Sabato 9 maggio Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia e candidato di Sinistra e Libertà alle elezioni europee del 6 e 7 giugno, sarà a Caserta. Tra qualche giorno il luogo e l'ora dell'evento.
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1 mag 2009
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Presentate le liste dei candidati di Sinistra e Libertà. La Circoscrizione Sud
Sono sta
te presentate le liste dei candidati per le Elezioni Europee del 6 e 7 giugno. Tante donne (di cui tre sono a capo delle 5 liste circoscrizionali), molte personalità non riconducibili a nessun partito ma espressione della diffusa "società civile" di sinistra, qualche amministratore locale, gli ottimi europarlamentari uscenti (tra i più presenti e attivi, secondo le statistiche, al Parlamento di Strasburgo), pochi "uomini d'apparato" e l'impegno diretto del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, unico candidato in tutte le circoscrizioni: questi i tratti salienti delle liste.L'obiettivo dunque è quello di superare lo sbarramento del 4% e ridare speranza ad una prospettiva di Sinistra moderna, in Italia e in Europa.
Circoscrizione 4 Italia Meridionale
1 Vendola Nichi (Presidente Regione Puglia)
2 Di Lello Marco (Coordinatore segreteria PS)
3 Di Palma Dino (Presidente Consiglio provinciale Napoli)
4 Catizone Eva (ex sindaco di Cosenza)
5 Vozza Salvatore (sindaco di Castellamare di Stabia)
6 Santroni Daniela (già consigliera regionale Abruzzo)
7 Battaglia Imma (dirigente informatico, leader storica movimento gay, presidente di Gay Project)
8 Barretta Francesco (Presidente CIA Crotone)
9 Marrello Luigi (assessore provinciale Cosenza)
10 Cammarano Raffaele (Presidente IACP Salerno)
11 Caruso Franz (avvocato penalista)
12 D'Aimmo Isadora (assessora provinciale Napoli)
13 Durante Giuseppe (oncologo, primario Don Uva Bari)
14 Massaro Maria Grazia (studentessa universitaria medicina)
15 Pignataro Fernando (già segretario regionale CGIL Calabria)
16 Ragosta Michele (consigliere regionale Campania)
17 Rosania Gerardo (consigliere regione Campania)
18 Salvatore Giovanna (operaia)
te presentate le liste dei candidati per le Elezioni Europee del 6 e 7 giugno. Tante donne (di cui tre sono a capo delle 5 liste circoscrizionali), molte personalità non riconducibili a nessun partito ma espressione della diffusa "società civile" di sinistra, qualche amministratore locale, gli ottimi europarlamentari uscenti (tra i più presenti e attivi, secondo le statistiche, al Parlamento di Strasburgo), pochi "uomini d'apparato" e l'impegno diretto del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, unico candidato in tutte le circoscrizioni: questi i tratti salienti delle liste.L'obiettivo dunque è quello di superare lo sbarramento del 4% e ridare speranza ad una prospettiva di Sinistra moderna, in Italia e in Europa. Circoscrizione 4 Italia Meridionale
1 Vendola Nichi (Presidente Regione Puglia)
2 Di Lello Marco (Coordinatore segreteria PS)
3 Di Palma Dino (Presidente Consiglio provinciale Napoli)
4 Catizone Eva (ex sindaco di Cosenza)
5 Vozza Salvatore (sindaco di Castellamare di Stabia)
6 Santroni Daniela (già consigliera regionale Abruzzo)
7 Battaglia Imma (dirigente informatico, leader storica movimento gay, presidente di Gay Project)
8 Barretta Francesco (Presidente CIA Crotone)
9 Marrello Luigi (assessore provinciale Cosenza)
10 Cammarano Raffaele (Presidente IACP Salerno)
11 Caruso Franz (avvocato penalista)
12 D'Aimmo Isadora (assessora provinciale Napoli)
13 Durante Giuseppe (oncologo, primario Don Uva Bari)
14 Massaro Maria Grazia (studentessa universitaria medicina)
15 Pignataro Fernando (già segretario regionale CGIL Calabria)
16 Ragosta Michele (consigliere regionale Campania)
17 Rosania Gerardo (consigliere regione Campania)
18 Salvatore Giovanna (operaia)
(Per alcuni candidati è specificato il link al loro sito e/o blog)
