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9 nov 2009

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Caro Saviano, scusa se insisto. Questa è la nuova Resistenza.

di Claudio Fava
Caro Saviano,
due giorni fa a Napoli ho chiesto pubblicamente la tua disponibilità a candidarti per la presidenza della Regione Campania. Non è stato uno sgarbo né una forzatura ma una necessità civile. Perché a Napoli, fra qualche mese, ci giochiamo non solo il destino della tua regione ma un’idea di nazione. Chiamata stavolta a decidere di sé stessa: se pensa cioè di potersi riscattare dal giogo delle mafie e dei sospetti, dai furti di verità e di memoria, dall’impunità che s’è fatta sistema. O, altrimenti, se questo paese si è ormai arreso alla forza degli eventi, al corso inevitabile delle peggiori cose.

Il candidato che la destra quasi certamente presenterà si chiama Nicola Cosentino, sottosegretario del governo Berlusconi, uomo forte del PDL in Campania e «uomo a disposizione dei Casalesi», secondo le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia, acquisite dalla Procura di Napoli. Falso, dice Cosentino. Vero, dicono i suoi accusatori. Possibile, dicono i giudici che l’hanno iscritto nel registro degli indagati. Chiunque al posto suo avrebbe fatto un passo indietro fino a che non fosse spazzata via l’ombra di un sospetto così lacerante. Chiunque: non Cosentino. Che continua a fare il sottosegretario e oggi si candida a governare la sua regione. Io c’ho i voti, fa sapere: e noi gli crediamo. Peccato che i voti da soli non bastino per restituire limpidezza alle storie degli uomini.

Che si fa, dunque, se Cosentino e il suo partito sceglieranno di sfidare il senso della decenza? Gli si contrappone un notabile di segno politico contrario? Si va in cerca d’un candidato comunque, purché abbia il cartellino penale pulito? Si derubrica questa elezione come un fatto locale, una cosa di periferia? E pazienza se poi colui che rischia di vincere andrà a governare in nome dei voti suoi e di quei sospetti... Io dico di no. E per questo, caro Saviano, se Cosentino dovesse candidarsi, ti chiedo di fare la tua parte accettando di candidarti anche tu.

Conosco già la tua obiezione che è stata anche la mia per molti anni: che c’entro io con la politica? Quando ammazzarono mio padre, pensai la stessa cosa: la mia vita è qui, mi dissi, continuare il mestiere suo e mio, scrivere, dire, capire. Perché la scrittura, una scrittura disposta a mettere in fila nomi e fatti, è un impegno civile capace da solo di riempire una vita. Vero. Poi però arrivano momenti della vita in cui capisci che ti tocca far altro. E fare altro, fare di più, a volte vuol dire la fatica della politica, affondare le mani e la vita in questa palude per provare a portarci dentro un po’ d’alito tuo, un po’ della tua storia, un po’ della tua sregolatezza, un po’ dei tuoi sogni. Non inventiamo nulla, caro Saviano.

Ci fu una generazione di ragazzi, nel ’43, costretti dalla notte all’alba a improvvisarsi piccoli maestri delle loro vite. Lasciarono le case, le donne, gli studi e per un tempo non breve si presero sulle spalle il mestiere della guerra. Se siamo usciti dalla notte di quella barbarie, lo dobbiamo anche a loro.

Anche questo è un tempo in cui occorre trovare il coraggio e la spudoratezza di fare altro. Di inventarsi altre vite. E di misurarsi con mestieri malati, com’è quello della politica. So che adesso qualcuno s’imbizzarrirà: che c’entra la resistenza con la lotta alle mafie? Che centrano i nazisti? Che c’entra Casal di Principe? Io invece credo che tu capisca. In gioco è il diritto di chiamarci ancora nazione. Quel diritto oggi passa da Napoli, dalle cose che diremo, dalle scelte che faremo. O dai silenzi in cui precipiteremo.

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11 ago 2009

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C’è una Puglia dove batte sempre il sole

Intervista a Nichi da La Repubblica del 9 agosto 2009, di Giuliano Foschini.

“Contro di me i servizi deviati una manina mi sta massacrando”
“Io rispetto i magistrati, Berlusconi invece li delegittima”

Nichi Vendola non cambia idea. E si dice “felice” dell’iniziativa presa dal vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, che ha invitato il Consiglio a valutare la possibilità di aprire una procedura a “tutela” della pm Desireé Digeronimo.

