12 giu 2011

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Teverola: Emergenza rifiuti e raccolta differenziata

Teverola - Il circolo socio-culturale "Incontro" di Teverola, venerdì 17 giugno alle ore 18.30 presso la Sala Consiliare del Comune, organizzerà un convegno sul tema

"Emergenza rifiuti e raccolta differenziata a Teverola"


Interverranno:


Dott. Alessandro Gatto (biologo ambientale e presidente del WWF Campania)

Dott. Vincenzo Cenname (ing. ambientale e sindaco di Camigliano - CE)

Parteciperanno:
Sig. Biagio Lusini (Sindaco di Teverola)
Ing. Nicola Morra (Presidente Circolo Incontro)
Dott. Aldo Paciello (Specialista Otorinolaringoiatra)
Dott. Francesco Bortone (Consigliere provinciale politiche sociali)

Modererà l'incontro la Dott.ssa Alessandra Tommasino, giornalista del "Mattino"













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La differenziata “terra a terra” e il ritorno dei bidoni stracolmi di rifiuti. Aspettando la nuova emergenza

di Gabriele Vedova*
A raccolta differenziata avviata, fortunatamente solo in una ridotta zona della città, comprendo cosa intendessero quanti, nel centro destra, parlavano di traguardo storico. Ad Aversa è stato infatti inaugurato un metodo di raccolta differenziata del tutto innovativo, forse unico in Italia, sicuramente più moderno della ormai superata raccolta porta a porta. E’ la raccolta “TERRA A TERRA”. Chiunque voglia rendersi conto della geniale trovata della nostra amministrazione può procurasi il foglio illustrativo, con annesso calendario di deposito, distribuito dalla ditta incaricata e dall’indomito assessore Luciano, che coraggiosamente, con tanto di stand pubblico, continua a immolarsi esponendosi alle critiche dei cittadini ormai inferociti. Oltre a propagandare l’apertura DELL’ISOLA ECOLOGICA IN ZONA CAPPUCCINI, ancora in costruzione e dunque non fruibile ai cittadini, dal foglio informativo si comprende con chiarezza che, fatta eccezione per la frazione umida, la vera raccolta differenziata, quella della plastica, della carta e del secco, avverrà all’aria aperta, come in una immensa discarica ospitata per le strade cittadine: gli unici sacchetti a poter esser depositati negli appositi bidoni saranno quelli del cosiddetto organico, l’umido. Tutto il resto, secco, plastica e carta, probabilmente umido o secco lo diventeranno, a seconda degli agenti atmosferici cui saranno lasciati esposti: si legge nel foglio informativo che “tutto il resto” va depositato “a terra”, nei giorni prestabiliti, vicino ai contenitori dell’umido. Insomma, ai cittadini volenterosi si danno due possibilità: o recarsi in zona cappuccini, per costatare che l’isola ecologica è irrimediabilmente chiusa, o lasciare per terra i sacchetti differenziati.
Viene da chiedersi: i cittadini aversani pagano la TARSU per un servizio del genere? E alla Senesi, che neanche lo spazzamento e la normale raccolta riesce ad assicurare, continua ad essere corrisposto quanto previsto dal contratto? Basta infatti fare un giro in altre zone di Aversa, come VIA BELVEDERE, VIA DIASI E LA ZONA DEL PONTE MEZZOTTO, non interessate ancora dalla differenziata di Luciano & CO, per rendersi conto che questa mattina le fortunate famiglie della zona si sono svegliate salutando il ritorno dei vecchi cari bidoni stracolmi di rifiuti, arricchiti, qua e là da frigoriferi e vecchi mobili lasciati marcire sui marciapiedi. Siamo ormai prossimi al periodo estivo. Il caldo comincia già a farsi sentire, come a breve cominceranno a farsi sentire e a pesare le legittime e normali richieste di ferie degli operatori addetti alla raccolta. Tutto sembra lasciar presagire scenari che qualcuno, maldestramente, aveva affermato che mai più si sarebbero riproposti. Il fallimento, in forme e modi che sinceramente neanche noi avevamo immaginato, è sotto gli occhi di tutti. Cos’altro dobbiamo attendere perché Il sindaco Ciaramella si decida a correre ai ripari con misure serie, fuori dalla propaganda, evitando agli aversani la mortificazione di una nuova emergenza igienico sanitaria? Se, come sembra, gli eterni contrasti in seno alla maggioranza di centro destra non consentono neanche la normale amministrazione, meglio dichiarare conclusa un’esperienza che continua stancamente a trascinarsi e ritornare, subito, alle urne.