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30 apr 2009
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Senza la TV l’inceneritore di Acerra non funziona
Un mese fa la fastosa inaugurazione del contestatissimo inceneritore di Acerra, fra gran scodinzolare di giornalisti, reti televisive e mezzi di comunicazione. Qualche esempio? Il 26 marzo il Corriere della Sera titolava, sul suo sito “Acerra, in funzione il termovalorizzatore”, con contorno di orgogliose dichiarazioni del Cavaliere: “Lo Stato c’è” - tuonava il premier - “Questa è una partenza […] per risolvere il problema dei rifiuti in tutta Italia”. Ancora qualche giorno dopo, il 30 marzo, era il sito dell’AGI a dare lustro all’evento: “Attualmente l’impianto e’ funzionante e dalle 23 di ieri sera, quando e’ stato riacceso, ha bruciato una media di 25 tonnellate all’ora ad una temperatura di circa 1.000 gradi”, riportava fedelmente l’agenzia, anticipando che entro la fine di maggio l’impianto sarebbe passato, da semplice inceneritore, alla funzione di vero e proprio “termovalorizzatore”. Niente di più lontano dalla verità. Nonostante il gran battage mediatico, l’incensato inceneritore ancora non è in funzione e non lo sarà prima dell’autunno.
E’ stato chiuso il giorno stesso dell’inaugurazione (come a dire: una volta andate via le telecamere…) e le stesse webcam di Bertolaso, inquadrate dal sito www.emergenzarifiuticampania.it, mostrano dei camini perennemente senza fumi, diradate sfumacchiate bianche di prova a parte. Lo stesso sito di Bertolaso d’altra parte (della cui affidabilità, già, è lecito dubitare) prevede la messa in funzione per giugno, smentendo il premier che aveva parlato di apertura a gennaio e lavoro a pieno ritmo della struttura in marzo. Conferma la notizia anche Raffaele Del Giudice, direttore di LegaAmbiente Campania: “A quanto ci risulta l’impianto non è in funzione e per giunta non è noto il protocollo di funzionamento. Cosa gravissima, perché se tra sei mesi entrasse in funzione non potremmo ad esempio capire se le emissioni misurate sono in linea con quelle annunciate”. Insomma: fra il dire e il fare c’è in mezzo un mare. Di rifiuti. E di inutile propaganda.
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Gomorra in mano agli invisibili
I casalesi agli ordini dei latitanti dimenticati: affari e violenze ora puntano a Nord
Fonte: La Stampa del 30/04/2009
Roberto Saviano è appena atterrato a Fiumicino, reduce da un lungo giro che, per ultimo, lo ha portato in Sp
agna. E’ un modo, questo movimento continuo, per rendere meno pesante l’assedio che lo scrittore subisce dai malacarne che vorrebbero cancellarlo dalla propria terra. Appare sempre alquanto sorpreso, Saviano, dall’accoglienza che gli viene riservata all’estero, ma preferisce glissare su alcune notizie che riguardano proprio i suoi ultimi contatti col governo spagnolo. Non conferma, ma è trapelato che quel ministro dell’Interno gli ha offerto il posto di consulente tecnico per i problemi legati alla presenza mafiosa nei paesi costieri della Spagna. E’ un fatto che ad Alicante, in Andalusia, hanno svernato e svernano mafiosi e camorristi e che i cartelli messicani della coca stanno per soppiantare i colombiani con alleanze italiche. Ma Saviano nega che possa esistere per lui un qualsiasi ruolo tecnico: «Non ne sarei capace. Il mio mestiere è scrivere». E rimane vago sull’indiscrezione circa un incontro coi capi dei vari dipartimenti della polizia spagnola per uno scambio di idee. Dice semplicemente di essere colpito dall’attenzione con cui i governi europei cercano argini ai pericoli del contagio mafioso.
Saviano, ha sentito della cattura di Michele Bidognetti?
«E’ un buon colpo la cattura di un rappresentante dell’ala stragista dei casalesi, ma non comanda lui a Caserta. Diciamo che non è il rappresentante più emblematico di quel miscuglio melmoso di borghesia e crimine».