Perché?
“In questa maniera il Csm potrà valutare questa vicenda con serenità”.

L´Italia dei Valori sostiene che lei parla della magistratura come il presidente Berlusconi.
“Non scherziamo. Ho un tale rispetto per il potere giudiziario, per le sue prerogative, la sua autonomia e indipendenza che ho sempre confidato nella capacità di autoregolamentazione. Ho evitato nel pieno di un autentico massacro che coinvolgeva me e il mio governo di attivare una procedura di scontro perché penso che l´Italia abbia bisogno di serenità ed equilibrio tra i poteri. Un conto è la delegittimazione di un potere autonomo e tutelato dalla Costituzione, come fa Berlusconi. Un altro è compiere un atto morale e non formale, come ho fatto io, riguardo una specifica situazione. Questo si chiama diritto di critica”.

Lei ha ricusato il giudice che indaga su di lei?
“Intanto su di me non indaga nessuno, visto che non sono indagato. In quella lettera, con rispettosa durezza, ho affidato alla buona coscienza del pubblico ministero, una persona che ho stimato, una riconsiderazione autocritica dei suoi comportamenti”.

Lei parla di una rete di “amici e parenti” che potrebbero rendere il pm Digeronimo non obiettiva. Il riferimento è all´ex marito, già consigliere regionale del centrodestra?
“Ripeto, rimetto tutto alla buona coscienza del magistrato”.

Da destra dicono che lei con queste frasi in realtà mandi messaggi intimidatori.
“Il centrodestra non dovrebbe avere il coraggio di parlare. Io non ho nemmeno un avviso di garanzia. Per il mio predecessore, il ministro Raffaele Fitto, è stato invece firmato un ordine di custodia cautelare, che il Parlamento ha rigettato. È plurindagato in procedimenti scandalosissimi, per reati gravissimi. Lui però non ha avuto la mia fortuna mediatica, quando sono stato letteralmente massacrato meritando i titoli di testa del Tg 1. Oggi non c´è più bisogno di un killer per ammazzare una persona per bene come me. Basta che un´abilissima manina - che lavora per scrivere veline o inviare suggerimenti ai recapiti più vari, da destra a sinistra - costruisca una campagna di falsità. Sento un antico odore che è quella della presenza dei servizi deviati, indirizzati o mirati. Il teorema è che tutti siamo uguali. Ma mi dispiace: io non sarò mai uguale a loro”.

Lo spaccato che viene fuori dalle intercettazioni telefoniche sulla sanità non è però esattamente quello della “Puglia migliore”.
“Io non so se siano commessi reati, ma è indubbio che alcune di quelle conversazioni sono sintomatiche di un diffuso malcostume. Che coinvolge tutti: dalla casta medica a segmenti del sistema d’impresa, alla politica. Avremmo potuto fare di più, è vero. Ma non abbiamo mai girato la testa e poi abbiamo fatto tanto, perché prima non c’era niente: abbiamo abbattuto del 3,5 per cento la mobilità passiva extraregionale e accolto a braccia aperte i clandestini che hanno compiuto l’unico reato di ammalarsi. C’è una Puglia insomma dove non spuntano ombre, ma dove batte sempre il sole. Chi vuole ammazzare me, compie un assassinio anche di questa Puglia”.

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1 giu 2009

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VENDOLA: in Italia dilaga censura

