cultura rappresentata dall’antipolitica, funzionale unicamente ai poteri dominanti nella sua capacità di disgregazione del corpo civile di un paese già confuso e disilluso dalla crisi della politica.

VI

Per trasformare una coalizione elettorale in un soggetto politico è importante che Sinistra e Libertà comunichi al più presto una proposta politica definita al paese.
Altrettanto necessario, indispensabile, è che si dica con chiarezza che SeL è un progetto irreversibile di lunga durata e non un mero artificio elettorale. Se così non sarà, se non saremo in grado di procedere in modo spedito sulla strada del partito nuovo, si perderà una grande occasione - molto probabilmente l’ultima - per rilanciare una politica realmente e coraggiosamente riformatrice nel nostro Paese.
Riteniamo pertanto che pensare a SeL come a una semplice Federazione sia un errore.gravissimo; riteniamo che sia una forma di miopia politica non capire che con Sinistra e Libertà migliaia di cittadini e di elettori hanno ritrovato il gusto dell’impegno politico in un soggetto politico ideale, nel quale si incontrano tutte le anime della Sinistra storica italiana, tutte con eguale dignità e diritti.
Offrire loro una semplice Federazione significa quindi smorzarne gli entusiasmi, riallontanarli di nuovo. Percepirebbero che SeL è in effetti un mero strumento di conservazione o riproposizione di un ceto politico. Questo significherebbe la fine del progetto.
Ciò di cui invece c’è bisogno è di consolidare nel processo unitario e costituente elementi di irreversibilità, di natura politica e organizzativa, attraverso la definizione di tappe certe, per arrivare entro l’inverno al congresso fondativo del nuovo partito di Sinistra e Libertà.
Un processo nel cui ambito i socialisti si impegnino a garantire l'effettiva partecipazione democratica dal basso, a partire dai circoli e dalle associazioni, in un contesto di inclusione e coinvolgimento nei processi decisionali. Il partito Sinistra e Libertà dovrà avere la sua organizzazione, non dovrà essere liquido e destrutturato. Le uniche primarie saranno quelle delle idee, non corse truccate per leadership inesistenti.
Riteniamo però che – insieme a questo – il partito Socialista debba procedere allo svolgimento del proprio Congresso, proprio in ossequio sia alle norme statutarie sia agli elementari principi di democrazia interna in grazia dei quali è necessario il coinvolgimento degli iscritti nel caso di scelte di importanza strategica. Tale è decidere il futuro del Partito.
Il ventilato tesseramento 2009 ha senso – quindi – solo nel caso di svolgimento entro l’anno del congresso nazionale.