Chi comanda a Gomorra?
«Comandano i latitanti e precisamente Michele Zagaria, detto “capastorta”, e Antonino Iovine “o ninno”. Personaggi pericolosissimi per la capacità criminale ma anche per il loro potere imprenditoriale e per l’appeal che esercitano sulla buona borghesia. Qualche esempio? Il fratello di Zagaria, Pasquale detto Bin Laden, è stato il primo mafioso a sfondare al Nord, come dimostrano una serie di inchieste su appalti e lavori eseguiti a Parma. Si tratta di gente capace delle cose più turpi ma anche di “battezzare” le proprie imprese con nomi tipo “Stendhal costruzioni”».
Lei ha avuto contatti diretti con lorsignori?
«Con i loro picciotti. Al processo Spartacus lanciavano sguardi infiammati dalle gabbie, mi schernivano e poi mi hanno detto:”Salutaci tanto don Peppino”, riferendosi a don Peppino Diana ucciso dalla camorra, e dunque annunciando che avrei fatto la sua stessa fine».
Stanno in carcere?
«C’è un continuo ricambio, entrano ed escono. Il problema è che i processi non sempre riescono a depotenziare i clan. Quelli condannati e pene minori rientrano alla grande, i latitanti sembrano essere dimenticati: il risultato è che la cosiddetta società civile li continua a temere o preferisce fingere di non vedere e non sapere. Anche fuori territorio: Iovine, per esempio, è stato sotto osservazione per affari a Roma, credo di ricordare un suo interessamente per il locale notturno “Gilda”. E ricordo i subappalti di Zagaria per la costruzione del Centro commerciale di Marcianise».
Gomorra, dunque, sta ancora tutta lì?
«Diciamo che non si capisce bene ciò che sta accadendo. C’è una situazione fluida e pericolosa. Non è stato ancora interrotto il filo che attraversa la rete di affari, anche dopo la cattura di Giuseppe Setola e di Francesco Bidognetti. Proprio lì sono venuti fuori i rapporti tra la borghesia produttiva e la macelleria mafiosa. Gli appalti gestiti da un fratello di Setola nell’intera provincia di Caserta, intrecci sotterranei come il ruolo di primo piano di Riccardo Iovine, fratello di Carmine, nella gestione dell’ospedale di Caserta che è al centro dell’inchiesta che ha provocato l’arresto della signora Mastella e, indirettamente, la caduta del governo Prodi. Insomma non tutto sembra chiaro e definito. E non arrivano schiarite da notizie come la scelta del presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, di dedicarsi al Bureau Medical di Lourdes, o come il precipitoso ritiro del sindaco di Castelvorturno. Sono sintomi della difficoltà di ripristinare la legalità in questi territori».
Sembra impressionato dalla innaturale convivenza fra mafia e società civile.
«Mi chiedo cosa possa legare i due mondi. Ci può essere rapporto con chi, come i Bidognetti, hanno avvelenato la terra con tonnellate di rifiuti tossici? Con chi fa violentare e uccidere una ragazza, fiaccandola con iniezioni di latte sui muscoli, perchè decide di rimanere fedele al suo ragazzo, uccidendo poi anche lui che la cercava? Con chi fa assassinare il medico curante della madre, colpevole di non essere riuscito a strapparla al cancro? Eppure c’è chi, da direttore di un quotidiano, parlo della Gazzetta di Caserta, pubblica tranquillamente una lettera del camorrista “Sandokan”, facendola precedere dal distico “La ringrazio per la stima”. Gli unici punti di riferimento morali ed etici in Campania sembrano rimasti il cardinal Sepe a Napoli e mons. Nogaro a Caserta. Il resto è proprio buio».