*Componente assemblea nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà.

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30 mag 2011

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Realtà e sogno

di Gabriele Vedova*
Ci si aspettava fuochi d’artificio e invece, a quasi una settimana dalla tanto attesa conferenza stampa di presentazione dell’avvio della differenziata, ad Aversa tutto ancora tace. Non mi riferisco certo alle domande sulla gestione complessiva in tema di igiene urbana, poste prima all’assessore al ramo e poi al capogruppo PDL in consiglio. L’arroganza data da numeri ancora favorevoli, induce taluni ad ignorare istanze pur molto sentite, derubricandole, talvolta distrattamente talvolta con inusitato rancore dialettico, ad interessi propagandistici della solita sinistra disfattista. In democrazia ciascuno è padrone delle proprie scelte e ciascuno anche per questo sarà giudicato quando saremo richiamati alle urne.
Mi riferisco invece al cosiddetto taglio del nastro, avvenuto in una conferenza stampa un po’ sotto tono rispetto alle aspettative, seguita da un comunicato altrettanto insolito, ricco di tanti, vaghi, buoni propositi ed enunciazioni di principio, un po’ inutili vista la fonte istituzionale.
Per evitare di essere influenzato dal disfattismo menzognero ed estremista tipico della sinistra, decantato da alcuni con insolita e sospetta proprietà di linguaggio, ho provato a seguire le poche indicazioni concrete contenute nel comunicato stampa. Ho visitato il sito internet della SENESI spa, unico riferimento di questa titanica opera. Ciò che ciascun cittadino aversano può leggere è, allo stato, abbastanza fantasioso.
Per la raccolta differenziata la Senesi ha posizionato in ogni zona della città di Aversa quattro tipi di carrellati che raccoglieranno quattro tipologie di rifiuti differenti. Altri sono presenti, inoltre, presso le due stazioni ecologiche dove i cittadini potranno recarsi negli orari e nei giorni prestabiliti.”
Ho fatto un giro per la città ma dei cosiddetti “carrellati multicolore” neanche traccia. Solo i soliti bidoni verdi per l’indifferenziato e qualche contenitore appartenente al vecchio consorzio. Ho provato allora a recarmi, “negli orari prestabiliti”, all’isola ecologica più vicina alla mia abitazione, quella in zona cappuccini, ma la strada era interrotta e inaccessibile per lavori in corso. Realtà e sogno. E’ a questo punto che ho ripensato alle ultime affermazioni di chi, appena pochi giorni fa, mi accusava di voler convincere gli entusiasti cittadini aversani che le meraviglie poste in opera dal centro destra erano solo un sogno.
La raccolta differenziata, si sa, non è cosa semplice da organizzare, soprattutto quando ad essere coinvolta è un’utenza vasta come quella della nostra città. Otto anni, però, credo siano un periodo di tempo abbastanza lungo per assicurare ai cittadini, con gradualità, un servizio degno di questo nome. Otto anni credo bastino anche ad organizzare un minimo di comunicazione efficace, utile non solo a sensibilizzare e incentivare, ma anche a svelare, ad esempio, ai volenterosi cittadini/contribuenti, l’intero percorso virtuoso che, come istituzione, ho immaginato di far fare ai loro preziosi rifiuti: che fine farà la loro plastica domestica, come e dove tratterò il loro umido, a quali prodotti finiti sarà servita la carta pazientemente raccolta nelle nostre abitazioni e, soprattutto, quanto tutto ciò ci costerà.
Questo nei sogni. O in una realtà diversa. Che evidentemente saremo, di qui a poco, tutti chiamati a ricostruire. Realtà e sogno, appunto.
*Componente assemblea nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà

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26 mag 2011

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Vedova (Sel): De Michele tanto coraggioso quanto maldestro

