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5 ott 2010

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Il WWF contro l'ipotesi di ampliamento della discarica nel parco nazionale del Vesuvio e di qualsiasi altra discarica per i rifiuti indifferenziati

Fonte: Comunicato Stampa di Alessandro Gatto - Presidente Regionale WWF
Alla luce delle ultime dichiarazioni, apprese dai mezzi di comunicazione, dei politici locali e nazionali ancora poco chiare e definite sull’ampliamento della discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio o in altro sito della Regione, il WWF ribadisce un forte e chiaro dissenso all’ampliamento della discarica nel cuore di una delle più importanti aree protette d’Italia: il Parco Nazionale del Vesuvio.
Il WWF si esprime ancora negativamente – dichiara Alessandro Gatto, Presidente del WWF Campania - verso questo modo di affrontare il problema dei rifiuti in Campania. Il NO a tutte le discariche dei rifiuti tal quali (cioè indifferenziati) che si vorrebbero ancora realizzare in tutto il meraviglioso territorio della Regione Campania. E’ assurdo che dopo decenni e decenni di smaltimento dei rifiuti in Campania, esclusivamente con l’apertura di discariche, ancora oggi si deve ricorrere “D’URGENZA” all’apertura di nuove discariche o di ampliamento delle preesistenti.
Il WWF è, invece per le seguenti azioni prioritarie:
• Attuazione di un piano strategico regionale per la riduzione della produzione dei rifiuti a monte: PERCHE’ RICICLARE E’ BENE, RIDURRE E’ MEGLIO !!!
• Sviluppo e massima implementazione della raccolta differenziata finalizzata esclusivamente al riciclaggio della materia.
• Realizzare gli impianti (compostatori, biofermentatori o misti) per il trattamento e la trasformazione dei rifiuti biodegradabili (la frazione umida o cosiddetto organico) in fertilizzante o ammendante utile per l’agricoltura o per l’ingegneria naturalistica.
• Infine predisposizione di impianti per il trattamento “a freddo” della minima frazione residuale dal processo suddescritto dei rifiuti, evitando ogni forma di incenerimento/gassificazione.
Un altro piano per risolvere l’annoso problema dei rifiuti in Campania è possibile, basta che gli Amministratori regionali, provinciali e comunali cambino radicalmente l’iter seguito fino ad oggi.
Non si può più andare avanti pensando di sotterrare i nostri scarti o peggio di bruciarli, poiché in Natura nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma (di stato chimico-fisico) !!!

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25 mag 2010

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Gennaro OLIVIERO: Caldoro lo sa che è il Presidente della Regione Campania?

« Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Caldoro in merito alle sorti dell’Aeroporto di Grazzanise mi lasciano esterrefatto – afferma il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia Libertà, Gennaro OLIVIERO –.
Forse il Presidente Caldoro non è a conoscenza degli sforzi compiuti negli anni addietro affinché lo Scalo di Grazzanise potesse diventare un perno fondamentale del sistema aeroportuale campano e nazionale.
Lo Scalo casertano deve rappresentare un’opportunità concreta di rilancio e sviluppo per l’intera Provincia di Caserta, per la Regione Campania e leggere le dichiarazioni del Presidente Caldoro che afferma: “non voglio ripetere l’errore di Bassolino e quindi bisognerà scegliere in una visione nazionale tra Grazzanise, Fiumicino e Ciampino” mi hanno davvero infastidito.
Questa “visione nazionale”, potrebbe un giorno condizionare anche altre scelte, come ad esempio, sul tema dei beni culturali, la Reggia di Caserta verrà sacrificata, sull’altare della Patria, a favore del Duomo di Milano, dell’Arena di Verona o del Colosseo, effetti dell’umore e delle scelte “politiche” di Silvio di Arcore e Umberto da Pontida.
Spero che Caldoro non abbia dimenticato che è stato eletto Presidente della Regione Campania e non ricopre più la carica di Ministro della Repubblica.
Terra di Lavoro – conclude Gennaro OLIVIERO – merita chiarezza sulle scelte che il nuovo Governo regionale vuole fare sul proprio territorio provinciale sennò è il caso di attendere notizie dall’Italia, dall’estero o forse meglio dalla Padania »

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13 gen 2010

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MUCCIOLO: "I Socialisti stanno a sinistra! Io lavoro per il progetto SEL"

Comunicato Stampa dell'on. GENNARO MUCCIOLO (PSI)
vicepresidente del Consiglio regionale della Campania