Fonte: La Stampa del 30/04/2009
Roberto Saviano è appena atterrato a Fiumicino, reduce da un lungo giro che, per ultimo, lo ha portato in Sp
agna. E’ un modo, questo movimento continuo, per rendere meno pesante l’assedio che lo scrittore subisce dai malacarne che vorrebbero cancellarlo dalla propria terra. Appare sempre alquanto sorpreso, Saviano, dall’accoglienza che gli viene riservata all’estero, ma preferisce glissare su alcune notizie che riguardano proprio i suoi ultimi contatti col governo spagnolo. Non conferma, ma è trapelato che quel ministro dell’Interno gli ha offerto il posto di consulente tecnico per i problemi legati alla presenza mafiosa nei paesi costieri della Spagna. E’ un fatto che ad Alicante, in Andalusia, hanno svernato e svernano mafiosi e camorristi e che i cartelli messicani della coca stanno per soppiantare i colombiani con alleanze italiche. Ma Saviano nega che possa esistere per lui un qualsiasi ruolo tecnico: «Non ne sarei capace. Il mio mestiere è scrivere». E rimane vago sull’indiscrezione circa un incontro coi capi dei vari dipartimenti della polizia spagnola per uno scambio di idee. Dice semplicemente di essere colpito dall’attenzione con cui i governi europei cercano argini ai pericoli del contagio mafioso.Saviano, ha sentito della cattura di Michele Bidognetti?
«E’ un buon colpo la cattura di un rappresentante dell’ala stragista dei casalesi, ma non comanda lui a Caserta. Diciamo che non è il rappresentante più emblematico di quel miscuglio melmoso di borghesia e crimine».
Chi comanda a Gomorra?
«Comandano i latitanti e precisamente Michele Zagaria, detto “capastorta”, e Antonino Iovine “o ninno”. Personaggi pericolosissimi per la capacità criminale ma anche per il loro potere imprenditoriale e per l’appeal che esercitano sulla buona borghesia. Qualche esempio? Il fratello di Zagaria, Pasquale detto Bin Laden, è stato il primo mafioso a sfondare al Nord, come dimostrano una serie di inchieste su appalti e lavori eseguiti a Parma. Si tratta di gente capace delle cose più turpi ma anche di “battezzare” le proprie imprese con nomi tipo “Stendhal costruzioni”».
Lei ha avuto contatti diretti con lorsignori?
«Con i loro picciotti. Al processo Spartacus lanciavano sguardi infiammati dalle gabbie, mi schernivano e poi mi hanno detto:”Salutaci tanto don Peppino”, riferendosi a don Peppino Diana ucciso dalla camorra, e dunque annunciando che avrei fatto la sua stessa fine».
Stanno in carcere?
«C’è un continuo ricambio, entrano ed escono. Il problema è che i processi non sempre riescono a depotenziare i clan. Quelli condannati e pene minori rientrano alla grande, i latitanti sembrano essere dimenticati: il risultato è che la cosiddetta società civile li continua a temere o preferisce fingere di non vedere e non sapere. Anche fuori territorio: Iovine, per esempio, è stato sotto osservazione per affari a Roma, credo di ricordare un suo interessamente per il locale notturno “Gilda”. E ricordo i subappalti di Zagaria per la costruzione del Centro commerciale di Marcianise».
Gomorra, dunque, sta ancora tutta lì?
«Diciamo che non si capisce bene ciò che sta accadendo. C’è una situazione fluida e pericolosa. Non è stato ancora interrotto il filo che attraversa la rete di affari, anche dopo la cattura di Giuseppe Setola e di Francesco Bidognetti. Proprio lì sono venuti fuori i rapporti tra la borghesia produttiva e la macelleria mafiosa. Gli appalti gestiti da un fratello di Setola nell’intera provincia di Caserta, intrecci sotterranei come il ruolo di primo piano di Riccardo Iovine, fratello di Carmine, nella gestione dell’ospedale di Caserta che è al centro dell’inchiesta che ha provocato l’arresto della signora Mastella e, indirettamente, la caduta del governo Prodi. Insomma non tutto sembra chiaro e definito. E non arrivano schiarite da notizie come la scelta del presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, di dedicarsi al Bureau Medical di Lourdes, o come il precipitoso ritiro del sindaco di Castelvorturno. Sono sintomi della difficoltà di ripristinare la legalità in questi territori».
Sembra impressionato dalla innaturale convivenza fra mafia e società civile.