”La difficolta’ di fare vivere la politica dentro questa campagna elettorale e’ legata al corpo ingombrante del sovrano e alla censura che sta dilagando in Italia, per cui e’ difficile sapere guardando la Rai, Mediaset e leggendo la maggior parte dei giornali, che Berlusconi e’ stato sonoramente contestato in Abruzzo”, cosi’ come ”e’ difficile scoprire che c’e’ una insofferenza che sta crescendo nei suoi confronti”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, leader di ‘Sinistra e liberta”, parlando con i giornalisti. Secondo Vendola, in Italia ‘’stiamo andando verso una forma di dispotismo, dove un potere mette in un angolo gli altri e li umilia”. In Italia - ha aggiunto - ”un presidente del Consiglio incarna in forma parossistica non soltanto il potere esecutivo ma anche il controllo generalizzato del potere dei mass media, e che nello stesso tempo e’ un rappresentante di spicco del mondo capitalistico italiano, diciamo luomo piu’ ricco di Italia, che ha un Parlamento fatto a sua immagine e somiglianza; che ha un potere giudiziario che viene inibito rispetto alla possibilita’ di procedere penalmente nei suoi confronti a causa del lodo Alfano: abbiamo questo presidente del Consiglio che ogni giorno prova a sfregiare il potere di chi fa le leggi e di chi amministra la giustizia”. E poi - ha aggiunto Vendola - ”come capita ai despoti, non solo ingombrano la scena pubblica con le loro teorie pubbliche ma anche con le loro vicende private che a un certo punto smettono di essere private: siamo in un Paese in cui i giornali e i radiogiornali ci raccontano di questo impegno massiccio per sequestrare fotografie di un festino di capodanno. Siamo - ha precisato - in un Paese che ha una classe dirigente che ha perso completamente la trebisonda, che non ha piu’ nessuna cultura della sobrieta’ e nessuna idea di quanto il Paese stia soffrendo”.

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14 mag 2009

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Dov'è finita la monnezza della Campania? Nella discarica di Ferrandelle

Video di Raffaele Sardo
Vi ricordate la precedente campagna elettorale, accentrata prevalentemente sulla risoluzione dei problemi dell'emergenza rifiuti della Campania, inceneritori, centrali nocleari, termovalorizzatori e quant'altro??? Guardate questo video e scoprirete una triste verità...La monnezza scomparsa della Campania? E' finita nella discarica di Ferrandelle.


Sono finiti a Ferrandelle i rifiuti scomparsi dalle città della Campania. Una località che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise. Sono tenuti sotto stretta sorveglianza in un'area completamente recintata di diversi ettari. Nessuno si può avvicinare più di tanto perché tutto il perimetro è stata dichiarato "sito di interesse strategico nazionale" e c'è una vigilanza molto attenta che allontana tutti quelli che cercano di guardare più da vicino. Ieri notte una squadra di attivisti di Legambiente, guidati dal direttore dell'associazione ambientalista, Raffaele Del Giudice, sono arrivati sul posto per fare "un sopralluogo". "Ci sono montagne di rifiuti ammassate senza alcun controllo sui possibili danni sanitari e ambientali – spiega Del Giudice – mentre continua ad arrivare quotidianamente la monnezza da ogni parte della Campania". L'area dove sono depositati i rifiuti fu sequestrata al boss Francesco Schiavone, Sandokan, ed affidata al Consorzio Agrorinasce per farne una fattoria di prodotti tipici. Ma, nonostante l'avvio dei primi lavori per dare vita all'iniziativa, il terreno fu requisito in piena emergenza rifiuti. I sindaci di Santa Maria La Fossa e Grazzanise, poco più di un anno fa, guidarono una clamorosa protesta alla testa delle popolazioni locali. Dopo un braccio di ferro con il Commissario per l'emergenza rifiuti, diedero il via libera alla costruzione di due piazzole che dovevano "ospitare" all'incirca 90 mila metri cubi di rifiuti. Ma in via temporanea e con l'impegno a bonificare il sito entro breve tempo. "Qui ce ne sono almeno un milione di metri cubi di rifiuti – spiega il professor Stefano Tonziello, di Legambiente - e continuano a crescere giorno dopo giorno, perché l'emergenza non è finita, ma è stata solo spostata dalle città. Qui arrivano rifiuti "tal quale", cioè senza essere selezionati a monte. E dunque non potranno mai essere bruciati nell'inceneritore di Acerra. Inceneritore che, peraltro, ora è in pieno collaudo e per vederlo operativo se ne parlerà almeno tra sei mesi." Nell'area tutt'intorno vi sono caseifici, allevamenti di bufale, campi coltivati a foraggio, pescheti, ortaggi, fragole, irrigati con le falde acquifere inquinate. Poco più in là, vi sono almeno altre sei discariche. Qualcuna dismessa, ma non morta definitivamente. "Forse il vero miracolo di Berlusconi – aggiunge Tonziello – è quello di aver messo a tacere tutto e tutti. Qui, lasciatemi usare il paradosso, è tutto fuorilegge per legge. Se queste cose le avessero fatte i privati, si sarebbero aperte sicuramente le porte del carcere. Tenere in questo modo i rifiuti è da criminali. Senza considerare che tra poco con l'arrivo della stagione calda, tutt'intorno l'aria sarà irrespirabile, ma ci sarà anche un pericolo sanitario immediato per la salute delle persone".
Non lontano da qui, a Santa Maria La Fossa, dovrebbe sorgere anche l'altro inceneritore previsto in Campania. Nei campi intorno a Ferrandelle, intanto, la vita scorre come sempre: I contadini sui trattori, gli immigrati nei campi a lavorare, il foraggio che cresce rigoglioso, il percolato che continua a scorrere nella falda acquifera e le montagne di rifiuti che continuano a crescere.