Devo riconoscere che di questi tempi non è semplice riuscire trovare un consigliere comunale che sia disposto a cimentarsi nel’arduo ruolo di difensore d’ufficio di uno degli assessori più criticati della giunta Ciaramella. Il consigliere de Michele merita per questo tutta la mia solidarietà e il mio vivo apprezzamento. Purtroppo devo dire che il tentativo risulta tanto coraggioso quanto maldestro. Avevamo lasciato De Michele, appena pochi mesi fa, intento a ripulire via Michelangelo con tanto di ramazza e bidoni, lo ritroviamo ora, in una situazione pressoché identica, a tessere le lodi di amministrazione che, non solo in tema di rifiuti, è oggetto di critiche serrate soprattutto nella stessa maggioranza consiliare che la sostiene. Confesso che preferisco ricordarlo in quella veste, forse insolita ma più genuina, sicuramente più rispettosa dell’intelligenza altrui. La città raccontata da de Michele è la raffigurazione plastica, virtuale, che si materializza d’incanto ogni qual volta si osi chieder conto dell’operato, o dell’inerzia, di chi governa. Difficilmente si riesce a trovare interlocutori disposti fornire spiegazioni credibili. Più facile, come in questo caso, è suscitare la solita reazione scomposta di chi non ha altri argomenti. L’esercito del bene, il partito dell’amore, è di nuovo pronto a combattere l’ennesima sfida lanciata dalla solita sinistra, dipinta come “estrema” tutte le volte che dice cose scomode, sempre pronta a raccontar menzogne e ad urlare cattiverie. In realtà, sulla cattiveria di taluni, che, come avvoltoi, non arrestano le proprie mire fameliche neanche dinanzi ad improvvisi e seri problemi di salute, ci sarebbe molto da dire. Lasciamo però ad altri questo tipo di argomentazioni e ritorniamo ai fatti.
Innanzitutto, se davvero esistessero tanti cittadini entusiasti dell’operato del centro destra in tema di rifiuti, non credo che un consiglio comunale aperto susciterebbe tanta preoccupazione. E’ chiaro a tutti che la realtà è molto diversa da come la racconta l’impavido De Michele. Sono i cittadini ad essere nervosi e stufi, non la mia parte politica, e se il consigliere si fermasse davvero ad ascoltarli forse ne sarebbe consapevole. I cittadini che si domandano, ad esempio, perché pagano una TARSU così alta per vedere spazzata la strada in cui abitano anche una sola volta alla settimana e perché chi governa, e chi è preposto al controllo degli adempimenti contrattuali, permette che ciò accada. Si domandano perché un deposito di rifiuti, chiamato impropriamente isola ecologica, sia stato allocato a ridosso di civili abitazioni e di una struttura sanitaria e di come sia possibile, in queste condizioni, continuare ad annunciare per mesi l’avvio della differenziata. Si domandano chi vigili sulla reale provenienza dei rifiuti ingombranti scaricati giornalmente a via Perugia, per lo smaltimento dei quali il comune paga profumatamente con i soldi degli aversani, o perché, a fronte di tanti annunci roboanti, a via Michelangelo, dove risiede anche il consigliere de Michele, l’esperienza virtuosa della differenziata, partita otto anni fa a costo zero, sia stata inspiegabilmente e di colpo interrotta. Tutte domande che anche questa volta saranno lasciate senza risposta. In ogni caso, quand’anche la tanto annunciata montagna riuscisse finalmente a partorire il topolino, vorrei rammentare al buon consigliere de Michele la differenza che intercorre fra ciò che, per legge, è previsto che un’amministrazione faccia e ciò che può essere considerato un “fatto storico”. Non è certo ancora il nostro caso, ma quando i due concetti coincidono, quando cioè il rispetto della legge diventa un “fatto storico”, degno di esser ricordato, di solito non è buon segno.
Gabriele Vedova
*Membro assemblea nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà

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21 mag 2011

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Aversa: Rifiuti. Vedova (Sel): Si è perso il senso del ridicolo