VII

Noi che siamo orgogliosamente socialisti, ben sappiamo di giocare, nonostante le attuali modeste forze, un ruolo fondamentale nella costruzione e nell’ispirazione di questa nuova forza della Sinistra “che spera e ragiona”. Ma sappiamo anche che questa è l’occasione finale per far sì che il patrimonio di politica, di idealità, di capacità riformatrice dei socialisti italiani, non venga definitivamente disperso.
Proprio perché siamo orgogliosamente socialisti, dobbiamo essere in grado di osservare e constatare con chiarezza e disincanto la situazione che ci si prospetta.
Abbiamo creduto con forza e determinazione nella Costituente Socialista, progetto ormai definitivamente esaurito, vogliamo ora recuperare il cuore di quel nobile tentativo e lanciarlo oltre l’ostacolo.
C’è grande spazio per la storia, per le idee, per l’azione socialista, ma bisogna avere l’intelligenza di individuare la sua concreta collocazione politica.
Gli estensori e i firmatari di questo documento hanno individuato, senza tentennamenti, in Sinistra e Libertà il luogo di discussione ed elaborazione delle istanze socialiste.
Il Partito – oggi più che mai - non può essere una torre di Babele, in cui ogni autorevole dirigente, ogni piccolo gruppo di tendenza, ogni minimo gruppo di potere territoriale, rincorre un progetto differente, spesso pro domo sua.
Non c’è più spazio per alcuna piroetta socialista, se ve ne fosse un’altra sarebbe l’ultima, perché nessuno verrebbe più a tendere il telone di salvataggio sotto il trapezio.
E non si pensi - o non si giochi con la fiducia dei nostri elettori, dei nostri iscritti, dei simpatizzanti socialisti, che sono assai più di quanto il suffragio raccolto dal PS, ma in genere da SeL possa lasciar supporre - che rimandando continuamente l’appuntamento con le proprie responsabilità, si possa prender tempo per accasarsi a migliori condizioni nel PD.
E’ indubbio che con il Partito Democratico si dovrà andare a un confronto serrato, come d’altra parte con tutte le altre forze politiche del centro sinistra oggi all’opposizione, e che è impensabile pensare di poter prescindere da quell’organizzazione che raccoglie il maggior numero di cittadini e suffragi a sinistra; ma ciò che accade nel Partito Democratico accade nel Partito Democratico e non ci riguarda, non riguarda le nostre scelte fondamentali, se non per la corretta analisi politica che sulle sue vicende va costantemente compiuta.
Ogni tanto sentiamo dire “dobbiamo aspettare il congresso del PD”. Ebbene, nessun congresso del PD, per quanto importante, per quanto decisivo, lo è abbastanza da fermare e rallentare il cammino dei socialisti e della nuova Sinistra italiana.

VIII

Non possiamo non denunciare le non poche zone opache nella corretta gestione democratica del nostro Partito, i piccoli interessi territoriali, le infinite infrazioni allo Statuto.
Parliamo di questo rarissimamente e frettolosamente convocato CN, svuotato così dei suoi poteri e della sua autorevolezza; delle cooptazioni decise verticisticamente e senza un criterio comprensibile, in Direzione, in Segreteria, nello stesso Consiglio Nazionale.
Parliamo - ad esempio - dell’incredibile situazione del Partito di Roma e Lazio e di Livorno-Collesalvetti. I congressi, nel primo caso sono stati dichiarati illegittimi dalla Commissione Nazionale di Garanzia, il cui deliberato è stato completamente disatteso, mentre nel secondo caso i compagni, che hanno vinto il congresso con il 63%, non hanno potuto governare il loro territorio “grazie” al Segretario Regionale che ha commissariato il Direttivo territoriale senza alcuna ragione e, soprattutto, pur non avendone - da Statuto - i poteri.
Per amore d’unità, per la passione che ci contraddistingue e che abbiamo riversato nelle nostre attività nel Partito, abbiamo tollerato situazioni oggi non più sopportabili.
Ci siamo dati liberamente delle norme che regolano la vita interna del Partito. Dandocele abbiamo inteso che non sono mere dichiarazioni di principio, non sono carta straccia ma rappresentano le basi per una corretta vita associativa.
Rispetto delle regole, Trasparenza, Democrazia interna, Apertura al confronto sono elementi costitutivi e irrinunciabili dell’essere socialista. E’ paradossale che vengano trascurati proprio dal e nel partito socialista.
________________________________________________________________________________


Il Consiglio Nazionale del Partito Socialista approva il seguente
Ordine del Giorno

• Il Congresso Nazionale è la sede del confronto democratico tra gli iscritti sul futuro del Partito. Il tesseramento 2009 è valido solo in funzione del congresso nazionale, da tenersi entro l’anno.

• Parallelamente al tesseramento per il Partito Socialista è avviata – insieme e di concerto alle altre forze politiche che hanno dato vita a SeL – la campagna di adesione a Sinistra e Libertà, così da coinvolgere quanti credono in questo progetto pur non provenendo da nessuno dei partiti, organizzazioni e movimenti che hanno contributo a darle vita.