“In questi giorni sono sempre più frequenti sulla stampa indiscrezioni di un appoggio dei Socialisti campani ad una eventuale candidatura di Stefano Caldoro del PdL a presidente della Regione Campania. I Socialisti in Italia e nel mondo stanno a Sinistra.
In Campania, come nel partito a tutti i livelli, io lavoro per dare continuità al progetto avviato alle elezioni europee di “Sinistra Ecologia e Libertà”, per la costruzione di una Sinistra riformista di governo, che necessita al paese.
Il Partito Democratico deve superare la situazione di impasse in cui versa.
Dobbiamo da subito porre mano alla costruzione di un’alleanza la più ampia possibile, definire un programma e un candidato autorevole per un governo di centro sinistra alla regione Campania credibile e rinnovato”

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9 nov 2009

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Caro Saviano, scusa se insisto. Questa è la nuova Resistenza.

di Claudio Fava
Caro Saviano,
due giorni fa a Napoli ho chiesto pubblicamente la tua disponibilità a candidarti per la presidenza della Regione Campania. Non è stato uno sgarbo né una forzatura ma una necessità civile. Perché a Napoli, fra qualche mese, ci giochiamo non solo il destino della tua regione ma un’idea di nazione. Chiamata stavolta a decidere di sé stessa: se pensa cioè di potersi riscattare dal giogo delle mafie e dei sospetti, dai furti di verità e di memoria, dall’impunità che s’è fatta sistema. O, altrimenti, se questo paese si è ormai arreso alla forza degli eventi, al corso inevitabile delle peggiori cose.

Il candidato che la destra quasi certamente presenterà si chiama Nicola Cosentino, sottosegretario del governo Berlusconi, uomo forte del PDL in Campania e «uomo a disposizione dei Casalesi», secondo le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia, acquisite dalla Procura di Napoli. Falso, dice Cosentino. Vero, dicono i suoi accusatori. Possibile, dicono i giudici che l’hanno iscritto nel registro degli indagati. Chiunque al posto suo avrebbe fatto un passo indietro fino a che non fosse spazzata via l’ombra di un sospetto così lacerante. Chiunque: non Cosentino. Che continua a fare il sottosegretario e oggi si candida a governare la sua regione. Io c’ho i voti, fa sapere: e noi gli crediamo. Peccato che i voti da soli non bastino per restituire limpidezza alle storie degli uomini.

Che si fa, dunque, se Cosentino e il suo partito sceglieranno di sfidare il senso della decenza? Gli si contrappone un notabile di segno politico contrario? Si va in cerca d’un candidato comunque, purché abbia il cartellino penale pulito? Si derubrica questa elezione come un fatto locale, una cosa di periferia? E pazienza se poi colui che rischia di vincere andrà a governare in nome dei voti suoi e di quei sospetti... Io dico di no. E per questo, caro Saviano, se Cosentino dovesse candidarsi, ti chiedo di fare la tua parte accettando di candidarti anche tu.

Conosco già la tua obiezione che è stata anche la mia per molti anni: che c’entro io con la politica? Quando ammazzarono mio padre, pensai la stessa cosa: la mia vita è qui, mi dissi, continuare il mestiere suo e mio, scrivere, dire, capire. Perché la scrittura, una scrittura disposta a mettere in fila nomi e fatti, è un impegno civile capace da solo di riempire una vita. Vero. Poi però arrivano momenti della vita in cui capisci che ti tocca far altro. E fare altro, fare di più, a volte vuol dire la fatica della politica, affondare le mani e la vita in questa palude per provare a portarci dentro un po’ d’alito tuo, un po’ della tua storia, un po’ della tua sregolatezza, un po’ dei tuoi sogni. Non inventiamo nulla, caro Saviano.

Ci fu una generazione di ragazzi, nel ’43, costretti dalla notte all’alba a improvvisarsi piccoli maestri delle loro vite. Lasciarono le case, le donne, gli studi e per un tempo non breve si presero sulle spalle il mestiere della guerra. Se siamo usciti dalla notte di quella barbarie, lo dobbiamo anche a loro.

Anche questo è un tempo in cui occorre trovare il coraggio e la spudoratezza di fare altro. Di inventarsi altre vite. E di misurarsi con mestieri malati, com’è quello della politica. So che adesso qualcuno s’imbizzarrirà: che c’entra la resistenza con la lotta alle mafie? Che centrano i nazisti? Che c’entra Casal di Principe? Io invece credo che tu capisca. In gioco è il diritto di chiamarci ancora nazione. Quel diritto oggi passa da Napoli, dalle cose che diremo, dalle scelte che faremo. O dai silenzi in cui precipiteremo.