Le ultime esternazioni del delegato alla N.U. del Sindaco Ciaramella mostrano che ad Aversa si è completamente perso il senso del ridicolo. Il centro destra governa Aversa da circa dieci anni, e questo è un dato. Oltre ad aver risolto il problema occupazionale di pochi fortunati, con un ricambio, negli anni, continuo e costante degli assessori in giunta, il suo oggettivo fallimento è sotto gli occhi di tutti. Che Aversa, rispetto a dieci anni fa, sia oggettivamente peggiorata, in termini sociali e culturali, in termini di vivibilità complessiva, è una considerazione che accomuna gran parte della popolazione, a prescindere dall’appartenenza politica. La gestione dei rifiuti è parte integrante, se non centrale di questo fallimento. I risultati del nostro comune in quest’ambito sono stati molto al di sotto persino di ciò che per legge spettava fare: dopo la fine dei consorzi pubblici, carrozzoni clientelari alla cui gestione tutti hanno partecipato in maniera bipartisan, il comune non ha saputo far altro che selezionare, con procedure discutibili, un’azienda privata che gestisse raccolta e smaltimento. I costi di gestione, come la Tarsu, sono aumentati notevolmente senza nessun sostanziale beneficio in termini di miglioramento del servizio. La raccolta differenziata, ad oggi, è ancora pressochè ferma al palo, così come i lavori che interessano le isole ecologiche previste per legge, che tante polemiche hanno suscitato fra i cittadini aversani. Trasparenza e partecipazione, rispetto a scelte che così da vicino li riguardano, sono pura fantascienza. Di fronte a un simile fallimento l’assessore Luciano non trova di meglio che rispolverare l’argomento trito e ritrito di Bassolino, argomento che nelle ultime elezioni napoletane non sembra peraltro aver funzionato granchè. Ma tant’è. Comincio, ora, a comprendere perché, anche all’interno della sua stessa maggioranza, Luciano abbia tanti delatori e la sua poltrona sia stata e sia tutt’ora tra le più traballanti della giunta Ciaramella.
Ricapitoliamo: a dicembre 2010 l’assessore dichiara che la differenziata porta a porta sarebbe partita entro marzo. A marzo annuncia, suo malgrado, che per intoppi burocratici relativi all’isola ecologica di via cappuccini (lavori tutt’ora in corso) ci sarebbe stato uno slittamento ulteriore di qualche mese e che presumibilmente “l’ora x” sarebbe scattata a maggio, coinvolgendo TUTTE LE UTENZE DOMESTICHE e completando così il lavoro già avviato sulla grande distribuzione, esercizi commerciali e mercato ortofrutticolo (la famosa percentuale del 25%, ora salita magicamente al 30). A fine aprile sembrava fosse fatta: un manifesto annunciava l’agognato avvio, con tanto di foto di gruppo con gli operatori sorridenti. Oggi, 19 maggio, apprendiamo che la campagna informativa non è ancora partita e che a fine mese solo 3500 utenze cittadine saranno coinvolte da questa titanica impresa. Peraltro, fra i fortunati vincitori della lotteria di maggio ci sarebbero, per ammissione dello stesso assessore, anche i residenti di parte della città che la differenziata la fa già da anni, e che, da qualche mese, si sono visti inspiegabilmente privati degli appositi contenitori, sostituti da bidoni verdi, tutti uguali. Insomma, il gioco delle tre carte, venduto e rivenduto peraltro con scarsa abilità. La raccolta differenziata in realtà è però solo un dettaglio, rispetto a una gestione complessiva del ciclo dei rifiuti che ad Aversa risulta a dir poco opaca. L’assessore Luciano, tanto solerte nel rispondere infastidito alle sollecitazioni del mio partito, dovrebbe, con altrettanta solerzia, avere la cortesia di fornire dettagliate e trasparenti spiegazioni in merito a più di un aspetto.
Innanzitutto rispetto allo STATO DI ABBANDONO DI INTERE ARTERIE CITTADINE, periferiche e non solo, che di spazzamento non sentono parlare da tempo e che versano nel degrado più assoluto. L’assessore al ramo avrebbe quantomeno il compito di verificare che l’impresa delegata alla raccolta e allo spazzamento adempia agli obblighi contrattuali previsti sulla carta, visto che a pagarla sono i cittadini. Potrebbe, il buon assessore, dire qualcosa rispetto alla COLLOCAZIONE DELLA COSIDDETTA ISOLA ECOLOGICA DI VIA PERUGIA, allocata a ridosso di una struttura sanitaria e di numerose private abitazioni, esposte ad un viavai continuo di camion che, ad ogni ora e senza alcun controllo sulla provenienza dei rifiuti che scaricano, allietano le loro giornate. Forse è anche così che si raggiungono le percentuali di differenziata spesso millantate, gonfiate da rifiuti che con gli aversani non hanno nulla a che vedere ma che gli stessi aversani pagano attraverso la TARSU, ulteriormente aumentata. Potrebbe, l’assessore Luciano, spiegarci quali strumenti, se e quando la differenziata vera partirà, ha in mente per incentivare i cittadini a farla. Quando ad esempio potremo, come città civili a pochi passi da noi, immaginare di PAGARE L’IMMONDIZIA IN BASE A QUANTA NE PRODUCIAMO E A QUANTO DIFFERENZIAMO, non certo in base alla dimensione delle nostre abitazioni. Rispetto a tali interrogativi il silenzio più assoluto. Rispetto a tanta colpevole inerzia sorge il fondato sospetto che i giorni tragici dell’emergenza rifiuti e dei cumuli dati alle fiamme possano ritornare ad essere a breve una drammatica realtà, capace di attrarre gli appetiti di chi, camorra e lobbies imprenditoriali dell’incenerimento, ne trarrebbero immediati e lauti guadagni. 
In conclusione. Non credo di poter biasimare più di tanto chi, nella sua stessa maggioranza, pur se quasi sempre animato da interessi molto individuali, ha chiesto più volte la sostituzione del delegato alla N.U. 
A loro chiediamo solo di tradurre una rivendicazione “interessata” in un piccolo servizio alla città. Si convochi subito un consiglio comunale aperto ai cittadini sul tema rifiuti e la discussione diventi pubblica e trasparente. E’ il minimo sindacale che una città, troppe volte ferita in quest’ambito, chiede ai propri amministratori.