• Le deliberazioni della CNG si intendono immediatamente operative. Commissioni paritetiche e rappresentative delle articolazioni del PS saranno incaricate di gestire la fase transitoria in assenza di legittimi organismi dirigenti

• Nell’assemblea di Sinistra e Libertà convocata per settembre il Partito Socialista si farà portavoce della necessità di procedere nel percorso verso il partito, attraverso la definizione di tappe intermedie delle quali sia prioritariamente fissata la data, al fine di arrivare allo svolgimento del congresso fondativo di Sinistra e Libertà prima delle elezioni regionali del 2010.


Hanno sottoscritto il documento i seguenti componenti del Consiglio Nazionale del Partito Socialista:


Marco Andreini
Enrico Antonioni
Franco Bartolomei
Ivo Costamagna
Carmela De Simone
Anna Falcone
Massimo Giorgi
Marco Lang
Bebo Moroni
Sandro Natalini
Andrea Pisauro
Enrico Ricciuto
Pino Stella.

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3 lug 2009

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"Questione morale priorità assoluta non è più tempo per i gattopardi"

Parla Vendola, il governatore della Puglia che ha appena azzerato la giunta: "Nella vita pubblica bisogna dare segnali forti" di Alessandra Longo da repubblica.it
ROMA - «La questione morale non è un´arma da usare contro qualcuno, deve essere il terreno della nostra fatica. Un terreno in cui ti rompi la schiena per cambiare, migliorare, risanare. Se l´avversario è centomila volte più compromesso, questo non comporta affatto l´assoluzione dei miei alleati. C´è sempre una differenza etico-politica da marcare». Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, leader di Sinistra e Libertà, ha appena azzerato la sua giunta "scalfita" dalle inchieste sulla sanità. «Nella vita pubblica bisogna dare segnali forti» dice. Vendola il comunista rivendica il diritto ad aprire adesso una discussione con tutte le «forze disponibili» a fare una battaglia per il Sud, «ucciso da questo governo». Apre anche all´Udc, con gran fastidio del Pdl: «E´ forse un reato fare della questione morale un´offerta politica e discutere sui contributi che possono arricchire la coalizione?».
Vendola, non è stato difficile mandare a casa i suoi assessori?
«Provo emozioni forti perché si consumano anche rapporti umani, si ledono relazioni fondate sulla fiducia. Ma sono sereno. Non siamo una corte, non ci occupiamo di indizi e capi di imputazione. Il passaggio politico non coincide e non si sovrappone al quadro giudiziario. Non è questo il punto. Il punto è che i vari filoni di inchieste sulla sanità, relativi a un decennio di vita amministrativa, quindi anche ad un periodo precedente alla mia giunta, offrono una radiografia impressionante della permeabilità delle lobbies e delle corporazioni, descrivono, per dirla alla Foucault, la "microfisica di un potere"».

Lei ha parlato della sanità equiparandola alle luci tentatrici del casinò.
«Sì, ci vedo i vari gradi della cultura dell´azzardo, dalle slot machine, al black jack, alla roulette. Un flusso di denaro gigantesco che si dirama in infiniti rigagnoli».


Una sirena trasversale agli schieramenti.
«Quando dico che la questione morale è la priorità assoluta non lo dico in astratto. Non posso giocare a imitare la destra. Per me la procura di Bari è un punto di riferimento per il controllo della legalità sia quando rinvia a giudizio un ministro (Fitto - ndr) sia quando inquisisce uomini del centrosinistra. Io ho portato personalmente in procura le carte delle mie indagini amministrative interne e per questo ho ricevuto un avviso a comparire, usato in maniera delinquenziale dal "signor direttore" del Tg1 che ha pensato bene di accostare la mia faccia a storie di droga e prostituzione. Io, la moralizzazione della vita politica, l´ho praticata. Il ministro Fitto, oggetto di una richiesta di arresto, respinta dal Parlamento, è al suo posto. E in questo momento gli ispettori di Alfano lavorano qui per trovare difetti all´impianto accusatorio che lo coinvolge. Se permette, una differenza c´è».