«Mi chiedo cosa possa legare i due mondi. Ci può essere rapporto con chi, come i Bidognetti, hanno avvelenato la terra con tonnellate di rifiuti tossici? Con chi fa violentare e uccidere una ragazza, fiaccandola con iniezioni di latte sui muscoli, perchè decide di rimanere fedele al suo ragazzo, uccidendo poi anche lui che la cercava? Con chi fa assassinare il medico curante della madre, colpevole di non essere riuscito a strapparla al cancro? Eppure c’è chi, da direttore di un quotidiano, parlo della Gazzetta di Caserta, pubblica tranquillamente una lettera del camorrista “Sandokan”, facendola precedere dal distico “La ringrazio per la stima”. Gli unici punti di riferimento morali ed etici in Campania sembrano rimasti il cardinal Sepe a Napoli e mons. Nogaro a Caserta. Il resto è proprio buio».
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29 apr 2009
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Oggi mercoledì 29 aprile alle ore 9.30 presso l'aula bunker del carcere di Poggioreale è ripresa l'udienza del Processo FIBE Bassolino con la testimonianza del consulente della Procura della Repubblica Ing. Paolo Rabitti che sta ricostruendo l'intera vicenda dell'appalto FIBE. Si tratta di un passaggio fondamentale di tutto l'iter processuale, dal quale potrebbero scaturire gli elementi di prova necessari ad accertare le responsabilità. Noi ci saremo sempre perché ci aspettiamo che sia fatta finalmente giustizia ma è necessario che ci siate anche voi perché i cittadini italiani, e campani in particolare, hanno il diritto di sapere cosa è accaduto in questi 15 anni e di chi sono le responsabilità.
CO.RE.Ri.
Sito: www.rifiuticampania.org
Email: contatti@rifiuticampania.org
Tel: 334-6224313
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Comunicato del CO.RE.Ri: Invito ai giornalisti su processo FIBE
Fonte: Comunicato Stampa
C'è un processo che si sta celebrando in questi giorni a Napoli, nell'aula bunker di Poggioreale, che sta tentando di stabilire la verità, almeno quella giudiziaria, su quanto è accaduto in Campania negli ultimi 15 anni di Emergenza Rifiuti. E' un processo importante, che dovrebbe accertare le responsabilità di politici, amministratori e imprenditori che in questi anni hanno determinato o anche solo consentito che Napoli e la Campania sprofondassero sotto migliaia di tonnellate di rifiuti e le fertili campagne dell'entroterra venissero invase da discariche più o meno "illegittime" e da milioni di ecoballe putrescenti.
Forse è la più grande truffa della storia del nostro paese.
Eppure solo uno sparuto gruppuscolo di giornalisti sta documentando la fase dibattimentale di un processo che vede coinvolti gli ex vertici di FIBE - Impregilo, la società che avrebbe dovuto gestire i rifiuti in Campania in questi anni, il governatore della Campania Antonio Bassolino e altre 27 persone.
Manca tutta o quasi l'informazione che conta. Probabilmente impegnata nelle veline di palazzo, a "rassicurare" il popolo campano che, dopo che il centro di Napoli è stato ripulito, l'emergenza è finita e che l'inceneritore di Acerra è bello, inquina poco e funziona a pieno ritmo.
Ma la verità è un'altra. Ed è compito dei giornalisti raccontarla.
E allora, come CO.RE.Ri. Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, rivolgiamo un appello a tutti i giornalisti campani.
Forse è la più grande truffa della storia del nostro paese.
Eppure solo uno sparuto gruppuscolo di giornalisti sta documentando la fase dibattimentale di un processo che vede coinvolti gli ex vertici di FIBE - Impregilo, la società che avrebbe dovuto gestire i rifiuti in Campania in questi anni, il governatore della Campania Antonio Bassolino e altre 27 persone.
Manca tutta o quasi l'informazione che conta. Probabilmente impegnata nelle veline di palazzo, a "rassicurare" il popolo campano che, dopo che il centro di Napoli è stato ripulito, l'emergenza è finita e che l'inceneritore di Acerra è bello, inquina poco e funziona a pieno ritmo.
Ma la verità è un'altra. Ed è compito dei giornalisti raccontarla.
E allora, come CO.RE.Ri. Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, rivolgiamo un appello a tutti i giornalisti campani.