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19 mag 2011

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Maggio è arrivato, la raccolta differenziata no!

La prima metà di Maggio è ampiamente superata e ad Aversa non si hanno ancora notizie dell'avvio della raccolta differenziata NU sull'intero territorio comunale, a differenza di quanto promesso pubblicamente dall'Amministrazione comunale.
Dopo aver assicurato ad una delegazione di SEL Aversa, ricevuta dall'assessore Luciano in data 14/12/2010, che la raccolta differenziata per le utenze domestiche sarebbe partita entro tre mesi - cioè nel Marzo 2011, visto che quel millantato 25% già raccolto era riferito solamente ai residui del mercato ortofrutticolo ed ai cartoni della grande distribuzione - l' Amministrazione Comunale comunicò ufficialmente alla città che l'inizio della stessa raccolta sarebbe slittato a Maggio.
Noi di SEL, responsabilmente, ritenemmo che un rinvio ci poteva anche stare purché dovuto, beninteso, a sempre possibili e comprensibili ritardi tecnico-burocratici e non a problemi politici riferiti ai continui valzer di poltrone in Giunta; "valzer" che vedono coinvolta anche la poltrona dell'assessore al ramo.

Ma desta a tutt'oggi grande scetticismo il recente annuncio comunale, con manifesti in tutta la città, secondo il quale a Maggio sarebbe partita la raccolta differenziata.

Peraltro, la comparsa dei suddetti manifesti è coincisa con l'inspiegabile "stop" alla raccolta differenziata nell'unica zona di Aversa (parte di quella sud) dove si faceva da anni e dove invece i bidoni per la differenziata sono stati stranamente sostituiti da normali bidoni verdi, tutti uguali. Un ulteriore segnale che non lascia certo ben sperare e rispetto al quale gradiremmo una spiegazione.

Insomma, siamo giunti a Maggio inoltrato ed ancora tutto tace sull'argomento, soprattutto per quanto concerne l'informazione ai cittadini, in qualsiasi forma, sulle modalità di avvio di questo determinante servizio.
Non può passare inosservato, dunque, questo clamoroso e perdurante silenzio nei confronti di una popolazione che sulla "questione Rifiuti" è stata più volte ferita.
Senza contare, inoltre, che la ditta preposta alla raccolta e smaltimento della NU aversana continua ad essere integralmente e lautamente pagata (coi soldi pubblici, cioè di tutti i cittadini) per un servizio svolto solo in parte rispetto agli obblighi contrattuali.

Dobbiamo iniziare a pensare che ci troviamo di fronte all'ennesima presa in giro ai danni degli aversani?