Lei stesso parla con amarezza di una «permeabilità» della politica agli affari.
«Se ne era già accorto Berlinguer dell´immiserimento della politica svuotata dalle passioni e riannodata stancamente attorno alle reti clientelari. E´ una grande questione aperta. Il primato del mercato sulla res publica, il profitto d´impresa che vale più del lavoro: c´è da chiedersi quante modificazioni tutto ciò ha prodotto nella fenomenologia del ceto politico».

E´ una domanda?
«Sì, e mi do la risposta. Purtroppo oggi la politica italiana registra una caduta dell´etica pubblica, è diventata un negoziato con i rappresentanti di lobby e corporazioni».

Il Pdl dice: Vendola ha azzerato la giunta dimostrando così che i problemi a Bari erano altri.
«Bella dimostrazione di garantismo. Sono già alla sentenza di un processo che non è nemmeno iniziato. Mentre la vicenda delle prostitute nelle residenze di Stato è vera, ha fatto il giro del mondo intero. Ma loro sono specializzati nell´uso spregiudicato dei due pesi e delle due misure».

Se è per questo dicono anche che lei dovrebbe dimettersi.
«Sono patetici e anche un po´ comici. Sulla mia onestà personale credo che nessuno possa dubitare. Questa è una cultura violenta».

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2 lug 2009

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PRIMA ASSEMBLEA NAZIONALE DI SINISTRA E LIBERTA’

Sinistra e Libertà ha deciso di convocare per il prossimo 12 settembre a Roma un’Assemblea nazionale, che sarà aperta alla partecipazione di tutti coloro che si riconoscono nel progetto politico.


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25 giu 2009

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Sicurezza degli ambienti di lavoro del comune di Aversa

Fonte: Comunicato stampa
Aversa. Il Coordinamento Aversano di Sinistra e Libertà sostiene lo stato di agitazione del personale del Comune di Aversa e ne condivide la preoccupazione in ordine agli irrisolti problemi di sicurezza ed igiene degli ambienti di lavoro della Casa municipale oltre a quelli di gestione del personale oramai improntata ad un rozzo e dispendioso clientelismo da "basso impero". A fronte del problema "sicurezza degli ambienti di lavoro" l'Amministrazione di centrodestra continua a far finta di niente, tentando di mettere le solite "pezze" ad una situazione a dir poco insostenibile e di estrema pericolosità non solo per i lavoratori, ma anche per i cittadini utenti, ricorrendo ad un sommario quanto superficiale intervento disposto dal dirigente Stefano Guarino.
Attualmente la struttura frequentata mediamente da circa 300 persone al giorno, resta sprovvista di idonee uscite di sicurezza, scale esterne antincendio e quant'altro occorre per rendere la casa comunale conforme alle vigenti leggi sulla sicurezza ed alle normative sismiche nazionali. Come se non bastasse da un po' di tempo a questa parte sono stati realizzati anche i cosiddetti "tornelli" per il controllo degli accessi dei dipendenti, la cui installazione ha determinato nei fatti un ulteriore ostacolo alle già ridotte vie di fuga esistenti.
Premesso che il controllo delle presenze e dell'orario di lavoro dei dipendenti comunali dovrebbe essere svolto non dai tornelli, ma dai dirigenti e dai capoufficio (le cui file sono state di recente arricchite di altri 20 vicedirigenti - gli Apo - per un costo totale per le casse comunali di 190.000 euro annui!!!), sembra che la Giunta Ciaramella sia più interessata alla caccia ad eventuali fannulloni/assenteisti, mediaticamente più proficua, piuttosto che alla sicurezza e all'incolumità fisica di tutti i dipendenti e di ogni altro frequentatore fisso o occasionale della Casa comunale.
Ovviamente, come accade in ogni vicenda che ha per protagonista la nostra amministrazione comunale, al danno si aggiunge la beffa. Infatti, da un po' di tempo a questa parte, all'ingresso del comune in aggiunta ai tornelli sono state installate telecamere e allarmi la cui funzione si teme possa ridursi alla semplice registrazione delle attuali inefficienze tecniche e politiche di questa giunta che a quanto pare a breve sarà soggetta all'ennesimo rimpasto. A questo punto si spera che l'occhio vigile del “Grande Fratello comunale” possa almeno rivelare alle RRSSUU che ne hanno fatto richiesta, l'identità del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione attualmente ad essi sconosciuta.
Sarebbe stato sicuramente più utile impegnare le già scarse risorse pubbliche nella messa in sicurezza degli ambienti dello sconquassatissimo Palazzo di Città (come previsto dalla legge), anziché utilizzarle nell'acquisto dei ridicoli ed ipocriti ammennicoli tanto cari al Ministro Brunetta.
Sinistra e Libertà interroga pubblicamente l'Amministrazione Ciaramella sull'opportunità di tali spese ed in particolare sulla decisione di impegnare 300.000 euro annui (in barba al Patto di Stabilità) necessari al rinnovo dei contratti dei nuovi dirigenti appena nominati anziché dar corso al molto meno costoso e già concordato piano occupazionale per il triennio 2006-2008 che prevedeva nuove assunzioni di giovani e precisamente di 5 ragionieri, 2 laureati in materie tecniche e giuridiche, nonché 4 stabilizzazioni di lavoratori Lsu. Nel merito di questi atti Sinistra e Libertà sta valutando la possibilità di interpellare la Corte dei Conti e annuncia che continuerà a vigilare sull'operato della giunta comunale in difesa dei diritti dei cittadini e dei lavoratori.