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30 apr 2009

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Senza la TV l’inceneritore di Acerra non funziona

Un mese fa la fastosa inaugurazione del contestatissimo inceneritore di Acerra, fra gran scodinzolare di giornalisti, reti televisive e mezzi di comunicazione. Qualche esempio? Il 26 marzo il Corriere della Sera titolava, sul suo sito “Acerra, in funzione il termovalorizzatore”, con contorno di orgogliose dichiarazioni del Cavaliere: “Lo Stato c’è” - tuonava il premier - “Questa è una partenza […] per risolvere il problema dei rifiuti in tutta Italia”. Ancora qualche giorno dopo, il 30 marzo, era il sito dell’AGI a dare lustro all’evento: “Attualmente l’impianto e’ funzionante e dalle 23 di ieri sera, quando e’ stato riacceso, ha bruciato una media di 25 tonnellate all’ora ad una temperatura di circa 1.000 gradi”, riportava fedelmente l’agenzia, anticipando che entro la fine di maggio l’impianto sarebbe passato, da semplice inceneritore, alla funzione di vero e proprio “termovalorizzatore”. Niente di più lontano dalla verità. Nonostante il gran battage mediatico, l’incensato inceneritore ancora non è in funzione e non lo sarà prima dell’autunno.
E’ stato chiuso il giorno stesso dell’inaugurazione (come a dire: una volta andate via le telecamere…) e le stesse webcam di Bertolaso, inquadrate dal sito www.emergenzarifiuticampania.it, mostrano dei camini perennemente senza fumi, diradate sfumacchiate bianche di prova a parte. Lo stesso sito di Bertolaso d’altra parte (della cui affidabilità, già, è lecito dubitare) prevede la messa in funzione per giugno, smentendo il premier che aveva parlato di apertura a gennaio e lavoro a pieno ritmo della struttura in marzo. Conferma la notizia anche Raffaele Del Giudice, direttore di LegaAmbiente Campania: “A quanto ci risulta l’impianto non è in funzione e per giunta non è noto il protocollo di funzionamento. Cosa gravissima, perché se tra sei mesi entrasse in funzione non potremmo ad esempio capire se le emissioni misurate sono in linea con quelle annunciate”. Insomma: fra il dire e il fare c’è in mezzo un mare. Di rifiuti. E di inutile propaganda.

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26 apr 2009

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25 Aprile: Vendola, da Berlusconi revisionismo puzzolente e melmoso

Fonte: Comunicato Stampa
In seguito alla celebrazione del 25 aprile, Nichi Vendola, di Sinistra e Libertà, ha commentato duramente le dichiarazioni di esponenti del centrodestra che hanno parlato di pari dignita’ per le vittime di entrambi i fronti della guerra di liberazione.


”E’ un brutto revisionismo, puzzolente e melmoso - ha detto Vendola a Milano -. Non possiamo equiparare chi stava a Salo’ con i partigiani. Questa riconciliazione non ha senso”.

Riferendosi alla presenza, per la prima volta, del premier Silvio Berlusconi alle celebrazioni per il 25 Aprile, Vendola ha affermato: ‘’se viene per una operazione mas-mediatica non funziona. Non si puo’ celebrare il 25 Aprile - ha concluso - ma poi mettere da parte i valori della Costituzione che è nata dalla liberazione”.

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18 apr 2009

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Berlusconi taglia l'ICI ai ricchi e ad Aversa .......

AVERSA. Riportiamo un'anteprima del manifesto, di Sinistra e Libertà, che sarà affisso, in questi giorni, ad Aversa.

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