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5 mag 2011

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Il trio di Greg Burk ad Aversa il 7 maggio

Sarà il pianista Greg Burk a chiudere con un altro Big Event la stagione winter del Lennie Tristano con un concerto che si annuncia importante già a partire dalla sua formazione, composta, oltre che da Burk, dal bassista Ron Seguin e dal drummer John Arnold.
Originario di Detroit, ma amante dell’Europa al punto di dedicare al nostro continente almeno una tournèe all’anno, Burk propone al pubblico un jazz raffinato ed elegante, non avulso da sperimentazioni molto ardite, ma sempre memore della tradizione jazzistica del passato. Innumerevoli sono state le sue collaborazioni artistiche, non ultima quella che lo ha visto accompagnare il sassofonista afro-danese John Tchicai con il suo quartetto.
Il suo ultimo lavoro discografico, Ecstatic weanderings, registrato in duo con Bob Moses, è stato acclamato dalla critica come il miglior album del 2010 ed ha ottenuto una menzione speciale dalla AAJ – NYC. Non meno importante Unduality, lavoro in duo con Vincente Lebron, astro delle percussioni, definito un non - linear album, capace di esplorare al tempo stesso la musica di Bach e quella visionaria di Lebron. Sempre con Moses e con il grande Steve Swallow ha invece inciso Nothing knowing nel 2005 e con Ron Seguin Many worlds, registrato in quartetto insieme a Henry Cook e Michel Lambert.
Sul palcoscenico dell’ Hotel del Sole, cornice abituale per il club aversano ormai dalla scorsa stagione, Burk si esibirà con il bassista canadese collaboratore di Dave Liebmann e Billy Cobham, e con John Arnold, nipote del grande Hoagy Carmichael, drummer newyorkese di eccezionali qualità, che vanta collaborazioni con tutti i più grandi artisti del jazz americano, da Chet Baker a Barney Kessel, da Jerome Harris a Uri Caine .

GREG BURK TRIO

GREG BURK piano
RON SEGUIN bass
JOHN ARNOLD drums


Sabato 7 maggio - Salone delle Feste dell’Hotel del Sole – Piazza Mazzini Aversa



Infoline: 328 8479115 - 349 8732513

Ufficio stampa: Nicola Di Santo 349 4010640

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28 mar 2011

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Aversa: nasce il comitato "Aversa vota Si per fermare il nucleare"

Aversa Vota SI per fermare il nucleare. Chiare le parole d’ordine con cui, in vista del referendum del 12 e 13 Giugno, la mobilitazione contro il nucleare approda nella seconda città di Terra di Lavoro.
Il comitato antinuclearista aversano, sorto spontaneamente in rete appena qualche settimana fa e già dotato dei più diffusi strumenti di comunicazione on line (sito internet, contatto facebook ed e-mail), nasce, come si legge dalle pagine del blog, “grazie all’impegno di un gruppo cittadini aversani, convinti che ciò che è accaduto in Giappone è la drammatica, tragica conferma che il nucleare a “prova di incidenti” non esiste e che la sicurezza delle centrali atomiche è ormai solo una favola, alla quale gli italiani dimostreranno di non credere.”
La prima riunione del neo comitato, “Aversa Vota SI per fermare il Nucleare”, si è tenuta in via Rossini, presso la sede aversana della Fabbrica di Nichi, che, con numerose altre associazioni (Avversa.blogspot.com, CamUrrà, CGIL Aversa, Ecodem Aversa, Fare Democratico Aversa, I.D.F. Aversa, Legambiente Aversa, MEDUC Caserta, WWF Aversa), ha aderito all’iniziativa. “Il comitato – sottolineano gli organizzatori – è politicamente trasversale. Il tema del nucleare è troppo importante e non può essere ricondotto ad appartenenze partitiche o a questioni ideologiche. Ecco perché anche la sede delle prossime riunioni sarà itinerante. Vogliamo che l’intera cittadinanza sia informata sui referendum di giugno”.
Proprio a garanzia di un’informazione capillare, a partire dalla prossima settimana, saranno allestiti i gazebo per la diffusione del materiale informativo sul Referendum del 12 e 13 Giugno. “il nostro obbiettivo – dichiarano Titti Lucariello, dell’associazione CamUrrà e Stefano Tonziello, dell’associazione MEDUC – è il raggiungimento del quorum. Per impedire che nel nostro paese torni l’incubo delle centrali atomiche, con scorie radioattive di cui nessuno sa che fare, è necessario che circa 25 milioni di cittadini vadano a votare. Ad Aversa e in tutto l’agro vogliamo fare la nostra parte. Con gazebo e banchetti informativi saremo presenti su tutto il territorio, cercando di spiegare l’importanza di andare a votare, dicendo il proprio SI per fermare l’incubo del nucleare.
Il lavoro di informazione e coinvolgimento che ci aspetta da qui al 12 giugno – concludono Luigi Grassia e Pasquale Pandolfi, ideatori del blog del comitato – sarà tutt’altro che semplice. Vogliamo quindi rivolgerci a tutti coloro che hanno ancora a cuore il futuro della nostra terra, già vergognosamente martoriata, ai singoli cittadini, agli studenti e alle associazioni, ai movimenti religiosi e ai partiti, perché non facciano mancare il loro contributo di idee ed energie. L’impegno di ciascuno sarà determinante. E’ormai chiaro che è in gioco il futuro delle generazioni presenti e future.”