Sinista e Libertà - Coordinamento aversano
(Movimento per la Sinistra - Partito Socialista - Sinistra Democratica - Verdi)
Via Rossini 6/8 - Aversa

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23 giu 2009

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Ricominciamo da tre

Venerdì 3 luglio: "Ricominciamo da tre"
Seminario nazionale di Sinistra e Libertà

Il seminario è aperto alla partecipazione di tutti e si svolgerà dalle ore 10.30 alle 17.30 presso l'Hotel Quirinale, in via Nazionale 7 a Roma. I lavori del seminario sono da considerare preparatori alla prima assemblea nazionale di Sinistra e Libertà che si è deciso di tenere in settembre.
Per partecipare, invia un'email a iniziative@sxmail.it

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Fabrizio Cesetti primo Presidente di Provincia di SL

A Fermo si è avverato un sogno: Fabrizio Cesetti, di Sinistra e Libertà, eletto Presidente della nuova Provincia.
Diciamolo subito, non si tratta di un evento casuale ma di un progetto chiaro frutto di un lungo lavoro di mesi. Si tratta di un laboratorio che potrà essere da esempio anche a livello nazionale.

Tutto nasce otto mesi fa quando il PD identifica il proprio candidato Presidente con delle primarie interne vinte da Renzo Offidani, figura storica del PdS-DS-PD locale. A quel punto la Sinistra Unita (Rifondazione, PdCI, Verdi, Sinistra Democratica) sceglie come proprio candidato Fabrizio Cesetti e non si sottrae al confronto democratico di primarie di coalizione con il candidato del PD. Sulla carta un’operazione quasi temeraria: alle politiche 2008 il PD nella provincia di Fermo aveva riportato un lusinghiero 38% contro un modesto 3,6% della Sinistra Arcobaleno. Ma quando le primarie sono vere gli elettori scelgono liberamente e scelgono con coraggio. L’8 marzo scorso 8.000 elettori di Centrosinistra si sono recati a votare a delle primarie di coalizione che hanno visto la vittoria di Cesetti con il 51% sul candidato del PD. Una vittoria tanto inaspettata quanto entusiasmante. Da quel momento è iniziato un lavoro costante e determinato per creare la più ampia e coesa coalizione possibile: PD, IdV, RC, PdCI, Verdi, La Sinistra, Socialisti. Superando difficoltà, prevenzioni e qualche egoismo si è riusciti a presentare alle Provinciali il simbolo unico di Sinistra e Libertà mettendo insieme La Sinistra, Verdi e Socialisti. Da quel momento Fabrizio Cesetti, già parlamentare PdS ed attualmente esponente provinciale dei Verdi, è diventato il candidato Presidente di Sinistra e Libertà per tutto il Centrosinistra unito.