Oggi mercoledì 29 aprile alle ore 9.30 presso l'aula bunker del carcere di Poggioreale è ripresa l'udienza del Processo FIBE Bassolino con la testimonianza del consulente della Procura della Repubblica Ing. Paolo Rabitti che sta ricostruendo l'intera vicenda dell'appalto FIBE. Si tratta di un passaggio fondamentale di tutto l'iter processuale, dal quale potrebbero scaturire gli elementi di prova necessari ad accertare le responsabilità. Noi ci saremo sempre perché ci aspettiamo che sia fatta finalmente giustizia ma è necessario che ci siate anche voi perché i cittadini italiani, e campani in particolare, hanno il diritto di sapere cosa è accaduto in questi 15 anni e di chi sono le responsabilità.
CO.RE.Ri.
Sito: www.rifiuticampania.org
Email: contatti@rifiuticampania.org
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26 apr 2009
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la tappa in Campania
3 MAGGIO CASTELVOLTURNO
H.17.00
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Un onda Libera: musica per la legalità sui beni confiscati alle mafie
Fonte: Comunicato Stampa
Da Piazza
del Plebiscito a Napoli,in occasione della XIV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, è pronta a partire la carovana, guidata dai Modena City Ramblers, con musica, teatro di strada, giocoleria, poesia e gastronomia "resistente" sui beni confiscati alle mafie e riutilizzati grazie al lavoro di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Itinerante dal 25 aprile al 9 maggio. Dalla giornata dedicata alla Resistenza alla giornata in cui perse la vita Peppino Impastato; un viaggio per ripercorrere i valori che congiungono il sacrificio dei partigiani al sacrificio di chi oggi in Italia combatte ogni giorno contro le mafie. In queste due settimane di viaggio i Modena City Ramblers porteranno la loro musica ed il loro nuovo album "Onda Libera" in una serie di luoghi ove i beni confiscati alla mafia si sono trasformati o sono in via di trasformazione, grazie al lavoro di Libera ed al suo presidente Don Ciotti, in realtà oneste e produttive.
Da Piazza
del Plebiscito a Napoli,in occasione della XIV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, è pronta a partire la carovana, guidata dai Modena City Ramblers, con musica, teatro di strada, giocoleria, poesia e gastronomia "resistente" sui beni confiscati alle mafie e riutilizzati grazie al lavoro di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Itinerante dal 25 aprile al 9 maggio. Dalla giornata dedicata alla Resistenza alla giornata in cui perse la vita Peppino Impastato; un viaggio per ripercorrere i valori che congiungono il sacrificio dei partigiani al sacrificio di chi oggi in Italia combatte ogni giorno contro le mafie. In queste due settimane di viaggio i Modena City Ramblers porteranno la loro musica ed il loro nuovo album "Onda Libera" in una serie di luoghi ove i beni confiscati alla mafia si sono trasformati o sono in via di trasformazione, grazie al lavoro di Libera ed al suo presidente Don Ciotti, in realtà oneste e produttive. la tappa in Campania
3 MAGGIO CASTELVOLTURNO
H.17.00
MODENA CITY RAMBLERS
con gli A67
I Carmina Burana - Gli Effetto Venturi
con gli A67
I Carmina Burana - Gli Effetto Venturi
-Fattoria località Centore-
Via Pietro Pagliuca/SP 161-4° trav. a destra
Via del Cigno
Via Pietro Pagliuca/SP 161-4° trav. a destra
Via del Cigno
Come arrivare
Sulla Via Domitiana/SS7quater (Direzione Castel Volturno verso Mondragone) al bivio altezza Pescopagano (poco dopo Ditellandia), al semaforo svoltare a destra in via Pietro Pagliuca/SP 161, dopo 2,7 km, svoltare nuovamente a destra nella traversa (trovi indicazione) dopo 300 metri arrivi a destinazione.
Sulla Via Domitiana/SS7quater (direzione Mondragone verso Castel Volturno) al bivio altezza Pescopagano (poco prima di Ditellandia), al semaforo svoltare a sinistra in via Pietro Pagliuca/SP 161, dopo 2,7 km, svoltare nuovamente a destra nella traversa (trovi indicazione), dopo 300 metri arrivi a destinazione.