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1 mar 2011

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Appello per modifica DL Rinnovabili a difesa del fotovoltaico

Da qualche mese è in discussione il Decreto Legge di recepimento delle direttive comunitarie per la promozione delle fonti rinnovabili. Venerdì pomeriggio è stata resa pubblica una bozza che prevede a sorpresa il seguente testo all'articolo 23 comma 11 lettera d):
a decorrere dal 1 gennaio 2014 viene abrogato il conto energia. Nel caso di raggiungimento anticipato dell'obiettivo specifico per il solare fotovoltaico, fissato a 8.000 MW per il 2020 è sospesa l'assegnazione di incentivi per ulteriori produzioni da solare fotovoltaico fino alla determinazione, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del mare, sentita la Conferenza unificata, di nuovi obiettivi programmatici e delle modalità di perseguimento;
Cosa possiamo fare


Copia e incolla il seguente testo in una mail da spedire ai responsabili della stesura e approvazione del DL sulle rinnovabili:


segreteria.capogabinetto@sviluppoeconomico.gov.it ; ufficio.stampa@sviluppoeconomico.gov.it;
segreteria.ministro@sviluppoeconomico.gov.it ; ufficio.legislativo@sviluppoeconomico.gov.it ;
dipartimento.energia@sviluppoeconomico.gov.it ;ufficio.stampa@tesoro.it ;
segreteria.ministro@minambiente.it;


Inserendo nell'oggetto:


URGENTE: Appello per modifica DL Rinnovabili a difesa del fotovoltaico


Perché dobbiamo evitare che venga approvato il testo che sospende gli incentivi una volta raggiunto il tetto degli 8.000 MWp
Essendo previsto il raggiungimento degli 8.000 MWp già entro l'estate (tra impianti collegati e in via di collegamento siamo infatti già a circa 7 GWp) un simile testo porterebbe a:


  1. un blocco immediato da parte delle banche dei finanziamenti di nuovi impianti perché i tempi di connessione sono sempre lunghi e incerti e pertanto non si può essere sicuri di rientrare negli ultimi 1.000 MWp disponibili
  2. un conseguente stop del mercato e una inevitabile crisi delle aziende del setto


 
APPELLO




Chiedo di modificare il testo sul fotovoltaico, presente nel DL di recepimento delle direttive comunitarie per la promozione delle fonti rinnovabili, in modo da garantire continuità al settore.
Raggiunto l'obiettivo degli 8.000 MWp non è assolutamente ammissibile la sospensione degli incentivi senza prima aver definito il nuovo quadro incentivante.
Il fotovoltaico dà lavoro a decine di migliaia di persone in Italia e nel 2010 le aziende italiane attive nel fotovoltaico hanno raggiunto un fatturato totale di circa 40 miliardi di Euro, contribuendo al PIL nazionale per oltre il 2%: senza il fotovoltaico avremmo un PIL 2010 in calo rispetto al 2009 e meno introiti per l'erario italiano di 2 miliardi di Euro.


Se operi nel settore aggiungi il seguente testo, compilandolo coi numeri mancanti:


Se sei il titolare:
La mia azienda è operativa nel fotovoltaico con X persone e nel corso di quest'anno pagherà X Euro di tasse allo Stato Italiano grazie al Conto Energia.


Se sei un dipendente:


Lavoro in un'azienda che opera nel fotovoltaico. Senza il Conto Energia sarei probabilmente uno dei tanti disoccupati italiani.
Se ha a cuore il bene del Paese (lavoro, bilancio dello Stato, ambiente) deve lavorare per stralciare dal DL lo scellerato articolo 23 comma 11 lettera d).


In fede,


Nome Cognome

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