Cesetti al primo turno ha riportato un ottimo 44,7% contro il 41,8% del candidato del Centrodestra Saturnino Di Ruscio, attuale sindaco PDL di Fermo e gran favorito della vigilia. Al ballottaggio Cesetti ha ottenuto il 52,2% contro il 47,8% del suo avversario: “questa è la vittoria della sana Politica, della trasparenza e dell’unità di tutte le forze del Centrosinistra”- ha dichiarato Cesetti appena avuto conferma della vittoria della sua coalizione - “spero che sia di esempio anche nel resto della regione e, magari, anche nel resto d’Italia per capire che la destra si può battere solo con l’unità di tutte le forze del Centrosinistra ed accantonando qualsiasi velleità di autosufficienza da parte di chiunque”.

A Fermo si stanno vivendo ore di entusiasmo, di eccitazione e di giusta soddisfazione per un successo frutto di un progetto politico chiaro, di tanto lavoro tra la gente, di grande volontà di costruire senza mai cedere alla tentazione di polemiche intestine ma guardando sempre all’obiettivo.

Uno sforzo ripagato da un’impagabile emozione culminata dal corteo di uomini, donne, giovani, cittadini che in piazza del Popolo hanno salutato il neopresidente con le note di “Bella Ciao”… Proprio in quella piazza che aveva visto poco tempo fa l’On. Dell’Utri disquisire sui presunti diari di Mussolini.

Un grande sogno diventato realtà a Fermo per tutta la Sinistra.

Un grande successo di Sinistra e Libertà.


Roberto Vallasciani

Coordinatore Provinciale de “La Sinistra”


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15 giu 2009

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Rimborsi elettorali per l’università dell’Aquila, firma la petizione

Cari amici,
firmate e sostenete questa importante iniziativa promossa da Sinistra e Libertà. Chiediamo ai partiti che hanno intascato i rimborsi elettorali delle forze politiche che alle recenti elezioni europee non hanno superato il 4%, di devolvere quelle somme alla costruzione dell'Università dell'Aquila, fortemente colpita dal terremoto di Aprile.

Firmate sul sito di Sinistra e Libertà, cliccando qui


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13 giu 2009

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Napolitano non firmi la legge Alfano sulle intercettazioni

di Nichi Vendola
Non ci resta, come nel doloroso caso di Eluana Englaro, che confidare nella saggezza del Presidente della Repubblica. Perché quello che è stata perpetrato sulle intercettazioni e sul disegno di legge Alfano ieri alla Camera è un autentico assalto ai valori della Costituzione e al dovere di indagine per i magistrati. Ancora una volta il Parlamento diventa un luogo afono, ridotto senza volontà ai voleri del Governo. Con la legge approvata ieri la stampa nulla avrebbe potuto scrivere dei più recenti scandali che hanno colpito la vita pubblica. La clinica Santa Rita di Milano, Calciopoli, gli immobiliaristi furbetti, le scalate delle banche e infiniti altri casi sarebbero rimasti invisibili alla pubblica opinione .

La riforma della giustizia per questo governo significa questo: mettere il silenziatore a stampa e giornalisti (questi ultimi minacciati di carcere in caso di diffusione di notizie “non essenziali”, con indizi “non evidenti”: chi deciderà poi, non si sa) e non risolvere il cancro della giustizia civile, dei processi lumaca, dei tribunali privi anche di carta igienica e di sedie dove tenere udienza.