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5 nov 2009

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I Vendoliani di SL su ex canapificio : “Iodice inopportuno nel merito e nel metodo. Sinistra e libertà ha altri programmi.”

Fonte: Comunicato stampa
“Ad essere inopportuna, sia nel metodo che nel merito non può che essere unicamente l’ultima sortita dell’ormai ex segretario provinciale del Pd Enzo Iodice, il quale, pur di essere in qualche modo “visibile” e porre un argine improbabile all’emorragia di voti del suo partito, interviene in maniera del tutto scomposta su tematiche delicate, che invece meriterebbero ben altre riflessioni, più che ricalcare le posizioni espresse da minoranze interessate.” Così esordiscono Gabriele Vedova e Pietro di Sarno, membri Vendoliani del coordinamento provinciale di sinistra e libertà, non risparmiando certo aspre critiche all’attuale Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, Enonché esponente di primo piano del pd casertano, il quale, in una lettera aperta al Presidente della regione Bassolino, ha ultimamente sottolineato la propria contrarietà al progetto proposto ed elaborato dalla Regione Campania di riqualificazione dei capannoni del cosiddetto “ex canapificio”, di cui la regione è proprietaria, per la realizzazione di un centro polifunzionale rivolto agli immigrati. “Le osservazioni di Iodice appaiono strumentali e soprattutto fuori tempo massimo. Da anni infatti, nel complesso dell’ex canapificio di viale Ellittico, a ridosso della Reggia Vanvitelliana, in capannoni oggettivamente fatiscenti e del tutto privi di qualsivoglia servizio, un’associazione, impegnata da quasi un decennio nel settore, offre quotidianamente assistenza informativa e legale agli immigrati, svolgendo peraltro una importante attività di mediazione culturale. Dopo anni di indifferenza rispetto alle condizioni di quel complesso, Iodice improvvisamente si sveglia, forse dal sogno ormai ricorrente in cui già si vede a capo del centro sinistra alle prossime provinciali, e, colto da un’improvvisa ansia di dire qualcosa, si scaglia contro il progetto della Regione. Tanto silenzio rispetto al degrado di anni e tanta eloquenza rispetto ad un progetto, ricordiamo, proposto dalla Regione Campania e non da pericolosi estremisti, che altro non è se non il tentativo di rendere più umani quegli spazi ed ufficializzarne le attività importanti che in essi si svolgono, sin ora avvolte da un insopportabile alone di indifferenza e degrado .”
“Comprendiamo bene – continuano da sinistra e libertà – viste anche le proposte di taluni, che vorrebbero magari decentrare il futuro centro per immigrati nei pressi della zona della discarica o in capannoni dismessi, quale sia l’aria che nonostante l’amministrazione di centro sinistra in carica spira ancora nella nostra città. Ma da un esponente di spicco del pd, peraltro a capo di un ente che dovrebbe sovrintendere alla programmazione e all’incentivazione del turismo nella nostra città, ci aspettiamo ben altre prese di posizione, diverse dal vecchio adagio che turismo significhi attrezzare il salotto buono della città e nascondere il degrado in periferia, come la polvere sotto il tappeto; a sinistra è giusto cominciare a parlare seriamente ed in tempo utile di sicurezza nelle città e della connessione che pure esiste con il degrado in cui versano le fasce deboli della popolazione, tra cui gli stessi migranti, ma farne una questione di ordine pubblico o addirittura di decoro urbano, sottintendere, neanche troppo implicitamente, che immigrazione e turismo debbano essere tenuti lontani e separati, sono concetti fuori dal tempo, che persino settori illuminati della destra, istituzionalmente rappresentati, hanno ormai messo in soffitta. Integrazione e lotta al degrado non possono non essere alla base di città moderne che vogliano essere competitive in Italia ed in Europa, che vogliano esportare la propria immagine ma anche le proprie innovative esperienze di comunità accoglienti ed integrate.”
“Nel merito e nel metodo quindi – concludono i Vendoliani – sembra proprio, almeno stando alle dichiarazioni di Iodice, che in Provincia di Caserta il Pd voglia distinguersi nettamente dal cambio di rotta nazionale impresso dal neo segretario Bersani, facendo pericolosi passi indietro verso quell’autosufficienza Veltroniana che tanti disastri ha causato a tutta la sinistra. Sinistra e libertà ha programmi diversi, e anche per questo si candida autorevolmente al governo della nostra provincia.”

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