Sulla Via Domitiana/SS7quater (Direzione Castel Volturno verso Mondragone) al bivio altezza Pescopagano (poco dopo Ditellandia), al semaforo svoltare a destra in via Pietro Pagliuca/SP 161, dopo 2,7 km, svoltare nuovamente a destra nella traversa (trovi indicazione) dopo 300 metri arrivi a destinazione.
Sulla Via Domitiana/SS7quater (direzione Mondragone verso Castel Volturno) al bivio altezza Pescopagano (poco prima di Ditellandia), al semaforo svoltare a sinistra in via Pietro Pagliuca/SP 161, dopo 2,7 km, svoltare nuovamente a destra nella traversa (trovi indicazione), dopo 300 metri arrivi a destinazione.
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25 Aprile: Vendola, da Berlusconi revisionismo puzzolente e melmoso
Fonte: Comunicato Stampa
In seguit
o alla celebrazione del 25 aprile, Nichi Vendola, di Sinistra e Libertà, ha commentato duramente le dichiarazioni di esponenti del centrodestra che hanno parlato di pari dignita’ per le vittime di entrambi i fronti della guerra di liberazione.
”E’ un brutto revisionismo, puzzolente e melmoso - ha detto Vendola a Milano -. Non possiamo equiparare chi stava a Salo’ con i partigiani. Questa riconciliazione non ha senso”.
Riferendosi alla presenza, per la prima volta, del premier Silvio Berlusconi alle celebrazioni per il 25 Aprile, Vendola ha affermato: ‘’se viene per una operazione mas-mediatica non funziona. Non si puo’ celebrare il 25 Aprile - ha concluso - ma poi mettere da parte i valori della Costituzione che è nata dalla liberazione”.
In seguit
o alla celebrazione del 25 aprile, Nichi Vendola, di Sinistra e Libertà, ha commentato duramente le dichiarazioni di esponenti del centrodestra che hanno parlato di pari dignita’ per le vittime di entrambi i fronti della guerra di liberazione.”E’ un brutto revisionismo, puzzolente e melmoso - ha detto Vendola a Milano -. Non possiamo equiparare chi stava a Salo’ con i partigiani. Questa riconciliazione non ha senso”.
Riferendosi alla presenza, per la prima volta, del premier Silvio Berlusconi alle celebrazioni per il 25 Aprile, Vendola ha affermato: ‘’se viene per una operazione mas-mediatica non funziona. Non si puo’ celebrare il 25 Aprile - ha concluso - ma poi mettere da parte i valori della Costituzione che è nata dalla liberazione”.
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Rapporto sullo stato dell'ambiente di Aversa
Il territorio del comune di Aversa ha una superficie totale di 8,73 chilometri quadrati, e concentra una serie di problematiche ambientali diverse e significative.
Possiamo suddividere i temi ambientali prioritari nel seguente modo:
1. Inquinamento atmosferico
2. Inquinamento delle acque e delle risorse idriche
3. Natura e biodiversità
4. Rifiuti
5. Suolo e sottosuolo
Clicca sui temi ambientali per approfondire
Per il WWF:
Dott. Alessandro Gatto (Responsabile regionale settore rifiuti del WWF)
Dott. Francesco Autiero (Presidente WWF agro aversano-Napoli nord e litorale domizio)
Possiamo suddividere i temi ambientali prioritari nel seguente modo:
1. Inquinamento atmosferico
2. Inquinamento delle acque e delle risorse idriche
3. Natura e biodiversità
4. Rifiuti
5. Suolo e sottosuolo
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Per il WWF:
Dott. Alessandro Gatto (Responsabile regionale settore rifiuti del WWF)
Dott. Francesco Autiero (Presidente WWF agro aversano-Napoli nord e litorale domizio)
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24 apr 2009
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"Per La Sinistra Matese" si presenta
"Per La Sinistra Matese" si presenta.
Domenica 26 Aprile alle 10.30 in piazza Carmine
Domenica 26 Aprile alle 10.30 in piazza Carmine
a
Piedimonte Matese
Piedimonte Matese
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Esce l'Altro, nuovo quotidiano di Sansonetti
In occasione del 25 Aprile il secondo numero zero, distribuito gratuitamente, del nuovo quotidiano di Piero Sansonetti l'Altro.
Il 1° maggio sarà in edicola al prezzo di un euro.
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