E la mafia festeggia: anche se c’è scritto che la legge non si applica in caso di indagini per reati di mafia, tutti sanno come il pantano mafioso sia stato a volte prosciugato anche grazie a indagini parallele su “colletti bianchi” insospettabili.

E questo lento scivolamento verso un autoritarismo dolce è uno degli epifenomeni del berlusconismo, che incarna il mito dell’efficienza solo quando gli fa comodo. E a Berlusconi e ai suoi, re e regine degli intrallazzi e dei reati, avere magistratura e stampa asserviti fa comodo.

A noi no: la libertà finisce così, con un divieto di parlare e di scrivere fatti avvenuti, che ci sono, che esistono. Per questo lotteremo contro questa legge e invitiamo a firmare tutti gli appelli che sono pubblici per una revisione. E continuiamo a sperare nell’argine del Quirinale.

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12 giu 2009

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Bertinotti: un partito nuovo a sinistra

Fonte: da La Stampa di Riccardo Barenghi
«Dobbiamo ricompattare tutte le forze d’opposizione oppure continueremo ad agonizzare fino alla morte» La proposta di Fausto Bertinotti è dirompente: «Bisogna far nascere un Partito nuovo della sinistra italiana, di tutta la sinistra italiana. Un Partito creato da tutti quelli che oggi sono all'opposizione e che si sentono più o meno di sinistra, da Rifondazione all'Italia dei valori, dal Partito democratico al movimento di Vendola, dai socialisti ai Verdi, dai Comunisti italiani ai radicali».
Un’idea suggestiva ma non è un po’ velleitaria?
«Velleitaria? E allora che facciamo, stiamo fermi ognuno a guardarsi allo specchio della sua sconfitta storica, epocale? Abbiamo perso tutti. Queste elezioni, in Italia e in Europa, sanciscono la fine della sinistra novecentesca, dai comunisti ai socialisti, dai socialdemocratici ai laburisti. Se ognuno di noi non prende atto di questo fatto e non è disposto a rimettersi in discussione, non ne usciremo mai. E continueremo ad agonizzare fino alla morte».

Lei lancia questa proposta ma intanto ognuno guarda al suo interno, il Pd pensa a come risalire la china dal 26 per cento, Ferrero a come organizzare i suoi comunisti, Vendola a come allargare il suo movimento, Di Pietro e come allargare il suo campo...
«E sbagliano. Se non prendono atto che è finita una storia e che quindi si deve ricostruire da zero non faranno un metro in più. Io dico che dovrebbero essere tutti più umili e capaci di rimettersi in discussione, abbandonando recinti, simboli e vecchie ideologie perché sono state tutte cancellate dalla storia. Vediamo oggi che la fine del comunismo ha investito anche tutti gli altri pezzi del movimento operaio europeo, un’onda lunga che in vent’anni ha cancellato tutto. Ma siccome penso che la sinistra abbia ancora una senso, sociale e politico, a cominciare dal bisogno di ridare una rappresentanza al mondo del lavoro, dico che bisogna riprovarci mettendosi tutti insieme».

Con quali obiettivi?
«Intanto prendendo atto che nessuna della nostre storia ha più senso se va avanti da sola. Avevamo due sinistre, una moderata e una radicale, oggi non ne abbiamo più nessuna. Avevamo tentato la carta del centrosinistra ma anche quello è fallito. Quindi bisogna rompere gli steccati i recinti. E poi cercare di sfondare nel campo avversario, facendo un’operazione analoga a quella che ha fatto la destra che è riuscita a conquistare grosse fette della nostra ex base sociale, basti pensare agli operai che votano Lega. Tocca a noi riprendercela ma lo possiamo fare solo se diamo un fortissimo segnale di novità, appunto un Partito nuovo e unitario».

Un’operazione che rischia di essere molto lunga e faticosa, ammesso e non concesso che venga accolta...
«Certo, ma altrimenti non vedo scampo. Io penso che questo nuovo Partito dovrebbe non solo nascere ma anche proporsi un primo traguardo presentandosi alle prossime elezioni politiche»

Intanto però ci sono state le europee e le amministrative, lei che giudizio dà del risultato?
«Un giudizio pessimo nonostante il colpo personale che ha subito Berlusconi. Che però non basta affatto a farci sognare la fine del berlusconismo o di Berlusconi stesso. La destra è forte, da noi e in tutta Europa, la sua cultura è penetrata nella società e tra la nostra gente. Vincono i populismi di ogni genere, la Lega naturalmente ma anche quelli che stanno all’opposizione come Di Pietro».
Però stavolta quello di Berlusconi non ha sfondato.
«Solo per colpa sua, si è lasciato trasportare da una sorta di delirio di onnipotenza, ha strafatto insomma, provocando quindi un certo disagio nel suo elettorato. Ma da qui a dire che si tratta dell’inizio della sua fine ce ne corre.... Oltretutto mi sembra paradossale che nell’analisi del voto trionfi il virtuale sul reale. Della serie: la prova per dimostrare che ho vinto anche se ho perso sta nel fatto che le aspettative del mio avversario erano superiori mentre le mie inferiori. Ma come, il Pd perde sette punti e quattro milioni di voti e si ritiene rassicurato e confermato dal risultato? Mentre per Zapatero che perde "solo" 400 mila voti si parla di sconfitta storica... Non scherziamo per favore»

Bisogna tuttavia considerare il forte astensionismo e una dispersione del voto che hanno penalizzato anche il Pd.
«E questo secondo loro non mette in gioco la questione della crisi della democrazia, non li fa riflettere sul fatto che sempre più persone si sono allontanate dalla politica e che quindi c’è bisogno di un nuovo inizio? Altrimenti precipitiamo in quello che Dahrendorf ha chiamato il secolo posto-democratico, in cui le elezioni sono sempre di più una sorta di sondaggio di opinione. Non mi sembra una buona prospettiva per nessuno e tantomeno per la sinistra se vuole provare a resuscitare»

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10 giu 2009

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3745 volte grazie a tutti!

Fonte: Comunicato stampa
È un risultato straordinario e inaspettato, quello che ho ottenuto, a queste elezioni europee. L’ho ottenuto grazie a 3745 persone che hanno riconosciuto in me la speranza e la fiducia perché una nuova sinistra, moderna e plurale, potesse ricominciare a camminare. La mia candidatura, come sempre ho detto, è stata partorita come un progetto politico: ero la candidata più giovane d’Italia, e sono stata chiamata a partecipare perché la sinistra potesse rimettersi in connessione col proprio elettorato, con i propri sostenitori. Questi 3745 voti sono la cifra di una battaglia durata un mese e mezzo, per le piazze e nei mercati, accanto ad un numero di giovani via via crescente, e che mi hanno premiato più di quanto potessi aspettarmi. Ringrazio sentitamente – e senza la banalità del rito dei ringraziamenti post-elettorali – coloro che, prima che votarmi, hanno creduto in me. Invogliandomi, affiancandomi, lavorando per me e con me. Il progetto politico a sinistra del PD, comunque, continua. Una sinistra che lotti per il lavoro e l’ambiente, la laicità e i diritti dei migranti, la giustizia e la libertà è oggi indispensabile. Per questo mi impegnerò, e fortemente, perché una nuova sinistra cresca – ben oltre il 3% - solida e plurale. Apriamo, in questa direzione, le porte a coloro che sono e si sentono di sinistra, comunisti e non comunisti, perché crediamo in una forza che attinga dalle ideologie del novecento il meglio di quei valori. Crediamo di non essere soli: con noi ci siete voi, e spero ci saranno molti altri, a condividere un cammino nuovo.
Maria Grazia Massaro
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